Archivi categoria: arte

Dal 20/5 al 2/6 “Essere è ambiguo” Mostra al Palazzo Merulana nell’ambito di “Futuro Festival 2024”

Dal 20 maggio al 2 giugno 2024

PALAZZO MERULANA – SERRA PALAZZO BRANCACCIO

Futuro Festival 2024

Essere è ambiguo

Corpi, parole, vibrazioni

Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano, Riccardo Mazza 

A cura di: qwatz – contemporary art platform
in collaborazione con: Art Site Fest
Inserita nel progetto “Insieme Siamo Arte” realizzato da Città Metropolitana di Roma Capitale e ATCL.

Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano [Palazzo Merulana]
Riccardo Mazza [Serra / Parco del Teatro Brancaccio]

Contributi fotografici: Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano, Palazzo Merulana

Dal sito di Palazzo Merulana

Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni, a cura di Rosa Ciacci e Benedetta Di Loreto di qwatz_contemporary art platform. Mostra e performances inserite all’interno della programmazione di  Futuro Festival 2024.

FUTURO FESTIVAL 2024:

Rassegna di danza e arti performative con la direzione artistica della regista e coreografa Alessia Gatta, che si svolgerà dal 17 al 26 maggio 2024 nel distretto architettonico del Teatro Brancaccio. Quest’anno Futuro Festival ha esteso la sua programmazione anche a Palazzo Merulana, per un sinergico dialogo tra contemporaneità e linguaggi espressivi a più livelli.

FUTURO FESTIVAL 2024 a PALAZZO MERULANA:

Mostra Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni con le installazioni di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone e Viola Pantano:

  • dal 22 maggio al 2 giugno 2024 (ingresso compreso nel biglietto di Palazzo Merulana)
  • domenica 19 maggio dalle 17.00 alle 20.00 opening ad inviti;

PERFORMANCES

  • lunedì 20 maggio, dalle 18.00 alle 20.00, ingresso su inviti a cura di Futuro Festival
  • domenica 26 maggio, dalle 17.00 alle 19.00 (ingresso con un biglietto speciale € 8 ,00 che dà accesso alle performances e a tutte le mostre di Palazzo Merulana acquistabile dal sito https://futurofestival.it/ e presso la biglietteria del museo ( o online QUI )

La mostra Essere è ambiguo. Corpi, parole, vibrazioni delle artiste Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Viola Pantano ripercorre, attraverso vari media, le ricerche di ognuna delle performer, dialogando con alcune opere del museo e portando nella collezione permanente una riflessione sul rapporto tra arte e vita attraverso l’uso dello spazio, della parola, del suono e del movimento.

Le tre artiste esploreranno l’immaginario storico e artistico della Collezione Elena e Claudio Cerasi, agendo negli spazi di Palazzo Merulana per attivare riflessioni ed energie a partire dai sensi e dal corpo, elemento indubbiamente presente nelle opere del museo e allo stesso tempo così compresso tra mille possibili interpretazioni.

Ogni performance del 20 e del 26 maggio si ispirerà ad alcuni dipinti del museo e lascerà una traccia all’interno della mostra al quarto piano, per restituire un segno della relazione innescata tra le artiste, lo spazio fisico e sonoro e il gesto.

 

    • 20 maggio 2024 dalle ore 18 alle ore 20 in continuità Preview ad inviti (a cura di Futuro Festival):ELENA BELLANTONISERATA FUTURISTA. Atto unico per 11 corpi e strumenti elettronici, di Elena Bellantoni. Liberamente ispirata a “Primo Carnera” (1933) e “Vaprofumo” (1926) di Giacomo Balla.SILVIA GIAMBRONETRAUM. Performance in dialogo con il quadro “Begonia e libri” (1937) di Francesco Trombadori.VIOLA PANTANO

      ANIMATO. Liberamente ispirata al quadro “Composizione con figure” (1935-45) di Franco Gentilini. Paesaggio sonoro (soundscape) Riccardo Mazza.

