Archivi categoria: arte

11/7/24 “Acquaria 2024” Il programma della giornata

11 luglio 2024 dalle ore 18:30

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Acquaria ’24

Il programma della giornata

18:30 #AcquAriaLecture
Presentazione del libro Passeggiare nella periferia storica a Roma di Irene Ranaldi | Iacobelli editore
20:00 #AcquAriaArt
Architetture biomorfe di Gabriels a cura di Daniele Brocchi
21:00 #AcquAriaMovie
La Guerra del Tiburtino III talk con la regista Luna Gualano e proiezione del film

Dal 2 al 7 /7/24 “Wag Art Festival” al Medina Art Gallery

Dal 2 al 7 luglio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32-34

Wag Art Festival

WAG International Artistic Organization è una rete internazionale di artisti, di tutte le discipline, con filiali nazionali e membership in tutto il mondo: dal 2008 un movimento costituito da più di 1.000 artisti per 70 nazioni, che ha pubblicato 18 libri, ricevuto il supporto di molte istituzioni tra le quali l’IPB (International Peace Bureau) ed organizzato 7 grandi festival artistici internazionali multidisciplinari: l’ultimo a Parigi prima di Roma 2024.

ARTISTI del Festival WAG Roma 2024 (pittori, iconografi, scultori, fotografi):

Ada Blau, lsrael

Beatrice Bracha Laszlo, lsrael

Ronit Koren lllouz, lsrael

Cristina Carri, Argentina

Lula Carri, Argentina

Vanessa Garside, United Kingdom

Janet Glynn Smith, United Kingdom

Richard Holt, United Kingdom

Aune MattiIa, FinIand

Agnes Mupariwa, Zimbabwe

Boris Pervan, Croatia

Rumy Renan, lsrael

Shula Ross, lsrael

Hanna Shahar, lsrael

Laila Sharmeen, Canada

Mark Thompson, United Kingdom

Iris Vrus, Croatia

Peter Weisz, Croatia

Mi Hyo Kim, South Korea

***

WAG International Artistic Organization is an international network of artists, of all art disciplines with national branches and members around the world. From 2008 till today more then 1.000 artists from more then 70 states, published 18 books and got support by institutions, like IPB (International Peace Bureau). Seven big international multidisciplinary art festivals: the last one in Paris before Rome 2024.

Segui 8th WAG Art Festival – Rome | Italy | 2024 sulle pagine social di Medina Art Gallery:

Facebook, Instagram e Youtube.

Dal 21 al 27/6/24 “Nel sogno” Lillo Sauto solo exhibit al Medina Art Gallery

Dal 21 al 27 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Nel sogno

Lillo Sauto solo exhibit

 

L’ispirazione

Lillo Sauto è un pittore astrattista siciliano, nato a Butera nel 1978. Dopo gli studi universitari a Firenze, decide di trasferirsi e risiedere stabilmente a Roma. La formazione tecnica non riuscirà a distoglierlo dalla sua innata passione per l’arte che inizia a sperimentare da autodidatta, dedicandosi al disegno e successivamente alla pittura.

Da sempre affascinato ed ispirato dalle figure e dai cerchi spiraleggianti di Gustav Klimt e dall’ardore e l’inquietudine interiore, che guidavano la mano di Vincent Van Gogh sulla tela, ha creato una propria originale cifra stilistica. Non è divenuto un epigono dei suoi grandi predecessori ma ha seguito il consiglio di Paul Cézanne e cioè: “Qualunque sia il vostro maestro preferito, non deve essere per voi che un orientamento. Altrimenti sarete solo un imitatore”.

Lillo Sauto, il concept

Guardando ai dipinti di Lillo Sauto possiamo affermare che l’artista elabora uno stile pittorico coerente e riconoscibile, caratterizzata da una moltitudine di cerchi. Questi ultimi, intrisi di passione e sentimento, sono simili ad un continuo fluire sulla tela di piccolissime bolle, libere e frizzanti che, con la stessa effervescenza della schiuma nell’onda del mare, come nel quadro “Non sono un surfista” (2016), nascono dall’urgenza interiore di imprimere sulla tela le emozioni dell’artista. Il Sauto quando dipinge, lascia il pennello nelle mani del fanciullo che custodisce dentro di sé e che gli permette di dar voce ai suoi moti interiori, con tratti più o meno accentuati e netti, rispetto al sentimento che prova in quel momento, oltrepassando i confini del pensiero razionale, esprimendosi in assoluta libertà.

