Apollo 11 – il programma fino a mercoledì 30 novembre

PROGRAMMA FINO A MERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE:

Giovedì 24 Novembre

  • ore 18.30 MONTE di Amir Naderi (110 min)
  • ore 21.00 PATIENCE PATIENCE T’IRAS AU PARADIS di Hadja Lahbib (85 min). Versione originale – Sott. ITA

Venerdì 25 Novembre

  • ore 19.30 PATIENCE PATIENCE T’IRAS AU PARADIS di Hadja Lahbib (85 min). Versione originale – Sott. ITA
  • ore 21.30 GABO il mondo di Garcia Marquez di Justin Webster (90 min). Versione originale – Sott. ITA

Sabato 26 Novembre

  • ore 17.30 MONTE di Amir Naderi (110 min)
  • ore 19.30 GABO il mondo di Garcia Marquez di Justin Webster (90 min). Versione originale – Sott. ITA
  • ore 21.15 PATIENCE PATIENCE T’IRAS AU PARADIS di Hadja Lahbib (85 min). Versione originale – Sott. ITA

Domenica 27 Novembre

  • ore 17.30 PATIENCE PATIENCE T’IRAS AU PARADIS di Hadja Lahbib (85 min). Versione originale – Sott. ITA
  • ore 19.15 MONTE di Amir Naderi (110 min)
  • ore 21.15 L‘ULTIMA SPIAGGIA di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan (119 min)

Lunedì 28 Novembre

  • ore 20.00 IO SONO LI di Andrea Segre (100 min)

Martedì 29 Novembre

  • ore 18.30 MONTE di Amir Naderi (110 min)
  • ore 21.00 PATIENCE PATIENCE T’IRAS AU PARADIS di Hadja Lahbib (85 min). Versione originale – Sott. ITA

Mercoledì 30 Novembre

  • ore 18.30 L’ULTIMA SPIAGGIA di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan (119 min)
  • ore 21.00 GABO il mondo di Garcia Marquez di Justin Webster (90 min). Versione originale – Sott. ITA

Ingresso con tessera associativa Apollo 11
(sottoscrivibile in loco)

Per prenotazioni booking@apolloundici.it

Le prenotazioni dovranno essere convertite in biglietti presso la biglietteria almeno 30 minuti prima dell’inizio dell’evento.
La prenotazione non convertita non dà diritto di accesso all’evento.

Ben venga “l’urletto di dolore” di Sorrentino, ma l’Esquilino non è solo Piazza Vittorio!

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Dopo le esternazioni del famoso regista Paolo Sorrentino  la sindaca  Raggi   ha risposto e  sono stati sbloccati per Piazza Vittorio quasi 3 milioni di euro dalla quota che era stata  destinata a quelle opere del Giubileo  che non sono state mai eseguite   e addirittura  qualche imprenditore, pare,  intenda farsi carico di progetti di riqualificazione e di gestione della piazza. Però vorremmo far notare che   Piazza Vitttorio più che di interventi costosi avrebbe bisogno  di un’energica ripulita , un’attenta sorveglianza  e la  gestione   oculata di tutti quei servizi  che in ogni parco  o giardino pubblico dovrebbero funzionare senza problemi, dalla pulizia alla salvaguardia del decoro urbano, dai bagni pubblici all’illuminazione, dall’area giochi ai recinti per i cani, dalla lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti  al controllo  dell’abusivismo commerciale. Però sarebbe ora che un pò tutti recepissero che l’Esquilino  non è solo Piazza Vittorio,  icona senz’altro importante e rappresentativa del Rione,  ma anche tanti altri luoghi che aspettano da sempre l’attenzione che meriterebbero non fosse altro per la presenza di monumenti e immobili che sono chiusi e abbandonati da decenni e che in qualsiasi altra città sarebbero considerati risorse importanti. Ecco, in questo caso servirebbero  senz’altro dei fondi sia pubblici che privati per avviare un reale processo di riqualificazione. 20161101_084421In particolare vorremmo segnalare il cd. Tempio di Minerva Medica chiuso al pubblico da  oltre un secolo con i reatauri in questo momento a carico del MIBACT che precedono a tozzi e bocconi per la mancanza di risorse, ok-cinema_apollol’ex cinema Apollo chiuso e abbandonato da oltre 15 anni e l’area archeologica di Porta Maggiore che versa in uno stato di vergognoso degrado e 260620116060-500x375abbandono. Possibile che nessun privato intravveda delle grandi opportunità e potenzialità nel farsi carico di riqualificare questi luoghi? Noi di “urletti” ne abbiamo fatti tanti negli anni passati e sarebbe finalmente ora che qualcuno li recepisse.

