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Dal 14 al 20/6/24 “Camille Ross Solo Exhibit – Native Light Photography” al Medina Art Gallery

Dal 14 al 20 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Camille Ross Solo Exhibit

Native Light Photography

Il testo di Carmelita Brunetti

La storia della fotografia contemporanea permette di conoscere tutte le tecniche usate dall’analogico al digitale. L’arte della fotografia oggi subisce un processo digitale e diventa sempre più uno strumento di massa.

Questo fa sì che la fotografia nella nostra contemporaneità diventi una grande occasione per creare immagini raffinate che puntano a valorizzare ogni elemento fotografato. L’artista americana Camille Ross affascinata dalla macchina fotografica e poi dalla sperimentazione digitale si avventura nella multimedialità e nella creazione di NFT originali.

Una delle considerazioni che viene fatta sulla sua fotografia digitale riguarda la ricorrente ricerca espressiva ed estetica che emerge soprattutto nella serie dei Selfie, qui si percepisce un grande desiderio da parte dell’artista di entrare nell’anima dell’osservatore, magari stravolgendo il comune senso estetico della bellezza.

Infatti, le immagini dei Selfie con volti trasformati, manipolati provocano, smarrimenti e vuoti psicologici. L’artista, opera in uno spazio temporale sufficiente per sperimentare il sentimento dell’angoscia e della paura di vivere, tutto si risolve nell’elaborazione psicologica del desiderio di cambiare vita. La sua ricerca dedicata al progetto Native Light Photography permette di conoscere la sua storia, le sue origini di Nativi americani.

Il suo mondo viene narrato…

…dai Selfie che ricordano le donne della sua famiglia, i simboli come l’aquila fondamentale elemento junghiano che esprime la volontà di salvare le sue origini. Tutte le immagini si basano sull’indagine dei sentimenti umani. Questa grande mostra romana presenta il suo percorso fotografico senza escludere la ricerca dell’espressione dell’Io e della sua personale ricerca di sentimenti autentici.

Tutte queste emozioni si percepiscono nei suoi scatti fotografici, soprattutto in quelli in cui emergono i suoi ricordi d’infanzia e di giovinezza.

Va precisato che nella sua fotografia nonostante le nuove tecnologie digitali, le modalità di scatto e di gestione della luce rimangono quelle ben studiate dell’analogico.

La rivoluzione digitale, più che il processo fotografico, stravolge incredibilmente i tempi di fruizione e di accessibilità alla fotografia.Senza dimenticare che ancora molti fotografi preferiscono  scattare in analogico, magari con l’utilizzo di macchine medio formato o banchi ottici, a testimonianza di quanto detto, ovvero che l’impatto più grande del digitale è stato quello di portare la fotografia alle masse, e nello stesso tempo di produrre opere di qualità e originali proprio come fa l’artista Camille Ross.

Importanti istituzioni come…

…il New Mexico Council on Photography e il Tucson Council on the Arts, garantiscono i suoi successi nazionali ed internazionali.

Una lunga carriera segna il percorso artstico di Camille Ross, dalle mostre personali a Marfa, Texas e Santa Fe, New Mexico, alle mostre collettive in Italia e Spagna; il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo. In particolare, le sue fotografie fanno parte di prestigiose collezioni.

Le sue opere più intriganti sono le fotografie che ritraggono il Deserto in cui si evince l’energia vitale nei colori del cielo e della sabbia, questi scatti fotografici testimoniano la sua passione per la fotografia di paesaggio.

Camille Ross non è solo fotografa ma anche una bravissima scrittrice che sa raccontare tutte le sue esperienze di vita, le sue passioni spesso l’anno portata lontana dalla sua città e dalla vita quotidiana per vivere nuove esperienze alla ricerca di emozioni da vivere e da riprendere con il terzo occhio della macchina fotografica. Il suo lavoro è accattivante e in ogni suo progetto prevale la sua ricerca artistica basata sull’analisi sociologica e spirituale dell’individuo.

Il lirismo accompagna ogni scatto che diviene una narrazione proprio come un romanzo.

