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29/12/25 Firmato patto per cura e rigenerazione di via Principe Amedeo

29 dicembre 2025

Dal sito istituzionale del Comune di Roma

Per la prima volta una strada della città diventa un bene comune per azioni di cura condivisa e di valorizzazione come spazio di partecipazione. È quanto contenuto nel Patto di collaborazione sottoscritto tra il Dipartimento capitolino Tutela Ambientale e il Comitato Spontaneo Residenti Via Principe Amedeo, così come disposto dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale.

Con il Patto, della durata di tre anni e rinnovabile, si dà avvio al progetto pilota ‘Amedeo in vert’ che prevede azioni volte alla trasformazione di via Principe Amedeo in una ‘strada verde’ con interventi di cura delle aiuole alla base delle alberature nel tratto compreso tra via Rattazzi e via Cairoli.

Per la rigenerazione del verde e l’abbellimento della strada sono previste, inoltre, le messe a dimora di nuove alberature con l’obiettivo di ridurre le isole di calore e l’allestimento di fioriere. Non solo. Il progetto vuole avere anche un positivo impatto sulla socialità del quartiere, rendendo la strada luogo di aggregazione con eventi di carattere sociale, culturale e ambientale mirati alla partecipazione della cittadinanza e al coinvolgimento degli esercizi commerciali nelle azioni di cura. 

Con questo patto di collaborazione diamo avvio ad un progetto innovativo che, per la prima volta, individua una strada come bene comune da curare per migliorare la qualità ambientale del quartiere e per trasformarlo in uno spazio di socialità e di azioni partecipate. Stiamo fortemente promuovendo i patti di collaborazione, scaturiti dal Regolamento sulla gestione condivisa dei beni comuni di cui Roma si è dotata, nella convinzione che siano strumenti efficaci di cooperazione tra l’amministrazione e le realtà associative ispirati ai principi di sussidiarietà orizzontale. Ai 16 patti già direttamente attivati dal dipartimento Ambiente sono oltre 20 quelli in fase di definizione con l’obiettivo di estendere a tutti i quadranti della città progetti di cura condivisa promuovendo e sostenendo le azioni di cittadinanza attiva mirata al miglioramento della socialità, dell’ambiente, del decoro e della qualità della vita”, dichiara Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti.  

NDR

Ottima idea ma è necessario per rigenerare via Principe Amedeo nel tratto da via Rattazzi a via Cairoli, estirpare una volta per tutte l’oscena consuetudine del mercatino abusivo che popola i marciapiedi di questa via altrimenti sarà tutto inutile. 

Nasce L’Urban Center di Roma a viale Manzoni

Siglato l’accordo tra il Comune di Roma e l’OAR (Ordine degli Architetti di Roma e Provincia) per la creazione dell’Urban Center Metropolitano di Roma a viale Manzoni

L’Esquilino si avvia a diventare sempre di più il centro culturale di Roma: oltre ai grandi progetti in atto che termineranno nei prossimi mesi (ex Zecca di Stato, ex Centro di controllo della Stazione Termini, ex Mas) si agggiunge questa nuova realizzazione dell’Urban Center Metropolitano che vedrà la luce nei locali ristrutturati di un’ala dell’Istituto Tecnico “Galileo Galilei” a viale Manzoni. Oltre all’aspetto culturale il Rione si pone all’attenzione generale per un processo notevole di rigenerazione urbana: edifici nati nei decenni scorsi per un utilizzo di tutt’altra natura  che diventano  luoghi di aggregazione e cultura per  cittadini e turisti e (si spera) ridisegnano questa parte della città anche da un punto di vista urbanistico.