Nuove aperture nel nostro rione

A fronte di una chiusura dolorosa (il prestigioso ristorante Agata e Romeo a via Carlo Alberto) continuano  nel nostro Rione altre aperture di locali di nuova concezione, gestiti da giovani imprenditori che fanno della qualità e del servizio innovativo il loro credo. Vorremmo citare due locali aperti uno da qualche settimana l’altro da pochi giorni

Uno è “Manna Roma” a via dello Statuto: ecco le foto e le note distintive descritte in un esauriente articolo del blog “Puntarella Rossa”

Manna Roma, ciriole zuppe e primizie tel. 0698185073

manna-roma-850x638Sul colle più alto di Roma, nel quartiere più multietnico del centro capitolino, l’Esquilino, arriva un piccolo food corner dedicato alla cucina salutare, con incursioni vegetariane e vegane. Manna – ciriole, zuppe e primizie (così recita l’insegna) ha aperto circa una settimana fa, in via dello Statuto, a due passi da Mas, gli ex magazzini di lusso e oggi tempio del trash, in liquidazione. L’idea è di  due soci: Leonardo Italiano e Emanuele Mancini.
interno-manna-850x638L’ambiente è informale e giovane. Poche sedute con sgabelli alti e due banconi attaccati alle pareti dove poter mangiare, se non si sceglie di portare il pasto a casa o in ufficio. Potete quindi ordinare al bancone oppure servirvi da soli nello scaffale-frigo, dove trovate zuppe, insalate e bevande.
menu-manna-850x638Il menu, come detto, si rifà alla cucina vegana e vegetariana. Ma la proposta di Manna comprende anche un classico della cucina “veloce” romana: la ciriola, il panino allungato, a forma di rombo, dalla crosta croccante. Il panino, reinterpretato in chiave gourmet, viene proposto in quattro varianti: con farina bianca, integrale, ai cereali oppure preparato con farina “speciale”. Quest’ultima opzione sarà disponibile nelle prossime settimane, molto probabilmente per gli intolleranti al glutine e celiaci.
ciriola-romana-850x638La carta propone trentacinque tipi di ciriole (da 4,5 a 8 euro), con carne, pesce o in versione vegetariana. Molto gustoso il panino con spianata romana, ricotta di bufala dei Castelli Romani e battuto di olive taggiasche (5,5) e quello con mortadella bolognese, ricotta di bufala e granella di pistacchi di Bronte. Tra le proposte anche alcune versioni con il prosciutto crudo di Parma, altre con la bresaola punta d’anca, arrosto di tacchino, coppa di Zeibello e speck dell’Alto Adige. C’è anche la versione con il pastrami, specialità gastronomica di origine slava ma molto apprezzata negli Stati uniti e in Inghilterra.
Tra le scelte vegetariane: la ciriola con crema di ceci, formaggio vegan, zucchine grigliate e crema di peperoni  e quella con avocado, peperoni, pomodoro verdone croccante, formaggio vegan (entrambi a 5,5).
Il nuovo localino vicino a Pizza Vittorio propone, inoltre, zuppe di cicerchie o lenticche (5), vellutate crudiste (5), carne salada del Trentino, insalate (da 5 a 6,5 euro), tagliolini, carpacci di tonno, polpette di carote e zucchine. 
concentrati-frutta-850x638Da bereestratti di frutta (dalla rapa rossa al finocchio) e frullati (pere, frutti di bosco, arance e ananas). I primi costano 4 euro, i secondi dai 5 ai 5,5 euro. Sul bancone principale trovate anche una macchina per il caffè americano (2,5), servito secondo tradizione statunitense nel bicchiere monouso termico. Il menu offre anche un paio di scelte dolci a 4 euro (yogurt e torte vegan) e alcune birre artigianali a 5 euro.

