Dedicato alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma


Da sempre abbiamo dedicato diversi post su questo blog relativi allo scempio che si è perpetrato a via Giolitti da oltre un secolo, da quando, cioè,  si decise di far passare un treno a scartamento ridotto accanto al cd. Tempio di Minerva Medica. Da allora non solo  è calato il sipario su uno dei monumenti dell’antichità classica più conosciuti e apprezzati nei secoli passati  (per chi non lo sapesse  dal 1916 è chiuso al pubblico) , ma  sono iniziati anche dei seri problemi di stabilità che ne hanno messo addirittura a rischio la sua stessa esistenza. Ora vorremmo chiedere alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area archeologica centrale di Roma come possa accettare che dei tralicci orrendi, per giunta arrugginiti dal tempo, siano addirittura addossati alle mura del monumento (cliccare sulle foto per ingrandirle) : crediamo che in nessun altra parte non solo di Roma ma del mondo intero, non si sia mai arrivati a tanto. E come mai un Ente così attento nelle sue varie emanazioni, tanto da comunicare l’avvio di dichiarazione di interesse per un sito che praticamente non esiste più come la pista (sì, la pista!) dell’ex Ippodromo di Tor di Valle ormai ridotta a una giungla di sterpaglie e rifiuti, manifesta il suo distacco e disinteresse per un problema così evidente nei confronti di un monumento il cui restauro è costato (e costa perchè ancora non è terminato) milioni di euro? Non sarebbe stato più utile mettere questo restauro al centro di un progetto più ampio di rivalutazione dell’intera area archeologica di Porta Maggiore e Santa Croce in Gerusalemme cercando quindi la sponsorizzazione di qualche azienda privata? Ma scherziamo? La ferrovia Laziali Centocelle non si può toccare e quindi si abortiscono tutti i progetti di trasformazione in tranvia che avrebbero finalmente visto la dismissione delle rotaie (e dei tralicci) a Porta Maggiore e a via Giolitti aprendo finalmente alla possibilità di una vera riqualificazione urbanistica oltre che ambientale. Bisogna mantenere questo monumento allo spreco di una ferrovia che oltre che poco utilizzata (i dati ufficiali dell’ATAC parlano chiaro il numero dei viaggiatori è meno di un terzo di quelli che utilizzano le linee tranviarie parallele sulla Prenestina)  ha un tasso di evasione tariffaria enorme. Ma per avere delle ragioni valide per tenere in vita questo autentico obbrobrio con tutti i problemi che causa non ci si vergogna a mettere in giro notizie false , assurde e  fuori da qualsiasi  logica   addirittura sulla stampa nazionale (Corriere della Sera 19 luglio 2017 vedi) che  parla di centomila viaggiatori al giorno (neanche fosse una metropolitana) e 35 milioni l’anno(!!) più di mezza Italia. Agli intellettuali sempre attivi  e pronti quando c’è da parlare del Colosseo e l’area dei Fori Imperiali vorrei domandare, ma se ci fossero dei tralicci del genere addossati all’Anfiteatro Flavio con un treno che passa accanto per poi continuare la sua corsa attraverso l’Arco di Costantino,  rimarreste zitti? E che differenza c’è, forse che il Tempio di Minerva Medica e Porta Maggiore   sono reputati come  monumenti di serie Z,   perchè se fossero ritenuti di serie B sarebbero trattati sicuramente molto meglio? Forse questi intellettuali non sanno che dopo il Colosseo il cd. tempio di Minerva Medica è il monumento di Roma Antica più rappresentatato dai vedutisti ed incisori del passato? Forse non sanno che ha rappresentato una autentica e importantissima svolta nelle storia dell’architettura romana? Forse non sanno che è  stato preso a  modello da  architetti ed artisti che nel corso dei secoli hanno realizzato capolavori come la Chiesa (ora Moschea) di Santa Sofia a Instambul e la cupola del Duomo di Firenze? Forse non sanno neanche che, insieme a tutti noi contribuenti, stanno pagando di tasca propria  un restauro che dura da quasi sei anni eseguito con dei fondi pubblici e che ha delle ottime possibilità di rimanere fine a se stesso se il cd. Tempio di Minerva Medica, complice questa assurda ferrovia, non riaprirà al pubblico o pur riaprendo, viste le enormi difficoltà per il traffico pedonale (sì, proprio pedonale) a causa delle rotaie, sarà visitato da un numero esiguo di turisti e non attrarrà quindi alcun imprenditore per utilizzarlo anche per iniziative culturali collaterali (concerti o sfilate di alta moda) . Il rischio che da eccezionale risorsa si tramuti in un ennesimo ramo secco per lo Stato è veramente grande.

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