Un dente cariato che non vuol guarire

Quando qualche anno fa si decise finalmente di ricostruire il palazzo a Piazza Vittorio tra via Emanuele Filiberto e via Conteverde per chi come me pur avendo una certa età non ha mai visto l’aspetto originale della piazza, fu una piacevole sorpresa. Certo, dopo tutto il tempo passato si poteva pretendere un’architettura un pò più raffinata e meno scontata ma la certezza di rivedere la piazza non più come se fosse stata bombardata l’altro ieri passava su tutto.  Poi gli scavi per le fondamenta, l’avanzamento dei lavori a un ritmo tutto sommato accettabile infine quando sembrava imminente la parola “fine” uno stop tanto improvviso quanto inaspettato. Cosa è successo ? Il solito, scontato ritrovamento archeologico. Ho detto scontato perchè dovendo scavare in una zona come l’Esquilino è matematicamente certo di trovare mura e suppellettili risalenti al periodo imperiale dell’antica Roma ma bisognerebbe avere una certa elasticità perchè se viene rinvenuta una statua, degli affreschi, dei marmi policromi, dei mosaici o delle stanze di qualche antica “Domus” importante posso capire che si arrestino i lavori ma se si ritrovano tracce di mura perimetrali   o semplice vasellame non è che si possa aggiungere molto a quello che già si conosce e che è esposto in quasi ogni angolo della città.  La sovraintenza se vuole può decidere in breve tempo e a questo proposito vorrei ricordare un episodio di qualche anno fa. Il teatro Jovinelli era stato restaurato da poco quando l’Acea decise di creare una nuova linea sotterranea per cambiare i cavi per l’energia elettrica ormai usurati e poco affidabili. Si procedette ad uno scavo di appena un paio di metri sotto il piano stradale e a via Giolitti dinanzi la chiesa di S. Bibiana vennero rinvenute mura e suppellettili di epoca romana (cfr. Esquilino-oggi/immagini). I lavori vennero subito interrotti ma in capo a quindici venti giorni dopo aver catalogato il ritrovamento e asportato gli oggetti rinvenuti si decise di richiudere e terminare i lavori. Ecco, vorrei che fosse sempre utilizzato lo stesso metro di giudizio perchè già dobbiamo sopportare carenze e ritardi di ogni tipo ma se ad ogni lavoro importante dobbiamo mettere sempre in preventivo mesi e mesi se non anni di stop  e variazioni al progetto originario corriamo il rischio di fare del rione un cantiere permanente e vedere sempre più da lontano le realizzazioni architettoniche e le risoluzioni urbanistiche delle altre capitali europee. Non riesco a capire ,poi, perchè dobbiamo porre vincoli a profusione se viene rinvenuto un pezzo di muro di epoca romana e poi siamo capaci di mandare in rovina e abbandonare monumenti unici come il Ninfeo degli Horti Liciniani !

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L’Inferno a Porta Maggiore

Ieri 15 gennaio è stata una strana giornata ,  la mattina  sul “Messaggero” un lettore  lamentava il pessimo stato della strada all’incrocio tra Viale Manzoni  e via di Porta Maggiore; il pomeriggio l’incidente a Porta Maggiore tra il trenino e un tram . Ho ripensato al post pubblicato su questo blog il 6 u.s. “C’è buca e buca” : iniziavo con la denuncia con tanto di fotografie delle buche all’incrocio e finivo con l’invito a rivedere l’intera viabilità del rione e l’adozione della ZTL. A pochi giorni da quello scritto il grave incidente con 26 feriti fortunatamente non gravi ma non degno di una moderna capitale europea e le ripercussioni disastrose sul traffico non solo dell’Esquilino ma dell’intero quadrante sud est di Roma. Non c’è da dire altro ma ci sono da prendere provvedimenti urgenti  perché :