Dal 12/6 al 25/8/24 “Saverio Ungheri – Visioni Metafisiche” Mostra al Palazzo Merulana

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Dal 12 giugno al 25 agosto 2024

PALAZZO MERULANA

Saverio Ungheri

Visioni Metafisiche

Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare  Saverio Ungheri. Visioni Metapsichiche, a cura di Andrea Romoli Barberini.

Il progetto, promosso e organizzato dal prof. Andrea Romoli Barberini, docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di belle arti di Napoli, dalla Dott.ssa Andreina Ciufo Guidotti, storica dell’arte e autrice della nuova monografia sull’artista, e dal Dott. Andrea Ungheri, figlio dell’artista, ideatore della mostra e Presidente dell’Associazione Culturale “Amici del Polmone Pulsante”, si incentra sulla figura di Saverio Ungheri, artista calabrese, attivo sulla scena capitolina del secondo Novecento, dal 1950 fino alla scomparsa, nel 2013 a Roma. Saverio Ungheri si forma e inserisce in un tessuto culturale connotato, nell’arte, dalle ricerche d’avanguardia che avevano trovato nuovo slancio e vigore dalla fine del Secondo conflitto mondiale.

Il fascino dell’arte astratta, quasi una rivelazione per gli artisti più giovani, che potevano così tentare un allineamento con le più avanzate esperienze d’oltreconfine, si stava progressivamente imponendo, suscitando anche la conversione di molti pittori figurativi e la nascita di gruppi come Forma e Origine.

Pur rimanendo ai margini di tali esperienze, osservandole da un angolo privilegiato, Ungheri se ne lascia talvolta contaminare, ma attraverso un filtro fortemente selettivo, per farsi portatore di una cifra pittorica e scultorea di grande originalità nell’ambito di quello stesso panorama.

La sua produzione principalmente pittorica si affianca alla ricerca nel campo scultoreo, che diverrà cifra connotativa del suo contributo al movimento Astralista e a quello dell’Arte Bionika.

Il progetto prevede un allestimento concepito secondo una scansione cronologica e tematica, che metta in risalto i diversi periodi e gli apporti più significativi e originali della ricerca artistica del Maestro.

Le sezioni della mostra sono così contraddistinte: Formazione e opere giovanili, Pitture di impronta sironiana, Astralismo, Eden/Finestre, Arte Bionika, Artigianal Art (Art-Art).

Saverio Ungheri (Rizziconi/RC, 1926 – Roma, 2013) si diploma prima al Liceo Classico di Cittanova (RC), poi al liceo artistico di Roma, dove si trasferisce negli anni ’50 e dove concentrerà tutta la sua produzione artistica, frequentando per due anni il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti, entrando in contatto con Sante Monachesi e lavorando come disegnatore tecnico e insegnante d’arte in diverse scuole. Si sposa nel 1951 con Teresa Nasso, sua musa ispiratrice e giudice inflessibile delle sue opere. Collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma e comincia a produrre numerosi dipinti, affreschi e decorazioni per diverse committenze. La sua attività espositiva si avvia con i primi anni Cinquanta per protrarsi fino al 2000 con mostre presso spazi pubblici e gallerie private. Il nome di Ungheri è legato a vari movimenti artistici e alla stesura dei rispettivi manifesti: il sopracitato movimento Astralista (Astralismo), da lui cofondato insieme a Sante Monachesi, Claudio Del Sole, Sandro Trotti e Grazioso David, formalizzato con il “Manifesto Astralista” del 14 settembre 1959, cui ne seguiranno altri due; il movimento “Art-Art” (Artigianal Art) il cui manifesto viene pubblicato da “Paese Sera” nel 1968; il “Progetto D’Arte Metapsichica”, la cui visione è esplicitata nel volumetto “Pantenergheia” scritto dallo stesso Ungheri nel 1970 e pubblicato dalla Casa editrice “La parola” nel 1977. Parallelamente al periodo astralista fonda, nel 1961, a coronamento di una ricerca individuale, l’“Arte Bionika”, termine ispirato alla perpetuazione dell’attimo di vita (dal greco Bios), rappresentata attraverso le sue caratteristiche ed uniche Sculture Pulsanti.

