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Il degrado, l’esempio , la speranza

Degrado a Via Giolitti
Degrado a Via Giolitti

Domenica 14 dicembre ore 11 capolinea della linea 70 a via Giolitti. A prima vista sembrerebbe l’ennesima scena di degrado all’Esquilino : un portico, i soliti abominevoli graffiti, un piccolo nucleo familiare di sbandati che ha scelto questo posto per farne la propria dimora. Solo per questo me ne sarei guardato bene di fare una foto : ne vediamo talmente tante di scene del genere  che ormai , purtroppo, ci abbiamo fatto l’abitudine. Ma è un particolare che mi ha fatto riflettere e convinto che era utile rendere pubblica questa situazione per discuterne un po’ : la donna sta leggendo un libro ! Nonostante l’estrema indigenza  e il degrado  quella donna non si sottrae al piacere di leggere qualcosa. Ecco questo dovrebbe rappresentare un insegnamento per tutti noi che troppo spesso presi dal vortice della vita moderna non riusciamo più  a leggere non dico un libro ma neppure un giornale. Non dovremmo demandare ad altri la gestione della  nostra conoscenza ma al contrario dovremmo sforzarci per leggere di più e quindi conoscere quanto più possibile del mondo che ci circonda. Solo così potremmo riaccendere la speranza per un domani migliore in tutti i sensi perché solo la cultura (ma quella vera non quella contrabbandata da troppi millantatori) ci può far capire molte cose e può far aprire il nostro animo a nuove esperienze . Sicuramente quella donna mi ha fatto un regalo di Natale del tutto inaspettato e inconsapevole, mi ha confermato che la voglia di conoscere ed arricchire la propria cultura non te la può togliere nessuno e dipende solo da te stesso . Non ci sono scuse ! Certo a lei  non importerà nulla di avermi fatto questo regalo di Natale e senz’altro preferirebbe leggere il libro in un ambiente più decente e confortevole ma questo è un altro discorso che non può essere affrontato con quattro parole. L’unica cosa che si può dire è che tutti noi, ma proprio tutti, dovremmo fare un esame di coscienza perché simili scene non si ripetano non solo per motivi di decenza, ma principalmente perchè degli esseri umani  nel terzo millennio non siano costretti a vivere ai margini della società in uno stato di abbruttimento fisico ma ,per fortuna, non morale

The day after ?

In questi giorni molti alberi del rione sono stati abbattuti per timore che cadessero per i nubifragi e le grandinate degli ultimi tempi.  Alberi malati,  colpevolmente trascurati per lunghi anni e potenzialmente pericolosi alla luce anche del tragico fatto che ha visto morire il mese scorso un ragazzo di tredici anni sotto il peso di un pesantissimo tronco caduto per la violenza di un temporale. Speriamo solo che le assicurazioni di piantare dei nuovi arbusti più adatti a sopportare lo smog e le mutate condizioni climatiche non si tramutino nelle classiche promesse da marinaio. A tal proposito le fotografie qui sotto evidenziano dei monconi di alberi abbattuti da anni in viale Manzoni e in via di Porta Maggiore ma mai ripiantati. Addirittura quello di viale Manzoni all’incrocio con via Principe Eugenio è divenuto un mini cassonetto per i rifiuti pur avendone vicino due (e sottolineo due!) . Segnaliamo quindi che c’è bisogno di un organico piano di plantumazione per tutto il rione non solo per sostituire gli alberi abbattuti in questi giorni ma anche per ripristinare il decoro e l’estetica dei viali che caratterizzano l’Esquilino eliminando quell’atmosfera  da day after  che si respira vicino a questi monconi.

Incrocio viale Manzoni via Principe Eugenio
Incrocio viale Manzoni via Principe Eugenio

 

Via di Porta Maggiore accanto allex benzinaio
Via di Porta Maggiore accanto all'ex benzinaio

 

Via di Porta Maggiore di fronte alla vetrina dellautosalone Fiat
Via di Porta Maggiore di fronte alla vetrina dell'autosalone Fiat