  • 1. Non è la prima volta che accade un incidente del genere a Porta Maggiore (cfr. articolo del Messaggero del 15/01/09)
  • 2. Porta Maggiore è un nodo nevralgico per il traffico dell’intero quadrante sud-est di Roma
  • 3. E’ forse l’unico luogo in cui si intersecano tram, trenini, autobus, autocarri, autoveicoli, motoveicoli e pedoni contemporaneamente e in quantità notevole.
  • 4. Alcuni mezzi tranviari e specialmente alcuni mezzi della ferrovia Laziali- Giardinetti sono pericolosamente obsoleti essendo stati costruiti addirittura negli anni ’20.
  • 5. I moderni sistemi di sicurezza sono praticamente assenti .
  • 6. I conducenti di tram, trenini ed autobus che passano diverse volte al giorno a Porta Maggiore sono sottoposti ad uno stress enorme guidando mezzi che pesano tonnellate e dovendo fare attenzione ad automobilisti, scooteristi, ciclisti e pedoni che sgusciano da ogni parte.
  • 7. L’associazione degli abitanti di via Giolitti da anni si batte per eliminare il passaggio del trenino Laziali Giardinetti da Porta Maggiore alla Stazione dei Laziali essendo causa di inquinamento intollerabile (la polvere ferrosa si può raccogliere con la paletta e i palazzi circostanti sono tutti rossastri ai primi piani) e continui microsismi che minano la stabilità di palazzi e monumenti.
  • 8. C’è bisogno di un serio e approfondito studio dei flussi del traffico anche in previsione dello smantellamento del tratto della sopraelevata che porta a Via Prenestina
  • 9. Pur essendo assolutamente d’accordo che il domani del trasporto pubblico di superficie viaggi su rotaia è inaccettabile che nel 2009 possano ancora verificarsi degli incidenti del genere, l’errore umano sarà certamente la causa del fatto ma non possiamo chiudere la faccenda semplicisticamente addossando la responsabilità ad un conducente poco concentrato. O si prendono provvedimenti seri o Porta Maggiore diverrà una cellula impazzita per il traffico dell’intero quadrante sud est di Roma.

Internet non finisce mai di stupire

Spesso e volentieri utilizzando un motore di ricerca nella “rete” per trovare un argomento o un sito escono fuori dei link che non ti saresti mai immaginato. Ed è quello che è successo a me durante le feste natalizie : ho trovato su Youtube questo filmato opera di mywaay46 che pubblicamente ringrazio relativo ad una elaborazione virtuale in 3D di un progetto per l’utilizzazione del Ninfeo degli Horti Liciniani (conosciuto anche come Tempio di Minerva Medica) restaurato, illuminato ed adattato per un evento particolare.  Non voglio aggiungere altro per non togliervi il gusto della sorpresa ma sento il bisogno di sottolineare che un monumento del genere opportunamente ridonato all’interesse dei turisti e al centro di un area che potrebbe diventare un parco archeologico di eccezionale interesse storico e culturale aprirebbe degli orizzonti impensabili non solo per la riqualificazione ma anche per la rivalutazione definitiva dell’Esquilino con una ricaduta positiva  in termini economici  per attrarre imprenditori e creare nuove opportunità di lavoro. Ma più che le parole contano le immagini e quindi vi invito a vedere il video qui sotto e … sognare per un minuto  ….

