“Notti di cinema a Piazza Vittorio” 2013

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Notti di Cinema a Piazza Vittorio:dal 15 luglio al 1°settembre

Anche quest’anno a Piazza Vittorio verranno allestiti due maxischermi per la proiezione dei titoli di maggior successo della stagione cinematografica appena conclusa. Saranno organizzati come di consueto i soliti incontri con registi e attori di richiamo grazie al PING PONG DEL CINEMA ITALIANO.

Dal 29 agosto al 1° settembre l’arena diventerà la magica location della rassegna LOCARNO A ROMA giunta alla 13^ edizione. Occhi puntati sul grande schermo per scoprire un programma di anteprime assolute selezionate tra i titoli premiati e quelli più rappresentativi del 66° Festival del Film Locarno, che saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani.

Prezzo del biglietto:
intero 6 euroridotto 5 euro
TESSERA FEDELISSIMI: ogni 5 ingressi, 1 in omaggio!

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Il PROGRAMMA (file .pdf)

Il Programma di Luglio
Il Programma di Luglio

Se non c’è educazione è tutto inutile 2

Nel nostro rione continuano episodi di ignoranza e menefreghismo nei confronti della collettività : ecco come si presentavano due cassonetti a via Principe Umberto domenica in un assolato pomeriggio estivo. La cosa che dovrebbe far riflettere le autorità è che questa volta non era impossibile risalire ai responsabili : non tutti cambiano le finestre di una casa intera frequentemente e non tutti i “negozi” sono aperti la domenica. Sarebbe arrivato il momento di sanzionare pesantemente chi commette questi atti ripetuti di inciviltà in modo da scoraggiare quanto più possibile il continuo ripetersi di questa vergogna .

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Ovviamente anche i soliti cassonetti a viale Manzoni apparivano come mostra la foto successiva. Quello che però nessun blog può pubblicare è la puzza nauseabonda che, oltretutto, proviene da questi cassonetti

Viale Manzoni
Viale Manzoni

Assemblea pubblica venerdì 5 luglio

La Presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi, a seguito della riunione con le associazioni di lunedi scorso, ha convocato per venerdi prossimo 5 luglio una 

ASSEMBLEA PUBBLICA CON I CITTADINI per esporre l’attuale stato del progetto di pedonalizzazione redatto dall’Agenzia della Mobilità.
 
L’assemblea avrà luogo VENERDI 5 LUGLIO, ORE 18.30 nei giardinetti di LARGO CORRADO RICCI (incrocio via Cavour – via dei Fori Imperiali).
 
Data l’importanza e l’urgenza di questo provvedimento, vi invito alla partecipazione  a diffondere questo avviso a più residenti possibile.
 
Grazie
 

Via Giolitti : 1 – La storia

via-giovanni-giolittiAvevamo promesso di parlare di via Giolitti nel post sui lavori di restauro del c.d. Tempio di Minerva Medica ed eccoci a parlarne. Essendo una trattazione abbastanza complessa abbiamo deciso di scinderla in tre parti : la storia, la stato attuale, le proposte. Non sembri inutile parlare dell’origine e lo sviluppo di questa via perchè anche alla luce dell’attualità (pseudo-pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali) se non si capisce l’importanza di applicare dei cambiamenti drastici, risolutivi ed armonici con altre aree limitrofe prendendo lo spunto anche dal passato si rischia solo di spostare traffico e inquinamento da un posto all’altro e rendere delle zone ancora più invivibili.

Immagine 2 : Esquilino in epoca rinascimentale
Immagine 2 : Esquilino in epoca rinascimentale

