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Il “Discobolo Lancellotti” una statua che ha viaggiato parecchio

Una delle statue più famose e più ammirate dell’antica Roma è sicuramente il Discobolo Lancellotti, copia in marmo dell’originale greco in bronzo opera di Mirone (purtroppo andato perduto). E’ conservata al Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo e anch’essa è stata ritrovata alla fine del XVIII secolo all’Esquilino.

Abbiamo già riservato un post a questa statua nel 2017 (vedi) ora vorremmo ritornare su un altro aspetto forse poco conosciuto: l’opera, nei secoli passati,  per la sua bellezza e per il suo perfetto stato di conservazione ha suscitato non solo l’ammirazione ma anche la voglia di possederla da parte di personaggi come Napoleone e Hitler.

Per fortuna è sempre ritornata nella sua collocazione più naturale ma ciò non toglie che ha viaggiato parecchio!

In questo post di Facebook la storia relativa al suo spostamento voluto da Hitler (ma assai contestato e osteggiato dalle autorità competenti dell’epoca)

Palazzo Massimo: il Discobolo Lancellotti come non l’avete mai visto!

Dal sito della Sopraintendenza Speciale per il Colosseo

Il Discobolo

Due copie del II sec d. C. da un originale bronzeo dello scultore del V secolo Mirone, molto celebrato dagli scrittori antichi come opera fondamentale per lo studio della figura atletica in movimento. Il discobolo Lancellotti (nella foto), scoperto nel 1781 sull’Esquilino, in un’area occupata anticamente da ville e giardini ed entrato nella collezione di Palazzo Massimo Lancellotti, durante la seconda guerra mondiale fu trasferito in Germania, e restituito all’Italia nel 1948. Di età antonina, è considerato, a causa della mancanza di tridimensionalità, una delle repliche più vicine all’originale, datato generalmente intorno al 450 a. C. Il discobolo di Castelporziano, purtroppo mancante della testa, fu invece rinvenuto nel 1906 tra i resti di una villa imperiale nella tenuta di Castelporziano. Rappresenta una versione più naturalistica ed evoluta rispetto alla copia Lancellotti che forse è stata eseguita in età adrianea, come suggeriscono il puntello a tronco di palma e la forma del plinto.

Così eravamo abituati a vedere le innumerevoli opere d’arte dei nostri musei: o dal vivo (scelta largamente preferibile) o in fotografia o al massimo in un video. Da oggi la tecnologia ci offre la possibilità di ammirare  in special modo le statue da punti di vista inconsueti e impossibili  anche per chi ha la fortuna di essere sul posto. Cliccate sul link seguente e buono spettacolo! Per una corretta visione è necessario un browser di ultima generazione e, possibilmente, un buon collegamento internet.

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Lancelotti Discobolus
by egiptologo91
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