C’è buca e buca

Sabato 3 gennaio : questa era la situazione all’incrocio tra viale Manzoni e via Principe Eugenio.  Le foto purtroppo non rendono giustizia sull’effettiva profondità e ampiezza delle buche, vi possiamo assicurare che erano un vero e proprio attentato all’incolumità dei pedoni, dei motociclisti e delle sospensioni e i pneumatici delle autovetture.
Poi verso le ore 13, forse sono fischiate le orecchie a qualcuno ed è arrivata una squadra che ha rattoppato alla bene e meglio le buche. Ora pur essendo contrari ad interventi estemporanei che lasciano il tempo che trovano, la situazione era talmente compromessa che non c’era lo spazio per altri lavori.  Però passata l’emergenza si rende necessaria un’attenta
riflessione sul da farsi. In primo luogo è necessario il rifacimento del manto stradale dell’intero incrocio non senza prima aver consolidato il sottofondo perchè per chi ha la memoria corta ricordiamo che due anni e mezzo fa si è aperta una voragine nel bel mezzo delle vie. Poi è urgente mandare in pensione i jumbo bus della linea 105 a favore di autobus più leggeri e manovrabili perchè via di Porta Maggiore nell’attuale configurazione non è in grado di assorbire le terribili sollecitazioni che questi mezzi arrecano alla strada e ai palazzi circostanti. Nel medio termine è indispensabile ridisegnare tutta la viabilità della zona dopo un’ attenta analisi dei flussi di traffico e tenendo presente che la  metro C e il nuovo capolinea dei tram alla Stazione Termini rivoluzioneranno in termini positivi l’offerta del trasporto pubblico. Non deve più accadere di spendere fiumi di danaro pubblico e rendersi conto a lavori ultimati che la corsia preferenziale non può essere utilizzata dagli autobus per mancanza di spazio ! Senza dimenticare che non c’è  residente del rione Esquilino che non sia d’accordo sull’adozione della ZTL che risolverebbe fin da subito tanti problemi

Scene di ordinario degrado all’Esquilino n.2

Iniziamo l’anno con le immagini che sembrano identiche (ma non lo sono!) a quelle postate su questo blog  il 24 ottobre scorso. Sono passati più di due mesi ma in barba alle segnalazioni i motorini sono ancora lì . Continueremo  con questo tormentone finchè il problema non sarà risolto.

Buon Anno !

- 2

- 1Buon Anno !

 Felice anno nuovo a tutti voi. Fine anno : tempo di bilanci. Il nostro, per quanto riguarda i primi mesi di esistenza di questo blog è alquanto lusinghiero forse al di là delle più rosee previsioni. E di questo vi ringraziamo. Per il 2009 per fare il definitivo salto di qualità vi chiediamo un pò più di collaborazione : commentate i post, criticate quello che c’è da criticare, proponete argomenti; solo la dialettica ci può far crescere e far arrivare le nostre istanze a chi di dovere.  Per finire un solo augurio : che il 2009 sia per tutti meno brutto di quanto le previsioni ci voglono far credere !

Auguri

minerva01

Auguri di

Buone Feste

dal rione Esquilino

Il degrado, l’esempio , la speranza

Degrado a Via Giolitti
Degrado a Via Giolitti

Domenica 14 dicembre ore 11 capolinea della linea 70 a via Giolitti. A prima vista sembrerebbe l’ennesima scena di degrado all’Esquilino : un portico, i soliti abominevoli graffiti, un piccolo nucleo familiare di sbandati che ha scelto questo posto per farne la propria dimora. Solo per questo me ne sarei guardato bene di fare una foto : ne vediamo talmente tante di scene del genere  che ormai , purtroppo, ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma è un particolare che mi ha fatto riflettere e convinto che era utile rendere pubblica questa situazione per discuterne un po’ : la donna sta leggendo un libro ! Nonostante l’estrema indigenza  e il degrado  quella donna non si sottrae al piacere di leggere qualcosa. Ecco questo dovrebbe rappresentare un insegnamento per tutti noi che troppo spesso presi dal vortice della vita moderna non riusciamo più  a leggere non dico un libro ma neppure un giornale. Non dovremmo demandare ad altri la gestione della  nostra conoscenza ma al contrario dovremmo sforzarci per leggere di più e quindi conoscere quanto più possibile del mondo che ci circonda. Solo così potremmo riaccendere la speranza per un domani migliore in tutti i sensi perché solo la cultura (ma quella vera non quella contrabbandata da troppi millantatori) ci può far capire molte cose e può far aprire il nostro animo a nuove esperienze . Sicuramente quella donna mi ha fatto un regalo di Natale del tutto inaspettato e inconsapevole, mi ha confermato che la voglia di conoscere ed arricchire la propria cultura non te la può togliere nessuno e dipende solo da te stesso . Non ci sono scuse ! Certo a lei  non importerà nulla di avermi fatto questo regalo di Natale e senz’altro preferirebbe leggere il libro in un ambiente più decente e confortevole ma questo è un altro discorso che non può essere affrontato con quattro parole. L’unica cosa che si può dire è che tutti noi, ma proprio tutti, dovremmo fare un esame di coscienza perché simili scene non si ripetano non solo per motivi di decenza, ma principalmente perchè degli esseri umani  nel terzo millennio non siano costretti a vivere ai margini della società in uno stato di abbruttimento fisico ma ,per fortuna, non morale

The day after ?

