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Dal 15/12/2016 al 15/01/2017 “Se il tempo fosse un gambero” al teatro Brancaccio

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TEATRO BRANCACCIO

DAL  Francesco15 DICEMBRE 2016
Alessandro Longobardi per  Viola Produzioni
presenta
FRANCESCO PANNOFINO  – EMY BERGAMO

E… SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO?


dal repertorio di  GARINEI e GIOVANNINI
commedia musicale di JAJA FIASTRI  e  BERNARDINO ZAPPONI 
musiche di  ARMANDO TROVAJOLI
con
DANIELA TERRERI | MAURIZIO PEPE |LUCIANNA DE FALCO | FABRIZIO CORUCCI
direzione musicale  MAURIZIO ABENI | coreografie RITA PIVANO
scene  GABRIELE MORESCHI | costumi di  CARLA ACCORAMBONI
regia SAVERIO MARCONI
Maggiori informazioni

14/12/16 “Shakespeare in shorts” a cura di PaRoLINcOnTro presso la libreria “Nelson Mandela”

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Biblioteca Nelson Mandela
via La Spezia 21
Mercoledì 14 dicembre ore 17.00
SHAKESPEARE IN SHORTS
Dieci storie di William Shakespeare
(Einaudi Ragazzi 2016)
parole, musiche e canzoni dal vivoDaniele Aristarco riprende e “mette in scena” con un linguaggio adatto
ai più piccoli alcuni degli scritti più belli di William Shakespeare. Ad accompagnarlo
sul palco ci sarà il musicista e compositore Giufà Galati

13/12/16 “Talking with the trees” all’Apollo11

Apollo112

presenta

martedì 13 dicembre
ore 17.00 – 19.00 – 21.00


c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

TALKING TO THE TREES
un film di Ilaria Borrelli

La regista incontrerà il pubblico al termine della proiezione.

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Italia, 2012, 92′


Mia, 35 anni, fotografa di successo che vive a Parigi, soffre di un tipico malessere borghese e trova consolazione nella cocaina. Alla ricerca di un nuovo inizio e di ispirazione, vola in Cambogia per sorprendere il marito, commerciante di legname Xavier, e spera concepire con lui il bambino che tanto desidera. Invece di trovare una calda accoglienza in hotel, scopre Xavier in un bordello squallido a fare sesso con una bambina, Srey. Mia sviene dallo shock. Quando si riprende vaga per i bassifondi scossa nel vedere lo sfruttamento minorile. Mia decide di salvare Srey dal suo protettore. Ritira tutti i soldi che ha ma non sono sufficienti per comprare la libertà della bambina. Sanan offre una alternativa a Mia, cioè cedere il proprio corpo ad un suo cliente, un alto funzionario del Governo. Questo sacrificio la riporta alla sua dipendenza dalla cocaina. Sulla via verso la casa di Srey nella fitta giungla, Mia scopre altre due bimbe nel retro del suo camion e che hanno rubato dei soldi al loro protettore. Mia con riluttanza si assume la responsabilità di riportare le bambine nei loro distanti villaggi ben sapendo che si trova in grossi guai per via di Sanan e che deve restare lontana dalla via principale. Nel frattempo Xavier, che non sa che Mia è stata testimone del suo crimine, non capisce perché la moglie non risponde alla su telefonate. Temendo che sia ricaduta nella dipendenza dalla droga e si trovi in difficoltà, contatta la polizia, come del resto anche Sanan che racconta ad un ufficiale corrotto che Mia ha rapito le sue ragazze. Un poliziotto, Munny, si mette sulle tracce di Mia. Durante il loro lungo viaggio, la piccola Daa si ammala. Disperata Mia la porta in braccio fino al suo villaggio in tempo per consegnarla alla sua famiglia, prima che la bambina muoia di setticemia tra le braccia della madre. Segue un funerale buddista in un antico tempio. È qui che Munny raggiunge Mia. La arresta ma presto si rende conto che Mia stava solo cercando di aiutare le piccole. Quella notte, lottando tra la propria coscienza e il suo dovere di poliziotto, Munnie decide di lasciare andare Mia. Il viaggio di Mia e le altre due bambine continua verso il villaggio di Malin fatto di capanne su palafitte nell’acqua. Malin è felice quando vede sua madre ma l’agognato ritorno viene crudelmente infranto quando la madre di Malin rifiuta di riprenderla con sé, gira la barca e se ne va. Continuano il loro viaggio verso il villaggio di Srey, in canoa sul calmo fiume Tatai. Entrando nella giungla Mia ha difficoltà a tenere il passo e si trova a seguire le bambine che sta cercando di salvare. Stanca e in astinenza, il rapporto tra Mia e Srey diventa teso e pieno di gelosia. Ciascuna deve trarre beneficio dalla forza dell’altra per fare in modo che trovino la pace e un luogo sicuro. Quando finalmente arrivano al villaggio di Srey, Sanan le sta aspettando e Mia lo affronta per salvare sé e le bambine.