Innanzitutto via Giolitti è relativamente recente, nasce infatti con l’introduzione cittadina della ferrovia e la costruzione della prima stazione Termini. Fino ad allora, in ossequio al disegno urbanistico cinquecentesco di Papa Sisto V, nella zona,  esistevano tre strade principali che collegavano S. Giovanni a S. M. Maggiore (via Merulana), S. Croce a S. M. Maggiore (Strada Felice) e S. Bibiana a S. Eusebio grazie al progetto redatto dall’architetto Fontana (immagine 2 e questo link) . Arriviamo con questa  fisionomia urbanistica fino al 1850 ca. quando la scelta del sito della stazione ferroviaria fu al centro di aspri dibattiti e prese di posizione delle  varie autorità papaline del tempo deputate alla decisione. Vigeva infatti l’opinione ottocentesca di far entrare la modernità (la ferrovia in questo caso) direttamente nel centro delle città e di trasformare “la piazza” da luogo di origine medievale di vita in comune con le botteghe artigiane a luogo di interscambio culturale e di passaggio con i servizi necessari (alberghi, ristoranti, caffetterie etc.). Per alcuni il sito accanto alle terme di Diocleziano non era abbastanza centrale rispetto ai centri di potere dell’epoca (Vaticano, S. Pietro) per altri era il luogo adatto per una rapida trasformazione della zona alla luce delle nuove esigenze. Vinse il secondo partito e venne costruita la stazione Termini nel posto attuale con la contemporanea nascita di quella che avrebbe preso il nome  odierno di via Giolitti. La necessità di creare intorno alla stazione dei servizi dedicati ed il fatto che occorreva un nuovo quartiere per ospitare la  classe borghese  che arrivava da Torino per lavorare nei nuovi ministeri che si stavano via via costruendo convinse qualche anno più tardi. appena dopo la proclamazione di Roma capitale d’Italia (1873 ca.), l’ingegnere Alessandro Viviani a un grande progetto urbanistico  per la creazione di questo luogo.

L'esquilino all'inizio del '900
Immagine 3 : L’Esquilino all’inizio del ‘900

Nacque così l’attuale rione Esquilino con strade ortogonali, ma con dei limiti ben precisi, via Merulana ad ovest , via Giolitti (che allora si chiamava via Principe di Piemonte dalla parte di Porta Maggiore e via Principessa Margherita dalla parte della stazione) ad est e via Santa Croce in Gerusalemme-Via Conteverde – via Carlo Alberto  che ricalcavano l’antica strada Felice come asse centrale con la novità di uno spazio enorme (Piazza Vittorio) che fungeva da collettore  e distributore di vie anche non ortogonali e che originariamente doveva fungere anche come luogo rappresentativo scelto per il monumento a Vittorio Emanuele II (immagine 3). Per cui già allora il ruolo di via Giolitti appariva di grande importanza per lo sviluppo del rione. Negli anni successivi (1910 ca.) la via venne interessata da un progetto innovativo : quello di costruire una ferrovia a scartamento ridotto con il duplice scopo di collegare alcuni centri del sud del Lazio (S. Cesareo, Palestrina, Cave, Genazzano. Piglio fino a Fiuggi con le sue terme) con la capitale  e di servire come mezzo pubblico urbano tra il centro della città e la strada Casilina che avrebbe avuto un notevole sviluppo verso l’esterno.

Immagine 4 : Treno che passa soto gli archi a Porta Maggiore
Immagine 4 : Treno che passa soto gli archi a Porta Maggiore

Idea lodevole e in anticipo con i  tempi (si ipotizzava una sorta di metropolitana di superficie) ma che non teneva conto dei grossi problemi di natura statica che avrebbe arrecato nel tratto Stazione Laziali – Porta Maggiore a monumenti ed edifici oltre a problematiche di inquinamenti vari (acustico e ambientale, immagine 4) che ne rendono difficilmente sostenibile l’utilizzo nei tempi attuali. Negli anni ’30 visto il progressivo aumento dellle linee ferroviarie che arrivavano alla Stazione Termini che ne facevano una delle più grandi  d’Europa e l’intersezione del traffico dei viaggiatori con il traffico cittadino con tutti i relativi problemi si pensò ad un suo ampliamento e ammodernamento e si affidò il progetto all’architetto Angiolo Mazzoni specialista di ristrutturazioni  di stazioni ferroviarie. Da un punto di vista architettonico  progettò un sito con alcune idee avveniristiche con due corpi di fabbrica laterali (via Giolitti e via Marsala) che avrebbero dovuto ospitare dei servizi vari con passaggi sotterrranei per collegare le due ali della stazione. Il progetto ebbe notevoli ritardi per l’interpretazione dell’entrata principale dalla parte di piazza dei Cinquecento : le alte gerarchie fasciste volevano un ‘entrata di grande impatto tale da ricordare i fasti dell’antichità classica.