In questi giorni molti alberi del rione sono stati abbattuti per timore che cadessero per i nubifragi e le grandinate degli ultimi tempi.  Alberi malati,  colpevolmente trascurati per lunghi anni e potenzialmente pericolosi alla luce anche del tragico fatto che ha visto morire il mese scorso un ragazzo di tredici anni sotto il peso di un pesantissimo tronco caduto per la violenza di un temporale. Speriamo solo che le assicurazioni di piantare dei nuovi arbusti più adatti a sopportare lo smog e le mutate condizioni climatiche non si tramutino nelle classiche promesse da marinaio. A tal proposito le fotografie qui sotto evidenziano dei monconi di alberi abbattuti da anni in viale Manzoni e in via di Porta Maggiore ma mai ripiantati. Addirittura quello di viale Manzoni all’incrocio con via Principe Eugenio è divenuto un mini cassonetto per i rifiuti pur avendone vicino due (e sottolineo due!) . Segnaliamo quindi che c’è bisogno di un organico piano di plantumazione per tutto il rione non solo per sostituire gli alberi abbattuti in questi giorni ma anche per ripristinare il decoro e l’estetica dei viali che caratterizzano l’Esquilino eliminando quell’atmosfera  da day after  che si respira vicino a questi monconi.

Incrocio viale Manzoni via Principe Eugenio
Incrocio viale Manzoni via Principe Eugenio

 

Via di Porta Maggiore accanto allex benzinaio
Via di Porta Maggiore accanto all'ex benzinaio

 

Via di Porta Maggiore di fronte alla vetrina dellautosalone Fiat
Via di Porta Maggiore di fronte alla vetrina dell'autosalone Fiat

