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I cartoni “icone” dell’Esquilino

Nei prossimi giorni speriamo che siano finalmente prese delle decisioni serie sul problema dei rifiuti di Roma, altrimenti ci ritroveremo a dover combattere una realtà non troppo dissimile da quella di Napoli. Quindi ci vogliono delle direttive responsabili e lungimiranti da parte di chi ci amministra perchè si abbondonino per sempre le discariche tipo Malagrotta e si inizi a ragionare in termini di raccolta differenziata, termovalorizzatori e tecnologie innovative per il ciclo di raccolta dei rifiuti e  produzione di energia . Ma tutto questo non basterà se non si farà opera di convincimento  anche drastica (multe!)   sui cittadini e su molti operatori commerciali. Abbiamo spesso stigmatizzato il comportamento di tanta gente che non esita a buttare presso i cassonetti o addirittura dove capita sul marciapiede, rifiuti ingombranti di qualsiasi genere, abbiamo più volte reso pubblica la pessima abitudine di tanti soggetti politici e non di insozzare con manifesti i muri e i cassonetti del rione, ma oggi vogliamo puntare il dito su un problema tipico del rione Esquilino : i cartoni. Le prime due foto sono state scattate nei giorni immediatamente precedenti  le feste pasquali di sera e di mattina, la terza addirittura durante il giorno di Pasqua.

Via Principe Umberto di sera
Via Principe Umberto di mattina
Pasqua a via Principe Umberto

Come si può facilmente vedere nelle prime due foto oltre al decoro urbano c’è un problema di viabilità sul marciapiede : ci si passa a malapena specie se si ha il carrello della spesa o una valigia. E la risoluzione non è affatto facile perchè l’Esquilino è una delle poche zone di Roma interessata a una doppia raccolta, la notte i rifiuti e il pomeriggio i cartoni e quindi non possiamo chiedere di più, specie in un momento così difficile, all’AMA.

Una via d’uscita c’era : quella di vietare il commercio all’ingrosso dentro la cerchia delle mura Aureliane. E non era una presa di posizione cervellotica e astrusa ma nasceva dall’evidenza che tale tipo di commercio comporta nelle zone centrali in termini di raccolta di rifiuti, carico e scarico merci, traffico e parcheggi. Abbiamo utilizzato volutamente l’imperfetto perchè dopo quello che è successo all’Esquilino in questi ultimi dieci, dodici anni ci viene da pensare che questa disposizione non sia più attuale o addirittura non esista più visto il numero industriale di grossisti (cinesi per lo più) che hanno impiantato la loro attività nel nostro rione. Se la norma è ancora in vigore bisognerebbe far piazza pulita, come in altri ambiti, di chi ha permesso questo stato di cose, se la norma non è più attuale bisognerebbe ripristinarla subito perchè non venga in mente a qualcuno di iniziare un’attività di grossista nel nostro rione peggiorando una situazione già al limite.

Un miraggio ? No realtà ipotetica

Via Guglielmo Pepe

Incrocio tra via Guglielmo Pepe, via Principe Umberto e via La Marmora, ingressi del mercato Esquilino : sembrererebbe la mattina di un giorno di festa e invece sono le 8,30 di mercoledì 28 marzo 2012. Cosa è successo ? Uno sciopero ? Una manifestazione ? Niente di tutto questo, ci sono solo due vigili urbani che costringono automobilisti e commercianti a non sostare in doppia fila e non rendere le vie in questione (eccetto ovviamente via Pepe) un inferno anche per i pedoni. Basterebbe veramente poco, basterebbe solo far rispettare le regole che già ci sono per rendere la vita di tutti noi un po più sopportabile e la città un pò più vivibile.

29 marzo incontro con Marco Lodoli

Vi ricordiamo che giovedì 29 marzo si terrà l’incontro con lo scrittore M. Lodoli presso il Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale “A. Ruberti”, Università Sapienza, via Ariosto 25 (piazza Dante).

 
Vi aspettiamo e vi salutiamo cordialmente.
 
