Pierre Le Gros il Giovane (1666, Paris – 1719, Roma),”San Tommaso”, 1705-11, Marmo, altezza 425 cm, Basilica di San Giovanni in Laterano, Roma
La statua in 3D
In riferimento ad un articolo apparso oggi 23 agosto 2017 sulla edizione romana del Corriere della Sera, nel quale si parla di un mancato aggiornamento delle zone a rischio sismico di Roma, l’attuale direttore ad interim della Protezione Civile di Roma Capitale precisa che la revisione del Piano Generale di Emergenza di Protezione Civile comunale (PEC) è attualmente in corso.
La “Microzonazione Sismica di I Livello” del territorio comunale, una delle attività propedeutiche alla revisione del PEC per quanto concerne il rischio sismico, è stata completata e validata dalla Regione Lazio per i Municipi 1, 4, 5, 6, 9, 12, 13 e 14. La riduzione amministrativa di 4 municipi (da 19 a 15), avvenuta nel marzo 2013, ha reso parziali gli studi precedentemente eseguiti a tale data, complicando di fatto l’intero iter tecnico-amministrativo.Allo stato attuale il coordinamento per la rielaborazione e il completamento della Microzonazione Sismica di I Livello di ogni Municipio (studi condotti secondo gli standards previsti dalle nuove Ordinanze del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale), è in carico al Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica.Nelle more del completamento di tali studi, la Protezione Civile capitolina ha stipulato un accordo di collaborazione con ENEA al fine di implementare un modello previsionale utile e rapido nella gestione di una eventuale emergenza di tipo sismico. Tale modello, attualmente in studio nel VI Municipio, sarà esteso successivamente all’intero territorio comunale.Il Comandante Generale della Polizia di Roma CapitaleeDirettore ad interim della Protezione Civile di Roma CapitaleRoma, 23 agosto 2017—
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Polizia Roma Capitale
Comando Generale
Reparto Rapporti con la Stampa
Via della Consolazione, 4
00186 Roma

25 agosto 2017 – Gatsby Cafè ore 20,00
Milonga Instabile
Torna a grande richiesta la Milonga Instabile al Gatsby Café in cui la lezione di Tango Argentino sarà sempre presente!
Qua di sotto le ferree regole della Milonga, ma passate anche solo a dare un’occhiata, è un vero spettacolo!
Regole:
– Lezione ( 3 incontri ) – (Giro per la donna e enrosque per l’uomo)
siamo al 2° incontro ma potrà partecipare anche chi ha saltato il 1° incontro durante l’evento innaugurale. La prima parte della lezione è aperta anche a chi vuole cominciare o è principiante.
LEZIONE SU PRENOTAZIONE
– Milonga
– Novità del Cocktail al MATE tutta da provare, un energizzante per ballare dalle 20.00 fino alle 00.00
contributi:
– 5€ – Lezione (2° incontro) / ore 19.00 – 20.00
– 5€ – Milonga / 20.00 – 00.00
– 7€ – Cocktail al Mate o altri a scelta
pacchetti:
– 8€ – Milonga + Cocktail al Mate o altri a scelta
– 10€ – Lezione + milonga + Cocktail al Mate o altri a scelta
– apericena da concordare
Attenzione: La lezione va prenotata specificando se si è in coppia o singoli e se si aderisce al pacchetto di 10€.
Contattate pure Emiliano Naticchioni per info.
Grazie, e a venerdì!
Ecco quel che è apparso oggi 21 agosto sui social neworks da parte del Comune
Risparmiare acqua si può, al via campagna #Acea. Prosegue monitoraggio e riparazione perdite nella rete idrica https://t.co/HhmhQgRYQspic.twitter.com/zPxjJ3qkhP
— Roma (@Roma) 21 agosto 2017
Sia ben chiaro, siamo perfettamente d’accordo sui suggerimenti atti a risparmiare acqua, però, vorremmo ricordare al Comune e all’Acea, che in molti stabili dell’Esquilino questo elemento sempre più prezioso manca per diverse ore al giorno da molti mesi e questo per una scellerata gestione delle reti di trasporto che vedono una dispersione sotterranea ben al di sopra delle medie europee. E come credere ai comunicati, se, da almeno due mesi a via Giolitti ci sono queste perdite praticamente negli stessi punti in cui si sono verificati copiosi versamenti di acqua alla fine dello scorso anno?
L’Acea è perfettamente al corrente della situazione ma fino ad oggi non ha fatto nulla. Le infiltrazioni sotterranee all’altezza del cd. Tempio di Minerva Medica sono arrivate a tal punto che da qualche giorno è percettibile una fastidiosa puzza di fogna. Quanto bisognerà attendere perchè si ripari questa perdita? Ed è lecito chiedere risparmi e sacrifici alla popolazione senza aver fatto prima il proprio dovere di amministrazione pubblica?
