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Le antiche tribù nella Roma delle origini

Un bellissimo ed interessante articolo di Angelo Mortati tratto del Gruppo Facebook “Roma Antica”. Appare evidente come la tribù “Esquilina” sia tra quelle “Urbane” istituite da Servio Tullio  e quindi tra le più importanti nella storia della Roma delle origini.

TRIBU’ URBANE
Istituite da Servio Tullio. Da non confondere con le gentilizie di Romolo (Ramnes, Tities e Luceres)
– Collina (comprendeva il colle Quirinale)
– Esquilina (comprendeva il colle Esquilino)
– Palatina (comprendeva il colle Palatino)
Suburana (comprendeva il colle Celio)
TRIBU’ RURALI Anche queste 31 tribù territoriali e non gentilizie.
Aniense 299-298 a.c. -l’area, costituita dopo la sottomissione degli Equi, e traversata dal fiume Anio (Aniene) da cui prende il nome la tribù, nel 304 a.c., posta attorno alle località di: Affile, Ficulea, Trebula Suffenas e Trevi nel Lazio, e a località della Gallia Cisalpina: Ariminum, Cremona e Vercelli.In contrada S. Angelo, sulla sinistra della strada Statale Sublacense, venendo verso Subiaco, si nota un arco tutto sesto su cui è collocato un piccolo sarcofago di epoca repubblicana, che reca incise le porole:
“L. Maenius Q. F. Ani sepultus = Lucius Quinti filius Aniensi (tribu) sepultus”, è il sepolcro di un certo Lucio Menio che apparteneva alla Tribù Aniensi, gruppo etnico latino insediato stabilmente dai consoli nella Valle dell’Aniene, dopo che i Romani nel 299 a.c. avevano sottomesso gli Equi.
Arniensis nel 387 a.c. -creata nel territorio della città etrusca di Veio, attorno alle città di: Cluviae, Blera, Caere, Chiusi, Forum Clodii, Histonium, Juvanum nel Sannio, Ocriculum, Teate Marrucinorum,
Clustumina o Crustumina 495 a.c. oppure 449 a.c. -fu creata in seguito alla conquista di Crustumerio. Si conserva un’iscrizione del pontifex C. Caesidius C.f. Cru. Dexter (C.I.L. XI 6033), della tribù Clustumina.
Falerna o Falerina 318 a.c. -con centro a Capua e nell’area a destra del fiume Volturno. Questi territori dell’agro Falerno, sottratto ai Volsci, passarono a Roma e dove in seguito sorse la colonia latina di Cales.
Horatia almeno dal 495 a.c. -antichissima famiglia patrizia romana, di origine autoctona. Va certamente ricompresa tra le cento gentes originarie ricordate dallo storico Tito Livio.
Lemonia VI o inizi del V secolo a.c. -denominata dal pagus Lemonius, non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.
Maecia 332 a.c. -creata nella pianura Pontina, dal territorio sottratto ai Volsci, comprendente anche città come Lanuvio, Napoli, Hatria e Libarna.
Oufentina o Ufentina 318 a.c. -creata lungo la via Appia tra Terracina e Priverno, dal territorio sottratto ai Volsci. Si conserva un’iscrizione Oufentina per il quattuorviro C. Planius C.f. Of. Priscus (Ann. épigr. 1959, 94).
Popillia o Poblilia 357 a.c. -creata con i territori sottratti ai Volsci.
Pollia almeno dal 495 a.c. -non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.. P. Plotius L.f. Cam. veterano della II legione Augusta fu sepolto a Fanum Fortunae (della tribù Pollia) in un bel monumento ‘a tamburo’ di prima età imperiale (C.I.L. XI 6223) con la liberta Urbana.
Pomptina 358-357 a.c. -creata nella pianura Pontina, con i territori dei Volsci e comprendente le città di Norba, Circeii, Ulubrae e Bovillae.
Pupinia almeno dal 495 a.c. -non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.; sembra però che durante l’incursione di Annibale verso Roma, il condottiero cartaginese da Gabii passò per la regione Pupinia e pose il campo ad 8 miglia da Roma.
Quirina 241 a.c. -creata sul territorio dei Pretuziani e nel Piceno, lungo la via Salaria con centro principale in Rieti.
Sabatina 387 a.c. -creata attorno a Veio fino ai monti Cimini, estesa più tardi alla città di Mantua (Mantova).
Scaptia 332 a.c. -creata nella pianura Pontina, dal territorio sottratto ai Volsci, comprendente la città di Velletri.
