Archivi categoria: arte

Dal 4 al 20/6/24 “Acquaroma” Mostra di Carlo Prati all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 4 al 20 giugno 2024

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Acquaroma

Mostra di Carlo Prati

a cura di Giorgio de Finis

Roma sorge dall’acqua e sull’acqua si è costruita ed aggregata nel corso del tempo. Trame nascoste e sommerse di arterie, fiumi, canali, sorgenti e laghi, si muovono e giacciono sotto il suolo della metropoli contemporanea. L’Acquario Romano è un’architettura simbolo che celebra questo rapporto strettissimo che intercorre tra acqua e città eterna. La mostra ACQUAROMA nasce innanzitutto da qui, dalla volontà di intraprendere uno studio sul dialogo tra archeologia e progetto e sul rapporto particolare che a Roma il tempo instaura, attraverso l’acqua, con l’architettura. ACQUAROMA si costruisce inoltre a partire da poche ma essenziali domande legate alla ricerca che l’autore sta conducendo sull’Architettura oltre la fine del mondo: quale sarà l’immagine di Roma al tempo dell’Antropocene? Quale effetto produrrà sui monumenti della città l’innalzamento del livello dell’acqua dovuto al riscaldamento globale? Possiamo considerare l’emergenza climatica come un’opportunità per dialogare e convivere con il non umano che incombe su di noi?

Architetto e Dottore di ricerca all’Università La Sapienza di Roma, Carlo Prati è professore associato in Composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Ha insegnato presso l’Università Roma Tre, l’Università di Genova e tenuto conferenze in Italia e all’estero. La sua ricerca si concentra sul progetto di architettura interpretato al contempo come pratica operativa, artistica e teorica. I suoi progetti e disegni sono stati selezionati per pubblicazioni, mostre, eventi e premiati in concorsi nazionali ed internazionali. È membro del comitato scientifico della collana editoriale Opera Metrica per Sagep Editori, redattore di “Abitare la Terra” rivista di geoarchitettura fondata da Paolo Portoghesi e socio onorario dell’Associazione culturale Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano. Tra i libri di cui è autore: Elementi e forme dell’architettura svizzera contemporanea (Libria 2024), Architettura oltre la fine del mondo (LetteraVentidue 2022), Iperoggetto periferia (Bordeaux 2021), Lo spazio del vuoto (LetteraVentidue 2020), Il disegno dell’Autonomia (Libria 2018).

in collaborazione con
RIF – Museo delle periferie
Tevereterno

30/5, 6 e 12/6/24: “Un refolo di primavera” nel cd. Tempio di Minerva Medica 3 eventi da non perdere!

30 maggio,, 6 e 12 giugno 2024 ore 17:00

CD. TEMPIO DI MINERVA MEDICA

Un refolo di primavera

3 eventi imperdibili nello splendido scenario del Tempio di Minerva Medica che per l’occasione apre le sue porte

Il programma

(cliccare sull’iimagine per ingrandire)

Dal 24/5 al 6/6/24 “RIAF10 – ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024 – 10TH EDITION” al Medina Art Gallery

Dal 24 maggio al 6 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY –  VIA A. POLIZIANO, 32-34

RIAF 10

Rome International Art Fair 2024 10TH

ITSLIQUID Group is pleased to announce the opening of the 10th edition of RIAF10 ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024, international exhibition of photography, painting, video art, installation/sculpture and performance art, on May 24, 2024, at 06:00 PM at Medina Art Gallery, in Rome. The exhibition will run until June 6, 2024.

ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024 analyzes the relationship between body and space, and the hybridization between identities and cultural/physical/social/urban settings in contemporary times, through two main sections: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

MIXING IDENTITIES analyzes the hidden parts of our identities, through an immersive experience inside the fascinating universe of the complex labyrinths of our consciousness. The human body is a changing system that connects us with other bodies and spaces to perceive the surrounding reality; a strong communication system with its own language and infinite ways of expression.

