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Dal 12 al 22/1/23 “UP!” Mostra al Palazzo Merulana

Dal 12 al 22 gennaio 2023

PALAZZO MERULANA

 UP!

Arriva a Palazzo Merulana la mostra “UP!” a cura di Liliana Liao, con Associna, e Guang Hua Cultures et Media.

In occasione delle celebrazioni del Capodanno Cinese 2023, Associna (Associazione delle Seconde Generazioni Cinesi) e Guang Hua Cultures et Media lanciano una mostra collettiva di giovanissimi artisti cinesi a Palazzo Merulana, per portare un nuovo vento in città!

Sette artisti cinesi che hanno scelto di formarsi in Italia, presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, ognuno con un linguaggio e un modo espressivo diverso, raccontano con autenticità la costante ricerca di un equilibrio organico tra Oriente (Cina) e Occidente (Italia).

Gli artisti in mostra sono:

Shi Haozheng, Pittura Figurativa Contemporanea
Huang Xiao, Pittura Concettuale
Li Ruhan, Pittura Surrealista
Han Yilei, Pittura Informale materica
Zhao Lingyu, Scultura e Installazione
Zhang Mengjie, Fotografia e Video Art
Zhu Ying, Fotografia

L’esposizione  è compresa nel biglietto d’ingresso Collezione+ Mostra  di Palazzo Merulana

Maggiori informazioni

L’Adorazione dei Magi a Santa Maria Maggiore

Nella Basilica di Santa Maria Maggiore non solo è custodito il Presepe di Arnolfo di Cambio, il più antico della storia dell’arte, e la “Sacra Culla”, la mangiatoia in cui,secondo la tradizione, Maria depose Gesù Bambino, ma sono presenti anche dei mosaici che ritraggono l’Adorazione dei Magi.

Il primo è una delle scene che compongono il ciclo musivo dedicato all’infanzia di Gesù nell’Arco Trionfale.  E’ antichissimo (V secolo d.C.) e la scena è rappresentata in maniera assai diversa da come la immaginiamo da secoli e da come ci è stata tramandata dall’epoca di San Francesco. Gesù Bambino appare come un re o un imperatore assiso su un trono e la Vergine Maria come la Regina Madre. I Magi si presentano con vestiti di foggia orientale (persiana?) e sembrano tutti di giovane età a differenza dell’iconografia tradizionale che da secoli li indica come persone di età diversa e con vestiti tipicamente occidentali. Presumibilmente anche i doni sembrano diversi da quelli universalmenti conosciuti come l’oro,  l’incenso e la mirra.

L’Adorazione dei Magi nell’Arco Trionfale. Cliccare per ingrandire

Il secondo si trova nell’abside della Basilica ed è opera di Jacopo Torriti l’artista che lavorò a Roma tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo e fu l’artefice dell’intera opera monumentale che riveste di mosaici l’abside che venne commissionata dal Papa Niccolò IV nel 1288 e venne terminata nel 1295 e la scena dell’adorazione dei Magi ne è solo un piccolo particolare.  I tre saggi sono diventati persone di età diversa (un giovane, un uomo di mezza età e infine un anziano), i doni sono divenuti quelli tradizionali, i vestiti sono di foggia occidentale. La Vergine con il Bambino risulta ancora seduta su un trono e non c’è ancora traccia di stalle e mangiatoie.

L’Adorazione dei Magi di Jacopo Torriti nell’abside della Basilica. Cliccare per ingrandire

Per finire anche il programma di Mediaset Infinity “Viaggio nella grande bellezza” si è occupato di questo mosaico in un video di un paio di anni fa con il commento dell’attore Cesare Bocci

Dal 5 al 19/01/23 “Senza titolo” Mostra di Anna Maria Tanzi al Gatsby Cafè

Dal al 19 gennaio 2023

GATSBY CAFE’

Senza titolo

Immagini che nascono dalla fotografia e tornano alla fotografia trasformandosi.
Il luogo è sempre lo stesso, i Giardini Nicola Calipari di piazza Vittorio Emanuele II.
Il Gatsby Cafè è dentro e fuori il giardino. Tutto è collegato.
Anna Maria Tanzi è nata a S. Giovanni Incarico (FR) nel 1958.
Laureata in Fashion Design ha frequentato i corsi di Scenografia e Pittura all’ABA di Frosinone e di Antropologia all’Università La Sapienza di Roma.
Interessata al collettivo nel 2006 a Frosinone ha co-fondato l’associazione zerotremilacento arte pubblica relazionale, e dal 2017 fa parte dell’associazione di artisti residenti all’Esquilino Arco di Gallieno.
Vive e lavora tra Roma e Frosinone