Sergia almeno dal 495 a.c. -vi furono inserite le popolazioni ribelli dei Marsi e dei peligni, sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c..
Stellatina 387 a.c. -fu creata nel territorio della città etrusca di Veio, sulla destra del Tevere nella zona di Capena, estesa più tardi alla città di Forum Livii (oggi Forlì), patria di Cornelio Gallo, ed alle circostanti Mevaniola (Galeata) e Forum Popilii (Forlimpopoli).
Teretina 299 a.c. -creata lungo la via Appia, a nord del Volturno, sul territorio preso ai Sabini intorno all’odierna Frosinone.
Tromentina 387 a.c. -creata nel territorio della città etrusca di Veio, a nord della tribù Fabia.
Velina 241 a.c. -fu creata sul territorio dei Pretuziani e nel Piceno, con centro nelle colonie di Interamna e Castrum novum, lungo la costa adriatica a nord del fiume Aterno, e dall’89 a.c. con Aquileia.
Voltina o Voltinia almeno dal 495 a.c. -non sopravvisse la corrispondente gens originaria dopo il IV secolo a.c.
Veturia o Voturia costituita almeno dal 495 a.c. sopravvisse fino ad oltre il IV secolo a.c. Ne faceva parte la città di Bergamo.
Camilia –Claudia –Cornelia–Emilia–Fabia–Menenia–Papiria—Romilia–Valeria–Voltina queste altre tribù -almeno dal 495 a.c. -sopravvissero fino ad oltre il IV secolo a.c. non si hanno notizie più approfondite
LE VICENDE
Intorno al 450 a.c. alle sedici tribù venne aggiunta la XVII tribù rustica, la Clustumina, derivata da assegnazioni viritane di campi nel territorio della vinta città di Clustumerium(scomparsa). A partire da questo momento tutte le tribù ebbero nomi locali, e tutte derivarono da assegnazioni di fondi in territorî tolti ai nemici.
Nel IV secolo a.c. si stabilì che indipendentemente dalla posizione del territorio, tutte le nuove conquiste venissero attribuite ed iscritte ad una tribù già esistente (vedi Tuscolo assegnata alla tribù Papiria o a Aricia assegnata a quella Orazia).
Tito Livio narra che nel 387 a.c., le tribù furono portate da 21 a 25.
Nel 312 a.c., il censore Appio Claudio Cieco, per necessità militari, iscrisse e distribuì tutti i nullatenenti tra tutte le tribù allora esistenti, senza tener conto del possesso fondiario. Tuttavia questa riforma venne abolita da Quinto Fabio Massimo Rulliano, censore del 304 a.c., che per rimediare a questo provvedimento, che faceva prevalere nelle assemblee elementi infidi, tolse i nullatenenti dalle tribù rustiche riunendo i proletari in quattro tribù che chiamò “urbane”.
Nel 241 a.c. le tribù rustiche furono aumentate fino a 31 (35 con quelle urbane), visto che era aumentata la popolazione, ma pure l’estensione della cittadinanza e la fondazione di nuove colonie, e 31 rimasero fino all’età imperiale.
Dopo la guerra sociale dell’88 a.c., visto che l’iscrizione alle tribù venne estesa a tutti gli italici, vennero assunti nuovi funzionari addetti alle tribù, detti “Tribuni aerarii” perché si occupavano soprattutto di pagare i legionari, cioè di dare il soldo (aes) ai “soldati”. Inoltre assunsero aiutanti per il censore per compilare le liste dei cittadini, e vennero chiamati “Centuriones”.Il lavoro dei Centuriones, aumentando però sempre di più la popolazione, divenne sempre più complicato, si che nel I secolo a.c. le loro funzioni furono trasferite al nuovo istituto del municipium.
Poichè per appartenere alla civitas romana era essenziale l’iscrizione in una tribù, anche gli abitanti delle provincie che per provvedimento speciale, individuale o collettivo, venivano ammessi alla cittadinanza, dovettero immediatamente essere iscritti: molte volte, nelle concessioni individuali, si lasciava la scelta al naturalizzato, ma più spesso l’iscrizione era fatta d’ufficio, secondo il criterio di riunire in una stessa tribù i provenienti di ciascuna provincia (per es., quelli provenienti dalla Gallia Narbonese nella Voltinia, gli Asiatici e Siriani nella Collina e nella Quirina).
Ecco il link dellarticolo originale su Facebook