Lo stesso vale per l’utilizzo del colore e la creazione delle sfumature. Molto spesso, prima di iniziare a dipingere, ha già un’idea della combinazione di colori da utilizzare. Altre volte invece, si lascia trascinare dall’emozione, passando dai toni caldi ai toni freddi con estrema agilità, creando giochi di luci e di ombre, schiarendo e scurendo i colori. Ritrovo nell’uso e nel significato che l’artista conferisce al colore, la teoria elaborata ne “Lo spirituale dell’arte” da Vasilij Kandinskij, in cui ogni colore può avere due effetti sull’osservatore: uno fisico e uno spirituale. Il primo basato su sensazioni momentanee che si provano nel momento in cui l’occhio e quindi la retina, registra un colore piuttosto che un altro.

L’effetto psichico…

…invece, provoca una vibrazione più profonda, addirittura spirituale, con cui il colore tocca l’anima, il nostro “io”. Per spiegare quest’effetto, propongo la metafora musicale proposta dallo stesso Kandinskij per spiegare quest’effetto: “Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde”. Lillo Sauto accoglie questa metafora musicale e la personalizza. La scelta dell’oro non è casuale, bensì deriva dal sentimento che viene associato a questo colore e cioè la speranza. L’oro del quadro “Narciso” (2018), è inoltre un riferimento indubbio a Gustave Klimt. È solito per il Sauto, combinare i colori degli elementi naturali con quelli delle sensazioni che questi provocano in lui: il giallo come il sole e la gioia, il blu come il mare e la quiete.

La tecnica utilizzata da Sauto per dipingere è la pittura acrilica, estremamente versatile e brillante, che si addice perfettamente alla sua tavolozza coloristica. Inoltre, l’artista ne predilige l’utilizzo, per la veloce asciugatura che gli permette di percepire come finito l’oggetto del quadro.

Lillo Sauto, la bio

L’arte di Lillo Sauto, ha ottenuto importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero. L’opera “Una notte luminosa ha oscurato ogni tristezza”(2019) gli è valsa il premio Biancoscuro Art Contest 2021. Inoltre la sua figura di artista contemporaneo è stata oggetto di pubblicazione su Exibart e nel 2022 l’artista viene inserito tra i pittori siciliani contemporanei di maggior interesse, nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2021, edito da De Agostini e su Artisti24 edito da Mondadori.

Dal 2017 inizia a prendere parte a manifestazioni internazionali come la Mostra Collettiva Exposiciòn de Arte presso Crisolart Gallerie a Barcellona. Nel Giugno del 2023, le sue opere arrivano anche oltre oceano all’Artbox Expo di New York 2023, una delle fiere d’arte più importanti al mondo. Successivamente parteciperà all’Art Basel di Basilea e ad esporre in gallerie di Zurigo, Berlino, Miami, Palma di Majorca.

Osservando i quadri del Sauto, percepisco un carattere di universalità nel messaggio dell’artista, perché non c’è nulla da decodificare se non l’emozione che trapela dalle sue tele, da interiorizzare nella nostra anima. Un’emozione, una sensazione che seppur diversa, viene percepita da chiunque, senza ostacoli. La scelta della figura del cerchio, conosciuta ed utilizzata fin dalla remota antichità e sempre presente nell’arte, sia in quella figurativa che in quella astratta, rende la sua cifra stilistica universale. Lo stesso Kandinskij considerava il cerchio come quella forma capace di dare la possibilità di esprimere le emozioni interiori. Ed è infatti il movimento di queste sfere nelle tele di Sauto, che evoca il turbinio di emozioni che l’artista deve aver provato nel dipingerle.

 Arianna Montellanico

Dal 21/6 al 4/7/24 “L’Arte di Sandra Tiberti” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 21 giugno al 4 luglio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4/6

L’Arte di Sandra Tiberti

Sandra Tiberti, artista che ha esordito presso Medina Art Gallery con la sua mostra fotografica “dai Fiordi” nel Giugno 2023, torna quest’anno con un repertorio artistico che, combinando fotografie e affreschi, percorre quel sentiero dell’arte che conduce alla memoria del passato e all’indissolubile legame con la sua città d’origine, L’Aquila. È qui che inizia i suoi studi, poi le passioni e i sogni la portano altrove, più precisamente a Milano, in seguito a Napoli e infine a Roma, città dove ha l’opportunità di formarsi in diverse discipline, quali l’arte, l’architettura e la valorizzazione del patrimonio culturale.

La serie degli affreschi sicuramente riflette una scelta che, al giorno d’oggi, non può che essere definita eccezionale, essendo appunto l’affresco una tecnica pittorica oramai in disuso, ma che in questo contesto appare sicuramente significativa e affascinante. Gli affreschi, inoltre, rappresentano una perfetta sintesi dei suoi studi: l’utilizzo di vari materiali esecutivi, quali il cemento, la calce, la sabbia, la polvere di marmo, e il rapporto tra pittura e inserti a rilievo, esplicano chiaramente la volontà dell’artista di creare un connubio tra architettura e arte figurativa.