Manna, via dello Statuto 37c Roma. Aperto dalle 10 alle 21. Tel. 0698185073. Sito

L’altro è il Gatsby Bar a Piazza Vittorio qui in un articolo del Gambero Rosso

Gatsby a Roma. Il caffè letterario nell’ex cappellificio Venturini di piazza Vittorio

Oltre un secolo di storia e la memoria di un quartiere che un tempo pullulava di fiorenti attività artigianali e commerciali. Oggi il volto di piazza Vittorio è molto cambiato, ma i ragazzi di Gatsby hanno deciso di rispolverare il fascino del passato per lanciarsi in una nuova avventura. E così un vecchio cappellificio può diventare una caffetteria con bistrot. Ecco come sarà.

Gatsby a Roma. Il caffè letterario nell’ex cappellificio Venturini di piazza Vittorio

Il cappellificio Venturini. La memoria dei luoghi

Ferma nel tempo a qualche decennio fa, l’atmosfera che si respira nell’ex cappellificio Venturini rievoca la suggestione di uno spazio prezioso e dimenticato, come tanti se ne nascondono sotto i portici di piazza Vittorio, quartiere Esquilino, Roma. Ed è una fortuna tornare a parlarne in occasione di un restyling radicale, ma rispettoso del tempo che fu: cambia la destinazione d’uso, resta intatto il fascino di questi ambienti che si dipanano su tre livelli come scatole cinesi, tra scale e passaggi segreti, salottini discreti e applique d’epoca. Gatsby esordisce così sulla scena gastronomica romana, caffetteria, bistrot e cocktail bar dall’animo ibrido, ben disposto alla contaminazione di generi e arti. E se è vero che un luogo racconta la storia (le storie) di chi l’ha vissuto, allora il legame con la sartorialità e i cappelli che fino a qualche tempo fa affollavano le vetrine della “galleria” non poteva essere negato. È per questo che il ballatoio al primo piano – un piccolo scrigno di pochi metri – ospiterà l’esposizione di cappelli disponibili in conto vendita, a cominciare dalle creazioni d’autore di uno stilista inglese coinvolto nel progetto.

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Ripensare lo spazio. La caffetteria anni Cinquanta

Le vetrine del pian terreno, invece, hanno lasciato il posto al bancone del bar, impreziosito dall’infilata di sfere luminose che scendono dal soffitto; fanno da contraltare, in questo primo spazio che accoglie i clienti, tavolini blu e sedute in stile che conducono verso la sala adibita al servizio. Alla “messa in scena”, coordinate dall’architetto (e socio dell’attività) Fabio Lippa, hanno contribuito due brave scenografe – Federica Russo e Michela Rosa – che l’omaggio al passato l’hanno studiato come sottile fil rouge evocativo, muovendosi tra il recupero filologico di elementi d’epoca – dal restauro dell’acciaio anodizzato al riuso delle basi dei manichini (oggi parte integrante dei tavolini), al coup de théatre del primo piano, con l’insegna originale del cappellificio a illuminare l’ambiente – e la progettazione di scenografie in stile, da fare invidia a un set cinematografico. Ma cosa succederà adesso (si parte tra qualche giorno, lunedì 14 novembre) al civico 106 di piazza Vittorio? Luca della Valle, fotografo, è uno dei cinque soci che hanno scommesso sulla riqualificazione di uno spazio altrimenti destinato a morire per cessata attività, fondato agli inizi del Novecento e poi dagli anni Cinquanta rimasto immutato fino ai giorni d’oggi.

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Gatsby. Da colazione all’aperitivo