Regia: Ilaria Borrelli – Sceneggiatura: Ilaria Borrelli, Guido Freddi – Fotografia: David Garcia Vlastis – Produttore: Guido Freddi – Produzione: Capetoste

 


Guarda il trailer

 

Dicono di noi:
Franco  Montini su Repubblica.it
Silvana Silvestri su Alias (Il Manifesto)

Ingresso con tessera associativa Apollo 11
(sottoscrivibile in loco)

Per prenotazioni booking@apolloundici.it

Le prenotazioni dovranno essere convertite in biglietti presso la biglietteria almeno 30 minuti prima dell’inizio dell’evento.
La prenotazione non convertita non dà diritto di accesso all’evento.

Alla mostra “Archaeology and Me” a Palazzo Massimo a Roma per la prima volta insieme due dei tre pezzi trafugati del “Gladiatore che uccide un leone”, gruppo scultoreo della seicentesca Collezione Giustiniani

Avatar di graz58archeologiavocidalpassato

Il gruppo del "Gladiatore che uccide il leone" in un'incisione della seicentesca Collezione Giustiniani Il gruppo del “Gladiatore che uccide il leone” in un’incisione della seicentesca Collezione Giustiniani

Palazzo Massimo a Roma, sede del museo nazionale Romano Palazzo Massimo a Roma, sede del museo nazionale Romano

Per la prima volta dopo 50 anni tornano insieme due dei tre pezzi del “Gladiatore che uccide un leone”, gruppo scultoreo della seicentesca Collezione Giustiniani, trafugati tra il 1966 e il 1971: sono la testa del leone, preso, ma ruggente. E il busto dell’atleta pronto a colpirlo a morte. Testa di leone e busto dell’atleta sono le star indiscusse della mostra “Archaelogy and Me – Pensare l’archeologia nell’Europa contemporanea”, aperta al museo nazionale Romano di Palazzo Massimo a Roma fino al 23 aprile 2017. Che cos’è l’archeologia? Come viene percepita dai cittadini europei? Quale ruolo ha nella società contemporanea? Sono le domande alle quali risponde la mostra a cura di Maria Pia Guermandi e Rita Paris, promossa dalla soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area centrale di Roma e dal museo nazionale Romano, in…

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12/12/2016 “HOUSES WITHOUT DOORS” all’Apollo 11

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con il sostegno di

siae


presenta
in anteprima romana

lunedì 12 dicembre ore 21.00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma

HOUSES WITHOUT DOORS
un film di Avo Kaprealian

Miglior Documentario Internazionale
34°
Torino Film Festival 2016


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Libano-Siria, 2016, 90′

VERSIONE ORIGINALE – SOTTOTITOLI IN INGLESE

introducono

DONATELLA DELLA RATTA
ricercatrice universitaria
esperta di media arabi e della Siria contemporanea


FOUAD ROUEIHA

giornalista italo siriano

FEDERICO GIRONI e FEDERICO PEDRONI
Torino Film Festival


Il film ritrae i cambiamenti nella vita di una famiglia armena sulla linea del fronte di Aleppo, ad Al Midan, una zona che ha dato riparo agli armeni perseguitati un secolo fa e che oggi la offre a molti siriani sfollati. Dal balcone di casa, il regista riprende con una piccola camera i cambiamenti nel suo quartiere e nella sua famiglia, intrecciando le immagini con estratti di classici del cinema, per illustrare il parallelismo tra il genocidio armeno e la situazione in cui si trovano oggi i siriani.

