27 ottobre 2016 iniziano gli incontri “Ti racconto un libro” presso la libreria “Pagina 2”

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“Ti racconto un libro” consiste in una serie di incontri con autori che non presentano i propri lavori ma al contrario raccontano i libri che maggiormente li hanno colpiti o affascinati. Giovedì 27 ottobre Stefano Catucci (filosofo, docente di estetica presso la Sapienza e autore di vari testi tra cui “Imparare dalla luna”) ci parlerà de IL RUMORE DEL TEMPO di Julian Barnes, TOCCARE LE NUVOLE di Philippe Petit e L’ESAUSTO di Gilles Deleuze

Libreria Pagina 2

Via Cairoli, 63

“I Medici” bel lavoro, grande successo ma…

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Il 18 aprile scorso è andata in onda con grande successo (vedi articolo) la prima puntata della serie televisiva “I Medici” su RAI 1. Indubbiamente una produzione ben fatta, ben diretta, con attori di grido e con effetti speciali (il Duomo di Firenze senza cupola) degni dei migliori kolossal. Solo un aspetto ha lasciato l’amaro in bocca a tutti noi residenti dell’Esquilino. i-medici-preziosi-brunelleschiQuando Cosimo De’ Medici (Richard Madden) si reca da Filippo Brunelleschi (Alessandro Preziosi) quest’ultimo nello spiegare su come intende edificare la cupola di Santa Maria del Fiore afferma di essersi ispirato al Pantheon di Roma. Sicuramente il grande artista fiorentino nei suoi soggiorni  nella città eterna avrà visitato e studiato a  lungo questo insigne monumento romano ma l’ispirazione per il suo capolavoro gli è venuta,  senza alcun ragionevole dubbio, al cospetto di un altro edificio situato nel nostro Rione : il cd. Tempio di Minerva Medica allora conosciuto come il Tempio di Ercole Callaico. E questo per diversi motivi: la cupola del Pantheon è strutturalmente assai diversa dalla cupola del Brunelleschi non solo per i materiali utilizzati ma proprio per il principio costruttivo. Oltretutto  le  tecniche di realizzazione del Pantheon sono quelle che hanno di fatto impedito per circa un secolo la costruzione del monumento fiorentino non essendo possibile immaginare  nè tantomeno  realizzare delle centine così grandi per procedere alla costruzione della cupola a Firenze. Ci voleva un  tipo di un’architettura più snella, più leggera e quale esempio tra le antichità classiche di epoca romana poteva essere preso in considerazione se non il cd. Tempio di Minerva Medica? mine_med2015 In questo quadro di Carlo Labruzzi dipinto tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX si vede chiaramente la struttura che Nicola Cavalieri nella sua  pubblicazione “Istituzioni di Architettura Statica e Idraulica” chiama  “Volta  poligona a spicchi rientranti”   pagina 137 par. 654

screen-shot-10-19-16-at-03-56-pme mette chiaramente in relazione il Duomo di Firenze con il cd. Tempio di Minerva Medica. Ma senza andare troppo a ritroso sulla stessa Wikipedia relativamente al monumento romano dell’Esquilino troviamo:

Nel corso del Rinascimento, poiché la sua struttura si presentava in buone condizioni di conservazione, il monumento fu oggetto d’interesse da parte di diversi architetti (Giuliano da Sangallo, Baldassarre Peruzzi[6], Sallustio Peruzzi[7] e Palladio), che lo disegnarono indicandolo come modello per alcuni progetti fiorentini, in particolare quelli della rotonda della basilica della Santissima Annunziata e della Rotonda di Santa Maria degli Angeli di Filippo Brunelleschi. Pare che il Brunelleschi avesse studiato l’edificio durante i suoi viaggi a Roma proprio per escogitare il modo di costruire la cupola di Santa Maria del Fiore.

Quindi una tiratina di orecchi agli sceneggiatori per questa inesattezza, ma fino a un certo punto, perchè fa molto più  “audience” un momumento conosciuto, visitato ed ammirato in tutto il mondo piuttosto che uno nascosto, ridotto a spartitraffico tra due ferrovie e chiuso al pubblico da un secolo. Quindi un grazie a tutti quei geni del Rinascimento che avevano capito la grandezza e l’importanza del Tempio di Minerva Medica già  tanti secoli fa e tutto il disprezzo possibile per chi nei decenni passati e tutt’ora lo ha considerato e lo considera solamente un rudere senza importanza.

 

“MINGONG” di Davide Crudetti martedì 25 ottobre 2016 all’Apollo 11

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presenta

martedì 25 ottobre ore 21:00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma


MINGONG
un film di Davide Crudetti

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talia, -2016 – 52′



Alla proiezione saranno presenti
il regista Davide Crudetti e Andrea Segre
 
Presenterà la serata Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema


Cosa vuol dire andarsene? Lasciare gli amici, i figli appena nati, le montagne in cui sei cresciuto? Salire su un autobus, verso la grande città. Vivere in cinque in una stanza, uguale a migliaia di altre stanze. Cosa vuol dire tornare? Vedere un villaggio di anziani che invecchia correre dietro a un futuro che non lascia spazi. Sostituire la tua casa di legno con una uguale ma di cemento. Ritrovare tutto e non riconoscere niente.

Note di regia
Mingong è stato un percorso alla ricerca dei milioni di cinesi che dalle campagne dell’interno si riversano nelle megalopoli costiere.
Siamo partiti dalla fine, dalle periferie di Guangzhou, e siamo arrivati all’inizio, nel villaggio di Dimen, cercando quelli che lasciano lì i loro genitori e i loro figli e partono per la città. Ci siamo fermati su alcuni volti, su alcune parole, e abbiamo deciso di approfondire, di farci trascinare all’interno di un mondo lontano da noi ma forse poi neanche così tanto.

Un boom economico e tutto quello che ne consegue in una piccola parte di un paese gigantesco. Mingong racconta un viaggio nel tempo, dalla Cina di oggi a quella che va scomparendo. Un mosaico di facce che rivela una storia comune. Il villaggio, la partenza, i soldi, i figli, il lavoro, la fatica e la mancanza. Il sorriso e la consapevolezza di un’unica fine possibile. Perché, nonostante tutto, gli anziani di Dimen ne sono ancora convinti: “Non importa dove andrai, sempre tornerai al tuo villaggio natale, sempre tornerai a Dimen”.
Mingong nasce nell’ambito del progetto Il Villaggio e la Città, la Cina alle prese con stessa, vincitore del bando Fuorirotta 2015, progetto di Andrea Segre, Matteo Calore e Simone Falso per viaggi non convenzionali.


Regia e fotografia: Davide Crudetti – Sceneggiatura: Flaminia Gressi – Montaggio: Federico Palmerini, Patrizio Partino

 


Evento su facebook

 

 

Dicono di noi:
Franco  Montini su Repubblica.it
Silvana Silvestri su Alias (Il Manifesto)

Prosegue con successo la programmazione dei film
RARA e LE ULTIME COSE
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