FUTURE LANDSCAPES are abstract, infinite and conceptual, associated with a sense of freedom and infinite extension. Primarily experienced with the mind, spaces redefine their limits and borders, transforming surfaces in an open flow of pure ideas. This section focuses on the concept of the borders and the structures between body, mind and soul, the human identity and the city, the space and the ground.

Dal 21/5 al 3/6/24 “Presente e passato” Mostra di Paolo Modugno al Gatsby Cafè

Dal 21 maggio al 3 giugno 2024

GATSBY CAFE’

Presente e passato

Mostra di

Paolo Modugno
C’è una parte di Roma in cui le anime non si parlano. Vetrine, saracinesche, usci, però, non separano i perimetri individuali dal magma di spezie, smog e clacson. Da Tor Pignattara a Porta Maggiore e lungo la Casilina, sopravvive un concetto di comunità che nei decenni ha assunto forme e provenienze diverse. Nello straniero che ora abita qui c’è la Roma del passato.
L’obiettivo incontra dei nuovi anni 70 dove la Madonna è una ragazza con l’hijab su via Maggi. E’ brulichio continuo, fuorisede proletario, orgoglio intellettuale per la causa dell’integrazione. C’è la romanità di borgata.
Tutto pare “un accollo” e lo sguardo lo coglie, in quel momento che fa dire: “Stanno con un occhio fuori e un occhio dentro. Sono
indaffarati ma vivi. E c’è chi è più vivo di tutti”.
***
Nato a Napoli nel 1982, sono cresciuto nella periferia occidentale della città prima di arrivare a Roma nel 2005, dove ho frequentato il Dams all’Università di Tor Vergata e dove lavoro come videomaker e fotografo di scena per il cinema e le serie tv.
***
“In un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza”
Pier Paolo Pasolini – “Scritti corsari”

Dal 17 al 23/5/24 “Nomadi del futuro: A Stop in a Desert” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32, 34

Nomadi del fututo: A Stop in a Desert

INTERNATIONAL EXHIBITION a cura di Nomadi del Futuro
organized by Arte a Fresa

Protagoniste della Mostra Internazionale “NOMADI DEL FUTURO: Una Sosta nel Deserto” sono le opere dell’Unione Internazionale di Artisti Nomadi del Futuro, per i quali il deserto è la metafora dell’assenza della casa: “Una terra desolata o mai destinata all’uomo. Il luogo da cui proveniamo e dove potremmo ritornare”.

Si definiscono “NOMADI DEL FUTURO” in un mondo in crisi d’identità. Seguendo la tradizione avviata dall’organizzazione che nacque nel 1997 ad Amsterdam, “NOMADI, Unione Internazionale di Artisti” (NOMADS, International Union of Artists), gli artisti partecipano ad un’attività residenziale, soggiornando in case messe a disposizione, come in un “albergo diffuso”. L’organizzazione è di “Arte a Fresa” che ha già programmato la seconda tappa in autunno a Londra, con l’obiettivo di raggiungere altre città del mondo ed ampliare il movimento.

IL CONCEPT

Questa mostra nasce dall’idea degli organizzatori di lanciare un invito, una open call universale, a pittori, scultori, fotografi e altri artisti internazionali (digitali, multimediali, ecc.), sfidandoli a portare in Italia opere sul tema del deserto. Intepretando metaforicamente come “deserto” tutti i sentimenti e i valori positivi, aridità di buone intenzioni, comprensione e rispetto reciproci, per risvegliare la capacità di armonizzarsi con la natura.

Il concept generale del progetto è la rinascita dell’uomo nel deserto, come metafora della continua ricerca, della perdita dei punti di riferimento, dell’indistinguibilità del percorso, che è particolarmente percepita nella nostra contemporaneità. L’idea della rinascita dell’uomo nel deserto è un’alternativa al pensiero e allo stile di vita occidentali abituali dei nostri giorni. Solo chi si espone e sopravvive ai climi estremi, ai pericoli e alle privazioni della vita nel deserto, riuscirà a credere di nuovo nella capacità dell’uomo di rinnovarsi.

