Chissà quante volte abbiamo camminato sul pavimento della Basilica di Santa Maria Maggiore senza prestare attenzione alla sua incredibile bellezza. Questo articolo di Nicola Severino illustra la storia di questa pavimentazione corredando il testo con splendide immagini d’epoca della basilica e fotografie di particolari del pavimento.
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Il “Discobolo Lancellotti” una statua che ha viaggiato parecchio
Una delle statue più famose e più ammirate dell’antica Roma è sicuramente il Discobolo Lancellotti, copia in marmo dell’originale greco in bronzo opera di Mirone (purtroppo andato perduto). E’ conservata al Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo e anch’essa è stata ritrovata alla fine del XVIII secolo all’Esquilino.
Abbiamo già riservato un post a questa statua nel 2017 (vedi) ora vorremmo ritornare su un altro aspetto forse poco conosciuto: l’opera, nei secoli passati, per la sua bellezza e per il suo perfetto stato di conservazione ha suscitato non solo l’ammirazione ma anche la voglia di possederla da parte di personaggi come Napoleone e Hitler.
Per fortuna è sempre ritornata nella sua collocazione più naturale ma ciò non toglie che ha viaggiato parecchio!
In questo post di Facebook la storia relativa al suo spostamento voluto da Hitler (ma assai contestato e osteggiato dalle autorità competenti dell’epoca)
Incredibile ma vero: the winner is Santa Maria Maggiore
Il sito “Ancient Rome Live” creato e gestito in collaborazione con “The American Institute for Roman Culture” ha lanciato nei giorni scorsi un sondaggio on line chiedendo quale fosse la basilica papale (San Giovanni in Laterano, San Pietro, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore) preferita dai lettori e visitatori del sito, e il risultato è stato “Santa Maria Maggiore”! Ancora una volta un monumento dell’Esquilino raccoglie il favore di turisti e amanti della storia millenaria e della cultura di Roma antica.
Qui il tweet del sondaggio
E questo è il risultato
la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo come non l’avete mai vista e la storia del suo rinvenimento
Ecco la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo in una moderna riproduzione in 3D. Utilizzare il mouse per ammirare l’opera a 360°
La storia del suo rinvenimento sottolinea come l’Esquilino sia stato (e sia tuttora) un’autentica miniera di capolavori dell’antichità. In questo caso la statua di Augusto nelle vesti di Pontefice Massimo, una delle più famose e più fotografate di Roma Antica, che si trova al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, venne ritrovata nel 1910 in una proprietà privata tra via Mecenate e via Labicana.
Di seguito il post di Facebook a cura del Museo Mazionale Romano con la storia del rinvenimento e le fotografie d’epoca
Dal 18 luglio 2020 “Vacanze … Romane” Mostra d’arte contemporanea al MUEF ArtGallery
Vacanze … romane
di bellezza riempiamo i vuoti e la lunga assenza
Mostra d’arte contemporanea
MUEF ART-GALLERY
18 luglio – 1 agosto
25 agosto – 14 settembre
15 luglio 2020 Riapre Palazzo Merulana

Apertura Palazzo Merulana
dal 15/07/2020 al 30/08/2020
Il biglietto di ingresso consente l’accesso alla Collezione Cerasi, rinnovata nel suo allestimento e integrata di nuove opere inedite, e alla mostra “Tina Modotti. L’Eros della Rivoluzione”
Gli accessi alle sale espositive sono contingentati e organizzati su turni di ingresso previsti ogni ora dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, per un massimo di 20 persone alla volta.
Per accedere alle sale espositive di Palazzo Merulana è obbligatorio per i visitatori indossare una mascherina che copra naso e bocca, che andrà tenuta indossata per tutta la durata della visita. Al loro ingresso, i visitatori saranno sottoposti alla misurazione della temperatura corporea e per colori i quali questa risulterà superiore ai 37,5°C, l’accesso verrà negato.
All’interno delle sale espositive di Palazzo Merulana occorre mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, al fine di evitare assembramenti. L’accesso alle sale espositive è consentito esclusivamente accompagnati da una figura del Palazzo.
Si raccomanda a tutti i visitatori di Palazzo Merulana di seguire e rispettare con attenzione le regole sanitarie, poste a garanzia della salute e della sicurezza di tutti. Queste includono, oltre all’indossare una mascherina che copra naso e bocca per tutta la durata della visita, anche l’igienizzazione delle mani tramite una soluzione idro-alcolica resa disponibile all’ingresso delle sale espositive di Palazzo Merulana, e l’utilizzo degli ascensori strettamente consentito a persone con difficoltà deambulatorie o con particolari condizioni di salute che lo suggeriscano che comunque è possibile solo una persona per volta o più se appartenenti allo stesso gruppo familiare.
Gli orari e le tariffe
dal 10 luglio Mostra personale di Mario De Sisto allo Studio Medina