L’artista qui si fa ideatrice, progettista ed infine anche carpentiere, un processo che richiede diverse competenze artigianali e artistiche. Gli elementi tridimensionali sono lì a ricreare l’aspetto architettonico, da sempre elemento guida delle sue opere. L’archetto della bifora, per esempio, composto da mattoncini ritagliati e disposti in successione, rappresenta dunque non solo un dettaglio decorativo, ma un vero e proprio elemento costruttivo. I materiali utilizzati che vanno a creare i vari strati costitutivi della base su cui dipingere, in questo caso i muri, sono cruciali per la riuscita dell’opera. Un primo strato di arricciato (intonaco grezzo applicato sulla muratura), in seguito l’intonaco (uno strato più fine rispetto all’arricciato, che serve da base per il successivo strato) e infine la polvere di marmo che, mescolata con la calce nell’intonaco finale, crea una superficie estremamente liscia e riflettente, ideale per la pittura. L’ultima fase del processo, chiamata pittura a fresco, va eseguita con particolare attenzione affinché i colori diventino parte integrante della superficie murale. Per garantire la corretta legatura chimica dei pigmenti colorati con la calce è essenziale che l’intonaco rimanga fresco e umido, motivo per il quale l’affresco deve essere completato entro una giornata lavorativa, al fine di prevenire la seccatura, facilmente raggiungibile nel giro di poche ore.

Diversi sono i paesaggi e soggetti che figurano, ma la luce è sicuramente protagonista indiscussa delle fotografie dell’artista aquilana. Tiberti, infatti, per ogni soggetto artistico studia con attenzione le esposizioni, giocando con l’equilibrio tra luminosità e contrasto, per catturare, nelle sue fotografie, le diverse luci della giornata.

Le foto ritraenti la modella, infatti, sono state prese in vari momenti della giornata, senza utilizzo di flash, con lunghe esposizioni e cavalletto. Il risultato è sicuramente quello di immagini che mantengono un’atmosfera naturale e morbida.

Altro soggetto è il così chiamato Chiassetto del Campanaro, un vicolo nel centro della città de L’Aquila, molto caro all’artista poiché affascinata dall’ambientazione particolarmente medievale e intima, ricreata dalla presenza di questi archetti che si susseguono. Insieme al Chiassetto, la foto ritrae anche un dettaglio della Porta Santa della Basilica di Collemaggio (L’Aquila): intende catturare un particolare gioco di luci e ombre, in questo caso ben marcato dalla scelta della foto in bianco e nero, che fa sì che essa sembri realizzata con inchiostro di china, tecnica artistica che attribuisce all’immagine un aspetto molto nitido e contrastato, grazie ad una forte presenza di linee e dettagli.

Infine la terza raccolta: dedicata alla Rocca di Calascio (L’Aquila), ambientazione di diversi film, quali Il nome della Rosa (1986) e Ladyhawke (1985). La Rocca, situata a 40 km dalla città de L’Aquila, con i suoi 1500 m, si erge al titolo di rocca più alta d’Europa. Una lunga camminata precede l’arrivo in cima, indispensabile però per godere di tale magnificenza: le imponenti mura di pietra, le maestose torri e le vedute panoramiche circostanti, contribuiscono a creare un’atmosfera che trasporta il visitatore indietro nel tempo, ad un Medioevo improvvisamente vivo e palpabile. Ed ecco una serie di foto realizzate con sopra e sotto esposizioni, durante momenti diversi della giornata (dall’alba al tramonto, fino alla notte fonda), a colore e in bianco e nero.

L’arte di Tiberti, una straordinaria combinazione di tecniche e sensibilità artistica, è capace di evocare memorie storiche, di creare profonde connessioni emotive e di portare alla luce le bellezze della terra aquilana.