sogni, progetti e realtà

La Repubblica 17/05/2002

“Dalla nuova Piazza Vittorio all’arte il futuro dell’Esquilino

Si può raccontare in mille modi l’esplosione dei prezzi delle case di questo Esquilino che affianca la stazione Termini e ne assorbe gran parte delle energie lungo strade e piazze che sembrano non avere mai pace. E’ il rione più indaffarato, movimentato e un po’ alieno, non al resto del mondo ma proprio ai romani più tradizionalisti; strade e piazze che la destra vuole ancora a “tolleranza zero” verso gli extracomunitari, e che invece muove decine di volti noti della sinistra ad organizzare cose inusuali, come una nostop di lettura dedicata a Gadda perché “l’Esquilino è anche nuova cultura”. Sono luoghi comunque, di grande caos nel senso più allargato e sociale. Ma proprio per questo sono anche le strade dove ormai da anni l’amministrazione di centrosinistra ha messo in piedi un tour de force di progetti urbanistici – il più eclatante lo spostamento del mercato di Piazza Vittorio, il più futuribile una grande piastra ideata da Grandi Stazioni che ricoprirà parte dei binari di Termini per consentire il parcheggio di centinaia di auto, ma anche la vendita all’asta, in autunno, di centinaia di case comunali in via Giolitti – anche per dimostrare politicamente qualche altra cosa: che conta di più dare spazi decorosi a un mercato ad alto rischio igienico, restaurare portici e risanare palazzi fatiscenti, illuminare ben bene strade quasi straniere per ridare orgoglio al rione umbertino, piuttosto che far spazio solo a eclatanti blitz polizieschi, alla voglia di pugno duro della destra o alle fiaccolate con slogan di vero razzismo. E così sempre più l’Esquilino sta diventando l’agglomerato di metri cubi di antico pregio con il più formidabile potenziale di crescita, complice anche il passaparola dei pionieri artisti, registi, scrittori, attori che da qualche anno vi hanno trovato casa.
Un esempio, piazza Vittorio: da un giorno all’altro, dopo il via dell’ultimo banco, i prezzi al metro quadro delle case con affaccio è balzato di un milione di lire tondo tondo, dai 3 ai 4, per poi continuare a crescere perché i cantieri proseguono, ed entro l’estate partirà anche il rifacimento del marciapiede intorno, con i lastroni di basalto suggeriti dalle soprintendenze. E sotto i portici, si completerà il colorato pavimento in bullettato genovese. E se il nuovo Ambra Jovinelli va e vive, a breve si aprirà di fronte il grande albergo da 250 stanze con megaparcheggio pubblico. Vicino, nella ex caserma Sani e alla ex elementare Pellico di piazza Dante cominceranno a circolare gli studenti della Sapienza, mentre sta andando in appalto l’allargamento dei marciapiedi di via Merulana. E nel cosiddetto “palazzo bombardato” tra via Merulana e via Labicana un altro privato realizzerà un hotel di lusso. L’Acquario di piazza Fanti sarà sede dell’Ordine degli Architetti, mentre il “dente cariato”, sì, lo chiamano così, di via Giolitti verrà in parte abbattuto e in parte sarà un altro albergo, con un suo quasi gemello a cinque stelle anche all’inizio di via Marsala. Ma si lavora molto anche per accellerare lo spostamento dei magazzini cinesi che tormentano le notti degli abitanti, nelle aree di Commercity fuori dal Gra e sono finiti i lavori del nuovo “giardino delle mura” in via Carlo Felice. E il Campidoglio un po’ si autocelebra, sta consegnando casa per casa un depliant sul nuovo volto dell’Esquilino.

di Simona Casalini
da La Repubblica del 17/05/2002″

 

Un vecchio articolo di “La Repubblica” che fotografa la situazione dell’Esquilino  nel 2002. Da allora diversi progetti sono stati realizzati, altri sono ancora in corso d’opera (come il palazzo in costruzione a Piazza Vittorio che sarà esaminato in un prossimo post), altri sono stati per il momento accantonati (copertura-parcheggio sulla stazione Termini, mega albergo a via Marsala).  Uno solo non ha visto mai la luce ed è stato abbandonato senza che nessuno ci dicesse mai il perché : il trasferimento delle attività commerciali cinesi a Commercecity all’esterno del GRA. Come il problema fosse già importante e sentito anche allora lo testimoniano le parole dell’articolista  e che il progetto esistesse e fosse già in fase di realizzazione ve lo confermo io insieme a tante altre persone dell’Associazione degli abitanti di via Giolitti con le quali partecipai  alle riunioni con gli esponenti dell’allora assessorato alle attività produttive  del Comune di Roma con a capo l’On. Valentini che ci assicurarono che in sei mesi quasi tutti i magazzini all’ingrosso sarebbero stati trasferiti.  Perché c’è stato un brusco stop ? Perché, in pratica , non è stato trasferito quasi alcun magazzino ? Perché il Comune non mai dato nessuna spiegazione di questo dietro front ?  Perché nel corso degli anni successivi  fino ad oggi (vedi Via A. Cappellini) è continuata la caccia  ad  altri immobili del rione da parte dei commercianti cinesi ? A Milano nella scorsa estate è stato siglato un patto tra la comunità cinese di Via Sarpi e il Comune per la costruzione di un nuovo centro per il commercio al di fuori della città storica e questo in concomitanza con la realizzazione di opere di urbanizzazione che stanno  cambiando la faccia a quel quartiere tanto simile al nostro Esquilino . Perché qui a Roma con una struttura già pronta e che ora ha addirittura la nuova Fiera di Roma  vicino non si è dato il via al progetto ? Chi si è opposto, e perché ? Ci piacerebbe avere delle risposte ma anche in mancanza di queste è lecito chiedersi se è ancora troppo presto per assistere ad  un ritorno alla normalità e alla legalità per le attività commerciali del nostro rione .

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