Intero euro 12.00
Ridotto (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori tessera Arci, dipendendi Laziao Crea, Scuola romana fumetti e Box Eventi-welfare card) euro 10.00
Ridotto gruppi euro 10.00
Ridotto gruppi euro 8,00 per i gruppi che prenotano entro il 9 febbraio
Ridotto per scuole euro 4.00
Gratuito (Bambini e ragazzi under7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Merulana Pass e Merulana Pass Young, Membri Icom e guide turistiche con patentino)

MOSTRA VISITABILE dal mercoledì alla venerdì  dalle 12 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)
sabato e domenica dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)

Dal 7 al 13/6/24 Mostra personale di Yana Rikusha al Medina Art Gallery

Dal 7 al 13 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32 – 34

Mostra personale di Yana Rikusha

La vita dell’essere umano è meravigliosamente immersa in una realtà fluttuante, in cui la percezione del tempo e dello spazio si vive attraverso avvenimenti storici, scoperte scientifiche, artistiche e filosofiche. Tutta la vita è scandita dal trascorrere del tempo e dalla bellezza dell’arte, elemento fondamentale nella nostra vita che regala emozioni.

Se pensiamo al tempo immaginiamo i nostri antenati, e a tutto ciò che l’uomo con la sua intelligenza è riuscito a realizzare fino ad oggi. Nell’arte quando parliamo di tempo pensiamo alle diverse epoche e ai suoi generi artistici sviluppati da artisti come Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Rubens, solo per citarne alcuni fra i più grandi Maestri del passato. Quando entriamo in un museo o in una galleria d’arte, nel guardare i dipinti siamo in grado di classificarli stilisticamente e stabilire se si tratta di una “natura morta”, o paesaggio; gli studiosi ancora oggi, nonostante i numerosi dibattiti aperti nello stabilire le origini del genere “natura morta”, e se risiede in Italia o nel Nord Europa, non sono riusciti a stabilirlo con certezza.

Il titolo di questa mostra “YANA RIKUSHA Natura morta. Tra passato e presente” è un’analisi estetica, iconografica sul tema della natura morta e del suo potere emozionale espresso in tutte le sue composizioni raffinate, armoniose, e cariche di significato narrativo. L’artista, con pennellate dal tocco elegante e quasi impalpabile, crea velature e trasparenze in ogni oggetto riprodotto e inserito in ambientazioni domestiche, il risultato é una composizione di “natura morta” unica, sia per la scelta degli elementi sia per il messaggio narrativo che ogni oggetto contiene. Le sue opere ci fanno pensare alle nature morte realizzate dai grandi maestri come Caravaggio, Pieter Bruegel il Vecchio, e altri. Le sue scelte compositive, con echi seicenteschi, puntano a far conoscere il genere pittorico della “natura morta” rivisitato in chiave contemporanea e realizzato seguendo le indicazioni teoriche del metodo della pittura figurativa fiamminga.  Tutta la serie di suoi dipinti sono realizzati “dal vivo”, non mancano riprodotti gli insetti, farfalline, ortaggi, frutta, fiori: tutti elementi che hanno un significato importante per l’artista, ciascuna ha una storia da raccontare a chi osserva e vuole conoscere il pensiero dell’artista. Le sue “nature morte” sono come anime, presenze che in qualche modo dialogano con l’artista e con chi osserva l’opera. Tutte sono ricche di oggetti realizzati con cura e perfezione stilistica come l’opera Apple mood del 2021, Playful shapes del 2023, le composizioni vibrano di lucentezza ed effetti plastici importanti da far saltare all’occhio ogni minimo dettaglio e particolare della composizione.  Il suo percorso artistico si è evoluto passando dal surrealismo nelle figure fantastiche e mitologiche al genere della “natura morta” realizzata con la tecnica antica fatta con pastelli a secco su carta, colori ad olio e strati sovrapposti di colore per ottenere trasparenze ed effetti realistici straordinari sulle tele di lino.  Le sue opere risultano così perfette, che qualcuno potrebbe addirittura pensare ad un fotorealismo americano, ma non è così perché questo genere di pittura si basa sull’osservazione “dal vivo” della composizione di oggetti di uso domestico che l’artista dispone su tavoli e tovaglie ricamate secondo il proprio gusto, dal sapore romantico come l’opera Fairytale time del 2023 o Memories about Monteverde, 2023. In tutte le sue tele si respira un buon gusto estetico e nelle composizioni si nota una profonda conoscenza delle opere d’arte del passato, pensiamo ad esempio alle grandi composizioni dei pittori fiamminghi come Abraham Brueghel, Jacob van Hulsdonck, Ambrosius Bosschaert.