    • 26 Maggio 2024 dalle ore 17 alle ore 19 in continuità
      Ingresso con biglietto speciale € 8 ,00 che dà accesso alle performances e a tutte le mostre del museo, acquistabile dal sito https://futurofestival.it/ e dalla biglietteria di Palazzo Merulana( O online QUI) :

     

    SILVIA GIAMBRONE

    Silvia Giambrone realizzerà nuovamente “TRAUM” presso la sala al quarto piano.

    VIOLA PANTANO

    SYSTEMA. Performance in dialogo con il quadro “Composizione con figure” (1935-45) di Franco Gentilini.

Per accedere alle performance in programma domenica 26 maggio, è necessario l’acquisto del biglietto di ingresso ridotto di Palazzo Merulana a 8 EURO- ONLINE QUI 

Per accedere alle mostre delle artiste dal 22 maggio al 2 giugno, è necessario l’acquisto del biglietto di ingresso di Palazzo Merulana, secondo tariffario.

 

Dal 17 al 23/5/24 “Sacro e Profano” Mostra bipersonale di Patrizia Grieco e Cecilie Guicheteu al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Sacro e Profano

Mostra bipersonale di

Patrizia Grieco e Cecilie Guicheteu

La pittrice francese Cécile Guicheteau si laurea in arte alla Scuola Pivaut di Nantes e Patrizia Grieco, scultrice salernitana, una volta diplomata all’Istituto d’Arte, si specializza in ceramica e porcellana a Capodimonte, dove frequenta anche uno stage di Raku giapponese. Due artiste: una francese e una italiana, due stili artistici diversi ma che insieme hanno apportato un interessante contributo all’arte contemporanea, grazie ad una comune sensibilità nei confronti del mondo esteriore.

Il loro sodalizio artistico inizia nel 2016 quando si incontrano in una residenza d’artista di 45 giorni a Tucheng (Cina). Nell’agosto del 2016, la Guicheteau, in occasione della residenza artistica in Italia, a Montemurro (Pz), visita l’atelier della Grieco a S. Tecla (SA), con la collezione di libri di Pinocchio del primo Novecento. Appassionatesi entrambe a questa collezione, iniziano a lavorare insieme, dando vita al progetto sulla rilettura di Pinocchio di Collodi, con un punto di vista femminile, volto alla valorizzazione non solo dei lati positivi del personaggio ma soprattutto delle sue debolezze e degli errori commessi, attualizzando la figura di Pinocchio a quella dell’uomo del nostro tempo. La naturale propensione di Patrizia nei confronti della scultura, con un interesse sconfinato per le forme e i volumi, si lega all’amore di Cécile per la pittura, in modo affascinante.

La “sintesi” è la chiave di lettura della loro arte, come afferma Cécile: “Quello che rappresentiamo è il vissuto digerito, visto da noi”. Guardandosi indietro ci si accorge che c’è un bisogno naturale di fare una sintesi della vita, tralasciando il superfluo per ritrovare la vera essenza di ogni cosa.

Le opere protagoniste della mostra “Sacro e profano”, stimoleranno la voglia di riscoprire il passato e di ritornare quasi in una dimensione ancestrale, che può sembrare lontana ma che in realtà è molto più vicina di quanto si immagini.  L’utilizzo della lingua latina nelle tele della Guicheteau, insieme alle citazioni relative alla religione cristiana, con le lettere cucite a filo, dal tratto austero quasi arcaico, aumentano ancora di più il trasporto in una dimensione pura e spirituale, dove l’effimero lascia il posto all’essenziale. Le sculture della Grieco riportano all’origine dell’uomo, alla fase embrionale della nostra vita, spingendoci sempre di più a rivivere e a proteggere le nostre radici, per evitare di cadere nell’anonimato della contemporaneità.