Piazza Dante: dopo l’Inferno il Purgatorio

Lo scorso 11 dicembre è avvenuta, nel giardino di Piazza Dante, l’inagurazione delle 33 formelle dedicate al Purgatorio Dantesco, un’installazione permanente che fa di questo luogo un’ulteriore attrazione artistica del Rione Esquilino. Pubblichiamo due filmati tratti dall’account Facebook di “ES.CO DMO Esquilino Comunità – La Porta di Roma” relativi all’inaugurazione, ad alcune interviste rilasciate dagli artisti presenti e ,ovviamente, alle opere esposte

Ed ecco le 33 formelle

La nascita di un’opera d’arte in diretta nello studio dall’artista Michele De Luca all’Esquilino

Proponiamo un video di Paolo Pelli della performance MusicLivePainting di Michele De Luca e Antonio Amendola, registrato il 27 ottobre 2022 nello studio dell’artista in occasione della manifestazione  RAW Rome Arte Week 2022

Sempre di Michele De Luca la formella relativa al canto XIV del Purgatorio della Divina Commedia visibile dallo scorso11 dicembre  nel giardino di Piazza Dante insieme alle altre 32 formelle create dagli altri artisti che vivono e/o lavorano all’Esquilino

Dal 21/12/22 al 21/1/23 Mostra “JBRock – Sette variazioni 2000-2022” al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 21 dicembre 2022 al 21 gennaio 2023

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

JBROCK – Sette variazioni 2000 2022

Contemporary Cluster [Collective Intelligence] presenta mercoledì 21 dicembre 2022, JBROCK SETTE VARIAZIONI 2000-2022, mostra personale di JBROCK a cura di Giacomo Guidi e in collaborazione con Drago Publisher, Ginnika e Honiro.
JBROCK SETTE VARIAZIONI 2000-2022 rappresenta la fase finale dell’omonimo progetto itinerante nato un anno fa, dalla collaborazione tra lo street artist romano, Contemporary Cluster, la casa editrice Drago, la street community Ginnika e la label Honiro che, unendo le forze, hanno riattivato l’asfittico clima culturale romano all’insegna dell’arte e della street culture. Attraverso sette episodi in vari luoghi iconici della capitale, da Porta Portese al Ponte della Musica, da Campo de’ Fiori fino a Trastevere e Ponte Milvio, l’artista ha presentato di volta in volta una nuova opera raffigurante il suo personaggio più iconico: il Ciccio. Il percorso artistico ha seguito una chiara linea temporale di sviluppo della sua icona, dai morbidi tratti adolescenziali fino ai lineamenti più duri di un’età metaforicamente adulta. La figura del Ciccio ha accompagnato la produzione dell’artista fin dall’inizio della sua carriera, JBROCK è infatti uno degli esponenti più attivi della scena dei graffiti underground romana dai primi anni Novanta in cui, accanto agli studi artistici, ha fondato e caratterizzato la sua estetica e la sua produzione, mantenendo riferimenti costanti nella tradizione grafica e pittorica occidentale del XX Secolo. Nella sua arte unisce questi elementi pittorici più tradizionali con il repertorio di immagini che la cultura underground fornisce costantemente, rimanendo la fonte principale di riferimento e ispirazione. Infatti, nonostante le molteplici mostre in gallerie e musei, la strada rimane il suo spazio espositivo prediletto.
Nella mostra personale al Contemporary Cluster, per la prima volta dall’inizio del progetto, saranno raccolte ed esposte tutte le tele delle Sette Variazioni del Ciccio presentate nei mesi scorsi in città; allestite come un’unica grande opera, la mostra sottolineerà i tratti salienti della produzione dell’artista. Inoltre, JBROCK esporrà un nuovo corpus di opere inedite realizzate attraverso un’ampia gamma di tecniche e supporti, come stencil, poster, acrilici e smalti su tele, collage, carte o pannelli oltre ad un’installazione site specific progettata per lo spazio della galleria.
Ad arricchire la mostra, la project room del fotografo romano Niccolò Berretta che ha seguito l’artista durante ogni episodio documentando, attraverso il suo mordace occhio fotografico, l’ambiente e il variegato bacino antropologico offerto da ogni luogo che ha ospitato la rassegna. In mostra una selezione degli scatti realizzati durante i sette appuntamenti degli scorsi mesi.
Dalle 19.00 selezione musicale a cura di Antonio Aiello.
La mostra JBROCK SETTE VARIAZIONI: 2000-2022 sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00, il sabato dalle 11.00 alle 20.00.
INGRESSO GRATUITO