In collaborazione con Foto Pettine L’Aquila

Matilde Spedicati

Dal 18/6 al 2/7/24 “Conversazioni” Mostra di Giuseppe Cecchini al Gatsby Cafè

Dal 18 giugno al 2 luglio 2024

GATSBY CAFE’

Conversazionioni

Mostra di

Giuseppe Cecchini
La nuova serie di dipinti presentati da Giuseppe Cecchini ha come titolo: “Conversazioni”.
Questo titolo prende origine dalla definizione storico-artistica di “conversation piece” legata, in particolare, alla pittura inglese del Settecento.
Un “pezzo di conversazione” si riferisce a un ritratto di gruppo in un ambiente domestico o paesaggistico che raffigura persone che chiacchierano o socializzano tra loro. Le persone raffigurate possono essere membri di una famiglia, tra loro amici, membri di un sodalizio o di qualche altro gruppo che viene mostrato mentre condivide attività comuni.
Genere particolarmente popolare nell’Inghilterra del XVIII secolo, a partire dal 1720, in gran parte per merito di William Hogarth. L’ambientazione di varie figure che “conversano” in un ambiente intimo sembra richiedere dipinti su piccola scala.
Nei dipinti di Cecchini non sempre la conversazione avviene tra gli interlocutori raffigurati, in coppia, nel quadro. Anche i soggetti
singoli si propongono come interlocutori dell’artista che stabilisce
un rapporto di consuetudine, di confidenza, che li estrae
dall’isolamento.
***
Giuseppe Cecchini, nato nel 1972 a Roma, dove vive e lavora.
2005 Formazione artistica presso il corso di pittura della cattedra di Andrea Volo dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
2007 Performance sul tema del corpo umano. Realizza in seguito delle opere sullo stesso tema, esposte in uno spazio culturale romano.
2008 consegue il Diploma di Pittura. Partecipa a numerose rassegne d’arte.
2009 mostra a Vercelli e presso “Pantagruel”, Casale Monferrato.
2008/2010 Frequenta lo studio di pittura e incisione dei Maestri Assunta Paravati e Mauro Iori.
2012/2020 Partecipa a varie mostre a Roma.
2012/23 Frequenta lo studio di pittura e incisione del Maestro Andrea Volo esponendo durante le mostre collettive dell’Atelier.
2022 Espone a Roma alla Galleria Muef e presso la Galleria Le Opere.
2023 RAW: durante la settimana dell’arte a Roma ha aperto il suo studio ai visitatori, presentando dipinti e incisioni recenti.
2023/11 Una Personale di pittura al Gatsby Café di P.za Vittorio Emanuele II.
La ricerca di Giuseppe Cecchini riguarda essenzialmente la condizione umana, la sua essenza e il suo divenire. Il suo gesto pittorico è rapido e diretto anche per cogliere gli aspetti complessi del quotidiano, tra ironia e tragedia. Le scene “realiste” dei suoi dipinti sono costruite mediante forme e colori della comune esperienza visiva. I suoi soggetti sono colti in un fermo immagine che allude a una condizione metafisica. Le caratteristiche principali che lo distinguono, nel panorama artistico attuale, sono: l’espressione immediata, il colore elaborato e il segno marcato con forza.
.

Dal 14 al 20/6/24 “Camille Ross Solo Exhibit – Native Light Photography” al Medina Art Gallery

Dal 14 al 20 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Camille Ross Solo Exhibit

Native Light Photography

Il testo di Carmelita Brunetti

La storia della fotografia contemporanea permette di conoscere tutte le tecniche usate dall’analogico al digitale. L’arte della fotografia oggi subisce un processo digitale e diventa sempre più uno strumento di massa.

Questo fa sì che la fotografia nella nostra contemporaneità diventi una grande occasione per creare immagini raffinate che puntano a valorizzare ogni elemento fotografato. L’artista americana Camille Ross affascinata dalla macchina fotografica e poi dalla sperimentazione digitale si avventura nella multimedialità e nella creazione di NFT originali.

Una delle considerazioni che viene fatta sulla sua fotografia digitale riguarda la ricorrente ricerca espressiva ed estetica che emerge soprattutto nella serie dei Selfie, qui si percepisce un grande desiderio da parte dell’artista di entrare nell’anima dell’osservatore, magari stravolgendo il comune senso estetico della bellezza.

Infatti, le immagini dei Selfie con volti trasformati, manipolati provocano, smarrimenti e vuoti psicologici. L’artista, opera in uno spazio temporale sufficiente per sperimentare il sentimento dell’angoscia e della paura di vivere, tutto si risolve nell’elaborazione psicologica del desiderio di cambiare vita. La sua ricerca dedicata al progetto Native Light Photography permette di conoscere la sua storia, le sue origini di Nativi americani.

Il suo mondo viene narrato…

…dai Selfie che ricordano le donne della sua famiglia, i simboli come l’aquila fondamentale elemento junghiano che esprime la volontà di salvare le sue origini. Tutte le immagini si basano sull’indagine dei sentimenti umani. Questa grande mostra romana presenta il suo percorso fotografico senza escludere la ricerca dell’espressione dell’Io e della sua personale ricerca di sentimenti autentici.

Tutte queste emozioni si percepiscono nei suoi scatti fotografici, soprattutto in quelli in cui emergono i suoi ricordi d’infanzia e di giovinezza.

