“A qualcuno piace freddo” concerto jazz a Piazza Pepe: presentazione di Gennaro Berger e Peppe D’Argenzio

Intervista di Roma Radio capitale a Gennaro Berger e Peppe D’Argenzio sul concerto jazz che si svolgerà stasera, 8 giugno 2020, a Piazza Pepe alle ore 19,45

Il cd. Tempio di Minerva Medica tra Horti e Palatia

Il cd. Tempio di Minerva Medica

Pianta settecentesca dell’area all’interno delle Mura Aureliane tra I Trofei di Mario e Porta Maggiore

Enrico Gallocchio

Abitare nel Mediterraneo Tardoantico

Il cd. Tempio di Minerva Medica a Roma: tra Horti e Palatia

Un articolo di Enrico Gallocchio che ha per tema il cd. Tempio di Minerva Medica alla luce dei rilievi effettuati in occasione del recente restauro del monumento. Dalle diverse fasi della sua costruzione alle ipotesi di uso del monumento: da edificio panoramico a sede di incontri di alta rappresentanza. In ogni caso un monumento di eccezionale importanza per la storia dell’architettura e assolutamente unico. L’articolo è corredato di numerose immagini molto interessanti perchè ritraggono non solo il monumento prima del 1828 anno in cui ci fu un crollo di notevole entità ma anche la zona dell’Esquilino vicina a Porta Maggiore come appariva nella seconda metà del ‘700

8 luglio 2020 “A qualcuno piace freddo” concerto jazz a Piazza Pepe

Riprendiamoci i nostri spazi verdi…prima un’asta e adesso Musica!

8 luglio 2020 ore 19,45

A qualcuno piace freddo

Concerto Jazz

Piazza Pepe

Riprendiamoci gli spazi, popoliamo le nostre piazze! dopo il successo della Asta di Solidarietà di Portici Aperti, ecco un’altra occasione culturale da non perdere: su promozione del comitato Esquilino Vivo e con la partecipazione del Municipio Roma 1 Centro, le Associazioni e i Comitati dell’Esquilino vi invitano alla serata “A qualcuno piace freddo!

Peppe D’Argenzio ed il Quartetto Pepe

suoneranno all’ombra dell’acquedotto Anio Vetus.

Il concerto è gratuito, sono previsti alcuni posti a sedere distanziati come da norme vigenti esauriti i quali ci si potrà accomodare sul prato sempre rispettando il dovuto distanziamento; nel corso della serata sarà possibile, per chi lo volesse lasciare una donazione a favore della distribuzione alimentare di Portici Aperti.

Facciamo anche di questa serata un bel successo 

fotografo di scena Guido Laudani

a seguire cena su prenotazione al ristorante Cucina Pepe con menù Jazz prenotare entro il martedì 7 luglio Luca 320 305 8084.

 

Via Giolitti: non solo i monumenti dimenticati ma pure le rotaie abbandonate e senza manutenzione

Nei giorni scorsi c’è stato un grave incidente a via Labicana, un tram è deragliato ed è andato a finire contro un autobus e due autovetture. Fortunatamente nonostante la gravità dell’accaduto c’è stato solo un ferito serio (il conducente dell’autobus). Di seguito il post di “Leggo” apparso   su Facebook.

Non è, purtroppo, la prima volta che succedono incidenti di questo tipo infatti meno di un anno fa il giornale “La Repubblica” registrò questo video per un analogo deragliamento di un tram.

Ancora una volta la scarsa manutenzione delle rotaie ha causato incidenti che solo per fortuna non hanno avuto esiti drammatici. 

Vogliamo documentare ora lo stato dei binari a via Giolitti, tenendo anche presente che negli anni passati si sono aperte numerose voragini sotto le rotaie.

 

Oltre a fare dei proclami trionfalistici sulla tranvia che verrà, non sarebbe il caso di provvedere a un minimo di manutenzione ordinaria per i binari attuali senza aspettare l’incidente?