Dal 21/12/22 al 31/3/23 “Presagi” mostra di Adriano Fida allo Spazio Field – Palazzo Brancaccio

Dal 21 dicembre 2022 al 31 marzo 2023

SPAZIO FIELD – PALAZZO BRANCACCIO

Presagi

mostra di Adriano Fida

OPENING
Mercoledì 𝟐𝟏 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 2022
Dalle ore 𝟏𝟖,𝟑𝟎
 

Dal 16/12 al 22/12/22 “L’eterno viaggio” Mostra personale di Celestino Gallo al Medina Art Gallery

Dal 16 al 22 dicembre 2022

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA 220

L’eterno viaggio

Mostra personale di

Celestino Gallo

a cura di Chiara Quintavalla

“Nel suo focus di approfondimento, la curatrice Chiara Quintavalla parla della vita di Celestino Gallo e di come questa “sia stata una continua sperimentazione: di esperienze sviluppate in tutto il mondo e di mezzi espressivi. Eterno è il viaggio alla ricerca della perfetta espressione, che tende ad un’unione tra architettura, scultura, ceramica e pittura”.
Ed ancora: “Partendo dalla metafisica di De Chirico, soprattutto in seguito al soggiorno sudamericano, Celestino Gallo si ispirerà alla corrente del Realismo Magico”.

11/12/22 “Dante, Purgatorio in piazza” inaugurazione dell’installazione permanente di 33 formelle a Piazza Dante

Dall’8/12/22 “Nel sogno sacro del bosco: mostra di John David O’Brien e Gloria Vatteroni” al Gatsby Cafè

Dall’8 dicembre 2022

GATSBY CAFE’

Nel sogno sacro del bosco: mostra di John David O’Brien e Gloria Vatteroni

 

John David O’Brien percorre il suo viaggio onirico nel Sacro Bosco di Bomarzo, trasferendo pittoricamente sulle immagini quello che prima è stato espresso con la scrittura. Gloria Vatteroni si muove all’interno dello stesso parco, fotografandosi e rendendo la sua immagine sovrapposta e a volte sproporzionata: ne viene fuori un lavoro di autoritratto, inabituale e intrigante.
Il Sacro Bosco, noto anche come Parco dei Mostri per la presenza di sculture grottesche disseminate in un paesaggio surreale, è il più antico parco di sculture del mondo moderno.
Pier Francesco Orsini, detto Vicino, lo realizzò a partire dalla metà del XVI secolo e concluse la prima parte dei lavori già nel 1552. Vicino, signore di Bomarzo sino al 1581, fece scolpire le rocce sul posto, animandole e dandogli forme, a volte minacciose e a volte suadenti, di oniriche creature.
Il Bosco si differenzia dai giardini all’italiana e, pur inserendosi nella cultura architettonica-naturalistica del secondo Cinquecento, costituisce un unicum, dando vita a un labirinto ermeneutico di silenzi, allusioni e illusioni.
Le sculture sono svincolate da vicendevoli rapporti prospettici o proporzionali. La compostezza classica lascia il passo al gusto manierista per il bizzarro e, con i suoi elementi giganteschi, determina un rapporto sconcertante con la natura.
Numerosi gli studi che hanno tentato di sciogliere l’enigma di questo boschetto, collocato in un’area intermedia tra arte, magia e letteratura, ma il giardino di Bomarzo è destinato a rimanere un luogo intriso di fascino e mistero che genera racconti e che sollecita l’immaginario di ciascun visitatore.
GATSBY ARTS
“Nel sogno sacro del bosco”: mostra di John David O’Brien e Gloria Vatteroni, dall’8 dicembre.