Va precisato che nella sua fotografia nonostante le nuove tecnologie digitali, le modalità di scatto e di gestione della luce rimangono quelle ben studiate dell’analogico.

La rivoluzione digitale, più che il processo fotografico, stravolge incredibilmente i tempi di fruizione e di accessibilità alla fotografia.Senza dimenticare che ancora molti fotografi preferiscono  scattare in analogico, magari con l’utilizzo di macchine medio formato o banchi ottici, a testimonianza di quanto detto, ovvero che l’impatto più grande del digitale è stato quello di portare la fotografia alle masse, e nello stesso tempo di produrre opere di qualità e originali proprio come fa l’artista Camille Ross.

Importanti istituzioni come…

…il New Mexico Council on Photography e il Tucson Council on the Arts, garantiscono i suoi successi nazionali ed internazionali.

Una lunga carriera segna il percorso artstico di Camille Ross, dalle mostre personali a Marfa, Texas e Santa Fe, New Mexico, alle mostre collettive in Italia e Spagna; il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo. In particolare, le sue fotografie fanno parte di prestigiose collezioni.

Le sue opere più intriganti sono le fotografie che ritraggono il Deserto in cui si evince l’energia vitale nei colori del cielo e della sabbia, questi scatti fotografici testimoniano la sua passione per la fotografia di paesaggio.

Camille Ross non è solo fotografa ma anche una bravissima scrittrice che sa raccontare tutte le sue esperienze di vita, le sue passioni spesso l’anno portata lontana dalla sua città e dalla vita quotidiana per vivere nuove esperienze alla ricerca di emozioni da vivere e da riprendere con il terzo occhio della macchina fotografica. Il suo lavoro è accattivante e in ogni suo progetto prevale la sua ricerca artistica basata sull’analisi sociologica e spirituale dell’individuo.

Il lirismo accompagna ogni scatto che diviene una narrazione proprio come un romanzo.

Dal 12/6 al 25/8/24 “Saverio Ungheri – Visioni Metafisiche” Mostra al Palazzo Merulana

he

Dal 12 giugno al 25 agosto 2024

PALAZZO MERULANA

Saverio Ungheri

Visioni Metafisiche

Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare  Saverio Ungheri. Visioni Metapsichiche, a cura di Andrea Romoli Barberini.

Il progetto, promosso e organizzato dal prof. Andrea Romoli Barberini, docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di belle arti di Napoli, dalla Dott.ssa Andreina Ciufo Guidotti, storica dell’arte e autrice della nuova monografia sull’artista, e dal Dott. Andrea Ungheri, figlio dell’artista, ideatore della mostra e Presidente dell’Associazione Culturale “Amici del Polmone Pulsante”, si incentra sulla figura di Saverio Ungheri, artista calabrese, attivo sulla scena capitolina del secondo Novecento, dal 1950 fino alla scomparsa, nel 2013 a Roma. Saverio Ungheri si forma e inserisce in un tessuto culturale connotato, nell’arte, dalle ricerche d’avanguardia che avevano trovato nuovo slancio e vigore dalla fine del Secondo conflitto mondiale.

Il fascino dell’arte astratta, quasi una rivelazione per gli artisti più giovani, che potevano così tentare un allineamento con le più avanzate esperienze d’oltreconfine, si stava progressivamente imponendo, suscitando anche la conversione di molti pittori figurativi e la nascita di gruppi come Forma e Origine.

Pur rimanendo ai margini di tali esperienze, osservandole da un angolo privilegiato, Ungheri se ne lascia talvolta contaminare, ma attraverso un filtro fortemente selettivo, per farsi portatore di una cifra pittorica e scultorea di grande originalità nell’ambito di quello stesso panorama.

La sua produzione principalmente pittorica si affianca alla ricerca nel campo scultoreo, che diverrà cifra connotativa del suo contributo al movimento Astralista e a quello dell’Arte Bionika.

Il progetto prevede un allestimento concepito secondo una scansione cronologica e tematica, che metta in risalto i diversi periodi e gli apporti più significativi e originali della ricerca artistica del Maestro.

Le sezioni della mostra sono così contraddistinte: Formazione e opere giovanili, Pitture di impronta sironiana, Astralismo, Eden/Finestre, Arte Bionika, Artigianal Art (Art-Art).