Resoconto della riunione pubblica del 1 luglio 2020 dell’Associazione Abitanti via Giolitti

1 luglio 2020

Riunione Associazione Abitanti via Giolitti Esquilino

Breve resoconto della riunione indetta dall’Associazione Abitanti Via Giolitti  – Esquilino, aperta a tutti, il primo luglio 2020 c/o il terrazzo condominiale del civico n. 6  Piazza di Porta Maggiore

 

Prima di passare all’analisi dei punti posti all’odg, la presidente dà la parola a Claudio Blundo, abitante dell’Esquilino il quale ha una comunicazione molto importante e di interesse comune in merito alla  segnalazione di pericolosità dovuta all’alta velocità dei veicoli su via Giovanni Giolitti – Via di Porta Maggiore e loro intersezioni fino a Viale Manzoni.

…“Pertanto, dopo pochi giorni ho scritto alle Istituzioni per denunciare  la pericolosità della viabilità per l’alta velocità di mezzi privati, pubblici e per l’assenza di adeguati passaggi di attraversamento pedonale, rallentatori di velocità sulle due arterie principali che partono da Piazza di Porta Maggiore: Via di Porta Maggiore e Via Giolitti.

A seguito di questa mia segnalazione è pervenuta pronta risposta dalla Presidenza della Commissione dei Lavori Pubblici del Municipio I Roma Centro, con la quale è stato definito un appuntamento per la mia disponibilità per i giorni del sopralluogo con la presenza della Commissione esterna predetta e la Polizia di Roma Capitale.

Viste le nostre svariate occasioni d’incontro per tematiche d’interesse pubblico,  volevo rendervi partecipi, anche con vostra presenza, quando sarà fissato l’evento e sopratutto con vostre ulteriori integrazioni alla iniziale segnalazione e la richiesta per la commissione,  per una visione più ampia e condivisa”.

Mauro Vetriani insieme alla presidente conferma la propria disponibilità.  Una proposta potrebbe essere quella di realizzare almeno un passaggio pedonale rialzato per ridurre la velocità degli autoveicoli. Ne parleremo in un incontro ad hoc. Si passa ad analizzare il 1° punto  dell’Odg:

1) proposta di inviare una comunicazione scritta tramite posta certificata alla Soprintendente Speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma  in merito alla richiesta di tutela del c.d. Tempio di Minerva Medica  che rientra  nei poteri a Lei conferiti dalla Legge. Si tratta della stessa richiesta già sottoscritta dalle Associazioni Esquiline, lo scorso anno e inoltrata al Soprintendente Prosperetti,  andato in pensione. La presidente fa distribuire copia della richiesta che verrà inviata alla dott.ssa Daniela Porro attuale Soprintendente e per conoscenza alla Prefetta Gerarda Pantalone così come prescrive la Legge.

Blundo legge a  voce alta la missiva.

Tutti i presenti concordano sulla necessità di richiamare ai propri doveri e ad esercitare i poteri conferiti alle Istituzioni preposte. La messa in mora, così si chiama tecnicamente il contenuto e i richiami ai numerosi articoli di legge, nonché l’articolo 9 della Costituzione.

Viene approvata all’unanimità e oltre ai responsabili legali delle Associazioni e Comitati Esquilini presenti, altri/e cittadini/e firmano la loro adesione e oltre al cognome, nome mettono anche gli estremi di un documento personale. Per dare anche un ordine “da bella copia” si decide di preparare dei fogli con righe ordinate e, grazie alla disponibilità di Giovanni Palestrini, il nostro amico tabaccaio chi vuole può recarsi a firmare presso la tabaccheria a Porta Maggiore.  Scadenza: mercoledì 8 luglio.

Si passa  a trattare il 2° punto all’odg

2)  analisi del Progetto di trasformazione a scartamento ordinario dell’attuale ferrovia Laziali – Centocelle e prolungamento da Tor Vergata a Termini, recentemente  presentato dalla’ Amministrazione e che è stato approvato e finanziato dal MIT.