E come lui, tutti – Gianluca Giordano, Gabriele Guerra, Mauro Patatini, Fabio Lippa – rivendicano il fascino e le potenzialità di un quartiere popolare e multiculturale insieme, colpevolmente abbandonato al degrado. Certo, qualcosa sta cambiando (il Mercato Centrale dista solo 5 minuti a piedi da qui) e loro vogliono essere motore della rinascita, “senza dimenticare il pubblico a cui ci rivolgiamo: dobbiamo mantenere i piedi per terra, farci apprezzare dalla gente della zona”, spiega Luca. Il passaggio sotto il portico è fitto, specie nelle prime ore della mattina, e a giudicare dai passanti che si avvicinano curiosi per sbirciare il nuovo arrivato, Gatsby è destinato a integrarsi in tempi brevi. Per questo si apre già alle 7, con il servizio di caffetteria al banco o al tavolo (e presto potrebbero arrivare i tavolini sotto al portico). Il locale non dispone di canna fumaria, quindi il piccolo laboratorio del primo piano si limiterà a preparazioni di gastronomia fredda seguite dalla chef Simona Coschignano. Il resto arriverà da fornitori esterni, molti selezionati nel quartiere: per colazione lieviti, torte, crostate, yogurt serviti in barattolo, estratti e succhi di frutta, con un occhio di riguardo alla proposta vegan, che si rifletterà nell’arco dell’intera giornata. Caffè Vergnano ma senza particolare attenzione ai metodi alternativi di estrazione a di là dell’espresso. A pranzo spazio a bagel e panini, “dai più semplici alle proposte gourmet”: il pane arriva da uno storico forno della zona, i prodotti freschi dal vicino mercato. Ma ci si attrezzerà anche per proporre zuppe e qualche piatto caldo. Nel pomeriggio lo spazio si presta a una merenda rilassata: tè, tisane, i biscotti del biscottificio Cipriani. E dall’aperitivo in avanti (fino alle 22) si cambia registro, con una proposta di tapas e finger food e la miscelazione affidata all’estro del barman Sebastian (mentre la mattina dietro al banco c’è Luca Di Stazio).

 

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Il caffè letterario

Oltrepassato lo show room del mezzanino, al primo piano sarà il salotto con terrazza a ospitare eventi, incontri e appuntamenti culturali che si prefiggono di regalare al Gatsby il calore e l’energia di un caffè letterario d’altri tempi, carta da parati alle pareti, musica soffusa (a disposizione c’è persino un pianoforte d’epoca). Ma la sorpresa potrebbe arrivare dai piani (ancora più) alti, nascosta sulla terrazza all’ultimo piano dello stabile, con splendida vista sulla città. Fuori, sotto al portico, nessuna insegna, ma solo la traccia dell’insegna che fu. Perché la memoria del passato è il segreto per avere successo nel presente. O almeno questo è l’auspicio dei ragazzi.

 

Gatsby | Roma | piazza Vittorio 106 | da lunedì 14 novembre (inaugurazione il 17)

a cura di Livia Montagnoli

 

22/11/16 Sulla Terrazza Termini per parlare d’arte e contemporaneità

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Quattro incontri in occasione della 16° Quadriennale d’Arte

Comincerà martedì 22 novembre alle ore 18.30 sulla Terrazza Termini il primo di quattro appuntamenti in occasione della 16a Quadriennale d’Arte. Il tema del primo incontro dal titolo “Altri Tempi, altri miti” sarà Pier Vittorio Tondelli, scrittore e giornalista italiano, e lo spaccato culturale degli anni post Duemila. Vi aspettiamo sulla Terrazza Termini!

Logos in Progress

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Sabato 26 a partire dalle ore 11 e fino alle 13, il rione Esquilino vuole dare il suo contributo alla ricorrenza della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne (del 25/11),offrendo una performance-istallazione di arte pubblica partecipata affidata all’ideazione e coordinazione dell’artista Barbara Lalle, con la collaborazione dell’architetto e docente Antonio Romano e dell’organizzatrice eventi e district reference Paola Morano, il patrocinio del Municipio I Roma Centro e grazie anche al supporto dell’associazione Crescere con l’Arte e vari intellettuali del rione e non solo.

Questa volta la performer costruirà, con la collaborazione e partecipazione dei cittadini, un totem che sia commemorativo per tutte le donne vittime di violenza e al tempo stesso d’ ispirazione alla sana pratica di usare le parole al posto delle mani.

