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E la cultura che fine ha fatto ?

Anni fa quando si iniziò a parlare della riqualificazione (termine il cui abuso ha raggiunto obiettivamente livelli intollerabili) del rione Esquilino da parte del Comune si fece della cultura un asse portante di questo argomento ristrutturando prima il teatro Ambra Jovinelli e acquisendo poi la proprietà del cinema Apollo per farne un centro culturale polifunzionale. La situazione oggi dei due teatri è a dir poco drammatica :

Teatro Ambra Jovinelli chiusoIl teatro Ambra Jovinelli al centro di vari problemi   ( vedi post) ha chiuso i battenti e non si sa se e quando riaprirà. Sintomatico il fatto che il sito internet è rimasto fermo alla scorsa stagione. E che sia un problema non trascurabile lo testimonia anche il fatto che insieme al teatro ha chiuso anche il bar e il distaccamento dei vigili urbani

Ingreasso principale

Peggiore se possibile la situazione dell’Apollo perchè i lavori di ristrutturazione non sono mai iniziati nonostante la presenza (da anni) a via Cairoli di un bel cartello “Roma per Roma” con tanto di nome e cognome di progettista, direttore dei lavori etc.

Cartello dper l'indicazione dei lavori

Ma il degrado si sta riaffacciando prepotentemente : non solo graffiti a go-go sui muri e sulle serrande ma addirittura una vecchia porta sfasciata abbandonata dinanzi ad una delle entrate.

Una delle entrate a via Giolitti

Chiediamo quìndi al Comune di non sperperare un simile patrimonio. Un teatro restaurato non più di dieci anni fa e già chiuso non è uno schiaffo solo alla cultura ma anche al buon senso. E il perdurante abbandono dell’Apollo non è certo un bel biglietto da visita per una città che vorrebbe essere in prima fila per attività culturali, mostre e musei. Non perdiamo un’altra battaglia come è stato fatto a suo tempo con Piazza Vittorio, via Giolitti con il nuovo parcheggio sulla Stazione Termini e la dismissione della ferrovia Laziali Pantano con l’avvento della Metro C potrebbe divenire un punto di ritrovo ogni giorno per migliaia di persone attratte  dalle eccezionali ricchezze archeoligiche e dall’offerta culturale di ben due teatri !  Cerchiamo una volta tanto di non essere nè ciechi nè sordi e di guardare aldilà del proprio naso : un’opportunità come quella che che sta per arrivare per ridisegnare e riqualificare veramente la parte più problematica dell’Esquilino sarà difficile che ricapiti .

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Ambra Jovinelli … addio ?

 

 

am_jov

Da “Il Messaggero” del 18 novemnbre 2008

“L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede.

A rischio rinnovo contratto d’affitto

ROMA (18 novembre) – L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede. È la soluzione prospettata dall’assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi di fronte ai problemi “di natura economica” tra proprietà dello stabile e gestori del teatro.

«In passato il comune di Roma ha sostenuto con propri fondi l’Ambra Jovinelli al di fuori di bandi di concorso – dice Croppi -. Soluzione questa che ora non possiamo più favorire. Però vogliamo essere vicini a questa vicenda e nell’eventualità non si raggiungesse l’accordo per il rinnovo del contratto d’affitto, stiamo ipotizzando la soluzione di spostare l’Ambra Jovinelli in un’altra sede». 

«D’altronde – spiega ancora l’assessore – la proprietà dell’Ambra Jovinelli è privata, come il Brancaccio. Quello che possiamo fare è sostenerli nel trovare uno spazio adeguato. Ne ho già parlato anche con Serena Dandini». ”

Una gran brutta notizia non solo per i residenti dell’Esquilino ma per tutti i romani (e non) che in questi ultimi anni hanno apprezzato il ritorno alla programmazione di questo storico teatro diretto con maestria da Serena Dandini e in grado di offrire al pubblico spettacoli di ottimo livello e di essere, specie nella sezione “Piccolo Jovinelli” un trampolino di lancio per tanti giovani talenti.

Chiediamo che siano percorse tutte le strade possibili per scongiurare questo evento e auspichiamo che si arrivi a una soluzione duratura perchè non ha senso spostare l’Ambra Jovinelli in un’ altra zona , ma se alla fine fosse tutto inutile e non si riuscisse a trovare un accordo con la proprietà del teatro (per farne che cosa, una sala bingo, un supermercato, un centro congressi ?) suggeriamo a chi di dovere  che a due passi dal teatro  c’è un ‘altra realtà, il cinema  Apollo,  che da anni attende di essere ristrutturato  e riutillizzato. L’Esquilino non può e non deve sopportare questo ulteriore affronto, nessuno perdonerebbe mai una nuova chiusura e lo spostamento in un’altra zona di un teatro che ha fatto la storia dello spettacolo leggero negli ultimi cento anni ed è conosciuto non solo a Roma ma in tutta Italia !