Saverio Ungheri (Rizziconi/RC, 1926 – Roma, 2013) si diploma prima al Liceo Classico di Cittanova (RC), poi al liceo artistico di Roma, dove si trasferisce negli anni ’50 e dove concentrerà tutta la sua produzione artistica, frequentando per due anni il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti, entrando in contatto con Sante Monachesi e lavorando come disegnatore tecnico e insegnante d’arte in diverse scuole. Si sposa nel 1951 con Teresa Nasso, sua musa ispiratrice e giudice inflessibile delle sue opere. Collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma e comincia a produrre numerosi dipinti, affreschi e decorazioni per diverse committenze. La sua attività espositiva si avvia con i primi anni Cinquanta per protrarsi fino al 2000 con mostre presso spazi pubblici e gallerie private. Il nome di Ungheri è legato a vari movimenti artistici e alla stesura dei rispettivi manifesti: il sopracitato movimento Astralista (Astralismo), da lui cofondato insieme a Sante Monachesi, Claudio Del Sole, Sandro Trotti e Grazioso David, formalizzato con il “Manifesto Astralista” del 14 settembre 1959, cui ne seguiranno altri due; il movimento “Art-Art” (Artigianal Art) il cui manifesto viene pubblicato da “Paese Sera” nel 1968; il “Progetto D’Arte Metapsichica”, la cui visione è esplicitata nel volumetto “Pantenergheia” scritto dallo stesso Ungheri nel 1970 e pubblicato dalla Casa editrice “La parola” nel 1977. Parallelamente al periodo astralista fonda, nel 1961, a coronamento di una ricerca individuale, l’“Arte Bionika”, termine ispirato alla perpetuazione dell’attimo di vita (dal greco Bios), rappresentata attraverso le sue caratteristiche ed uniche Sculture Pulsanti.

Intero euro 12.00
Ridotto (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori tessera Arci, dipendendi Laziao Crea, Scuola romana fumetti e Box Eventi-welfare card) euro 10.00
Ridotto gruppi euro 10.00
Ridotto gruppi euro 8,00 per i gruppi che prenotano entro il 9 febbraio
Ridotto per scuole euro 4.00
Gratuito (Bambini e ragazzi under7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Merulana Pass e Merulana Pass Young, Membri Icom e guide turistiche con patentino)

MOSTRA VISITABILE dal mercoledì alla venerdì  dalle 12 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)
sabato e domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)

Dal 7 al 13/6/24 Mostra personale di Yana Rikusha al Medina Art Gallery

Dal 7 al 13 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32 – 34

Mostra personale di Yana Rikusha

La vita dell’essere umano è meravigliosamente immersa in una realtà fluttuante, in cui la percezione del tempo e dello spazio si vive attraverso avvenimenti storici, scoperte scientifiche, artistiche e filosofiche. Tutta la vita è scandita dal trascorrere del tempo e dalla bellezza dell’arte, elemento fondamentale nella nostra vita che regala emozioni.

Se pensiamo al tempo immaginiamo i nostri antenati, e a tutto ciò che l’uomo con la sua intelligenza è riuscito a realizzare fino ad oggi. Nell’arte quando parliamo di tempo pensiamo alle diverse epoche e ai suoi generi artistici sviluppati da artisti come Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Rubens, solo per citarne alcuni fra i più grandi Maestri del passato. Quando entriamo in un museo o in una galleria d’arte, nel guardare i dipinti siamo in grado di classificarli stilisticamente e stabilire se si tratta di una “natura morta”, o paesaggio; gli studiosi ancora oggi, nonostante i numerosi dibattiti aperti nello stabilire le origini del genere “natura morta”, e se risiede in Italia o nel Nord Europa, non sono riusciti a stabilirlo con certezza.