Prende la parola Mauro Vetriani:

“L’analisi del  progetto della cosiddetta “Metro G”, la nuova tranvia a scartamento ordinario che prenderà il  posto della attuale ferrovia a scartamento ridotto  Laziali – Centocelle, è notevolmente complessa. A causa dello scarso tempo a disposizione si è potuto parlare di alcune criticità relative al tratto Porta Maggiore – Viale Manzoni con le temute ripercussioni a via di Porta Maggiore (aumento del traffico veicolare in maniera esponenziale) e a alla stessa Piazza di Porta Maggiore interessata da almeno 4 differenti flussi di traffico. Si è parlato anche di alcuni aspetti tecnici relativi sempre al medesimo tratto: la difficoltà di mantenere lo stesso tracciato per il passaggio problematico, visto l’aumento dello scartamento, attraverso i fornici di Porta Maggiore e alcuni accenni alla difficoltà di natura archeologica per la necessità di effettuare degli scavi significativi lungo l’asse di via Giolitti.

Infine si è accennato alle difficoltà del tratto Laziali – Termini sottolineando la contraddizione tra il progetto comunale (spazi enormemente ridotti per le automobili) e quello delle FF.SS. con un megaparcheggio sulla  costruenda piastra sulla Stazione Termini.

Prende la parola Manuela Cola di Abitare Termini un neonato gruppo di residenti nella parte “alta” di Via Giolitti i quali si sono trovati  coinvolti in questo progetto da un’improvvisa accelerazione, della consegna da parte del Comune al MIT senza essere minimamente informati e ascoltati.

Si sono rivolti ai vari responsabili che hanno concepito e sbandierato questo progetto come l’opera del terzo millennio senza di fatto poter avere nessuna voce in capitolo.

D’altra parte nessuno ha visto questo progetto ben definito e che abbia preso in minima considerazione le obiezioni o i più costruttivi suggerimenti.

Ha senso andare singolarmente come gruppi di residenti o rappresentanti delle Associazioni a incontri con l’ingegnere Spinosa che è uno dei tecnici incaricati di fare il progetto, o il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno?

Questa cosiddetta “Metro G” riguarda la mobilità non solo dell’ampio quadrante sud -est dove in larga parte ci sono potenzialmente la linea A e la linea  C della metropolitana, ma l’intera città.

Possiamo chiedere all’Amministrazione Comunale di presentare questo progetto pubblicamente, di ascoltare e raccogliere suggerimenti e proposte, insomma perché si ostinano a parlare di progetto partecipato, partecipato da chi? La presidente propone di chiedere un incontro insieme ai residenti di Abitare Termini  con l’ingegnere Andrea Spinosa e al più presto , magari in Campidoglio, un’assemblea  pubblica aperta alla cittadinanza in cui si possa intervenire e partecipare attivamente, nel senso che chi ascolta, ascolti davvero. Sarebbe opportuna anche la presenza dell’Assessore alla Mobilità della regione Lazio.

3) proposta di lanciare una campagna di denuncia su tutti i mezzi di comunicazione, ma anche di proposte tese a valorizzare tutto il bello che c’è lungo Via Giolitti e

nel Rione Esquilino.

L’ultimo punto all’odg. che riteniamo tutti fondamentale per uscire finalmente fuori dal dirci le cose tra di noi è proprio la comunicazione.

Purtroppo si è fatto davvero tardissimo, pertanto facciamo solo in tempo a dire che:

ci sentiamo profondamente preoccupati, come residenti di via Giolitti, che il trenino ancora non sia stato limitato a Porta Maggiore. L’abbiamo ripetutamente chiesto e richiesto, abbiamo fatto sopralluoghi con il presidente Stefàno e l’ingegnere Spinosa , ormai le vibrazioni delle nostre case il cosiddetto “effetto terremoto” è diventato insostenibile, che cosa si aspetta che venga giù qualche fabbricato, oppure l’ennesimo incidente?

Tutto ciò che potrà accadere di sicuro non sarà ascrivibile al termine “disgrazia” , la disgrazia si chiama incuria, malgoverno, irresponsabilità politica e di chi amministra la città.