Dal 20/5 al 2/6 “Essere è ambiguo” Mostra al Palazzo Merulana nell’ambito di “Futuro Festival 2024”

Dal 20 maggio al 2 giugno 2024

PALAZZO MERULANA – SERRA PALAZZO BRANCACCIO

Futuro Festival 2024

Essere è ambiguo

Corpi, parole, vibrazioni

Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano, Riccardo Mazza 

A cura di: qwatz – contemporary art platform
in collaborazione con: Art Site Fest
Inserita nel progetto “Insieme Siamo Arte” realizzato da Città Metropolitana di Roma Capitale e ATCL.

Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano [Palazzo Merulana]
Riccardo Mazza [Serra / Parco del Teatro Brancaccio]

Contributi fotografici: Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano, Palazzo Merulana

Dal sito di Palazzo Merulana

Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni, a cura di Rosa Ciacci e Benedetta Di Loreto di qwatz_contemporary art platform. Mostra e performances inserite all’interno della programmazione di  Futuro Festival 2024.

FUTURO FESTIVAL 2024:

Rassegna di danza e arti performative con la direzione artistica della regista e coreografa Alessia Gatta, che si svolgerà dal 17 al 26 maggio 2024 nel distretto architettonico del Teatro Brancaccio. Quest’anno Futuro Festival ha esteso la sua programmazione anche a Palazzo Merulana, per un sinergico dialogo tra contemporaneità e linguaggi espressivi a più livelli.

FUTURO FESTIVAL 2024 a PALAZZO MERULANA:

Mostra Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni con le installazioni di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone e Viola Pantano:

  • dal 22 maggio al 2 giugno 2024 (ingresso compreso nel biglietto di Palazzo Merulana)
  • domenica 19 maggio dalle 17.00 alle 20.00 opening ad inviti;

PERFORMANCES

  • lunedì 20 maggio, dalle 18.00 alle 20.00, ingresso su inviti a cura di Futuro Festival
  • domenica 26 maggio, dalle 17.00 alle 19.00 (ingresso con un biglietto speciale € 8 ,00 che dà accesso alle performances e a tutte le mostre di Palazzo Merulana acquistabile dal sito https://futurofestival.it/ e presso la biglietteria del museo ( o online QUI )

La mostra Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni delle artiste Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano ripercorre, attraverso vari media, le ricerche di ognuna delle performer, dialogando con alcune opere del museo e portando nella collezione permanente una riflessione sul rapporto tra arte e vita attraverso l’uso dello spazio, della parola, del suono e del movimento.

Le tre artiste esploreranno l’immaginario storico e artistico della Collezione Elena e Claudio Cerasi, agendo negli spazi di Palazzo Merulana per attivare riflessioni ed energie a partire dai sensi e dal corpo, elemento indubbiamente presente nelle opere del museo e allo stesso tempo così compresso tra mille possibili interpretazioni.

Ogni performance del 20 e del 26 maggio si ispirerà ad alcuni dipinti del museo e lascerà una traccia all’interno della mostra al quarto piano, per restituire un segno della relazione innescata tra le artiste, lo spazio fisico e sonoro e il gesto.

 

    • 20 maggio 2024 dalle ore 18 alle ore 20 in continuità Preview ad inviti (a cura di Futuro Festival):ELENA BELLANTONISERATA FUTURISTA. Atto unico per 11 corpi e strumenti elettronici, di Elena Bellantoni. Liberamente ispirata a “Primo Carnera” (1933) e “Vaprofumo” (1926) di Giacomo Balla.SILVIA GIAMBRONETRAUM. Performance in dialogo con il quadro “Begonia e libri” (1937) di Francesco Trombadori.VIOLA PANTANO

      ANIMATO. Liberamente ispirata al quadro “Composizione con figure” (1935-45) di Franco Gentilini. Paesaggio sonoro (soundscape) Riccardo Mazza.

    • 26 Maggio 2024 dalle ore 17 alle ore 19 in continuità
      Ingresso con biglietto speciale € 8 ,00 che dà accesso alle performances e a tutte le mostre del museo, acquistabile dal sito https://futurofestival.it/ e dalla biglietteria di Palazzo Merulana( O online QUI) :

     

    SILVIA GIAMBRONE

    Silvia Giambrone realizzerà nuovamente “TRAUM” presso la sala al quarto piano.

