I quadri della Cantamessa sono veri e propri appunti di viaggio, ma di questi suoi viaggi in territori spesso desertici e desolati, quello che resta nella memoria e sulla tela, quello che viene raccontato è la “materia” di cui sono fatti quei luoghi: le pietre, la sabbia, le sterpaglie, la pelle della muta dei serpenti, la terra spaccata e arsa dal sole… Una memoria tattile, più che visiva, evocativa e sensuale più che descrittiva, fatta di suggestioni, in cui la materia canta. (V.P.)
Daniela Doni, Il divenire del quotidiano
Le spatolate rapide e corsive di Daniela Doni colgono con la rapidità di un bozzetto e con l’efficacia di una istantanea il fluire della vita quotidiana: le figure vengono tratteggiate in maniera essenziale, eppure di ciascuno dei personaggi che appaiono nei suoi quadri riusciamo ad intuire i gesti, le intenzioni, a tratti persino le emozioni. Persino nelle scene in cui viene ritratta una folla: ogni “personaggio” ha il suo passo, la sua differente postura. Allo stesso modo degli scorci urbani e dei paesaggi abbozzati cogliamo l’atmosfera, i profumi, il brulicare della vita: l’essenza, senza la fuorviante distrazione di inutili particolari. (V.P.)
Maria Luisa Ritorno,La danza delle forme
Maria Luisa Ritorno è nota a livello nazionale per le sue sculture sinuose ed eleganti: una ricerca sul rapporto tra forma e movimento nello spazio, tra pieno e vuoto, tra ritmo delle composizioni plastiche e tensioni verso l’alto, in un perpetuo oscillare tra astrazione delle forme e vaghe e stilizzate reminiscenze figurative, in un gioco essenziale di sfere, ellissi, spirali, torsioni elicoidali. Ora da alcuni anni la Ritorno è andata sviluppando, partendo dalle sue linee curve ed ellittiche essenziali, una serie di quadri che parrebbero raccontare di mondi immaginari fatti di sfere sospese e linee curve che raccordano tra loro le forme, con una tavolozza sempre più accesa e giocosa. Mondi con due o tre enormi lune nel cielo, oppure visioni di universi siderali fatti di sciabolate in diagonale di luce e colore, o di vortici iridescenti, in una danza ubriacante di forme. (V.P.)
Nata nel 2021, Macchie mediterranee è una mostra itinerante sulla pittura di Franco Maruotti. Il concept espositivo è sato ideato da Virgilio Patarini che ne ha curato i precedenti svolgimenti, il primo a Milano, quindi nel 2022 a Venezia e infine a Nadro in Val Camonica. La presente manifestazione, al MUEF ArtGallery di Roma, è curata da Roberta Sole e da Francesco Giulio Farachi.
MUEF ArtGallery Via Angelo Poliziano 78/B – 00184 Roma
Servizio di Donatella Ansovini per il TG3 Lazio andato in onda il 6 febbraio 2023 nell’edizione delle 14:00 sulla mostra “Tempi d’acciaio. Dal potenziale al crossover” di Fabrizio Spadini
Il Muef ArtGallery è lieto di ospitare la collettiva Fate arte no la guerra, 20 artisti selezionati accuratamente che hanno sentito emotivamente e artisticamente il tema della mostra. Lo slogan è attuale più che mai. È una certezza siamo in guerra anche se materialmente le bombe non ci colpiscono; in realtà non abbiamo mai smesso di lottare, il nostro mondo da tempo devastato è da ricostruire.
Artisti partecipanti: Gea Albanese, Raffaele Arringoli, Giovanni Bonfiglio, Giovanna Cataldo, Antonella Catini, Letizia Cavallo, Dino Cucinelli, Massimo D’Angelo, Anna De Angelis, Alex Di Meglio, Volker Klein, Luciano Lombardi, Caterina Mulieri, Viviana Pallotta, Nadia Righini, Carlo Torrisi, Luisa Valeriani, Paola Vianale, Chryssis Vici, Aurea Vattuone.
Palazzo Merulana, in sinergia con Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, è lieto di ospitare la mostra personale di Fabrizio Spadini, “Tempi d’acciaio. Dal potenziale al crossover”, a cura di Valeria Rufini Ferranti e organizzata da Medina Art Gallery.
Un immaginario intensamente pop e contemporaneo quello di Fabrizio Spadini, mescolato a echi metafisici e figurativi della prima metà del Novecento, che proprio a Palazzo Merulana trovano diversi punti di contatto all’interno della Collezione Elena e Claudio Cerasi.
30 scatti d’autore di Riccardo Acerbi saranno esposti in mostra, immagini in bianco e nero delle sculture degli ex atleti che circondano lo stadio dei Marmi del Foro Italico di Roma. L’esposizione propone un percorso tra giochi di luci ed ombre che rende vive le statue rappresentative, da sempre, nell’immaginario comune, di tutte le discipline sportive.
“Sono passato accanto a queste statue in diverse occasioni e ogni volta mi sembravano diverse, ma io le ho sempre immaginate dal mio punto di vista, quindi avevo bisogno di un tipo di rappresentazione per dare un’espressione visiva alle mie idee. Mantenere, avere un’area quasi completamente al buio, lasciando la luce soltanto dove mi interessava, ricreare un’immagine dove chi osserva può immaginare la fierezza di queste sculture. Osservate una per una, trasmettono, in quegli attimi che gli dedichiamo, un’idea di autorevole vitalità che li allontana dalla reale, statica, eternità.” – Riccardo Acerbi
Con il ciclo ARTperitivo, due passioni si incontrano.
Il 26 gennaio, analizzeremo i pregiudizi sulla cucina del Nord Europa attraverso le testimonianze dei pittori francesi, olandesi e fiamminghi e gusteremo un aperitivo a tema.
Il termine “solastalgia” – coniato dal filosofo Glenn Albrecht – è formato dalla combinazione delle parole latine sōlācĭum (conforto) e della radice greca -algia (dolore). Albrecht descrive la solastalgia come “il senso di desolazione che le persone provano, consciamente o inconsciamente, quando l’ambiente che le circonda viene radicalmente trasformato dal cambiamento climatico”, “un senso di impotenza di fronte allo svolgersi dei cambiamenti climatici”.
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Fabia Rodi è nata a Madrid nel 1983.
Laureata in Técnico Superior de Imagen al C:E:V di Madrid.
Si trasferisce a Roma nel 2004, qui comincia a lavorare come fotografa freelance e partecipa a diverse mostre con le sue fotografie fino al 2016, quando trova la sua espressione artistica nel mondo del collage. I suoi primi lavori li realizza con ritagli delle sue mille fotografie trovate negli hard-disk.
Evolve con il tempo e trova il nuovo materiale per i ritagli nell’universo di internet. Trasforma i suoi collage digitali in analogici, stampando, tagliando e incollando.
Dal 20 al 26 Gennaio 2023 Medina Art Gallery presenta la mostra collettiva internazionale “Duality of the whole” organizzata da Nartwork aps.
Saranno di 39 artisti da 18 nazioni diverse le opere in esposizione. Con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, della Regione Lazio, della Regione Campania e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
La dualità si fa intero e le parti, apparentemente opposte, reggono l’equilibrio instabile del mondo e lo sviluppo dinamico della storia. Il concept della mostra studia l’interconnessione e la complementarietà degli opposti che rende armonico “il tutto”.
Vernissage Venerdì 20 Gennaio dalle 17:30 nella gallery di Via Angelo Poliziano 32-34-36 a Roma durante il quale si svilupperà il dibattito con le curatrici e gli artisti in esposizione.