In allegato la brochure, che vi chiediamo di diffondere.
 
Il Gruppo Parolincontro
 
 
 
 
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P.s.
Via aspettiamo inoltre il 30 marzo, presso il Cies di via delle Carine 4 (fermata Colosseo metro B), 
alla presentazione dellarivista di letteratura araba Arablit da parte della prof.ssa Isabella Camera d’Afflitto e dei suoi collaboratori (Università Sapienza)
di Parolincontro e del Cies.
 
 
 
 

Incredibile, ma vero !

Da giugno 2010 a settembre 2011 abbiamo pubblicato diversi post sui lavori che la soc. Terna ha eseguito per conto della soc. Acea nel nostro rione per l’adeguamento delle linee elettriche ad alta tensione. Abbiamo spesso criticato l’assenza di pianificazione e la mancanza di collaborazione tra i vari soggetti interessati allo svolgimento dei lavori (Terna,  Acea, Sovraintendenza dei beni culturali) che hanno allungato i tempi di esecuzione oltre ogni plausibile ritardo. Ci siamo rallegrati per la chiusura delle voragini e dei vari cantieri anche se  il problema è solo stato spostato (ora ce l’hanno all’inizio della via Tiburtina a S. Lorenzo) ma non avevamo mai criticato la bontà dei lavori stessi. Avevamo terminato con l’ultimo post ammonendo che non sarebbe stato accettato un ulteriore scavo per l’adeguamento di altri servizi dopo più di un anno di buche aperte  e strade chiuse ma la realtà ha superato l’immaginazione perchè a distanza di pochi mesi è stata la stessa Acea a risfasciare la strada a via Principe Umberto angolo via Bixio per un guasto occorso alla linea che porta la corrente elettrica ad un intero stabile per cui è stato necessario rimettere mano ai cavi che erano state posati solo qualche mese prima. Se è questa la realtà possiamo pure scrivere fiumi di parole ma le strade senza buche e rappezzi non le vedremo mai.

Manifesti, scempio consentito

Riceviamo da Davide,  che ringraziamo, un contributo filmato su un problema che abbiamo spesso trattato ma è ben lungi dall’essere risolto : quello dei manifesti abusivi che forze politiche, organizzazioni, associazioni,  comitati e aziende che  reclamizzano qualcosa attaccano impunemente su qualsiasi superficie adatta sia essa un muro, una colonna un palo o un cassonetto.

Le foto si riferiscono al nostro rione ma, purtroppo, il fenomeno è esteso in tutta Roma periferie comprese.

Vorremmo che finalmente, senza ipocrisia,  venissero prese delle severe norme per impedire questo autentico scempio, perchè a differenza dei writers (altro grosso problema per il decoro urbano) chi imbratta Roma con questi manifesti ha un nome e un cognome.

Qualche post fa pubblicammo la foto di un cassonetto giallo a Viale Manzoni ripulito da tutti i manifesti che via via erano stati attaccati. Incredibile, dopo una ventina di giorni è ancora pulito dai manifesti, ma dagli scarabocchi ovviamente no!

Comunicato del gruppo “Parolincontro”

L’incontro  L’Italia al tempo di “Italia”-  Istantanee  di Giovedì 15 marzo  si terrà presso la Scuola di Donato, via Bixio 83, sala Intermundia (Segreteria) alle ore 18.

Se volete potete ancora mandarci foto o brevi scritti sulla “vostra” Italia negli anni del romanzo (1960-1990 circa). Stiamo preparando una piccola antologia.

Altrimenti, se vi va, potete portare, direttamente il 15,  foto, oggetti, testi o ricordi da raccontare e condividere.

Vi aspettiamo!

A pensar male….