Dal 17 al 23/5/24 “Faces of Feeling” Mostra personale di Ellen Essen al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA ANGELO POLIZIANO 4,6

Faces of Feeling

Mostra personale di

Ellen Essen

Ho incontrato per la prima volta a Roma, nel 2023, nel corso di un’interessante mostra collettiva, le opere di Ellen Essen. Quella fu anche la prima volta che incontrai l’artista, un momento indimenticabile perché ne rimasi travolto dal suo straordinario entusiasmo, una passione per la bellezza e per l’arte autentica.

Ellen Essen, pittrice di estrazione tedesca, offre allo spettatore più attento, un linguaggio in cui la figura umana è interpretata attraverso ritratti che hanno lo scopo di svelare la profondità delle emozioni dei personaggi.

L’insieme delle opere che possiamo apprezzare solo attraverso una mostra personale, mette in risalto una gradevole uniformità cromatica ed un velo di affascinante malinconia che traspare dagli sguardi che caratterizzano ogni opera. Uno stile, un segno pittorico che delinea una sensibilità davvero spiccata verso tutto ciò che possiamo ammirare negli abissi dell’anima di ognuno di noi. Ellen Essen ama osservare e riflettere sul senso della vita specchiandosi idealmente nei ritratti che esegue perché ogni opera in realtà altro non è che l’autoritratto della sua anima sensibile.

A Roma, nella elegante Galleria Medina, Ellen espone una serie di opere significativamente, ognuna delle quali racconta una storia, un pensiero, un messaggio e una serie di emozioni molto forti che caratterizzano la nascita di tutti i suoi dipinti. La poesia che traspare dall’atmosfera malinconica che ritroviamo in molte opere di Ellen appartiene in realtà ad una iconografia storica che ci consente di ripercorrere, volendo, anche alcune tappe tra le più belle della storia dell’arte moderna e contemporanea. E, non certo per caso, i primi riferimenti che mi vengono in mente giungono proprio da quelle zone del centro-nordeuropeo dal quale proviene anche Ellen. Ripenso a “Melancholia”, capolavoro del 1911 del pittore norvegese Edvard Munch e alle atmosfere romantiche di uno dei più grandi artisti tedeschi della storia dell’arte, Caspar David Friedrich. Protagonisti di stagioni espressive molto interessanti ed affascinanti nella loro particolare atmosfera poetica. Così come lo scrittore tedesco, Hermann Hesse, che pose la sua idea di malinconia dentro l’anima di ognuno di noi, come scrisse in una sua celebre poesia dal titolo “An die Melancholie”.

Le opere di Ellen Essen, dunque, grazie alla straordinaria intensità emotiva, alla tensione espressiva e alla capacità di suscitare riflessioni molto profonde, si identifica attraverso uno stile che merita i palcoscenici internazionali, affinché il suo alfabeto creativo possa esprimersi, e soprattutto confrontarsi, con un pubblico sempre più ampio.

Alberto Moioli

Dal 9/5 al 22/6/24 “Guiltless” Mostra fotografica di Tarin al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 9 maggio al 22 giugno 2024

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

Guiltless

Mostra fotografica di

Tarin
Guiltless, mostra personale di Tarin è realizzata da Contemporary Cluster in collaborazione con NFC Edizioni; con l’occasione verrà presentato a Roma il progetto editoriale del 2024 dell’artista: Tarin ha infatti prodotto un calendario in tiratura limitata, 16 immagini inedite dallo stile inconfondibile ma con due grandi novità. Troveremo infatti oltre a 12 inediti scatti alle muse di Tarin, quattro scatti di paesaggio ad intervallare le stagioni del 2024.
In mostra opere in grande formato, provini unici e inediti disegni.

Dal 10 al 16/5/24 “Senza essere nessuno” Mostra fotografica di Edoardo Formica al Medina Art Gallery

Dal 10 al 16 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Senza essere nessuno, frammenti senza tema

Mostra fotografica di

Edoardo Formica

Dal titolo della mostra: Senza essere nessuno. Allora essendo qualcuno? È questa la prima cosa che ho pensato quando mi sono trovata di fronte alle opere d’Arte di Edoardo Formica. Egli stesso, in primis, le presenta come il frutto casuale di incontri, passeggiate, peregrinazioni tra le strade eterne di Roma; in un certo senso le nega, esaltandone la natura fortuita e quasi accidentale. Non per svilirle certo, né per carenza di autostima: ma da questa negazione, che ci pone in una condizione d’animo particolare, le fotografie ne escono illuminate da una luce inaspettata, quella della scoperta che non credevamo di fare.

