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#LaCulturaInCasa: Tour virtuale nei Musei Capitolini al Campidoglio #iorestoacasa

Un tour virtuale ricco di interesse nelle bellissime sale dei Musei Capitolini al Campidoglio che, inaugurati nel 1734 sotto papa Clemente XII, sono cosiderati il primo museo al mondo.

Anche qui sono presenti numerosissime opere recuperate nei secoli scorsi nel Rione Esquilino tra cui spicca la Venere Esquilina e il materiale esposto nelle Stanze di Mecenate ritrovato in quella che fu la fastosa dimora di questo celeberrimo personaggio di Roma Antica.

Clicca per iniziare il tour virtuale

 

E’ disponiblile anche un bellissimo video di Massimo Nalli in 4K  per chi volesse effettuare un tour guidato nei Musei Capitolini e goderselo comodamente senza neppure utilizzare il mouse

 

Un’App per l’Esquilino aspettando tempi migliori per utilizzarla nei luoghi descritti

Lo scorso settembre abbiamo pubblicato un post (vedi) che descriveva un  sito sulla storia e i monumenti dell’Esquilino i cui contenuti sono stati elaborati dalla SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

Oggi vi segnaliamo la versione mobile che è possibile scaricare sugli smartphone sia con sistema operativo iOS (Iphone) che con Android.

Non si discosta molto dal gemello che gira sui PC ma ovviamente è più snello e ideato per funzionare sui dispositivi mobili e quindi con tecnologia touch e senza tastiera. Interessante la possibilità di scaricare anche una audioguida delle descrizioni dei vari monumenti. Le sezioni tematiche e le descrizioni sono le stesse della versione desktop

In basso alcune schermate

Per scaricare l’app digitare “iEsquilino” per i dispositivi iOS (Iphone) e scaricarla e “Esquilino” per quelli Android e scegliere l’App con la dicitura “Fondazione Bordoni” e attenersi alle modalità di installazione dei rispettivi sistemi.

Inoltre e’ in lavorazione una ulteriore App ancora piu’ avveniristica che è stata presentata a dicembre scorso in occasione dell’incontro organizzato da “Esquilino chiama Roma” alla  Casa dell’Architettura e che presenta tutta una serie di innovazioni atte a valorizzare al meglio tutti i monumenti del Rione .

Immagini del 1625: due chiese all’Esquilino che non esistono più

Iconografia della città di Roma – Giovanni Maria Maggi 1625

Due interessanti particolari della mappa prospettica di Roma di Giovanni Maria Maggi del 1625 (in alto nella sua completezza) che si riferiscono a due chiese dell’Esquilno che non esistono più:

1 – San Giuliano all’Esquilino

San Giuliano all’Esquilino

Antonio Tempesta 1593

L’area è quella dell’odierna Piazza Vittorio Emanuele II con i Trofei di Mario e la chiesa di Sant’Eusebio (perfettamente riconoscibile anche nella stampa di Antonio Tempesta qui accanto). Si hanno notizie della chiesa fin dal 1220 e nello Stato Temporale delle Chiese di Roma del 1662 conservato nell’Archivio Segreto Vaticano  si legge quanto segue “La chiesa ha il choro, il campanile con una campana sola e la sagrestia, ha solamente un altare, e detta chiesa serve per cimitero per li religiosi. Il monastero ha un cortile con un giardinetto et un pozzo. Ha un dormitorio con 6 celle per li religiosi. Ha 4 altre camere. Possiede poi vigne, censi etc. per 140 sc.“. Venne demolita nel 1874 per far posto all’odierna Piazza Vittorio Emanuele II. Per maggiori informazioni clicca al seguente link


 

2 – San Matteo in Merulana

San Matteo in Merulana

Chiesa antichissima le cui origini risalgono addirittura al V secolo d.C.. Era situata nella zona riconducibile ai giorni nostri all’incrocio tra via Merulana e via Alfieri. Compare nel Catalogo di Torino del 1320 con questa dicitura ” Hospitale sancti Matthei de Merulana habet priorem et fratres ordinis Cruciferorum VIII“. Dopo varie vicissitudini anche architettoniche venne definitivamente demolita nel 1799, in quanto in stato di abbandono, durante l’occupazione francese di Roma. Per maggiori informazioni clicca al seguente link

6 febbraio 2020 “Presentazione del libro “Ernesto Nathan. L’etica di un sindaco” al Palazzo Merulana

6 febbraio 2020 – ore 18,00

PALAZZO MERULANA

Presentazione del libro “Ernesto Nathan. L’etica di un sindaco”

In occasione della mostra “Riscatti di Città”, dedicata al tema della rigenerazione urbana a Roma, presentiamo il libro “Ernesto Nathan: L’etica di un sindaco” di Marisa Trythall.