sogni, progetti e realtà

La Repubblica 17/05/2002

“Dalla nuova Piazza Vittorio all’arte il futuro dell’Esquilino

Si può raccontare in mille modi l’esplosione dei prezzi delle case di questo Esquilino che affianca la stazione Termini e ne assorbe gran parte delle energie lungo strade e piazze che sembrano non avere mai pace. E’ il rione più indaffarato, movimentato e un po’ alieno, non al resto del mondo ma proprio ai romani più tradizionalisti; strade e piazze che la destra vuole ancora a “tolleranza zero” verso gli extracomunitari, e che invece muove decine di volti noti della sinistra ad organizzare cose inusuali, come una nostop di lettura dedicata a Gadda perché “l’Esquilino è anche nuova cultura”. Sono luoghi comunque, di grande caos nel senso più allargato e sociale. Ma proprio per questo sono anche le strade dove ormai da anni l’amministrazione di centrosinistra ha messo in piedi un tour de force di progetti urbanistici – il più eclatante lo spostamento del mercato di Piazza Vittorio, il più futuribile una grande piastra ideata da Grandi Stazioni che ricoprirà parte dei binari di Termini per consentire il parcheggio di centinaia di auto, ma anche la vendita all’asta, in autunno, di centinaia di case comunali in via Giolitti – anche per dimostrare politicamente qualche altra cosa: che conta di più dare spazi decorosi a un mercato ad alto rischio igienico, restaurare portici e risanare palazzi fatiscenti, illuminare ben bene strade quasi straniere per ridare orgoglio al rione umbertino, piuttosto che far spazio solo a eclatanti blitz polizieschi, alla voglia di pugno duro della destra o alle fiaccolate con slogan di vero razzismo. E così sempre più l’Esquilino sta diventando l’agglomerato di metri cubi di antico pregio con il più formidabile potenziale di crescita, complice anche il passaparola dei pionieri artisti, registi, scrittori, attori che da qualche anno vi hanno trovato casa.
Un esempio, piazza Vittorio: da un giorno all’altro, dopo il via dell’ultimo banco, i prezzi al metro quadro delle case con affaccio è balzato di un milione di lire tondo tondo, dai 3 ai 4, per poi continuare a crescere perché i cantieri proseguono, ed entro l’estate partirà anche il rifacimento del marciapiede intorno, con i lastroni di basalto suggeriti dalle soprintendenze. E sotto i portici, si completerà il colorato pavimento in bullettato genovese. E se il nuovo Ambra Jovinelli va e vive, a breve si aprirà di fronte il grande albergo da 250 stanze con megaparcheggio pubblico. Vicino, nella ex caserma Sani e alla ex elementare Pellico di piazza Dante cominceranno a circolare gli studenti della Sapienza, mentre sta andando in appalto l’allargamento dei marciapiedi di via Merulana. E nel cosiddetto “palazzo bombardato” tra via Merulana e via Labicana un altro privato realizzerà un hotel di lusso. L’Acquario di piazza Fanti sarà sede dell’Ordine degli Architetti, mentre il “dente cariato”, sì, lo chiamano così, di via Giolitti verrà in parte abbattuto e in parte sarà un altro albergo, con un suo quasi gemello a cinque stelle anche all’inizio di via Marsala. Ma si lavora molto anche per accellerare lo spostamento dei magazzini cinesi che tormentano le notti degli abitanti, nelle aree di Commercity fuori dal Gra e sono finiti i lavori del nuovo “giardino delle mura” in via Carlo Felice. E il Campidoglio un po’ si autocelebra, sta consegnando casa per casa un depliant sul nuovo volto dell’Esquilino.

di Simona Casalini
da La Repubblica del 17/05/2002″

 

Un vecchio articolo di “La Repubblica” che fotografa la situazione dell’Esquilino  nel 2002. Da allora diversi progetti sono stati realizzati, altri sono ancora in corso d’opera (come il palazzo in costruzione a Piazza Vittorio che sarà esaminato in un prossimo post), altri sono stati per il momento accantonati (copertura-parcheggio sulla stazione Termini, mega albergo a via Marsala).  Uno solo non ha visto mai la luce ed è stato abbandonato senza che nessuno ci dicesse mai il perché : il trasferimento delle attività commerciali cinesi a Commercecity all’esterno del GRA. Come il problema fosse già importante e sentito anche allora lo testimoniano le parole dell’articolista  e che il progetto esistesse e fosse già in fase di realizzazione ve lo confermo io insieme a tante altre persone dell’Associazione degli abitanti di via Giolitti con le quali partecipai  alle riunioni con gli esponenti dell’allora assessorato alle attività produttive  del Comune di Roma con a capo l’On. Valentini che ci assicurarono che in sei mesi quasi tutti i magazzini all’ingrosso sarebbero stati trasferiti.  Perché c’è stato un brusco stop ? Perché, in pratica , non è stato trasferito quasi alcun magazzino ? Perché il Comune non mai dato nessuna spiegazione di questo dietro front ?  Perché nel corso degli anni successivi  fino ad oggi (vedi Via A. Cappellini) è continuata la caccia  ad  altri immobili del rione da parte dei commercianti cinesi ? A Milano nella scorsa estate è stato siglato un patto tra la comunità cinese di Via Sarpi e il Comune per la costruzione di un nuovo centro per il commercio al di fuori della città storica e questo in concomitanza con la realizzazione di opere di urbanizzazione che stanno  cambiando la faccia a quel quartiere tanto simile al nostro Esquilino . Perché qui a Roma con una struttura già pronta e che ora ha addirittura la nuova Fiera di Roma  vicino non si è dato il via al progetto ? Chi si è opposto, e perché ? Ci piacerebbe avere delle risposte ma anche in mancanza di queste è lecito chiedersi se è ancora troppo presto per assistere ad  un ritorno alla normalità e alla legalità per le attività commerciali del nostro rione .