Il titolo di questa mostra “YANA RIKUSHA Natura morta. Tra passato e presente” è un’analisi estetica, iconografica sul tema della natura morta e del suo potere emozionale espresso in tutte le sue composizioni raffinate, armoniose, e cariche di significato narrativo. L’artista, con pennellate dal tocco elegante e quasi impalpabile, crea velature e trasparenze in ogni oggetto riprodotto e inserito in ambientazioni domestiche, il risultato é una composizione di “natura morta” unica, sia per la scelta degli elementi sia per il messaggio narrativo che ogni oggetto contiene. Le sue opere ci fanno pensare alle nature morte realizzate dai grandi maestri come Caravaggio, Pieter Bruegel il Vecchio, e altri. Le sue scelte compositive, con echi seicenteschi, puntano a far conoscere il genere pittorico della “natura morta” rivisitato in chiave contemporanea e realizzato seguendo le indicazioni teoriche del metodo della pittura figurativa fiamminga.  Tutta la serie di suoi dipinti sono realizzati “dal vivo”, non mancano riprodotti gli insetti, farfalline, ortaggi, frutta, fiori: tutti elementi che hanno un significato importante per l’artista, ciascuna ha una storia da raccontare a chi osserva e vuole conoscere il pensiero dell’artista. Le sue “nature morte” sono come anime, presenze che in qualche modo dialogano con l’artista e con chi osserva l’opera. Tutte sono ricche di oggetti realizzati con cura e perfezione stilistica come l’opera Apple mood del 2021, Playful shapes del 2023, le composizioni vibrano di lucentezza ed effetti plastici importanti da far saltare all’occhio ogni minimo dettaglio e particolare della composizione.  Il suo percorso artistico si è evoluto passando dal surrealismo nelle figure fantastiche e mitologiche al genere della “natura morta” realizzata con la tecnica antica fatta con pastelli a secco su carta, colori ad olio e strati sovrapposti di colore per ottenere trasparenze ed effetti realistici straordinari sulle tele di lino.  Le sue opere risultano così perfette, che qualcuno potrebbe addirittura pensare ad un fotorealismo americano, ma non è così perché questo genere di pittura si basa sull’osservazione “dal vivo” della composizione di oggetti di uso domestico che l’artista dispone su tavoli e tovaglie ricamate secondo il proprio gusto, dal sapore romantico come l’opera Fairytale time del 2023 o Memories about Monteverde, 2023. In tutte le sue tele si respira un buon gusto estetico e nelle composizioni si nota una profonda conoscenza delle opere d’arte del passato, pensiamo ad esempio alle grandi composizioni dei pittori fiamminghi come Abraham Brueghel, Jacob van Hulsdonck, Ambrosius Bosschaert.

Nel presentare i dipinti di Yana Rikusha, entriamo nel vivo della sua anima artistica per esplorare il suo universo e condividerlo con un pubblico desideroso di riscoprire l’anima di oggetti, che spesso usiamo senza dargli importanza. Tutte le iconografie realizzate nei dipinti che vedete nel catalogo ci consentono di riconoscere un’arte figurativa importante che conquistò il mercato sin dall’età moderna.

Per l’artista la conoscenza dell’arte del passato è fondamentale, difatti, tutto il suo lavoro si basa sullo studio della pittura figurativa fiamminga. Rikusha, dopo aver vissuto e lavorato in settori bancari e finanziari con relazioni internazionali, si ritrova a riflettere sul senso della vita e decide di cambiare strada e di studiare pittura. Vivendo in Italia frequenta a Roma Matearts, mentre nei suoi soggiorni in Francia studia nell’Atelier Renaissance, Atelier d’artistes, La bottega du peintre, nei soggiorni nella sua terra in Russia studia a Mosca presso l’atelier del pittore N. N Krapivin per sviluppare e affinare competenze artistiche importanti come dipingere scene di genere e saper ottenere effetti realistici e naturalistici, tali da voler toccare con mano gli oggetti o i volti dipinti sulla tela. La nostra artista ha un grande talento riesce a dare l’anima agli oggetti che dipinge, a far vibrare i nostri sensi mentre guardiamo le sue composizioni, ricche di elementi tra bicchieri, posate, brocche, ortaggi, frutta, libri, tutto è orchestrato per regalare armonia e ridare vita agli oggetti, come Fragrant morning, 2022.

Carmelita Brunetti

Dal 6/6 al 30/7/24 “La casa del Poeta” Mostra di Silvio Natali allo Spazio Field – Palazzo Brancaccio

Dal 6 giugno al 30 luglio 2024

SPAZIO FIELD – PALAZZO BRANCACCIO

La casa del Poeta

Mostra di Silvio Natali
Il 6 giugno lo Spazio Field aprirà le porte per presentare la mostra “La casa del Poeta” di Silvio Natali, a cura di Anna Isopo.
Un’esposizione che segna il ritorno dell’artista nella Capitale in cui paesaggi e forme esprimono la sua carica energica.
Silvio Natali trasforma eventi, storie, emozioni in esperienze espressive straordinarie, opere attraverso le quali manifesta l’attimo effimero in cui fissa nei pensieri situazioni e immagini che diventano visive espressioni poetiche.

Dal 7 al 13/6/24 ” Mostra bipersonale di Rossanna De Min e Marco Ramassotto” al Medina Art Gallery

Dal 7 al 13 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

 

Mostra bipersonale di

Rossanna De Min e Marco Ramassotto

Il testo di Arianna Montellanico

La mostra bipersonale accoglierà le opere di Rossanna De Min e Marco Ramassotto, due insegnanti e artisti che, dopo essersi incontrati in ambito scolastico, hanno scelto di esporre per la prima volta insieme le loro opere d’arte.