Qualcuno.anni fa, diceva ” A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…” . Da qualche giorno si fa un gran parlare dello scandalo che ha travolto alcuni vigili  e tecnici addetti al rilascio e al controllo di autorizzazioni commerciali per la zona del centro storico di Roma. Non ci vuole grande intuito per immaginare che una zona prediletta per questo problema sia stata ed è l’Esquilino con centinaia di attività iniziate in barba a disposizioni e provvedimenti sul commercio che le varie amministrazioni via via succedutasi negli anni passati hanno emanato . Tre anni fa pubblicammo questo post sperando che finalmente cambiasse qualcosa in tema di autorizzazioni commerciali nel centro storico e particolarmente nel nostro rione , ma invano,   perchè è tutto rimasto invariato come sempre. Potremmo fare decine e decine di esempi su come questo ennesimo provvedimento non abbia portato ad alcun risultato ma, aspettando che la magistratura faccia il proprio corso e sperando che sia fatta piena luce, ci limiteremo ad esaminare un solo caso sollevando però il dubbio che, in generale, oltre allo scandalo delle mazzette per il rilascio di autorizzazioni commerciali ci sia anche un notevole danno economico alle casse del comune o di Roma Capitale come si dice da un pò di tempo.   Ora, scusate, ma devo fare un flashback autobiografico per raccontare un’esperienza che ho vissuto in prima persona.    Diversi anni fa decisi di chiudere una attività commerciale di cui ero amministratore unico. Vennero iniziate le pratiche per la disdetta delle varie autorizzazioni all’allora III circoscrizione e quando si trattò della tassa sulla pubblicità (le insegne in parole povere) il vigile incaricato mi intimò di togliere le stesse non oltre una settimana dalla data di presentazione per la cessazione altrimenti avrebbe elevato una multa di svariati milioni di lire.

 A via Principe Eugenio, alla fine di luglio 2011, chiude o meglio si sposta in via Merulana Sabatini  uno dei pochissimi negozi  storici  (elettronica,  elettrodomestici e telefonia) che erano rimasti nella via. Dopo qualche mese di chiusura le serrande  si riaprono con il solito show room cinese che vende scarpe (come avrà fatto? Vedi sopra!) ma l’insegna e la tenda a tuttoggi è rimasta quella di Sabatini (cliccare per ingrandire la foto). Ora io mi chiedo ma come mai i vigili tanto ligi alle disposizioni venti anni fa sono diventati così “buonisti” tanto da lasciare un’insegna con alcune  sponsorizzazioni eccellenti che non ci azzecca nulla (come direbbe un noto politico ex magistrato) con l’attività che si svolge all’interno del  negozio e con il nuovo conduttore dell’esercizio ? Ora dal momento che nè il vecchio propretario  nè il nuovo hanno interesse a continuare a pagare per quell’insegna (mi sembra ovvio!) ci si chiede se negli ultimi anni siano stati mai fatti dei controlli sui mancati introiti della tassa sulla pubblicità e sulla liceità di molte insegne visto che, passeggiando per il rione, di esercizi non in regola con le norme vigenti ce ne sono a bizzeffe. Ma gli stessi dubbi potremmo estenderli alla TARSU (tassa sui rifiuti)   : come verrà calcolata specie in quegli esercizi che sono stati frazionati (più o meno abusivamente) dal momento che si riferisce alla superficie adibita alla vendita e verosimilmente le mappe catastali ancora non saranno state aggiornate (se mai lo saranno) ? In attesa di una qualsiasi risposta vorremo comunque far notare che almeno la crisi attuale non guarda in faccia nessuno dal momento che sempre in via Principe Eugenio in un tratto di poche decine di metri ben tre negozi cinesi hanno chiuso ed ‘è comparso il cartello “affittasi”

P.S. Dalle foto appare evidente un altro problema che affligge il rione e in genere tutta Roma : non esiste un fabbricato che non sia deturpato da sgorbi e scritte dei graffitari. Sarebbe ora di prendere qualche provvedimento serio …

Venerdì 9 marzo corteo FIOM : deviazioni e stop per 32 linee ATAC

Venerdì 9 marzo si svolgerà dalle ore 9 alle ore 14  la manifestazione sindacale organizzata dalla FIOM che attraverserà gran parte del rione Esquilino e culminerà con il comizio a Piazza S. Giovanni.  Si prevedono disagi per il traffico veicolare nelle vie interessate e limitrofe e stop e deviazioni per i mezzi pubblici.