Proprio per questo Barbara Lalle e i cittadini useranno per la costruzione, come fossero mattoni e in effetti lo diventeranno, dei libri portati in dono…

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22/11/16 ‘Counseling ai genitori. Quando e come intervenire’ seminario gratuito presso la sede ENPAM

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Appuntamento di Piazza della Salute

Il 22 novembre alle 17.30 nella sede della Fondazione, nell’ambito degli incontri sui disturbi del linguaggio, si parlerà di ‘Counseling ai genitori. Quando e come intervenire’. Interverrà ancora una volta la dott.ssa Dora di Paolo, presidente dell’Associazione per l’eliminazione della balbuzie (Aneb)

Piazza Vittorio

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sagidAndrea Segrè, che non sapevo abitasse a Piazza Vittorio, ha scritto uno splendido articolo, che condivido in pieno, su cos’è il rione Esquilino e su cosa non dovrebbe diventare.

Come raccontato tante volte, ciò che è adesso, non è frutto di un’improvvisa disgrazia o di misteriosi complotti, ma di un processo economico e storico, causato dallo spopolamento del centro storico di Roma, che poteva portare alla gentrificazione totale o alla sua trasformazione in una banlieue, ma per un mix di casualità e per l’impegno costante di tanti cittadini, dubito che esista nell’Urbe una rete sociale tanto attiva quanto pervasiva, si è invece trasformato in una realtà, certo con tanti problemi, che in verità si trascinano da decenni, ma ricca di stimoli e di vitalità.

L’Esquilino è uno spazio urbano e un luogo mentale e culturale, dove in soli dieci metri puoi passare a fare due chiacchiere con er…

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21/11/16 “IN JACKSON HEIGHTS” di Frederick Wiseman all’Apollo 11

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il regista DANIELE VICARI e il il curatore di CROCEVIA DI SGUARDI PIETRO CINGOLANI

presentano

lunedì 21 novembre ore 20:00

c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
att201116IN JACKSON HEIGHTS
un film di Frederick Wiseman


Usa, 2015 – 190′

 

L’area di Jackson Heights è un vero concentrato multiculturale, con Hare Krishna, persone transgender, bambini che studiano il Corano con lo hijab, e anziani ebrei che commemorano l’Olocausto.  Ma Jackson Heights è a soli venti minuti di metropolitana da Manhattan, e i commercianti locali sono preoccupati per il futuro del quartiere; temono che farà la stessa fine del confinante Brooklyn, dove gli hipster hanno preso il sopravvento e la minaccia dell’invasione di grandi catene commerciali ha spinto gli affitti alle stelle. Dopo i precedenti film sulle grandi organizzazioni come ospedali, prigioni e su una compagnia di balletto, il pluripremiato regista Frederick Wiseman rivolge il suo sguardo alla grande varietà di subculture concentrata in un piccolo angolo di New York.

La proiezione è promossa da ZaLab, in collaborazione con Crocevia di Sguardi, Fieri (www.fieri.it) e Apollo Undici.

CROCEVIA DI SGUARDI
La rassegna di documentari Crocevia di Sguardi nasce a Torino nel 2005 dall’iniziativa di FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione) e dell’associazione culturale Antiloco ed è l’unica nel suo genere in Italia. Ogni anno presenta al pubblico il meglio del cinema documentario mondiale sul tema delle migrazioni e della diversità e accompagna le proiezioni con discussioni e analisi con registi, studiosi, giornalisti, policy maker ed esponenti della società civile.

Regia: Frederick Wiseman – Soggetto e Sceneggiatura: Frederick Wiseman – Fotografia: John Davey



Guarda il trailer e l’evento facebook


Dicono di noi:
Franco  Montini su Repubblica.it
Silvana Silvestri su Alias (Il Manifesto)