Se saremo spinti a qualche manifestazione che potrebbe sembrare illegale, per chi non ce la fa più, si tratta solo di legittima difesa. Dopo i numerosi appelli a moderare la velocità, la famosa velocità “a passo d’uomo” i conducenti, perlopiù, si scatenano e spesso irridono ai nostri tentativi di fare cenni di moderare la velocità.

Per quanto concerne la campagna di denuncia e di proposte rinviamo alla prossima riunione.

Abbiamo già qualche idea…

4) varie ed eventuali.

Ringraziamo  i Signori Condomini per averci concesso l’uso del loro ampio terrazzo e per aver garantito la normativa anti- Covid 19.

La riunione ha avuto  termine alle ore  20  e 45.

 

La Presidente dell’Associazione Abitanti Via Giolitti- Esquilino

Maria Prassede Capozio

mp.capozio@libero.it

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

Avatar di Roma Archeologia e Restauro Architettura 2022.ROMA ARCHEOLOGIA e RESTAURO ARCHITETTURA 2006-25.

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo – IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937). S.v., Carlo Pavia (08/11/2019) & (26/11/2018); Andrea Felice (26/08/2018); IL MESSAGGERO (23|01|2015); Alvaro de Alvariis (2012); Dr. Anna M. Liberati (2003); James E. Packer (2008 & 1979); Giornale Luce B1131 / Istituto Luce Cinecittà (21/07/1937) & Pierino Di Carlo (1935).

ROMA ARCHEOLOGICA & RESTAURO ARCHITETTURA 2020. Civis Civitas Civilitas - Roma antica modello di città. Museo dei Fori Imperiali (07/2020 - 10/2020). S.v., Italo Gismondi & Pierino Di Carlo - IL GRANDE PLASTICO DI ROMA ANTICA (1937).

1). ROMA – Civis Civitas Civilitas – Roma antica modello di città; Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali (07/2020 – 10/2020).

La cultura romana si è radicata nei territori conquistati militarmente attraverso il modello di vita urbano, che si esprime negli edifici che qualificano la città come tale.

La mostra intende descrivere questo processo affiancando edifici dalle funzioni analoghe distribuiti nelle città dell’impero. Una mostra dedicata alla relazione fra città, cittadinanza e…

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Roma e L’Esquilino nel Medioevo: i 10 itinerari di Einsiedeln

Einsiedeln

Città del cantone Schwyz (Svizzera), 13.370 ab. (stima 2006), 15 km a NE della capitale, nella valle dell’Alp, a W del lago di Sihl. Industrie editoriali e del legno.  La città sorse intorno all’abbazia benedettina fondata nel 934 da Benno ed Eberardo di Strasburgo. Dopo un periodo di grande splendore (sec. X-XV) il convento decadde con la Riforma, ma nel sec. XVII tornò ad acquistare importanza e a partire dal 1704 venne completamente ricostruito su pianta simmetrica ideata dal frate Caspar Moosbrugger, diventando così il maggiore complesso conventuale barocco della Svizzera.

Questa cittadina deve la fama oltre che per l’abbazia anche perchè da diversi secoli si trova presso l’annessa biblioteca il manoscritto “Itinerari di Einsiedeln” una guida di un anonimo scritta per visitare Roma nel periodo carolingio in dieci itinerari ideati per conoscere non solo le chiese più importanti ma anche molti degli antichi monumenti ancora esistenti in quel periodo

Tra i tanti edifici di culto e i tanti monumenti vengono citate anche diverse chiese dell’Esquilino, segno inequivocabile che anche in quel periodo il Rione fosse luogo di pellegrinaggi e visite nei monumenti di epoca romana (Terme di Diocleziano, Terme di Traiano, Trofei di Mario, cd Tempio di Minerva Medica etc.)

Da Wikipedia

L’Itinerario Einsiedlen è una descrizione sommaria della città di Roma fatta nel VIIIIX secolo.