    VIOLA PANTANO

    SYSTEMA. Performance in dialogo con il quadro “Composizione con figure” (1935-45) di Franco Gentilini.

Per accedere alle performance in programma domenica 26 maggio, è necessario l’acquisto del biglietto di ingresso ridotto di Palazzo Merulana a 8 EURO- ONLINE QUI 

Per accedere alle mostre delle artiste dal 22 maggio al 2 giugno, è necessario l’acquisto del biglietto di ingresso di Palazzo Merulana, secondo tariffario.

 

Dal 17 al 23/5/24 “Sacro e Profano” Mostra bipersonale di Patrizia Grieco e Cecilie Guicheteu al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Sacro e Profano

Mostra bipersonale di

Patrizia Grieco e Cecilie Guicheteu

La pittrice francese Cécile Guicheteau si laurea in arte alla Scuola Pivaut di Nantes e Patrizia Grieco, scultrice salernitana, una volta diplomata all’Istituto d’Arte, si specializza in ceramica e porcellana a Capodimonte, dove frequenta anche uno stage di Raku giapponese. Due artiste: una francese e una italiana, due stili artistici diversi ma che insieme hanno apportato un interessante contributo all’arte contemporanea, grazie ad una comune sensibilità nei confronti del mondo esteriore.

Il loro sodalizio artistico inizia nel 2016 quando si incontrano in una residenza d’artista di 45 giorni a Tucheng (Cina). Nell’agosto del 2016, la Guicheteau, in occasione della residenza artistica in Italia, a Montemurro (Pz), visita l’atelier della Grieco a S. Tecla (SA), con la collezione di libri di Pinocchio del primo Novecento. Appassionatesi entrambe a questa collezione, iniziano a lavorare insieme, dando vita al progetto sulla rilettura di Pinocchio di Collodi, con un punto di vista femminile, volto alla valorizzazione non solo dei lati positivi del personaggio ma soprattutto delle sue debolezze e degli errori commessi, attualizzando la figura di Pinocchio a quella dell’uomo del nostro tempo. La naturale propensione di Patrizia nei confronti della scultura, con un interesse sconfinato per le forme e i volumi, si lega all’amore di Cécile per la pittura, in modo affascinante.

La “sintesi” è la chiave di lettura della loro arte, come afferma Cécile: “Quello che rappresentiamo è il vissuto digerito, visto da noi”. Guardandosi indietro ci si accorge che c’è un bisogno naturale di fare una sintesi della vita, tralasciando il superfluo per ritrovare la vera essenza di ogni cosa.

Le opere protagoniste della mostra “Sacro e profano”, stimoleranno la voglia di riscoprire il passato e di ritornare quasi in una dimensione ancestrale, che può sembrare lontana ma che in realtà è molto più vicina di quanto si immagini.  L’utilizzo della lingua latina nelle tele della Guicheteau, insieme alle citazioni relative alla religione cristiana, con le lettere cucite a filo, dal tratto austero quasi arcaico, aumentano ancora di più il trasporto in una dimensione pura e spirituale, dove l’effimero lascia il posto all’essenziale. Le sculture della Grieco riportano all’origine dell’uomo, alla fase embrionale della nostra vita, spingendoci sempre di più a rivivere e a proteggere le nostre radici, per evitare di cadere nell’anonimato della contemporaneità.

Dal 17 al 23/5/24 “Faces of Feeling” Mostra personale di Ellen Essen al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA ANGELO POLIZIANO 4,6

Faces of Feeling

Mostra personale di

Ellen Essen

Ho incontrato per la prima volta a Roma, nel 2023, nel corso di un’interessante mostra collettiva, le opere di Ellen Essen. Quella fu anche la prima volta che incontrai l’artista, un momento indimenticabile perché ne rimasi travolto dal suo straordinario entusiasmo, una passione per la bellezza e per l’arte autentica.

