“Salto” del varco ZTL, 16 patenti ritirate in due settimane e multe per 10.000 Euro

E’ costato caro a molti automobilisti indisciplinati il tentativo di “scavalcare” contromano i varchi ZTL, per eludere  i controlli delle telecamere ed entrare senza permesso nella zona limitata del centro.
Da sempre la Polizia Locale conosce il meccanismo, che tra l’altro viene regolarmente perseguito: ultimamente però gli agenti hanno osservato una certa recrudescenza del fenomeno che, tramite il classico passaparola, iniziava ad essere imitato da troppi.
Il comando del gruppo Trevi, visto il perdurare degli episodi, ha quindi deciso di intervenire, istituendo posti di controllo mirati nei punti più interessati dal fenomeno sia per colpire i furbetti, sia per evitare che l’ennesima leggerezza potesse trasformarsi in incidente, visto cha alcune manovre di scavalcamento presentano scarsa visibilità e quindi pericolo, soprattutto al varco di S.Maria Maggiore.
I presidi, posizionati in Via Giulia, via di S.Maria Maggiore, via Brunetti, oltre che a Passeggiata di Ripetta e in Via San Nicola da Tolentino hanno nelle ultime due settimane prodotto numerose sanzioni: ben 16 automobilisti, fermati subito dopo la “manovra” si sono visti ritirare la patente e decurtare 10 punti, ricevendo due verbali, uno ai sensi dell’art. 143 comma 12  da 321,00 Euro (il contromano) e uno ai sensi dell’art. 7 cc. 9 e 14 da 81,00 Euro (circolazione in ZTL senza permesso).
Autorizzati dagli agenti a guidare fino a casa, tutti gli automobilisti multati ora dovranno attendere le decisioni del Prefetto per poter tornare a guidare (da 1 a 3 mesi).
Grazie a queste verifiche, in 15 giorni gli agenti hanno comminato verbali per una cifra complessiva superiore a 10.000 Euro, con detrazioni totali di 160 punti patente.
I controlli proseguiranno.
Roma, 11 marzo 2017

I soliti lavori che non finiscono mai nei tempi prestabiliti

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Non bastasse il fatto che i lavori Italgas a viale Manzoni siano stati pianificati nei periodi peggiori dell’anno per quanto riguarda il traffico, dimenticando che questa strada è una delle più trafficate dell’intero centro Storico di Roma, nonostante le opere di scavo e di sostituzione dei tubi  fossero terminate , quasi tutte le buche richiuse e il cartello indicasse come il 3 di marzo il termine dei lavori (foto 3), è  rimasto da asfaltare l’ultimo tratto fino al 9 marzo (foto 1) , sicuramente quello più invasivo ed anche pericoloso per veicoli e pedoni chissà per quale motivo (foto 2).  Non sono stati ritrovati reperti archeologici (o se lo sono stati è stato fatto finta di niente), c’erano i mezzi per asfaltare la strada per gli altri tratti, rimane veramente un mistero perchè sia stato lasciato da fare questo piccolo tratto di strada all’incrocio con via Principe Eugenio (foto 4). Solo il 10 di marzo finalmente si è provveduto a finire il lavoro e togliere di mezzo le reti arancioni e liberare la strada ma lasciando il WC chimico (foto 5). Poco male, anzi sarebbe una buona idea per evitare che troppe persone utilizzino secchioni, muri e alberi per espletare i loro bisogni fisiologici.

Possibile che non vengano mai rispettate le date di chiusura dei lavori e che a pagare siano sempre i residenti costretti a vivere in un autentica bolgia dantesca con l’inquinamento ambientale e acustico alle stelle e nessuno pensi che un traffico del genere ostacoli anche i mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine) costretti a stare in fila anche loro?


Possibile che nel terzo millennio con tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione non si riesca a pianificare un lavoro in modo da recare il minor  fastidio possibile a chi ha la sfortuna di risiedere nei luoghi interessati? E per ultimo speriamo che si attui quella metodologia di ripristino del manto stradale perchè ora viale Manzoni assomiglia a un vero e proprio patchwork con un numero esorbitante di rattoppi.