Nel presentare i dipinti di Yana Rikusha, entriamo nel vivo della sua anima artistica per esplorare il suo universo e condividerlo con un pubblico desideroso di riscoprire l’anima di oggetti, che spesso usiamo senza dargli importanza. Tutte le iconografie realizzate nei dipinti che vedete nel catalogo ci consentono di riconoscere un’arte figurativa importante che conquistò il mercato sin dall’età moderna.

Per l’artista la conoscenza dell’arte del passato è fondamentale, difatti, tutto il suo lavoro si basa sullo studio della pittura figurativa fiamminga. Rikusha, dopo aver vissuto e lavorato in settori bancari e finanziari con relazioni internazionali, si ritrova a riflettere sul senso della vita e decide di cambiare strada e di studiare pittura. Vivendo in Italia frequenta a Roma Matearts, mentre nei suoi soggiorni in Francia studia nell’Atelier Renaissance, Atelier d’artistes, La bottega du peintre, nei soggiorni nella sua terra in Russia studia a Mosca presso l’atelier del pittore N. N Krapivin per sviluppare e affinare competenze artistiche importanti come dipingere scene di genere e saper ottenere effetti realistici e naturalistici, tali da voler toccare con mano gli oggetti o i volti dipinti sulla tela. La nostra artista ha un grande talento riesce a dare l’anima agli oggetti che dipinge, a far vibrare i nostri sensi mentre guardiamo le sue composizioni, ricche di elementi tra bicchieri, posate, brocche, ortaggi, frutta, libri, tutto è orchestrato per regalare armonia e ridare vita agli oggetti, come Fragrant morning, 2022.

Carmelita Brunetti

Dal 6/6 al 30/7/24 “La casa del Poeta” Mostra di Silvio Natali allo Spazio Field – Palazzo Brancaccio

Dal 6 giugno al 30 luglio 2024

SPAZIO FIELD – PALAZZO BRANCACCIO

La casa del Poeta

Mostra di Silvio Natali
Il 6 giugno lo Spazio Field aprirà le porte per presentare la mostra “La casa del Poeta” di Silvio Natali, a cura di Anna Isopo.
Un’esposizione che segna il ritorno dell’artista nella Capitale in cui paesaggi e forme esprimono la sua carica energica.
Silvio Natali trasforma eventi, storie, emozioni in esperienze espressive straordinarie, opere attraverso le quali manifesta l’attimo effimero in cui fissa nei pensieri situazioni e immagini che diventano visive espressioni poetiche.

Dal 7 al 13/6/24 ” Mostra bipersonale di Rossanna De Min e Marco Ramassotto” al Medina Art Gallery

Dal 7 al 13 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

 

Mostra bipersonale di

Rossanna De Min e Marco Ramassotto

Il testo di Arianna Montellanico

La mostra bipersonale accoglierà le opere di Rossanna De Min e Marco Ramassotto, due insegnanti e artisti che, dopo essersi incontrati in ambito scolastico, hanno scelto di esporre per la prima volta insieme le loro opere d’arte.

Rossanna De Min artista veneta, è stata docente di Arte e Immagine in una scuola media di Roma. Fin da piccola è stata sempre circondata da artisti e soprattutto dall’arte della ceramica. Suo zio, famoso ceramista degli anni Cinquanta e Sessanta, Guido Gambone (1909 – 1969) e poi suo cugino, Bruno Gambone, le hanno trasmesso la passione per l’artigianato ceramico d’autore, che nelle mani dell’artista diventa una vera propria opera d’arte.