Ellen Essen, pittrice di estrazione tedesca, offre allo spettatore più attento, un linguaggio in cui la figura umana è interpretata attraverso ritratti che hanno lo scopo di svelare la profondità delle emozioni dei personaggi.

L’insieme delle opere che possiamo apprezzare solo attraverso una mostra personale, mette in risalto una gradevole uniformità cromatica ed un velo di affascinante malinconia che traspare dagli sguardi che caratterizzano ogni opera. Uno stile, un segno pittorico che delinea una sensibilità davvero spiccata verso tutto ciò che possiamo ammirare negli abissi dell’anima di ognuno di noi. Ellen Essen ama osservare e riflettere sul senso della vita specchiandosi idealmente nei ritratti che esegue perché ogni opera in realtà altro non è che l’autoritratto della sua anima sensibile.

A Roma, nella elegante Galleria Medina, Ellen espone una serie di opere significativamente, ognuna delle quali racconta una storia, un pensiero, un messaggio e una serie di emozioni molto forti che caratterizzano la nascita di tutti i suoi dipinti. La poesia che traspare dall’atmosfera malinconica che ritroviamo in molte opere di Ellen appartiene in realtà ad una iconografia storica che ci consente di ripercorrere, volendo, anche alcune tappe tra le più belle della storia dell’arte moderna e contemporanea. E, non certo per caso, i primi riferimenti che mi vengono in mente giungono proprio da quelle zone del centro-nordeuropeo dal quale proviene anche Ellen. Ripenso a “Melancholia”, capolavoro del 1911 del pittore norvegese Edvard Munch e alle atmosfere romantiche di uno dei più grandi artisti tedeschi della storia dell’arte, Caspar David Friedrich. Protagonisti di stagioni espressive molto interessanti ed affascinanti nella loro particolare atmosfera poetica. Così come lo scrittore tedesco, Hermann Hesse, che pose la sua idea di malinconia dentro l’anima di ognuno di noi, come scrisse in una sua celebre poesia dal titolo “An die Melancholie”.

Le opere di Ellen Essen, dunque, grazie alla straordinaria intensità emotiva, alla tensione espressiva e alla capacità di suscitare riflessioni molto profonde, si identifica attraverso uno stile che merita i palcoscenici internazionali, affinché il suo alfabeto creativo possa esprimersi, e soprattutto confrontarsi, con un pubblico sempre più ampio.

Alberto Moioli

Dal 9/5 al 22/6/24 “Guiltless” Mostra fotografica di Tarin al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 9 maggio al 22 giugno 2024

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

Guiltless

Mostra fotografica di

Tarin
Guiltless, mostra personale di Tarin è realizzata da Contemporary Cluster in collaborazione con NFC Edizioni; con l’occasione verrà presentato a Roma il progetto editoriale del 2024 dell’artista: Tarin ha infatti prodotto un calendario in tiratura limitata, 16 immagini inedite dallo stile inconfondibile ma con due grandi novità. Troveremo infatti oltre a 12 inediti scatti alle muse di Tarin, quattro scatti di paesaggio ad intervallare le stagioni del 2024.
In mostra opere in grande formato, provini unici e inediti disegni.

Dal 10 al 16/5/24 “Senza essere nessuno” Mostra fotografica di Edoardo Formica al Medina Art Gallery

Dal 10 al 16 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Senza essere nessuno, frammenti senza tema

Mostra fotografica di

Edoardo Formica

Dal titolo della mostra: Senza essere nessuno. Allora essendo qualcuno? È questa la prima cosa che ho pensato quando mi sono trovata di fronte alle opere d’Arte di Edoardo Formica. Egli stesso, in primis, le presenta come il frutto casuale di incontri, passeggiate, peregrinazioni tra le strade eterne di Roma; in un certo senso le nega, esaltandone la natura fortuita e quasi accidentale. Non per svilirle certo, né per carenza di autostima: ma da questa negazione, che ci pone in una condizione d’animo particolare, le fotografie ne escono illuminate da una luce inaspettata, quella della scoperta che non credevamo di fare.