Dal 21 novembre 2016 si allarga la ZTL: 21 nuovi varchi per mezzi pesanti

varchi_vam_0Dal sito muoversiaroma.it

Al via le modifiche in fase sperimentale

Si sono accesi alle 5 di ieri mattina i varchi elettronici della Ztl AF1 Vam che controlleranno gli ingressi dei veicoli e i complessi di veicoli di lunghezza superiore ai 7,5 metri. Gli impianti, installati da Roma Servizi per la Mobilità, saranno in pre-esercizio per 30 giorni. Durante il pre-esercizio non verranno elevate multe ma i varchi saranno presidiati dai vigili urbani. Ma dopo 30 giorni per chi viola le regole scatterà una sostenziosa multa. I varchi sorvegliano il perimetro tra lungotevere della Vittoria, piazza Mazzini, via della Giuliana, via Andrea Doria, via Vittor Pisani, via Angelo Emo, via Gregorio VII, via Aurelia Antica, via dei Quattro Venti, lungotevere Testaccio, viale Trastevere, via Marmorata, largo Gelsomini, Piramide Cestia, via Cristotoforo Colombo (incrocio con viale di Porta Ardeatina), via Marsala, via San Martino della Battaglia, piazza Porta Pia, ponte Matteotti e ponte Risorgimento. Sempre da ieri i confini della Ztl1 bus turistici, prima più ristretti, coincideranno con quelli della Ztl AF1 Vam. Quindi, sono stati parzialmente modificati rispetto agli attuali. L’entrata in funzione dei nuovi varchi è accompagnata da una novità che riguarderà le modalità di ingresso degli autocarri con lunghezza superiore a 7,5 metri non dotati di permesso. Fino al 30 aprile 2017 (data in cui cesserà la fase di sperimentazione), questi mezzi, per entrare nella Ztl AF1 Vam, restando comunque fuori dal perimetro delle Ztl Merci, Trastevere e Centro Storico, devono prima segnalare la loro presenza, indicando la targa del veicolo, a mezzo pec alla casella di posta certificata permessistica@pec.agenziamobilita.roma.it

Via Giolitti, problemi seri da sempre sottovalutati

I problemi  causati dal passaggio della linea ferroviaria Laziali Centocelle a via Giolitti, sono amplificati da un aspetto critico da sempre sottovalutato ma di estrema importanza  per la sicurezza di residenti e utilizzatori del treno: il sottosuolo  della strada.

I progettisti che nella metà dell’800 idearono la sede ferroviaria delle linee che arrivano alla Stazione Termini, non solo si posero questo problema, ma si preoccuparono della statica dei due monumenti che erano situati nelle vicinanze: la chiesa di Santa Bibiana e il cd. Tempio di Minerva Medica (all’epoca non c’erano ancora  i palazzi). Si attestarono a un distanza di circa 20 metri e fecero appoggiare le rotaie su un terrapieno in maniera da rinforzare il sottofondo ed attutire le vibrazioni causate dal passaggio dei treni.

Chi progettò e in seguito realizzò nel 1910 la ferrovia  a scartamento ridotto Roma Fiuggi non solo non osservò alcuna precauzione riguardo alla distanza  relativa a palazzi e monumenti (il trenino passa praticamente accanto al cd. Tempio di Minerva Medica) ma non si preoccupò neanche di analizzare il sottosuolo e creare un sottofondo in grado di resistere al passaggio dei treni e di attutire le vibrazioni prodotte dai convogli e amplificate dai cosiddetti “sinkholes antropogenici” di cui parleremo più diffusamente in seguito.

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Come è ora con il trenino che continua la sua opera distruttrice
Come è ora con il trenino che continua la sua opera distruttrice

Eccco due articoli scritti a distanza di dieci anni l’uno dall’altro ma che evidenziano una realtà che è stata approfondita da una pubblicazione del 2015 dal nome “Analisi della suscettibilità ai sinkholes antropogenici nel centro urbano di Roma

Dal Quotidiano “l’Unita’” 29 dicembre 2004

Edizione di Roma, pagina 2 estratto dall’articolo

Tra Termini e Porta Maggiore, in viaggio tra le buche. Municipio V: c’è l’emergenza sfollati, le strade dovranno aspettare. Municipio I: siamo in attesa dei fondi 2005” di Paolo Molinari (articolo completo)

Scendendo verso Porta di San Lorenzo incontriamo la prima buca: non molto larga, ma profonda abbastanza da mettere in difficoltà anche il motociclista più esperto. Passati gli archi, troviamo una vera voragine: una trentina di centimetri di diametro, profonda almeno quindici. La fortuna è che si trova in corrispondenza dell’arco riservato al passaggio pedonale. Lasciamo Porta San Lorenzo e giriamo in Via Giolitti. Buche più o meno grandi, ma niente in confronto a quel che troviamo di fronte il tempio di Minerva Medica: un intero tratto di strada completamente sconnesso. Nel mezzo una lunga e profonda apertura. Le auto che si trovano a passare su quei cinque, sei metri di Via Giolitti si inclinano paurosamente a sinistra. Arriviamo a Piazza Porta Maggiore, ultima tappa della passeggiata odierna. Le auto che entrano ed escono dalle mura seguono traiettorie obbligate, le poche ancora libere da buche e sampietrini sporgenti

Dopo 12 anni la situazione è praticamente la  medesima nonostante gli innummerevoli rappezzi che sono stati effettuati in questo lasso di tempo con la buca che diventa sempre più profonda con il passare dei giorni.