Nel 1907 Ernesto Nathan divenne il primo sindaco straniero di Roma, non cattolico (poiché di origine ebraica)  e massone.
A lui si deve la creazione delle aziende municipalizzate dei trasporti, della distribuzione dell’acqua, della luce e del gas.
Il suo intento fu quello di modernizzare una città difficile,  che volle fortemente trasformare in una capitale cosmopolita.

Avvalendosi dei contributi dei maggiori studiosi di Nathan e della storia cittadina, con questa pubblicazione si prosegue nell’opera di approfondimento di una figura così speciale della vita politica romana e italiana del primo Novecento, fino agli anni a ridosso del fascismo.

Si è dunque evidenziato il contesto storico e culturale in cui si mosse uno dei sindaci più innovatori dell’Urbe, le sue origini e la sua fede mazziniana per un’Italia libera e repubblicana, ma si sono anche indagate le ragioni che hanno portato al suo arrivo sulla scena pubblica, il dibattito spesso aspro che lo accompagnò e il profilo etico che ne contraddistinse l’azione politica e amministrativa.
Prefazione di Gadi Luzzato Voghera.

Insieme all’autrice Marisa Trythall intervengono:

Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio I Roma Centro
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo di Roma
Ruth Dureghello, Presidente Comunità ebraica di Roma
Elisabetta Fiorito, giornalista di RaiNews24
Anna Foa, Docente di Storia Moderna Università La Sapienza di Roma
Francesco Rutelli, già sindaco di Roma

 

Partecipazione gratuita fino  ad esaurimento posti disponibili
Info allo 0639967800
info@palazzomerulana.it

Morte di Orazio (27 novembre 8 a.C.)

Avatar di jt1965blogEt in Arcadia Ego

Il 27 Novembre dell’anno 8 a.C. moriva Quinto Orazio Flacco, considerato uno dei maggiori poeti dell’età antica.

Quinto Orazio Flacco era nato a Venosa, al confine tra Lucania e Apulia, l’8 dicembre del 65 a.C.; Venosa era abitata da coloni romani della tribus Horatia, da cui Orazio prese probabilmente il nome gentilizio. Suo padre possedeva un piccolo appezzamento di terra ed era un liberto abbastanza facoltoso da potersi permettere di trasferirsi a Roma per tentare di migliorare la propria condizione sociale. Mentre il padre si dedicava al mestiere di esattore nelle pubbliche vendite all’asta (coactor argentarius), il giovane Orazio venne mandato alla scuola del famoso Orbilio, un grammatico severo e manesco che lo costringeva a leggere l’Odissea tradotta in latinio da Livio Andronico. Dopo gli studi di grammatica e retorica, come tutti i giovani di buona estrazione sociale, a vent’anni Orazio si recò ad Atene…

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Un ottimo sito per conoscere a fondo il Rione Esquilino

Premettiamo che non è una novità ma forse pochi lo conoscono. E’ un sito realizzato per la SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA che, ovviamente, ha curato la consulenza per i contenuti. La nostra indicazione si riferisce al sito tradizionale curato e pensato per i PC ma esiste anche un’APP (iEsquilino) di cui ne parleremo in seguito.

Il link è http://www.romearcheomedia.it/esquilino

Il menu principale è costituito dai seguenti temi:

  • Percorsi Tematici
  • Luoghi del racconto
  • Percorsi nel Tempo
  • Gli scavi in corso
  • Da visitare

All’interno di ogni voce esistono dei sottomenu specifici per entrare nel dettaglio del monumento indicato o dei luoghi o del riferimento storico. Il tutto è corredato di mappe interattive per sottolineare i cambiamenti del territorio che ci sono stati nei secoli passati e per localizzare i singoli monumenti.

