Cliccando sul link a fondo pagina è possibile vedere alcune rare ed interessanti immagini dei disegni che testimoniano i problemi che ebbe l’ingegner Mazzoni negli anni ’30 nel progettare la testata della nuova Stazione Termini dal momento che esistevano due scuole di pensiero : chi voleva un edificio più che altro funzionale e moderno, chi lo voleva maestoso e rappresentativo. Tali ritardi ne impedirono la costruzione prima dell’inizio del secondo conflitto mondiale e fu per questo che nel dopoguerra venne indetta una nuova gara per il progetto di questa opera che vide la scelta dell’elaborato redatto dallo studio dell’architetto Vitellozzi che portò alla costruzione dell’odierno “dinosauro”. Questa documentazione è importante che venga conosciuta non solo per un interesse culturale e storico, ma perchè sembra che in vista del Giubileo Straordinario a distanza di circa ottant’anni venga realizzata, anche se solo parzialmente, e quindi rivalutata, un’altra idea del Mazzoni, quella cioè di allargare lo spazio antistante la galleria della stazione dalla parte di via Giolitti all’altezza dell’incrocio con via Gioberti. Ne riparleremo più diffusamente quando avremo delle informazioni più dettagliate in merito.
Per ora vediamo i prospetti di quelle opere che non vennero mai realizzate grazie al contributo del sito “Roma Sparita”
Foto storiche di Roma – Gara Progetti Stazione Termini Anno: Fine anni ’30
via Stazione Termini.


Un itinerario in due ville sconosciute dell’Esquilino. La villa Astalli è una delle tre ville barocche sopravvissute all’urbanizzazione dell’Esquilino, e si distingue per i suoi bei busti. La magnifica villa Altieri compare per la prima volta nella pianta del Falda del 1667. Fu realizzata dall’architetto Giovanni Antonio De Rossi, che aveva progettato precedentemente anche il palazzo della famiglia Altieri, presenta una bella facciata con due rampe, fontana e giardino… [
Visita itinerante sull’esquilino per conoscere la storia e le vicende della villa del Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte alla metà del Seicento. La villa venne demolita alla fine dell’Ottocento e alcuni reperti – tra i quali la celebre Porta Magica di piazza Vittorio – furono ricollocati in altre areei… [