Eppur ….puliscono !

Domenica 2 novembre , una squadra AMA pulisce una strada dell’Esquilino …. Da quel giorno li ho rivisti altre quattro volte compresa domenica 23 novembre e oggi 25 ! Ecco, da una parte dovremmo pretendere di più dall’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade ma dall’altra dovremmo fare uno sforzo tutti noi per cercare di sporcare di meno ! E tutti, non solo i giovani della “movida” notturna che oltre a disturbare (eufemismo) il sonno e il riposo di tanta gente generano tanti  rifiuti (e mi limito a questo) nelle notti dei week end. Mi rivolgo anche a coloro che scambiano i cassonetti per isole ecologiche e ci scaricano (quasi sempre fuori)  le cose più impensate, dai vecchi mobili agli elettrodomestici non più funzionanti, dai vestiti non più usati ai banconi dei negozi (sì, anche quelli). Mi rivolgo ai proprietari dei cani che non ne raccolgono i bisogni  lasciando che i marciapiedi diventino latrine a cielo aperto. Mi rivolgo ai commercianti cinesi che nonostante la raccolta differenziata del cartone lasciano spesso la mattina presto montagne di scatole vuote fuori dai cassonetti che rimangono lì fino a notte fonda. E per finire mi rivolgo a tutti quelli che ancora non hanno capito che lasciare i rifiuti dove capita oltre che un segno di ignoranza e inciviltà è anche indice di stupidità perché poi le conseguenze le pagano tutti , loro compresi !

Ambra Jovinelli … addio ?

 

 

am_jov

Da “Il Messaggero” del 18 novemnbre 2008

“L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede.

A rischio rinnovo contratto d’affitto

ROMA (18 novembre) – L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede. È la soluzione prospettata dall’assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi di fronte ai problemi “di natura economica” tra proprietà dello stabile e gestori del teatro.

«In passato il comune di Roma ha sostenuto con propri fondi l’Ambra Jovinelli al di fuori di bandi di concorso – dice Croppi -. Soluzione questa che ora non possiamo più favorire. Però vogliamo essere vicini a questa vicenda e nell’eventualità non si raggiungesse l’accordo per il rinnovo del contratto d’affitto, stiamo ipotizzando la soluzione di spostare l’Ambra Jovinelli in un’altra sede». 

«D’altronde – spiega ancora l’assessore – la proprietà dell’Ambra Jovinelli è privata, come il Brancaccio. Quello che possiamo fare è sostenerli nel trovare uno spazio adeguato. Ne ho già parlato anche con Serena Dandini». ”

Una gran brutta notizia non solo per i residenti dell’Esquilino ma per tutti i romani (e non) che in questi ultimi anni hanno apprezzato il ritorno alla programmazione di questo storico teatro diretto con maestria da Serena Dandini e in grado di offrire al pubblico spettacoli di ottimo livello e di essere, specie nella sezione “Piccolo Jovinelli” un trampolino di lancio per tanti giovani talenti.

Chiediamo che siano percorse tutte le strade possibili per scongiurare questo evento e auspichiamo che si arrivi a una soluzione duratura perchè non ha senso spostare l’Ambra Jovinelli in un’ altra zona , ma se alla fine fosse tutto inutile e non si riuscisse a trovare un accordo con la proprietà del teatro (per farne che cosa, una sala bingo, un supermercato, un centro congressi ?) suggeriamo a chi di dovere  che a due passi dal teatro  c’è un ‘altra realtà, il cinema  Apollo,  che da anni attende di essere ristrutturato  e riutillizzato. L’Esquilino non può e non deve sopportare questo ulteriore affronto, nessuno perdonerebbe mai una nuova chiusura e lo spostamento in un’altra zona di un teatro che ha fatto la storia dello spettacolo leggero negli ultimi cento anni ed è conosciuto non solo a Roma ma in tutta Italia !