Rossanna De Min artista veneta, è stata docente di Arte e Immagine in una scuola media di Roma. Fin da piccola è stata sempre circondata da artisti e soprattutto dall’arte della ceramica. Suo zio, famoso ceramista degli anni Cinquanta e Sessanta, Guido Gambone (1909 – 1969) e poi suo cugino, Bruno Gambone, le hanno trasmesso la passione per l’artigianato ceramico d’autore, che nelle mani dell’artista diventa una vera propria opera d’arte.

Se la ceramica accompagna la storia dell’umanità…

…fin dalla Preistoria, c’è sicuramente un motivo. Il materiale duttile e maneggevole, rappresenta sia la materia prima per creare innumerevoli oggetti di varia utilità, sia una forma di espressione artistica. E Rossanna De Min, mentre modella l’argilla, la creta, per creare un manufatto ceramico, cerca di mantenere il più possibile il materiale grezzo e poco raffinato, seppur applicando del colore, per conservare il legame profondo che lo stesso ha con la natura che lo ha generato. Le ceramiche in mostra sono il frutto di tutte le esperienze che ha vissuto, compresa la sua formazione artistica e la grande influenza dei ceramisti del passato. Di grande impatto sono le “bambole o donne”, come all’artista piace definirle, in ceramica dipinta, che rappresentano solo loro stesse perché create in libertà.

A Rossanna piace pensare…

…che ad ognuna di esse, sia data la possibilità di esprimere semplicemente la loro natura, la loro essenza, senza affidargli un messaggio in particolare da trasmettere, se non quello di sollecitare l’osservatore a riflettere sulla donna come essere umano, da amare e rispettare. Rossanna De Min dedica buona parte della sua attività artistica anche alla pittura figurativa e naturalistica, prediligendo ultimamente la pittura astratta. Con uno stile molto personale, crea composizioni che non riproducono la natura o il paesaggio, ma disegna semplicemente linee e forme geometriche dai toni decisi, con lo scopo di generare emozioni nello spettatore.

Marco Ramassotto architetto, insegnante, musicista e pittore contemporaneo, nasce a Roma nel 1974. Frequenta il Liceo Artistico e dopo la laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, partecipa a numerosi concorsi e progetti soprattutto all’estero. Come musicista e produttore cura l’etichetta musicale Anomala Soundscapes mentre come pittore, utilizza una tecnica che tende sempre di più a servirsi di strumenti e supporti non convenzionali. La passione per l’arte e l’attività pittorica lo hanno sempre accompagnato durante la sua vita. Molti sono stati i lavori precedenti che lo hanno motivato a dipingere sempre più frequentemente e a mostrare le sue opere al pubblico. Grazie all’arte riesce ad esprimere quello che ermeticamente custodisce dentro di sé, senza ostacoli.

Alla Medina Art Gallery Ramassotto esporrà…

…la serie Interferenze (2009-2023), una serie di tele, realizzata con diverse tecniche pittoriche: dall’acrilico all’olio e dallo smalto alla tempera su legno.  Una lunga preparazione contraddistingue queste opere a partire dal supporto, costruito spesso con tavole di legno, fino alla loro completa realizzazione. Il lavoro infatti, spiega l’artista, può essere lasciato in sospeso anche per molto tempo, in attesa che arrivi l’ispirazione oppure essere estemporaneo, senza una regola precisa e senza quantificare il tempo che impiegherà per concluderlo.

Questa serie di tele nasce dalla suggestione dell’interferenza, qualcosa di impensato che accade durante l’azione pittorica. L’irrompere dell’inaspettato però, influenza la tecnica, cambiando completamente il risultato pittorico e quindi anche l’idea iniziale dell’artista, lasciando spazio all’indefinito e, nel caso della serie Interferenze, all’effetto di un tessuto scomposto. Una tecnica per così dire “fatalista”, vicina all’astrattismo e all’action painting, “la pittura d’azione”, che porta l’artista ad affrontare e sperimentare l’inaspettato, per creare qualcosa di sorprendentemente nuovo ed interessante. Un gioco di suggestioni per l’osservatore, che trovandosi di fronte ad un quadro della serie, tenterà di intravedere un qualcosa che rimarrà comunque soggettivo, dietro a quell’intreccio di acrilico, olio, smalto e tempera su legno.

La mostra permetterà l’incontro e lo scontro tra due universi artistici lontani tra di loro: quello dell’arte millenaria della ceramica della De Min e dell’astrattismo pittorico dei quadri contemporanei di Ramassotto. Nonostante la distanza tra le due arti, le opere cattureranno lo sguardo del visitatore che percepirà un equilibrio d’insieme, grazie alle combinazioni e agli intervalli di forme e colori, tessuti lungo il percorso della mostra.

Arianna Montellanico