Formica non va in cerca dello scatto perfetto, è lo scorcio, la situazione, il cartellone pubblicitario, la scena metropolitana che cercano un osservatore attento e lo trovano proprio in Edoardo che sa cogliere le opportunità che ai più, nella caotica capitale, tra una corsa in taxi e un treno in ritardo, sfuggono. L’artista sa dunque captare quelle porzioni di realtà che tutti, costantemente, abbiamo sotto gli occhi, ma che non sappiamo più cogliere con l’innocenza e l’ironia spensierata di un bambino. Questo fa Edoardo Formica, guarda le cose con la naturalezza e la semplicità di chi se le trova per la prima volta davanti e ce ne restituisce una visione pura, entusiasta, meravigliata: il ritmo frenetico della quotidianità e il turbinio del vivere moderno annichiliscono la nostra sensibilità e addormentano l’io creativo.

Due ragazzini che giocano…

…un passeggino al sole, un’immagine in vetrina, il riflesso della luce sui gradini: la città intera si trasforma in un panorama di prospettive, di scenari, di vedute cui attingere a piene mani. È necessario però compiere un passo indietro, ammettere in un certo qual modo che siamo colpevoli e che per un motivo o per un altro non riusciamo più a cogliere le infinite sfumature che il mondo circostante ci offre; non siamo più capaci, da soli, di meravigliarci di ciò che esiste intorno a noi. Ecco, dunque, che la figura dell’artista, come un vero e proprio deus ex machina, interviene per farci dono di una cosa molto preziosa: un nuovo punto di vista, un’ottica alternativa alla solita.

Formica ci chiede di ascoltare in rime sparse il suono della sua arte, di raccogliere i frammenti delle sue fotografie, di lasciarci guidare dal bagliore della sua intuizione per scoprire una Roma in cui le epoche storiche, i cambiamenti socioculturali, le mille etnie, i mezzi di comunicazione vecchi e nuovi si sovrappongono e si intrecciano, perseguendo e mantenendo un equilibrio delicatissimo che la rende, nei secoli, eterna. Fotogrammi di un mondo esteriore, dunque, ma anche scorci di un’intimità quotidiana, scatti che raccontano un modo di approcciare alla vita, un’essenza, una personalità: quella del loro autore. È lo stesso artista, del resto, a sottolineare il legame intrinseco con la fotografia stessa e poi con la città natale che gli offre infiniti spunti di creazione e riflessione…

Leggiamo infatti, di suo pugno, dalla biografia…

“Ora che mi leggi, e che scrivo ricercando brevità e sintesi penso che adori la fotografia. A parte un più o meno breve recente corso, sono totalmente autodidatta. In compenso, dall’età di circa sedici anni, tra macchine fotografiche analogiche, ho avuto ed ho la fortuna di poter fotografare in generale molto, in particolare Roma.  Mia città natale nel 1976. Solo nel 2019 invece, altra data importante, sono passato al digitale. Mi sono sempre considerato un solitario. Una qualità, quasi una necessità. Nella fotografia secondo me, nella vita un po’ meno… Ora finalmente parlo. Ma, mi dicono, anche troppo a volte. La fotografia invece è sintesi. È intuizione, costruzione e definizione di un singolo attimo.

E forse, oltre che attimo, è stata ed è per me come un secondo cuore, un secondo battito. Ha battuto e detto di e per me, quando non mi esprimevo mai. Mi sintetizza ora che invece, a volte, parlo o scrivo troppo. Tanto che avevo infine deciso, da che ne parlavo molto e in dettaglio, di lasciare che le mie foto ad eccezione di quello di cui sopra o poco altro, se hanno come spero qualcosa da dire, parlassero da sé. Ma si cresce e si cambia.