Se la ceramica accompagna la storia dell’umanità…

…fin dalla Preistoria, c’è sicuramente un motivo. Il materiale duttile e maneggevole, rappresenta sia la materia prima per creare innumerevoli oggetti di varia utilità, sia una forma di espressione artistica. E Rossanna De Min, mentre modella l’argilla, la creta, per creare un manufatto ceramico, cerca di mantenere il più possibile il materiale grezzo e poco raffinato, seppur applicando del colore, per conservare il legame profondo che lo stesso ha con la natura che lo ha generato. Le ceramiche in mostra sono il frutto di tutte le esperienze che ha vissuto, compresa la sua formazione artistica e la grande influenza dei ceramisti del passato. Di grande impatto sono le “bambole o donne”, come all’artista piace definirle, in ceramica dipinta, che rappresentano solo loro stesse perché create in libertà.

A Rossanna piace pensare…

…che ad ognuna di esse, sia data la possibilità di esprimere semplicemente la loro natura, la loro essenza, senza affidargli un messaggio in particolare da trasmettere, se non quello di sollecitare l’osservatore a riflettere sulla donna come essere umano, da amare e rispettare. Rossanna De Min dedica buona parte della sua attività artistica anche alla pittura figurativa e naturalistica, prediligendo ultimamente la pittura astratta. Con uno stile molto personale, crea composizioni che non riproducono la natura o il paesaggio, ma disegna semplicemente linee e forme geometriche dai toni decisi, con lo scopo di generare emozioni nello spettatore.

Marco Ramassotto architetto, insegnante, musicista e pittore contemporaneo, nasce a Roma nel 1974. Frequenta il Liceo Artistico e dopo la laurea in Architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, partecipa a numerosi concorsi e progetti soprattutto all’estero. Come musicista e produttore cura l’etichetta musicale Anomala Soundscapes mentre come pittore, utilizza una tecnica che tende sempre di più a servirsi di strumenti e supporti non convenzionali. La passione per l’arte e l’attività pittorica lo hanno sempre accompagnato durante la sua vita. Molti sono stati i lavori precedenti che lo hanno motivato a dipingere sempre più frequentemente e a mostrare le sue opere al pubblico. Grazie all’arte riesce ad esprimere quello che ermeticamente custodisce dentro di sé, senza ostacoli.

Alla Medina Art Gallery Ramassotto esporrà…

…la serie Interferenze (2009-2023), una serie di tele, realizzata con diverse tecniche pittoriche: dall’acrilico all’olio e dallo smalto alla tempera su legno.  Una lunga preparazione contraddistingue queste opere a partire dal supporto, costruito spesso con tavole di legno, fino alla loro completa realizzazione. Il lavoro infatti, spiega l’artista, può essere lasciato in sospeso anche per molto tempo, in attesa che arrivi l’ispirazione oppure essere estemporaneo, senza una regola precisa e senza quantificare il tempo che impiegherà per concluderlo.

Questa serie di tele nasce dalla suggestione dell’interferenza, qualcosa di impensato che accade durante l’azione pittorica. L’irrompere dell’inaspettato però, influenza la tecnica, cambiando completamente il risultato pittorico e quindi anche l’idea iniziale dell’artista, lasciando spazio all’indefinito e, nel caso della serie Interferenze, all’effetto di un tessuto scomposto. Una tecnica per così dire “fatalista”, vicina all’astrattismo e all’action painting, “la pittura d’azione”, che porta l’artista ad affrontare e sperimentare l’inaspettato, per creare qualcosa di sorprendentemente nuovo ed interessante. Un gioco di suggestioni per l’osservatore, che trovandosi di fronte ad un quadro della serie, tenterà di intravedere un qualcosa che rimarrà comunque soggettivo, dietro a quell’intreccio di acrilico, olio, smalto e tempera su legno.

La mostra permetterà l’incontro e lo scontro tra due universi artistici lontani tra di loro: quello dell’arte millenaria della ceramica della De Min e dell’astrattismo pittorico dei quadri contemporanei di Ramassotto. Nonostante la distanza tra le due arti, le opere cattureranno lo sguardo del visitatore che percepirà un equilibrio d’insieme, grazie alle combinazioni e agli intervalli di forme e colori, tessuti lungo il percorso della mostra.