Questo il percorso


Piazza della Repubblica, via delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, viale Manzoni, via Emanuele Filiberto.

E queste le linee dell’ATAC interessate a stop e deviazioni

H, tram 5 (in transito per la rientrata o uscita dal deposito), 3, 14, 16, 36, 40, 53, 60, 64, 70, 71, 75, 81, 84, 85, 87, 105, 170, 175, 186, 360, 590, 649, 650, 665, 673, 714, 810, 910, 110 Open e Archeobus potrebbero subire limitazioni e/o deviazioni di percorso.

I ringraziamenti del gruppo “Parolincontro” per l’evento del 25 febbraio

Ringraziamo tutti per la viva partecipazione al”incontro del 25 febbraio con Maria Pia Veladiano; è stato un incontro bello e coinvolgente.

 
In preparazione dell’appuntamento del 29 marzo con Marco Lodoli vorremmo organizzare una  iniziativa intermedia su cui chiediamo la collaborazione dei singoli e dei gruppi di lettura: L’Italia al tempo di “Italia” – Istantanee.
Proponiamo quindi un incontro, giovedì 15 marzo alle 18, per vedere immagini e ascoltare racconti e ricordi sulla realtà italiana che fa da sfondo ai fatti narrati nel romanzo. 
 
Vi proponiamo  di raccogliere foto (o anche oggetti) legati alla memoria di quegli anni e, prendendo liberamente spunto da qualsiasi punto del libro, preparare brevi testi da leggere o raccontare agli altri  (massimo 20 righe di testo/ 2 minuti a testa,  per permettere di parlare a tutti quelli che lo desiderano)
 
Naturalmente pensiamo ad un incontro molto conviviale ed informale per condividere ricordi e racconti e magari raccoglierli in una piccola antologia che, volendo, potremmo poi consegnare all’autore.
 
Durante la serata possiamo anche raccogliere commenti e proposte sul progetto Un libro Un Rione
 
Quanto prima manderemo una mail con i dati precisi dell’appuntamento
 
Ricordiamo anche che sono attivi 4 gruppi di lettura, aperti a tutti quelli che vogliono partecipare:
 
Gruppo A Punto Einaudi Merulana Largo S. Alfonso 3 (angolo via Merulana)  Mercoledì 16.30 
 
Gruppo B Scuola Di Donato, via Bixio 83 Polo Intermundia, Seminterrato Lunedì ore 18 
 
Gruppo C Centro Diurno Villa Lais Via Paolo Albera 50 Lunedì ore 16.30
 
 Gruppo D Associazione Abbiccì Via Picco dei tre signori 11 A (Piazza Sempione) Lunedì ore 19
 
Se volete partecipare mandateci una mail!  
 
 Ella Catalano ed Eliana Tribalto
per il gruppo Parolincontro
 

Parolincontro/Facebook

 
 

Vediamo quanto dura

Una delle cose che dà più fastidio è l’ipocrisia di tutte le formazioni politiche che da una parte si battono, a parole, contro il degrado urbano e dall’altra imbrattano Roma con tutti i loro manifesti. Non solo, da decenni, approvano sempre  quasi all’unanimità tutte quelle amnistie che evitano loro il pagamento di  pesanti multe. A viale Manzoni c’è un cassonetto giallo preso di mira (come tanti altri) da questi odiosissimi attacchini che lo ricoprono quasi quotidianamente di manifesti  di questo o di quel partito.   Già qualche settimana addietro ci eravano occupati di questo cassonetto (vedi) ma  da sabato 25 febbraio è stato ripulito perlomeno dai manifesti (gli sgorbi, ugualmente odiosi, purtroppo, sono più difficili da cancellare) 

Vediamo ora quanto durerà senza manifesti.