 

Paletto o scherzetto ?

Mettere paletti è un modo di dire che significa “ostacolare” “rendere difficoltoso” ed è proprio questo ciò che vorremmo che si avverasse sui marciapiedi del nostro rione in prossimità degli incroci. Non più autovetture parcheggiate in modo barbaro anche sugli scivoli per i diversamente abili ma un rispetto (anche se forzato) delle più elementari regole dell’educazione stradale e non e del convivere civile. A dire il vero qualcosa si sta muovendo e anche se in maniera lenta e tardiva qualche paletto sta spuntando in prossimità di alcuni incroci. Il guaio è che nonostante le buone intenzioni del municipio c’è qualcuno tra i realizzatori di questi lavori che forse non ha capito bene a che servano queste appendici metalliche. Come evidenzia la foto qui sotto non solo un’autovettura può parcheggiare agevolmente (e impunemente) sul marciapiede ma nell’ identica maniera anche  i famigerati furgoni possono manovrare per le operazioni di carico e scarico direttamente sullo stesso.

Ora un paio di considerazioni sorgono spontanee :

1.       Che senso  ha fare uno scivolo largo 3 metri e mezzo quando con meno della metà avremmo risolto tutti i problemi di attraversamento per i diversamente abili e non mi risulta che in quell’incrocio ci sia un via vai di  folle oceaniche   Il dubbio che si insinua è che in fase di realizzazione dei lavori ci sia stato qualche “suggerimento” interessato !

2.       Chi ha posto i paletti non  poteva metterne uno in più in mezzo ? E’ una mera questione di costi e di appalti (tot paletti ad incrocio) o anche qui c’è stato il solito “suggerimento”?

In attesa di qualche risposta invito chiunque possa fare quattro passi in zona a rendersi conto di persona dell’inutilità del lavoro svolto all’incrocio tra via Pietro Micca e via di Porta Maggiore.

Acqua alta all’Esquilino

Anche se in ritardo è arrivato l’autunno e con esso la pioggia, fastidiosa magari, ma necessaria per l’equilibrio dell’ecosistema. Di per sè non sarebbe una grande notizia, ma come al solito le strade dell’Esquilino assumono un aspetto più vicino a quello di Venezia piuttosto che a quello di una città costruita in origine su sette colli. La prima foto si riferisce all’incrocio tra viale Manzoni e via Principe Eugenio : la piscina (chiamarla pozzanghera mi sembra riduttivo!) sono anni che si forma in quel preciso punto creando grossi disagi ai pedoni che debbono inventarsi percorsi alternativi per attraversare a scapito della sicurezza stradale. Stavolta c’è anche una chicca in più perchè come si vede sono passate le squadre che dipingono (ahi,ahi,ahi quanto sarebbe meglio adottare delle altre tecniche per rendere più visibile nel tempo la segnaletica orizzontale) le strisce sulla strada ma a causa dell’acqua non hanno potuto portare a termine il lavoro !

La seconda foto illustra la situazione non certo migliore dei parcheggi a via di Porta Maggiore : l’acqua ristagna anche dopo giorni che è cessata la pioggia rendendo problematico l’ingresso nella propria auto visto che la profondità di queste piscine supera abbondantemente i dieci centimetri. Il rimedio ci sarebbe, basterebbe pulire ogni tanto le bocche delle fogne e i tombini dal fango e dai detriti (foglie, rami secchi etc), ma chi lo deve fare ? L’AMA o squadre specifiche ? E questa operazione è a carico del comune o del municipio ? In attesa di qualche risposta non ci resta che aspettare e continuare a bagnarci !

Meraviglie mattutine


PIC-0036

Inserito originariamente da esquilino

Tante volte ce la prendiamo con l’AMA o comunque con chi dovrebbe amministrare e gestire nel migliore dei modi la cosa pubblica nel nostro rione, ma questa volta non lo possiamo fare perchè la foto è stata scattata di mattina con i cassonetti praticamente vuoti. Si potrebbero dire tante cose, ma lascio a voi tirare le conclusioni !

Scene di ordinario degrado all’Esquilino

Più che le parole contano le immagini ! Ecco cosa vede una persona uscendo di casa la mattina in una via dell’Esquilino . Più volte segnalata la presenza di questi due motorini (il secondo senza targa!) alle autorità competenti ma sono sempre lì, il primo da mesi e mesi.

 

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