Arianna Montellanico

Dal 4 al 20/6/24 “Acquaroma” Mostra di Carlo Prati all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 4 al 20 giugno 2024

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Acquaroma

Mostra di Carlo Prati

a cura di Giorgio de Finis

Roma sorge dall’acqua e sull’acqua si è costruita ed aggregata nel corso del tempo. Trame nascoste e sommerse di arterie, fiumi, canali, sorgenti e laghi, si muovono e giacciono sotto il suolo della metropoli contemporanea. L’Acquario Romano è un’architettura simbolo che celebra questo rapporto strettissimo che intercorre tra acqua e città eterna. La mostra ACQUAROMA nasce innanzitutto da qui, dalla volontà di intraprendere uno studio sul dialogo tra archeologia e progetto e sul rapporto particolare che a Roma il tempo instaura, attraverso l’acqua, con l’architettura. ACQUAROMA si costruisce inoltre a partire da poche ma essenziali domande legate alla ricerca che l’autore sta conducendo sull’Architettura oltre la fine del mondo: quale sarà l’immagine di Roma al tempo dell’Antropocene? Quale effetto produrrà sui monumenti della città l’innalzamento del livello dell’acqua dovuto al riscaldamento globale? Possiamo considerare l’emergenza climatica come un’opportunità per dialogare e convivere con il non umano che incombe su di noi?

Architetto e Dottore di ricerca all’Università La Sapienza di Roma, Carlo Prati è professore associato in Composizione architettonica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. Ha insegnato presso l’Università Roma Tre, l’Università di Genova e tenuto conferenze in Italia e all’estero. La sua ricerca si concentra sul progetto di architettura interpretato al contempo come pratica operativa, artistica e teorica. I suoi progetti e disegni sono stati selezionati per pubblicazioni, mostre, eventi e premiati in concorsi nazionali ed internazionali. È membro del comitato scientifico della collana editoriale Opera Metrica per Sagep Editori, redattore di “Abitare la Terra” rivista di geoarchitettura fondata da Paolo Portoghesi e socio onorario dell’Associazione culturale Renato Nicolini – Meraviglioso Urbano. Tra i libri di cui è autore: Elementi e forme dell’architettura svizzera contemporanea (Libria 2024), Architettura oltre la fine del mondo (LetteraVentidue 2022), Iperoggetto periferia (Bordeaux 2021), Lo spazio del vuoto (LetteraVentidue 2020), Il disegno dell’Autonomia (Libria 2018).

in collaborazione con
RIF – Museo delle periferie
Tevereterno

30/5, 6 e 12/6/24: “Un refolo di primavera” nel cd. Tempio di Minerva Medica 3 eventi da non perdere!

30 maggio,, 6 e 12 giugno 2024 ore 17:00

CD. TEMPIO DI MINERVA MEDICA

Un refolo di primavera

3 eventi imperdibili nello splendido scenario del Tempio di Minerva Medica che per l’occasione apre le sue porte

Il programma

(cliccare sull’iimagine per ingrandire)

Dal 24/5 al 6/6/24 “RIAF10 – ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024 – 10TH EDITION” al Medina Art Gallery

Dal 24 maggio al 6 giugno 2024

MEDINA ART GALLERY –  VIA A. POLIZIANO, 32-34

RIAF 10

Rome International Art Fair 2024 10TH

ITSLIQUID Group is pleased to announce the opening of the 10th edition of RIAF10 ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024, international exhibition of photography, painting, video art, installation/sculpture and performance art, on May 24, 2024, at 06:00 PM at Medina Art Gallery, in Rome. The exhibition will run until June 6, 2024.

ROME INTERNATIONAL ART FAIR 2024 analyzes the relationship between body and space, and the hybridization between identities and cultural/physical/social/urban settings in contemporary times, through two main sections: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

MIXING IDENTITIES analyzes the hidden parts of our identities, through an immersive experience inside the fascinating universe of the complex labyrinths of our consciousness. The human body is a changing system that connects us with other bodies and spaces to perceive the surrounding reality; a strong communication system with its own language and infinite ways of expression.