Dal 10 luglio 2020 – Studio Medina Arte Roma
Dalle tele traspare il vociare delle strade e dei vicoli della sua terra, ma anche il senso del religioso, della musica e del numinoso.
L’iconografia del pittore potrebbe, erroneamente, essere associata ad un tipo di arte naif, invece si tratta di un tocco che sconfina con le profondità meditative dell’essere umano. «Homo sum, humani nihil a me alienum puto» disse Publio Terenzio Afro e, allo stesso modo, di fronte all’esistenza si pone De Sisto.
Riapre Palazzo Merulana
Finalmente una buona notizia per il nostro Rione e in genere per la cultura: il 15 luglio, dopo un lungo periodo di chiusura dovuto ai problemi del contagio da coronavirus riapre al pubblico il Palazzo Merulana.
Pur con tuttte le limitazioni , le prescrizioni e i divieti dei vari decreti, un luogo che, pur aperto da poco tempo, si è ritagliato un posto di riguardo nella cultura del Rione e della città di Roma, riapre e con esso si riavvia la vita culturale interrotta brutalmente ed improvvisamente dalla pandemia esplosa nei mesi scorsi.
Sarà nostra cura illustrare e pubblicare tutte le notizie, gli eventi e le attività future legate a questo unico e bellissimo museo
Come è nato il termine “grottesche”? ne parlano gli archeologi del PArCo in attesa della grande mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” alla Domus Aurea di Roma
Un bell’esempio di “grottesca” da una parete della Domus Aurea (foto PArCo)
Non c’è ancora la data. Ma è vicina. Almeno questo sembra far trasparire l’annuncio da parte del parco archeologico del Colosseo sull’attesa mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: “Il Parco Archeologico del Colosseo si unirà alle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Raffaello con una mostra interattiva unica nel suo genere, che permetterà di rivivere in prima persona la storia della scoperta della Domus Aurea e delle grottesche, a partire dalla loro fortuna nel Rinascimento”. E con l’occasione gli archeologi del PArCo tornano sul tema centrale della mostra: le grottesche. “La definizione di “grottesche” non è semanticamente riconducibile ai temi decorativi che questi dipinti rappresentavano”, spiegano gli archeologi, “bensì al modo in cui gli artisti tra la fine Quattrocento e i primi anni del Cinquecento le avevano riscoperte, “immergendosi” nelle “grotte oscure” all’interno…
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24 giugno: San Giovanni e i dipinti che lo raffigurano
Michelangelo Buonarroti è tornato
Il 24 giugno a Firenze è festa grande: si celebra con tutti gli onori San Giovanni, il patrono della città. Causa covid-19 quest’anno la festa sarà un po’ diversa rispetto agli anni scorsi: niente fochi, niente finale del calcio storico ma comunque ci sarà il modo per ricordare il protettore di Firenze. La Lanterna del Duomo verrà illuminata da tre fasci di luce provenienti da tre differenti punti della città.
Quanti sono i dipinti e le sculture che nel corso dei secoli hanno avuto come soggetto San Giovanni Battista? I committenti fiorentini ci tenevano al loro Santo protettore e agli artisti più celebri soprattutto del Quattrocento e del Cinquecento chiedevano di inserirlo nelle opere richieste.
Anche io ho dipinto il San Giovannino da bimbetto assieme alla Madonna, a San Giuseppe e a Gesù Bambino nella Sacra Famiglia per i coniugi Doni.

Leonardo da Vinci invece ne dipinse uno in posa…
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