Formica non va in cerca dello scatto perfetto, è lo scorcio, la situazione, il cartellone pubblicitario, la scena metropolitana che cercano un osservatore attento e lo trovano proprio in Edoardo che sa cogliere le opportunità che ai più, nella caotica capitale, tra una corsa in taxi e un treno in ritardo, sfuggono. L’artista sa dunque captare quelle porzioni di realtà che tutti, costantemente, abbiamo sotto gli occhi, ma che non sappiamo più cogliere con l’innocenza e l’ironia spensierata di un bambino. Questo fa Edoardo Formica, guarda le cose con la naturalezza e la semplicità di chi se le trova per la prima volta davanti e ce ne restituisce una visione pura, entusiasta, meravigliata: il ritmo frenetico della quotidianità e il turbinio del vivere moderno annichiliscono la nostra sensibilità e addormentano l’io creativo.

Due ragazzini che giocano…

…un passeggino al sole, un’immagine in vetrina, il riflesso della luce sui gradini: la città intera si trasforma in un panorama di prospettive, di scenari, di vedute cui attingere a piene mani. È necessario però compiere un passo indietro, ammettere in un certo qual modo che siamo colpevoli e che per un motivo o per un altro non riusciamo più a cogliere le infinite sfumature che il mondo circostante ci offre; non siamo più capaci, da soli, di meravigliarci di ciò che esiste intorno a noi. Ecco, dunque, che la figura dell’artista, come un vero e proprio deus ex machina, interviene per farci dono di una cosa molto preziosa: un nuovo punto di vista, un’ottica alternativa alla solita.

Formica ci chiede di ascoltare in rime sparse il suono della sua arte, di raccogliere i frammenti delle sue fotografie, di lasciarci guidare dal bagliore della sua intuizione per scoprire una Roma in cui le epoche storiche, i cambiamenti socioculturali, le mille etnie, i mezzi di comunicazione vecchi e nuovi si sovrappongono e si intrecciano, perseguendo e mantenendo un equilibrio delicatissimo che la rende, nei secoli, eterna. Fotogrammi di un mondo esteriore, dunque, ma anche scorci di un’intimità quotidiana, scatti che raccontano un modo di approcciare alla vita, un’essenza, una personalità: quella del loro autore. È lo stesso artista, del resto, a sottolineare il legame intrinseco con la fotografia stessa e poi con la città natale che gli offre infiniti spunti di creazione e riflessione…

Leggiamo infatti, di suo pugno, dalla biografia…

“Ora che mi leggi, e che scrivo ricercando brevità e sintesi penso che adori la fotografia. A parte un più o meno breve recente corso, sono totalmente autodidatta. In compenso, dall’età di circa sedici anni, tra macchine fotografiche analogiche, ho avuto ed ho la fortuna di poter fotografare in generale molto, in particolare Roma.  Mia città natale nel 1976. Solo nel 2019 invece, altra data importante, sono passato al digitale. Mi sono sempre considerato un solitario. Una qualità, quasi una necessità. Nella fotografia secondo me, nella vita un po’ meno… Ora finalmente parlo. Ma, mi dicono, anche troppo a volte. La fotografia invece è sintesi. È intuizione, costruzione e definizione di un singolo attimo.

E forse, oltre che attimo, è stata ed è per me come un secondo cuore, un secondo battito. Ha battuto e detto di e per me, quando non mi esprimevo mai. Mi sintetizza ora che invece, a volte, parlo o scrivo troppo. Tanto che avevo infine deciso, da che ne parlavo molto e in dettaglio, di lasciare che le mie foto ad eccezione di quello di cui sopra o poco altro, se hanno come spero qualcosa da dire, parlassero da sé. Ma si cresce e si cambia.

E tra consigli esterni e un mio ripensamento, ora le mie foto viaggiano insieme a qualche parola. Mi raccomando però, che ciò non vi costringa in nessun modo nella loro visione e fruizione. E ricordate. Come semplice consiglio. Fruite le foto come capiterà. Come a me capita di trovarle in giro. In fotografia, almeno fino ad oggi, non seguo un ordine. E del resto. è una mostra senza tema. Buona “visione” …”.

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