FUTURE LANDSCAPES are abstract, infinite and conceptual, associated with a sense of freedom and infinite extension. Primarily experienced with the mind, spaces redefine their limits and borders, transforming surfaces in an open flow of pure ideas. This section focuses on the concept of the borders and the structures between body, mind and soul, the human identity and the city, the space and the ground.

Dal 21/5 al 3/6/24 “Presente e passato” Mostra di Paolo Modugno al Gatsby Cafè

Dal 21 maggio al 3 giugno 2024

GATSBY CAFE’

Presente e passato

Mostra di

Paolo Modugno
C’è una parte di Roma in cui le anime non si parlano. Vetrine, saracinesche, usci, però, non separano i perimetri individuali dal magma di spezie, smog e clacson. Da Tor Pignattara a Porta Maggiore e lungo la Casilina, sopravvive un concetto di comunità che nei decenni ha assunto forme e provenienze diverse. Nello straniero che ora abita qui c’è la Roma del passato.
L’obiettivo incontra dei nuovi anni 70 dove la Madonna è una ragazza con l’hijab su via Maggi. E’ brulichio continuo, fuorisede proletario, orgoglio intellettuale per la causa dell’integrazione. C’è la romanità di borgata.
Tutto pare “un accollo” e lo sguardo lo coglie, in quel momento che fa dire: “Stanno con un occhio fuori e un occhio dentro. Sono
indaffarati ma vivi. E c’è chi è più vivo di tutti”.
***
Nato a Napoli nel 1982, sono cresciuto nella periferia occidentale della città prima di arrivare a Roma nel 2005, dove ho frequentato il Dams all’Università di Tor Vergata e dove lavoro come videomaker e fotografo di scena per il cinema e le serie tv.
***
“In un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza”
Pier Paolo Pasolini – “Scritti corsari”

Dal 17 al 23/5/24 “Nomadi del futuro: A Stop in a Desert” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 17 al 23 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32, 34

Nomadi del fututo: A Stop in a Desert

INTERNATIONAL EXHIBITION a cura di Nomadi del Futuro
organized by Arte a Fresa

Protagoniste della Mostra Internazionale “NOMADI DEL FUTURO: Una Sosta nel Deserto” sono le opere dell’Unione Internazionale di Artisti Nomadi del Futuro, per i quali il deserto è la metafora dell’assenza della casa: “Una terra desolata o mai destinata all’uomo. Il luogo da cui proveniamo e dove potremmo ritornare”.

Si definiscono “NOMADI DEL FUTURO” in un mondo in crisi d’identità. Seguendo la tradizione avviata dall’organizzazione che nacque nel 1997 ad Amsterdam, “NOMADI, Unione Internazionale di Artisti” (NOMADS, International Union of Artists), gli artisti partecipano ad un’attività residenziale, soggiornando in case messe a disposizione, come in un “albergo diffuso”. L’organizzazione è di “Arte a Fresa” che ha già programmato la seconda tappa in autunno a Londra, con l’obiettivo di raggiungere altre città del mondo ed ampliare il movimento.

IL CONCEPT

Questa mostra nasce dall’idea degli organizzatori di lanciare un invito, una open call universale, a pittori, scultori, fotografi e altri artisti internazionali (digitali, multimediali, ecc.), sfidandoli a portare in Italia opere sul tema del deserto. Intepretando metaforicamente come “deserto” tutti i sentimenti e i valori positivi, aridità di buone intenzioni, comprensione e rispetto reciproci, per risvegliare la capacità di armonizzarsi con la natura.

Il concept generale del progetto è la rinascita dell’uomo nel deserto, come metafora della continua ricerca, della perdita dei punti di riferimento, dell’indistinguibilità del percorso, che è particolarmente percepita nella nostra contemporaneità. L’idea della rinascita dell’uomo nel deserto è un’alternativa al pensiero e allo stile di vita occidentali abituali dei nostri giorni. Solo chi si espone e sopravvive ai climi estremi, ai pericoli e alle privazioni della vita nel deserto, riuscirà a credere di nuovo nella capacità dell’uomo di rinnovarsi.