Insomma uno strumento efficace per comprendere la storia e scoprire i vari tesori del Rione Esquilino (da quelli più noti a quelli più nascosti e inaccessibili) che purtroppo in molti casi sono sconosciuti ai più.

Vi invitiamo a visitarlo

Questa è la presentazione dell’APP iEsquilino

“E’ imminente la pubblicazione dell’APP dedicata ad Esquilino e Viminale” spiega Mirella Serlorenzi, archeologa responsabile di quartieri in questione. “L’applicazione si caratterizza per il forte accento posto sulla lettura diacronica delle trasformazioni dello spazio urbano, del quale si legge la continua evoluzione attraverso un duplice filo conduttore, cronologico e funzionale: è possibile ripercorrere così le tante storie che si dipanano in questi due quartieri situati nel cuore del centro storico di Roma, gli abitanti, i luoghi, i momenti, attraverso un percorso cronologico che dalle origini di Roma giunge fino ai nostri giorni, oppure attraverso gli elementi monumentali che ne caratterizzano il paesaggio: le case e gli horti, le sepolture, i luoghi del culto, ma anche le strade, le mura, gli acquedotti. iEsquilino sarà collegata direttamente anche con il Sitar, permettendo così agli utenti di approfondire ulteriormente i contenuti archeologici dei contesti trattati”. La navigazione all’interno dei contenuti, possibile anche a partire dal singolo sito, non perde mai divista la mappa, per conservare il costante riferimento al contesto topografico nel quale esso era inserito. Ricco è il repertorio di carte storiche che raccontano frammenti scomparsi di questo settoredella città, e le fotografie che, nei primi decenni successivi all’Unità d’Italia, hanno immortalato la trasformazione della città appena divenuta capitale. Una distinta sezione, che sarà sottoposta a costante aggiornamento, costituirà invece una “finestra” attraverso la quale il visitatore virtuale potrà conoscere le ultime novità emerse dagli scavi in corso.

Due dipinti del cd. Tempio Minerva Medica diversi dagli altri e con una grande sorpresa

Come abbiamo ripetutamente affermato su questo blog il cd. Tempio di Minerva Medica è il monumento di epoca romana che, dopo il Colosseo, vanta il maggior numero di riproduzioni tra stampe, incisioni e dipinti. Non è facile districarsi in questa numerosissima produzione, ma, ogni tanto, quasi per caso, ci si imbatte in opere che mettono in evidenza degli aspetti di cui si è persa del tutto la memoria.

E’ il caso di questi due quadri, creati nei primi anni del XIX secolo, che ritraggono il cd. Tempio di Minerva Medica da un punto di di vista del tutto inusuale in rapporto agli altri dipinti e alle altre stampe: la veduta del monumento dalla parte oggi occupata dai binari dei treni che arrivano e partono dalla Stazione Termini e che a quel tempo, ovviamente, non potevano esistere.

 

Immagine n. 1 Francois Marius Granet (1775 – 1849)

Nel primo, opera di  Francois Marius Granet, si vede oltre che alcune costruzioni non più esistenti uno spaccato della vita di tutti i giorni di quell’epoca, con un viandante a dorso di mulo e una donna con i vestiti tipici della tradizione romana.

Nel secondo, opera di Daniel Dupré,  si vede chiaramente una fontana monumentale ìn prossimità del cd. Tempio di Minerva Medica di cui si sono perse completamente le tracce.

Immagine n.2 Daniel Dupré (1761 – 1817)

Purtroppo al giorno d’oggi il Tempio di Minerva Medica (che è chiuso al pubblico da oltre un secolo) versa in condizioni  fatiscenti nonostante l’accurato restaturo avvenuto tra il 2011 e il 2018 e in prossimo post pubblicheremo delle foto che attestano questo deprecabile stato.

 

Porta Maggiore, ma che male hai fatto? Parte prima

Figura 1: Plastico di Porta Maggiore in età Claudia allestito nella mostra “Claudio Imperatore – Messalina , Agrippina e le ombre di una dinastia” al Museo dell’Ara Pacis

Nella figura 1 una riproduzione di Porta Maggiore e del suo complesso monumentale negli anni immediatamente successivi alla sua costruzione voluta dall’Imperatore Claudio.