La verità, purtroppo, è una sola: il sottosuolo di  via Giolitti è sicuramente pieno di cavità di origine naturale ed archeologica. D’altro canto nel luglio del 2014 quando si è aperta un’enorme voragine  all’altezza dell’incrocio con piazza di Porta Maggiore sotto le rotaie del treno  Laziali Centocelle (e sono stati ritrovati i resti di un tempio di età repubblicana databile tra il II e il I secolo a.C:),  il Messaggero pubblicò un articolo relativo a questo avvenimento, eccone  un estratto:

Via Giolitti tra voragini e scavi archeologici: ora si teme per i palazzi

„A preoccupare, invece, sono le fondamenta di un palazzo che sta alla fine di via Giolitti. In prossimità del cedimento, eroso dalle ultime piogge, vi sarebbe un avvallamento profondo. Condizione che potrebbe mettere a rischio la stabilità dei palazzi, tanto da convincere i tecnici a ipotizzare una verifica statica su alcuni edifici.
……

„Il tempio (quello rinvenuto nella voragine non quello di Minerva Medica ndr.) sarà ripulito e una volta documentato, l’area sarà rivestita con materiali protettivi, per essere salvaguardata per studi futuri, e poi riempita con soluzione tecnica tale da garantire la sicurezza delle volte nell’ottica di dare priorità alla riapertura del servizio ferroviario della ex Roma-Pantano.“

Fin qui abbiamo pubblicato  articoli apparsi sulla carta stampata e fotografie riprese in questi giorni ma nel 2015 uno studio scientifico (Memorie descrittive della Carta Geologica d’Italia XCIX 2015, pp. 167-188 figg 27; 1 tav ft. Analisi della suscettibilità ai sinkholes antropogenici nel centro urbano di Roma – G. Ciotoli, S. Nisio, R. Serafini)  oltre alla constatazione di un aumento esponenziale di aperture di voragini nel territorio cittadino, afferma (pubblicazione completa) :

L’area della Stazione Termini  costituiva in passato un bacino di approvvigionamento del tufo, in parte bonificata, ancora oggi nasconde dei vuoti sconosciuti: nel ’98 a Via Giolitti si aprì una voragine, un altro evento si verificò il 26 novembre del 2010 (vedi); nei pressi di Porta Maggiore che mise in luce dei cunicoli sotterranei; l’ultimo sinkhole antropogenico è del 7 luglio 2014 presso Piazza di Porta Maggiore angolo Via Giolitti che ha coinvolto le rotaie del tram e ha messo in evidenza ampi locali sotterranei con resti archeologici di età romana.
Ora chiediamo con ancor più fermezza che vengano prese delle decisioni serie per il futuro della linea Laziali Pantano a via Giolitti,  la natura del suo sottosuolo e i danni dovuti alle piogge e ai terremoti di questi ultimi tempi dovrebbero allarmare chiunque abbia un pò di buon senso  e abbia a cura la sicurezza  e il benessere dei cittadini. Secondo noi è assurdo far passare un mezzo pesante decine e decine di tonnellate su un fondo inesplorato ma sicuramente pieno di cavità e cunicoli. Fin qui la sorte è stata molto benevola con aperture di voragini senza che si verificassero incidenti a cose e persone ma perchè  continuare a far finta di niente  e mettere a repentaglio la sicurezza di decine e decine di residenti e viaggiatori. Ecco il panorama di questi giorni a via Giolitti : transenne, ponteggi, buche  e crepe paurose sulla sede delle rotaie del treno Laziali Centocelle (cliccare per ingrandire)
 dobbiamo aspettare l’apertura della prossima voragine perchè siano presi dei provvedimenti?

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