Palstico della Stazione Termini presentato all'Esposizione Universale di New York del 1939
Immagine 5 : Plastico della Stazione Termini presentato all’Esposizione Universale di New York del 1939
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Di diverso avviso gli alti funzionari delle Ferrovie dello Stato che preferivano un edificio più funzionale e meno rappresentativo. Solo nel 1939 l’architetto Mazzoni dopo diversi rifacimenti fu in grado di presentare il plastico dell’opera definitiva all’esposizione Universale di New York del 1939 (immagine 5). Il ritardo per il progetto definitivo e le tragiche vicende della seconda guerra mondiale interruppero i lavori che per la parte più contestata e controversa vennero ripresi nel primo dopoguerra con un’ulteriore  gara  per un nuovo progetto dell’ entrata principale con annessa galleria. La spuntò lo studio dell’architetto Vitellozzi che progettò la celeberrima pensilina chiamata anche “Il dinosauro”. Ma l’aspetto più interessante e più intrigante di questa vicenda è forse anche quello meno conosciuto. Contestualmente al progetto architettonico, il Mazzoni aveva ideato anche un maestoso rifacimento urbanistico in linea con i dettami del periodo fascista : l’attuale via Giolitti doveva diventare l’ideale congiunzione tra i fasti del passato (Porta Maggiore) e quelli del presente (Stazione Termini) in un’ enfasi trionfalistica che si traduceva in una via larghissima in linea con il porticato dell’attuale piazza della Repubblica sul tipo di via della Conciliazione e via dei Fori Imperiali (immagine 6). Per fare ciò era necessario abbattere alcuni dei palazzi che erano stati costruiti solo qualche decennio prima : operazione meno dolorosa di quelle effettuate per la costruzione delle altre due vie sopracitate ma altrettanto onerosa e disagiata per i proprietari degli edifici interessati . Si iniziò con i primi espropri ed anche con i primi abbattimenti : forse non ci avete mai fatto caso, ma davanti alla galleria principale della stazione dalla parte di via Giolitti è rimasto solo il piano terra con i negozi al posto del palazzo di diversi piani che è ancora presente in via Amendola. E solo negli anni ’90 si risolse la querelle tra i proprietari degli altri stabili espropriati ma mai abbattuti per il sopravvento della seconda guerra mondiale e quindi risarciti per i danni subiti. Tanto è vero che solo da pochi anni questi edifici sono stati restaurati e ancora oggi ci sono alcuni immobili uso ufficio da vendere o affittare. Finisce qui l’analisi storica di via Giolitti, nel prossimo post analizzeremo l’attuale stato con tutti i problemi che con le varie segmentazioni create nei decenni scorsi rendono difficile la vita ai residenti.

La stagione 2013/2014 del teatro Brancaccio

Il cartellone della stagione 2013 – 2014 del Teatro Brancaccio

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Per maggiori informazioni e/o acquisto di biglietti on line cliccare sul link seguente per collegarsi al sito ufficiale del teatro

TEATRO BRANCACCIO

Domenica 23 giugno “Aria” al Piccolo Apollo

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presenta

domenica 23 giugno ore 21.00
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

ARIA
extra ordinary place

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Rocco De Rosa – pianoforte
Natalia Bonanese – danza
Licio Esposito – visioni di sabbia

Fin dove arriva il suono, finché si muovono i corpi, fino all’ultimo granello di sabbia… fintanto che il pubblico partecipa. Questo promette Aria | extra-ordinary, place, in scena domenica 23 giugno sul palco dell’Apollo 11, uno spettacolo di musica, danza e arti visive che si incontrano e si sostengono a vicenda inseguendo tutte le occasioni extra-oridinarie possibili.
Aria|extra-ordinary place è il momento finale di un percorso di studi iniziato a settembre da un gruppo di donne, danzatrici non professioniste, che guidate da Natalia Bonanese, improvvisano la propria danza sulla musica di Rocco De Rosa eseguita dal vivo al pianoforte e le straordinarie visioni di sabbia create in tempo reale da Licio Esposito.
Il 23 giugno segnerà il debutto in trio per Rocco De Rosa, Natalia Bonanese e Licio Esposito, formazione nata dall’incontro dei tre artisti avvenuto nel 2009 a Ethnicus-festival delle culture migranti, momento che ha dato inizio alla loro collaborazione che in questi anni li ha visti in più occasioni insieme ad altri artisti a Roma, a Bologna e in Sardegna.  Aria | extra-ordinary place
ARIA: elemento comune tra chi è in scena e il pubblico. Lo spazio condiviso da tutti rappresenta l’ordinario, che muta e si rinnova grazie al principio dell’improvvisazione.
EXTRA-ORDINARY, l’ordinario e l’extra: l’arte del movimento naturale dei corpi in scena insieme al virtuosismo artistico di due grandi maestri.
PLACE: luogo delimitato dagli elementi che ve ne fanno parte.
Con la partecipazione di Mariangela Martina, Michela Giordani, Ambra Gallina, Paola Bucherella, Carlotta Sylos Calò, Kinga Gaspary, Barbara Negri, Arianna Orelli, Maarit Sampi.

Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)



Ricordiamo, inoltre, agli interessati, che lunedì 24 alle ore 19 si terranno nuove audizioni per giovani musicisti della
 EYO – Esquilino Young Orchestra a cura dei maestri Lorenzo Gentile e Stefano Piccolo di DRM Studio
Ingresso libero


Per Apollo 11, sezione musica: Timisoara Pinto (timisoarapinto@gmail.com)
segreteria@apolloundici.it – cell. 345-7330465

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21 – 23 giugno “Festa della Musica 2013”

Festa_Musica_2013_d0In occasione della Festa della Musica 2013 si terranno degli eventi musicali in vari luoghi di Roma tra musei, piazze , istituti e siti archeologici. Elenchiamo quelli che avranno luogo  nel nostro rione non tralasciando di pubblicare il programma completo di tutta la manifestazione.

22 giugno :

Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

Largo di Villa Peretti (Piazza dei Cinquecento)

ore 18 L’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht, con musiche di Kurt Weill, rivisitata e proposta in forma semi-scenica. In scena i cori e l’Orchestra MuSa Classica, sotto la guida di Francesco Vizioli.

Maestri del coro Paolo Camiz e Giorgio Monari

23 giugno :

Auditorium di Mecenate

Largo Leopardi

ore 21 Nabla Ensemble

Il concerto presenta lo stato della produzione multimediale/elettroacustica negli Usa e in Italia.

In collaborazione con  Master in Sonic arts dell’Università di Roma Tor Vergata e alcune Università americane

Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo
Largo di Villa Peretti (Piazza dei Cinquecento)

ore 18 Concerto dedicato ad Alberto Sordi nel decennale della sua scomparsa

MuSa Jazz, Direttore Silverio Cortesi

Il sito ufficiale dell’evento

Il Programma completo

Se non c’è educazione è tutto inutile

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Domenica sera
Lunedì
Lunedì

Domenica 16 giugno a piazza Vittorio c’era la raccolta dei rifiuti ingombranti. Eppure c’è chi nella stessa giornata non ha esitato a pochi isolati di distanza (viale Manzoni) a buttare quadri e pezzi di vetro vari presso i cassonetti. Aldilà del  decoro urbano questo campione di civiltà non ha pensato che i vetri possono essere altamente pericolosi (vedi seconda fotografia) per gli anziani, i bambini, gli animali domestici e tutti quelli che per buttare i rifiuti  sono costretti ad avvicinarsi ai cassonetti. E’ inutile parlare di raccolta differenziata, pulizia delle strade e decoro urbano se non si educa la gente a rispettare la città come la propria casa. Oltre l’educazione che dovrebbe partire fin dalla più tenera età è arrivato il momento, se necessario, di prendere delle decisioni drastiche ed elevare delle pesanti multe se si è pizzicati a buttare rifiuti ingombranti e pericolosi per  strada e non nei luoghi appositi.

Giovedì 20 e venerdì 21 giugno al Piccolo Apollo

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giovedì 20 e venerdì 21 giugno
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

I Documentari premi
DAVID DI DONATELLO e NASTRO D’ARGENTO

giovedì 20 giugno – ore 20.30*

PREMIO DAVID DI DONATELLO MIGLIOR DOCUMENTARIO 2013

ANIJA
 (La nave)

un film di
Roland Sejko

anija

HD, colore, bianco e nero, 83 minuti, Italia 2012



al termine della proiezione seguirà l’inconto con il regista
e con Alessandro Leogrande (vice direttore del mensile Lo straniero)

Nei primi giorni di marzo del 1991, all’orizzonte della costa Adriatica dell’Italia meridionale fecero la loro apparizione fantasmagorica alcune navi che con il loro carico umano hanno segnato l’inizio di quello che sarebbe stato chiamato “l’esodo degli albanesi”. La metafora biblica non era, questa volta, un’esagerazione, mai nella storia del dopoguerra si era vista una fuga collettiva di quelle dimensioni. Chi erano quelli sulle navi? Da che paese partivano? E dove sono oggi, 20 anni dopo?
Questo è il racconto di una fuga e di un viaggio, nella ricostruzione dei tre grandi esodi degli albanesi. A differenza di altri documentari che si sono occupati del tema concentrandosi sull’arrivo, questo si focalizza soprattutto sulla partenza della nave, cercando di capire le ragioni della fuga, e raccontando per la prima volta “l’arrembaggio” delle navi.