E tra consigli esterni e un mio ripensamento, ora le mie foto viaggiano insieme a qualche parola. Mi raccomando però, che ciò non vi costringa in nessun modo nella loro visione e fruizione. E ricordate. Come semplice consiglio. Fruite le foto come capiterà. Come a me capita di trovarle in giro. In fotografia, almeno fino ad oggi, non seguo un ordine. E del resto. è una mostra senza tema. Buona “visione” …”.

Dal 9/5 all’8/6/24 “Transeunte” Mostra di Renato Calaj al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 9 maggio all’8 giugno 2024

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

Transeunte

mostra di

Renato Calaj

Ricorrendo a una pluralità di soluzioni operative, la ricerca di Calaj si muove con la medesima coerenza tra le prassi della pittura, della scultura e dell’installazione. Autore dal percorso internazionale, il suo lavoro verte sulla nozione di tempo, da lui affrontata nella massima estensione di significato, tanto da trattarla anche nei rispettivi derivati di trasformazione, limite, impermanenza, caducità, traccia. Ne deriva una considerazione del tema del tempo quanto mai materiale che manifesta sfumature disciplinari riferibili agli ambiti dell’architettura, dell’urbanistica, dell’edilizia, della semiotica, dell’antropologia.

La mostra propone una serie eterogenea di opere eseguite dall’artista appositamente per questo progetto, che corrisponde alla sua prima personale a Roma ed è sviluppato specificatamente in funzione delle caratteristiche degli spazi della galleria, offrendo un’occasione interessante e costruttiva per interfacciarsi con il tenore di una pratica artistica maturata al di fuori della realtà rappresentata dalla Capitale.

Dal 9 al 23/5/24 “Lo sguardo sottratto” Mostra all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 9 al 23 maggio 2024

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

primo anello

Lo sguardo sottratto

Mostra di Stefano Cioffi

a cura di Maria Grazia Cianci

La mostra racconta il paesaggio attorno alle cave italiane, da nord a sud, dal Trentino alla Sicilia. Crateri, voragini, gallerie, trasformazione dello spazio e della materia: gli scavi sono delle ferite al nostro suolo, cicatrici difficilmente sanabili, eppure le forme rimaste hanno creato nuovi volumi integrati col paesaggio in trasformazione, sono diventate giardini o piccole oasi naturali, teatri di un ambiente capace di riciclarsi. Il paesaggio delle cave diviene così un universo di suggestioni dove la natura e l’opera umana si fondono in una danza eterna tra creazione e sottrazione. Le cave, con le loro pareti scolpite e le profondità che si aprono verso l’ignoto, offrono un’esperienza visiva e sensoriale unica, invitando chi le osserva a immergersi in un mondo di meraviglia e mistero. È proprio questa la linea narrativa di Stefano Cioffi, raccontare il passaggio da luogo di scarto a luogo dal fascino insospettabile.

ingresso libero lun—sab | ore 10—19

Il progetto è vincitore di Avviso Pubblico promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura

Dall’8 al 23/5/24 “Visioni al femminile – Riflessi urbani” Mostra all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dall’8 al 23 maggio 2024

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Visioni al femminile. Riflessi urbani

Marilena Ramadori – Francesca Murgia

Opening 7 maggio 2024 ore 19:00

Il paesaggio urbano è un tema dominante nell’arte visiva moderna e contemporanea. I protagonisti sono spesso edifici emblematici che hanno fatto la storia dell’architettura ma anche costruzioni che per volontà popolare sono divenuti un simbolo. Gli elementi urbani si trasformano in veicolo di emozioni e riflessioni collettive. Roma, una città eterogenea dove passato, presente e futuro si mescolano, è un organismo vivo, che muta. La mostra vuole evidenziare queste molteplici anime. mettendo a confronto due artiste e quindi due visioni dissimili degli stessi luoghi. L’utilizzo di differenti tecniche rappresentative offre all’osservatore una nuova prospettiva degli edifici della città nella cui quotidianità siamo immersi quale imprescindibile elemento architettonico dello scenario urbano.