Il manoscritto dell’Itinerario appartenne un tempo alla abbazia di Pfeffers e si trova presso la biblioteca dell’abbazia benedettina di Einsiedeln, in Svizzera. Il manoscritto è attribuito ad un Anonimo di Einseldeln, detto anche Anonimo di Mabillon dal nome del monaco benedettino che lo ha rinvenuto, lo storico Jean Mabillon[1][2]. Il manoscritto fu esaminato e descritto da Haenel, Jordan, De Rossi[3] e dall’archeologo Rodolfo Lanciani. Il testo è stato composto con le scritte di una pianta della città di Roma dell’epoca di Carlo Magno e preparato ad uso dei pellegrini[1], per condurli verso i principali centri religiosi che erano interessanti dal punto di vista della fede cristiana oltre che turistici.

La lista degli itinerari infra Moenia erano i seguenti:

  • Da ponte Aelius all’Esquilino, per Santa Lucia in Selce;
  • Da Ponte Aelius a Porta Salaria; Da Ponte Aelius alla Porta Asinaria (oggi Porta San Giovanni in Laterano);
  • Da Ponte Aelius a San Paolo fuori le Mura;
  • Da Porta Nomentana al Foro Romano;
  • Da Porta Flaminia (Piazza del Popolo) al Campidoglio;
  • Da Porta Tiburtina (San Lorenzo) alla Suburra, per la Porta Esquilina di Servio;
  • Da Porta Tiburtina per la Porta Viminale di Servio;
  • Da porta Aurelia (San Pancrazio) alla Porta Preneste (Porta Maggiore);
  • Dal Circo Massimo a Porta Metronia per il Celio;
  • Dalla Porta Appia (Porta San Sebastiano) alla Schola Greca presso Bocca della Verità.

In termini di castramentazione romana, il nono itinerario che va da est ad ovest della città formerebbe il Decumanus Majior; il terzo itinerario invece, nella sua direzione Nord-Sud, rappresenterebbe il Cardo. Il redattore dell’Itinerario si prometteva di condurre i pellegrini, oltre che per le vie della fede anche per i monumenti, gli edifici più importanti, sacri o profani, che ancora esistevano nel IX secolo[4]. La cartografia usata dal redattore fa pensare ad una consultazione di mappe anteriori a quelle dell’epoca carolingia per la presenza di nomi come Vicus Patricius, Minervium, Hadrianum, che appaiono troppo classici per il IX secolo.

Le strade per le quali l’Itinerario conduce sono quelle della Roma imperiale. Un esempio legato alle condizioni della città lo abbiamo dal primo Itinerario[5]. Alla sinistra del percorso, i pellegrini potevano ammirare il Circo Flaminio, la Rotonda, le terme di Agrippa[6], il Foro di Traiano e la sua colonna, l’arco di Settimio Severo nel Foro, la chiesa di Sant’Adriano (non era altro che la sede dell’antico Senato), la chiesa di Sant’Agata, e poi nella Suburra potevano ammirare le terme di Costantino, la chiesa di San Vitale, la chiesa di Sant’Eufemia. Alla destra, invece, a partire dal ponte Aelius davanti a Castel Sant’Angelo, si potevano ammirare la chiesa di San Lorenzo in Damaso, il teatro di Pompeo, la basilica di San Lorenzo, il Campidoglio, la chiesa di San Sergio (dove si trova l’ombelico di Roma)[7], la statua equestre di Costantino, la basilica di Santa Pudenziana nella Suburra, la chiesa di San Lorenzo in Formosa, e infine le terme di Traiano ad Vincula[8].

Il Manoscritto di Einsiedlen include in totale quattro sezioni: una raccolta di iscrizioni dell’Urbe, l’itinerario per i pellegrini, un’antologia liturgica e dei carmi latini[9]. La sezione dei carmi è attribuibile ad un altro autore, probabilmente appartenente al monastero di Reichenau[9], mentre le iscrizioni sono riprese da molti monumenti romani e parlano di personaggi non noti, sebbene importanti, ed edifici ormai non più esistenti[10].