https://www.facebook.com/groups/878238592188813/user/1392606942/

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in Roma antica – Il Quirinale e il Campidoglio – Estratto n°5

Ecco l’ultimo estratto relativo ai Colli di Roma dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Ci addentriamo oggi nel racconto della vita del Quirinale e del Campidoglio.

Leggeremo come resti di tubature di piombo siano stati utili indizi per comprendere quali famiglie illustri risiedettero al Quirinale.
Un colle che nella parte centrale e meridionale ebbe un aspetto signorile, ma che d’altro canto, fu caratterizzato dalla presenza di alte case di affitto, alveari umani di povera gente, nella parte occidentale più vicina alle mura.

Dei colli di Roma, il Campidoglio con le sue due sommità, il Capitolium e l’Arx, era il più piccolo, ma il più venerato; più che altrove, si sentivano presenti le divinità.
Oltre a vari templi, fra i quali quello di Giove Capitolino, Iuppiter Optimus Maximus, il primo per l’importanza del culto, si trovava su questo colle anche l’edificio della zecca.

Ci fermiamo con le anticipazioni…

Per chi volesse recuperare il racconto sulla storia dei sette colli, ricordiamo che è iniziata nel post dedicato al Palatino (estratto n°2), per proseguire con Aventino e al Celio (estratto n°3) ed Esquilino e Viminale (estratto n.4).

…addentriamoci quindi negli ultimi due colli: il Quirinale e il Campidoglio. Buona lettura!

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Riportiamo di seguito l'indice (basta un click sull'immagine per ingrandirla) invitando chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in Roma antica – L’ Esquilino e il Viminale – Estratto n°4

Continua la descrizione dei Colli di Roma dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Vediamo oggi l’Esquilino e il Viminale.

Sono brevi, ma non meno interessanti dei precedenti, i paragrafi dedicati all’Esquilino e al Viminale, due colli con origini ben diverse fra loro.
Poco più di due minuti di presentazione, della quale non anticipiamo nulla.

La storia dei sette colli è iniziata nei post precedenti dedicati al Palatino (estratto n°2), all’Aventino e al Celio (estratto n°3) e terminerà a breve con il Quirinale e il Campidoglio.

Ecco la presentazione. Buona lettura!

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Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in Roma antica – L’ Aventino e il Celio – Estratto n°3

Continua la descrizione dei Colli di Roma, in questo terzo estratto dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Dopo il Palatino, vediamo oggi l’Aventino e il Celio.

Circa quattro minuti di presentazione ci illustrano come il colle Aventino, per lungo tempo considerato un luogo sacro, cambiò veste più volte nel corso della storia e da dimora di ribelli divenne in età imperiale fra i colli più abitati e con una delle passeggiate più eleganti di Roma.

Cosa invece riguardo al Celio?
Iniziò a vedere uno sviluppo edilizio con l’estendersi di Roma verso oriente. Era conosciuto anticamente come Mons Querquetulanus per il suo essere un monte boscoso di querce, ma il verde fu sacrificato per le esigenze della città. Vi abitarono uomini nobili e in vista fra cui i Mamurra, fedelissimi di Cesare. Domiziano e Costantino fissarono sul Celio le loro residenze. Vi nacque e crebbe Marco Aurelio.

La storia dei sette colli è iniziata con il post dedicato al Palatino (link al post) e continuerà a breve con l’Esquilino e il Viminale.
Nel frattempo buona lettura!

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Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Il Palatino – Estratto n°2

Ecco il secondo estratto dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Iniziamo le pagine dedicate ai Colli di Roma, a partire dal Palatino, che ospitò case di notabili e politici e dove sorsero i primi santuari e templi e le prime porte nelle mura.

Più di ogni altro colle, il Palatino coi suoi successivi aspetti ha seguito la storia di Roma: da primitivo centro di Roma, la Roma Quadrata di Romolo, si ingrandì con l’ingrandirsi dell’Impero e divenne la sede dei principi.
Dall’alto dominava il centro di Roma; anche oggi i ruderi grandiosi che ne rimangono dominano la piana del Foro

Chi avesse perso il primo paragrafo, sulla Roma da Romolo a Costantino, può leggerlo in questo post
La storia dei sette colli continuerà a breve con l’Aventino e il Celio.
Nel frattempo buona lettura!

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Ci piacerà, se lo apprezzate, selezionare altri estratti dall'indice, che riportiamo di seguito (basta un click sull'immagine per ingrandirla) e perciò invitiamo chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Estratto n°1

Da qualche settimana, mi è capitato fra le mani questo libro, ereditato da mia madre, che ho iniziato a leggere con curiosità e che ho pensato potesse essere una fonte utile per qualche post su questo blog.
Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze
Anno: 1962 (sesta edizione)

Nella quarta di copertina si legge il prezzo di 700 Lire.
Si stupiranno credo i ragazzini che non hanno vissuto il tempo delle lire a pensare che al cambio odierno equivale a circa 40 centesimi, ovviamente senza considerare l’inflazione.
Ci viene in aiuto il sito inflationhistory.com per calcolarci il prezzo attuale di 8,60 Euro, inflazione inclusa.

Ho pensato di strutturare questa prima lettura come presentazione, piuttosto che in forma di solo testo e sono partita dal primo paragrafo che ci racconta la Roma da Romolo a Costantino.
Proseguirò nei prossimi post con la storia dei sette colli che ci ricorda la graduale occupazione che la città fece di essi, a partire dal Palatino.

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