Marilena Ramadori. Nata a Montegiorgio (FM), laureata in Architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Nel 2014 si avvicina alla pittura. Dal 2015 ha partecipato a numerose mostre collettive e personali di pittura e scultura ottenendo premi e riconoscimenti. L’artista mette al centro del suo progetto artistico l’architettura. La sua arte indaga sul linguaggio espressivo degli edifici che da sempre accompagnano l’umanità. L’osservazione avviene da prospettive personali, preferendo il dettaglio all’insieme. Il risultato è una rinnovata interpretazione di immagini architettoniche che sulla tela ci restituiscono linee essenziali e una evidente libertà espressiva. Le poche tonalità sono lo sfondo di elementi rigorosi e lasciano trasparire le varie fasi della realizzazione del dipinto.

Francesca Murgia. Nata e cresciuta a Roma, dopo essersi formata in grafica e comunicazione si specializza in illustrazione frequentando per due anni la scuola Officina B5. Nel 2018 insieme ad altri illustratori fonda Picaro, uno spazio creativo, nel quartiere Testaccio. Illustratrice e graphic designer, la ricerca dell’artista si basa sempre sulla realizzazione di forme semplici ma efficaci per rappresentare in maniera essenziale ciò che essa vuole comunicare. Tra i suoi lavori, immagini d’insieme di alcuni edifici del tessuto urbano romano mostrano, con poche linee e attraverso l’utilizzo di tinte piatte e palette ridotte, le diversità dei vari quartieri della città.

Ingresso libero 
lun—sab ore 10—19 

6/5/24 “L’arte presa per la gola” al Mercato Centrale

6 maggio 2024 ore 19:00

MERCATO CENTRALE – SPAZIO FARE

L’arte presa per la gola

In collaborazione con Fabiana Mendia, fondatrice di ARTEINDIRETTA, terremo una serie di dibattiti d’arte, cibo e letteratura accompagnati dalle letture di Sergio Basile.
Il tema della serata di lunedì 6 maggio alle 19:00 sarà:
AL LARGO E SOTTOCOSTA
Non parliamo di pesci in barile
Le orate di Velazquez, l’aragosta di Dalì…
Costo pax: 25€
Scrivi a info.roma@mercatocentrale.it per info e prenotazioni.

Dal 3 al 9/5/24 “Nathan Helsser – Solo exhibit” al Medina Art Gallery

Dal 3 al 9 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Nathan Hessler – Solo exhibit

 

Il concept della mostra è il processo che precede il risultato atteso. La tecnica a collage dell’artista è stata sviluppata come mezzo per superare l’impulso abituale di pianificare o controllare il risultato di un’immagine. Rimuovendo qualsiasi pittura o disegno diretto.

La maggior parte degli artisti inizia imparando i metodi figurativi e illustrativi tradizionali e, sebbene queste abilità fondamentali siano importanti, possono anche divenire limitanti. Nelle opere di Nathan Hessler vi è una completa destrutturazione dell’immagine, con una geometrizzazione dell’espressione artistica. Da una fase iniziale di disgregazione dell’immagine divisionista, per cui il colore è fattore principale, arriverà poi a sviluppare una geometrizzazione dell’immagine in termini lirici e poetici.

L’artista mette in evidenza tutte le esperienze che l’uomo vive e che procurano piacere spirituale: la musica, la religione, l’arte e tutte quelle componenti che portano ad una dimensione superiore. E le possibilità di utilizzare il collage per affrontare una varietà di problemi sono infinite. Molto spesso, Hessler semina indizi all’interno degli elementi delle opere, per alludere a preoccupazioni politico-sociali e globali fino a quelle personali. Il messaggio potrebbe non essere palese, ma spesso può essere trovato all’interno del contesto.

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