Scritto e diretto da:
Roland Sejko
Direttore della fotografia: Sabrina Varani Montaggio: Luca Onorati Musiche originali: Robert BishaRiprese: Sabrina Varani, Giovanni Zoppedd Suono: Gianluca ScarlataProduttore Esecutivo: Maura CosenzaAiuto Regia: Nathalie GiacobinoSegretaria di produzione:  Elena SchleinProdotto e distribuito da: Istituto Luce CinecittàCon: Majlinda Osmani, Arben Guxholli, Eneida del Prete, Avni Delvina, Edlira Pagria Delvina, Qani Lumi, Eva Karafili, Halim Milaqi, Ivo Calebotta, Ardian Elezi, Bashkim Leba, Agron Shehaj.

venerdì 21 giugno – ore 20.30*

PREMIO NASTRO D’ARGENTO MIGLIOR DOCUMENTARIO 2013


TERRAMATTA;
Il novecento italiano di Vincenzo Rabito analfabeta siciliano
un film di
Costanza Quatriglio
 

 terramatta

Italia 2012, 75′, HD, colore, bn

al termine della proiezione seguira l’incontro con la regista
e con la scrittrice Antonella Lattanzi

Una sinfonia di paesaggi di oggi e di ieri, filmati d’archivio e musiche elettroniche, terre vicine e lontane. Una lingua inventata, né italiano né dialetto, musicale ed espressiva come quella di un cantastorie. Nato nel 1899, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Dall’estrema povertà al boom economico, è un secolo di guerre e disgrazie, ma anche di riscatto e lavoro. Il punto di vista inedito è quello di un ultimo che, scrivendo la propria autobiografia, rilegge la storia d’Italia in una narrazione appassionata e travolgente che emoziona e commuove, obbligando a fare i conti con verità contraddittorie e scomode.Il punto e virgola a separare ogni parola è un cratere tutto blu sulla superficie ruvida di pagine ingiallite tenute insieme con lo spago. Le lettere dattiloscritte sono gigantesche, le metto a fuoco una alla volta; sono ognuna l´esito di una battaglia e, quando la parola si compone, sembra che la guerra sia vinta, anche se il guerriero non può riposare, perché un´altra battaglia e un´altra guerra lo attende… la messa a fuoco è la nostra punteggiatura, a interpretare un ecosistema di parole storpiate, eppure coerenti ed efficacissime nella loro forza espressiva. Rabito, come un cantastorie, attraversa a piedi un secolo, entrando di diritto nelle pieghe dei grandi eventi collettivi con l’inchiostro sgrammaticato della sua macchina da scrivere. Per questo la visione ufficiale della storiografia per immagini viene contraddetta in ogni passaggio, in ogni inquadratura. Ho reinventato il significato di quei filmati in bianco e nero sporcandoli, a mia volta, d’inchiostro blu, verde, rosso, giallo. Terramatta;: è un film in soggettiva, e anche un po’ on the road, perché lui era un camminatore: andava a piedi ovunque e io ho filmato le strade pensando a come le percorreva lui. Strade lunghe e polverose, vicoli dolci e silenziosi. Un incedere ostinato e solitario, proprio come il ticchettio della sua macchina da scrivere.

Costanza Quatriglio


Sceneggiatura: Chiara Ottaviano, Costanza Quatriglio – Fotografia: Sabrina Varani – Montaggio: Letizia Caudullo – Musica: Paolo Buonvino – Voce narrante: Roberto Nobile – Con: Turi, Tano e Giovanni Rabito –  Produttore: Chiara Ottaviano – Produzione: Cliomedia Officina – Coproduzione: Istituto Luce Cinecittà – Produttori associati: Elena Filippini, Edoardo Fracchia, Stefano Tealdi in associazione con Stefilm – Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Biofilmografie

*alle 20.30 ci sarà un aperitivo e alle 20.45 circa inizierà la proiezione


Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMO APPUNTAMENTO (ultimo prima della chiusura estiva)

domenica 23 giugno:
ARIA
extra ordinary place di Rocco de  RosaLicio EspositoNatalia Bonanese

Uff Stampa Apollo 11g.ghigi@apolloundici.it – 348 9240778
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Presentato il cartellone della stagione 2013 – 2014 del teatro Ambra Jovinelli

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Presentato il cartellone della stagione 2013 – 2014 del teatro Ambra Jovinelli . Anche quest’anno offre spettacoli di varia natura ed interpreti di primissimo piano.

IL CARTELLONE

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