Da allora nei secoli seguenti è stato tutto un susseguirsi di interventi che ne hanno profondamente alterato la sua magnificenza e la sua struttura fino a quasi farla scomparire: qui sotto un’incisione del Vasi del XVIII secolo

Figura 2: G. Vasi secolo XVIII, veduta di Porta Maggiore

Si pensava che con gli interventi compiuti tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX Porta Maggiore ritornasse agli antichi splendori ma scellerate scelte di natura ferrotranviaria solo in parte corrette nei decenni successivi,

la mancanza di un piano generale per la mobilità che la preservasse da scene quotidiane di questo tipo

Figura 2: Piazzale Eleniano, il traffico quotidiano

e una lotta al degrado tutt’altro che incisiva

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hanno fatto sì che un sito archeologico di questa importanza e bellezza fosse ridotto in uno stato pietoso.

Continua nella seconda parte

 

 

La fantasia ha sempre caratterizzato il cd. Tempio di Minerva Medica non solo nel nome ma anche in diversi quadri che ha ispirato

Sarà che le origini di questo monumento sono tuttora incerte e tutt’altro che definite sarà che anche il nome di Tempio di Minerva Medica (e di tutti gli altri) è stato attribuito nei secoli passati più con la fantasia che con argomentazioni fondate  ma  si è fatto spesso ricorso all’immaginazione anche per il paesaggio e la collocazione in ambiti antichi di questa incredibile e bellissima costruzione

In questa prima immagine J.B. Pillement nel XVIII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica immerso in un paesaggio suggestivo e bucolico ma assolutamente inventato: lo specchio d’acqua sotto il monumento, la scalinata all’ingresso e la collinetta in secondo piano tutto molto bello ma solo nell’immaginazione dell’artista
Non è da meno G.P. Pannini che sempre nel XVIII secolo immagina scenari dell’antica Roma assolutamente fantastici accostando monumenti distanti tra loro: qui il Tempio di Minerva Medica in mezzo a molti templi, la colonna Traiana, un arco di trionfo, un obelisco e addirittura la statua di Marco Aurelio

In questo altro dipinto, sempre il Pannini immagina i cd. Tempio di Minerva Medica in un altro suggestivo scenario sempre con la presenza della statua di Marco Aurelio, un obelisco e diversi altri templi.

In quest’altro dipinto (immagine in bianco e nero) il monumento è inserito in un ulteriore ambiente inventato

In quest’altro dal nome “Capriccio di rovine romane con predicatore” il monumento appare con la piramide Cestia, un edificio a pianta circolare che unisce il Tempio di Vesta e il Tempio della Sibilla a Tivoli, l’obelisco di Augusto a Piazza del Popolo e le “colonnacce” del Foro di Nerva

G.P. Pannini Capriccio di rovine Romane con predicatore 1745

 

Ma che il Pannini amasse questo monumento e lo ritenesse tra quelli più importanti dell’antichità classica lo testimonia questa ulteriore sua opera in cui immagina una enorme struttura con molte sculture originali e i quadri di tutti i più importanti monumenti di Roma Antica, una sorta di Museo virtuale ante litteram

e il Tempio di Minerva Medica fa bella mostra di sè tra il Colosseo e la Basilica di Massenzio

Anche Niccolò Codazzi già nel XVII secolo immagina il cd. Tempio di Minerva Medica accanto ad una poderosa costruzione con altissime colonne e lo ritrae in queste due opere. Nel secondo dipinto appare in secondo piano un altro misterioso monumento.

Come ultima immagine abbiamo scelto una rara incisione presumibilmente del XVII secolo che ritrae l’interno del monumento come era nellla realtà e non nell’immaginazione dei numerosi artisti che lo hanno ritratto nei secoli passati.

 

TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE

Sorgente: TERME DI TRAIANO E LE SETTE SALE | romanoimpero.com

Segnaliamo questo interessantissimo articolo apparso sul sito romanoimpero.com, sulle Terme di Traiano,  un complesso di edifici di enormi dimensioni che divenne un modello per le costruzioni analoghe successive (Terme di Caracalla, Terme di Diocleziano). Viene spiegata la storia, le particolarità costruttive, la struttura delle terme, il tutto corredato da ricostruzioni grafiche molto accurate e di sicuro effetto. Non mancano numerose fotografie della zona archeologica attuale che vale la pena di essere visitata.