Titolo originale: Manazil bela abwab – Regia: Avo Kaprealian – Sceneggiatura: Avo Kaprealian – Fotografia: Avo Kaprealian – Montaggio: Raya Yamisha – Colonna sonora: Samer Saem Eldahr – Produzione: Bidayyat for Audiovisual Arts

 


Guarda il trailer e l’evento facebook

 

Dicono di noi:
Franco  Montini su Repubblica.it
Silvana Silvestri su Alias (Il Manifesto)

Durante i lavori Italgas a viale Manzoni ritrovati reperti archeologici

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un post (vedi) sulla natura particolare del sottosuolo di via Giolitti ritenendolo del tutto inadeguato al passaggio di un treno a scartamento ridotto data la presenza dei cosiddetti “sinkholes antropogenici”,  cavità naturali ed artificiali dovute alla natura del terreno (antiche cave di tufo) e alla presenza di moltissimi reperti archeologici. Puntualmente, visti  gli scavi  che da circa  due mesi i tecnici di Italgas stanno effettuando a viale Manzoni per lavori di adeguamento della rete di trasporto del gas, sono venuti alla luce al’incrocio tra via Giolitti e viale Manzoni alcuni reperti archeologici che, se solo fossero stati ritrovati nell’area dei Fori Imperiali avrebbero riempito le pagine dei giornali, ma visto che sono stati ritrovati all’Esquilino e per giunta sotto una strada molto trafficata  non ne sarà data notizia sulla stampa che conta e dopo una frettolosa analisi sarà messo tutto a tacere come è stato fatto per altri casi del genere negli anni passati.

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E’ evidente che si tratta di un arco in laterizio e la struttura superiore  forse di una volta a botte (impossibile stabilire  con un’unica  analisi visiva se coeva  all’arco) , tra l’altro perfettamente integra, che lascia immaginare la presenza di un antico portico che risulta incredibilmente presente (la zona è quella indicata dall’ellisse rossa) anche in una ricostruzione virtuale tratta dal sito francese  http://www.maquettes-historiques.net che abbiamo pubblicato nel post “L’Esquilino come era ai tempi dell’antica Roma

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Sempre sullo stesso asse viario vogliamo ricordare i  reperti  rinvenuti durante gli anni passati:

Per esempio, quelli durante la costruzione dell’Hotel ES Radisson (gli unici che sono stati preservati ma che hanno costretto, a  suo tempo, a rivedere completamente il progetto dell’hotel);

quelli durante i lavori Acea davanti alla chiesa di Santa Bibiana nel 2001;

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quelli durante i lavori Terna a via Bixio angolo via Giolitti nel 2010/2011 (i rilevamenti durarono più di un anno, quindi i reperti erano tutt’altro che di scarsa importanza);

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ed infine la voragine di due anni fa all’incrocio di Porta Maggiore che ha riportato alla luce i resti di un tempio di epoca repubblicana, tutti con un unico comune denominatore: via Giolitti e i suoi tesori archeologici. Purtroppo non bastano  questi esempi per convincere gli amministratori a intraprendere un serio piano di riqualificazione urbanistica della via e delle strade adiacenti che parta da Porta Maggiore  e continui per l’asse viario verso la Stazione Termini con la  conseguente dismissione  del  treno  Laziali Centocelle  che  nella tratta finale (Porta Maggiore  – Laziali) è utilizzato ormai da pochi intimi e che tanti danni arreca alle strutture di via Giolitti impedendo, di fatto, qualsiasi progetto valido per riportare la via a qui livelli di vivibilità e di decoro urbano che meriterebbe.

 

11 dicembre 2016 Concerto finale Masterclass Orchestra di Flauti presso la Chiesa di S.Eusebio

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10 dicembre 2016 “Armaud – Show Off – Beyond Lives & Music” al Teatro Brancaccino

armaud10 dicembre 2016 – ore 20,00

Teatro Brancaccino

Brancaccino e 2PieR
presentano

ARMAUD
Show Off – Beyond Lives & Music

Maggiori informazioni

9-16 dicembre “Charlot Ceramica Salentina” presso lo Studio Medina

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Studio Medina incontra gli artisti

9 – 16 dicembre

Continuano le mostre dedicate al Design. Venerdì sarà con noi Charlot – Ceramica Salentina con le meravigliose lampade di ceramica smaltata. Vi aspettiamo venerdì alle 18 e 30 per il solito aperitivo in studio. Non mancate!!!

Studio Medina Roma

Via Francesco Guicciardini 3, 00184 Roma

9 dicembre 2016 “Show Off – Beyond Lives & Music” al Teatro Brancaccino

filippogatti_photo9 dicenbre 2016 ore 20

Teatro Brancaccino

Brancaccino e 2PieR
presentano

FILIPPO GATTI
Show Off – Beyond Lives & Music

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