Da sempre abbiamo dedicato diversi post su questo blog relativi allo scempio che si è perpetrato a via Giolitti da oltre un secolo, da quando, cioè, si decise di far passare un treno a scartamento ridotto accanto al cd. Tempio di Minerva Medica. Da allora non solo è calato il sipario su uno dei monumenti dell’antichità classica più conosciuti e apprezzati nei secoli passati (per chi non lo sapesse dal 1916 è chiuso al pubblico) , ma sono iniziati anche dei seri problemi di stabilità che ne hanno messo addirittura a rischio la sua stessa esistenza.
Ora vorremmo chiedere alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma come possa accettare che dei tralicci orrendi, per giunta arrugginiti dal tempo, siano addirittura addossati alle mura del monumento (cliccare sulle foto per ingrandirle) : crediamo che in nessun altra parte non solo di Roma ma del mondo intero, non si sia mai arrivati a tanto. E come mai un Ente così attento nelle sue varie emanazioni, tanto da comunicare l’avvio di dichiarazione di interesse per un sito che praticamente non esiste più come la pista (sì, la pista!) dell’ex Ippodromo di Tor di Valle ormai ridotta a una giungla di sterpaglie e rifiuti, manifesta il suo distacco e disinteresse per un problema così evidente nei confronti di un monumento il cui restauro è costato (e costa perchè ancora non è terminato) milioni di euro?
Non sarebbe stato più utile mettere questo restauro al centro di un progetto più ampio di rivalutazione dell’intera area archeologica di Porta Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme cercando quindi la sponsorizzazione di qualche azienda privata? Ma scherziamo? La ferrovia Laziali Centocelle non si può toccare e quindi si abortiscono tutti i progetti di trasformazione in tranvia che avrebbero finalmente visto la dismissione delle rotaie (e dei tralicci) a Porta Maggiore e a via Giolitti aprendo finalmente alla possibilità di una vera riqualificazione urbanistica oltre che ambientale. Bisogna mantenere questo monumento allo spreco di una ferrovia che oltre che poco utilizzata (i dati ufficiali dell’ATAC parlano chiaro il numero dei viaggiatori è meno di un terzo di quelli che utilizzano le linee tranviarie parallele sulla Prenestina) ha un tasso di evasione tariffaria enorme.
Ma per avere delle ragioni valide per tenere in vita questo autentico obbrobrio con tutti i problemi che causa non ci si vergogna a mettere in giro notizie false , assurde e fuori da qualsiasi logica addirittura sulla stampa nazionale (Corriere della Sera 19 luglio 2017 vedi) che parla di centomila viaggiatori al giorno (neanche fosse una metropolitana) e 35 milioni l’anno(!!) più di mezza Italia. Agli intellettuali sempre attivi e pronti quando c’è da parlare del Colosseo e l’area dei Fori Imperiali vorrei domandare, ma se ci fossero dei tralicci del genere addossati all’Anfiteatro Flavio con un treno che passa accanto per poi continuare la sua corsa attraverso l’Arco di Costantino, rimarreste zitti? E che differenza c’è, forse che il Tempio di Minerva Medica e Porta Maggiore sono reputati come monumenti di serie Z, perchè se fossero ritenuti di serie B sarebbero trattati sicuramente molto meglio? Forse questi intellettuali non sanno che dopo il Colosseo il cd. tempio di Minerva Medica è il monumento di Roma Antica più rappresentatato dai vedutisti ed incisori del passato? Forse non sanno che ha rappresentato una autentica e importantissima svolta nelle storia dell’architettura romana? Forse non sanno che è stato preso a modello da architetti ed artisti che nel corso dei secoli hanno realizzato capolavori come la Chiesa (ora Moschea) di Santa Sofia a Instambul e la cupola del Duomo di Firenze? Forse non sanno neanche che, insieme a tutti noi contribuenti, stanno pagando di tasca propria un restauro che dura da quasi sei anni eseguito con dei fondi pubblici e che ha delle ottime possibilità di rimanere fine a se stesso se il cd. Tempio di Minerva Medica, complice questa assurda ferrovia, non riaprirà al pubblico o pur riaprendo, viste le enormi difficoltà per il traffico pedonale (sì, proprio pedonale) a causa delle rotaie, sarà visitato da un numero esiguo di turisti e non attrarrà quindi alcun imprenditore per utilizzarlo anche per iniziative culturali collaterali (concerti o sfilate di alta moda) . Il rischio che da eccezionale risorsa si tramuti in un ennesimo ramo secco per lo Stato è veramente grande.
Nel quartiere orientale della Domus Aurea sono i poemi omerici, soprattutto l’Iliade, ad avere ispirato la scelta dei soggetti che compaiono nei riquadri pittorici delle sale principali, sicuramente opera del pittore Fabullus: al centro della volta della Sala di Achille a Sciro, in una composizione dalla resa fortemente dinamica, la figura dell’eroe campeggia tra le figlie del re dell’isola, Nicomede.
Ecco la volta della Sala in 3D
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