Più che le nostre parole per spiegare l’importanza di questa nuova realizzazione ci affidiamo a due filmati: il primo del vice presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma Francesco Aymonino che in occasione di un convegno dello scorso aprile che ha avuto luogo presso la Casa dell’Architettura spiega le ragioni che hanno portato a questo nuovo progetto e di seguito il sevizio andato in onda il 22 dicembre nell’edizione delle 14:00 del TGR Lazio

Infine il link della pagina dedicata al progetto sul sito istituzionale del Comune di Roma con alcune foto del’interno della struttura di viale Manzoni e il documento dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia

Marzo 2018: dopo l’ex cinema Apollo altri crolli all’Esquilino

Per la quarta volta sono state ricondizionate le reti di plastica che delimitano l’area che è stata interessata da diversi crolli nello scorso mese di novembre a viale Manzoni. Vedremo questa volta quanto dureranno, ma sarebbe ora che venissero iniziati i lavori di riparazione e ripristino.

Nello stesso palazzo  il primo marzo si è verificato  un altro crollo all’incrocio tra viale Manzoni e via Principe Umberto

Prima della messa in sicurezza

I calcinacci caduti sul marciapiede

Ma questa volta si è proceduto in maniera più razionale, demolendo  i pezzi pericolanti, alla messa in sicurezza  piuttosto che alla creazione di un’ulteriore area interdetta al passaggio dei pedoni. Resta però evidente una copiosa perdita d’acqua causata molto probabilmente da una fuoriuscita  dal tubo della grondaia.

Dopo la messa in sicurezza

Sarebbe però ora che il Comune si facesse carico di riparare e mantenere in uno stato dignitoso gli stabili di sua proprietà: non è possibile vedere che un patrimonio del genere sia abbandonato all’incuria e ai guasti del tempo. Ad ogni evento atmosferico fuori dalla norma si susseguono crolli e problemi. Gli altri edifici che sono stati curati e riparati in tempi recenti hanno retto benissino alla neve e al gelo di questi ultimi giorni.

Domenica 4 marzo si è verificato un nuovo crollo a via Bixio. Questa volta è interessato un fabbricato privato e non di proprietà comunale, ma il fatto non fa che avvalorare la nostra tesi, infatti non erano mai stati eseguiti dei lavori di ripulitura, controllo  e  ripristino da almeno cinquant’anni e le avverse condizioni atmosferiche di questi ultimi giorni hanno causato danni di non poco conto. Per fortuna, anche questa volta, non si sono registrati danni a persone.

Per finire vorremmo ancora ribadire l’assurda situazione dell’ex cinema Apollo, infatti ci è giunta una notizia che definire allarmante è poco (vedi commenti del post): i recenti crolli hanno interessato anche il tetto dell’edificio che è costituito da lastre di eternit (amianto) e si sta sgretolando. Pensiamo che ogni altra considerazione sia del tutto superflua.

Punti Blu e Punti Verdi del Comune di Roma

Cosa sono

I Punti Blu o anche “Oasi estive”sono soggiorni diurni di vacanza gratuiti, organizzati presso alcuni stabilimenti del litorale romano della durata di 12 giorni feriali, finalizzati a favorire la socializzazione degli anziani nei periodi estivi (solitamente a cavallo di ferragosto).

I Punti Verdi sono soggiorni organizzati presso aree verdi della città, per un gruppo massimo di 50 persone ciascuno.

A chi si rivolgono

Tali soggiorni sono rivolti ad anziani autosufficienti residenti a Roma con età superiore ai 60 anni per le donne  ed ai 65 anni per gli uomini.
I suddetti soggiorni saranno a titolo totalmente gratuito in base a delle fasce di reddito.

Gli anziani che superano tali fasce di reddito possono partecipare ai soggiorni fino al raggiungimento dei posti disponibili, attraverso il pagamento del 100% dell’intero servizio.

Come si richiedono

Si può chiamare il Numero Verde “Pronto Nonno” 800.147.741 oppure ci si rivolge presso il Municipio di residenza per richiedere il modulo apposito e conoscere i termini per la presentazione della domanda.

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Esquilino, pattumiera urbana ?

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Viale Manzoni 04/09/15

Il dubbio pian piano inizia a insinuarsi : ma venissero anche da altre parti della città a gettare rifiuti all’Esquilino ? Tanto tra cartoni, bottiglie vuote, avanzi di cibo, rovistatori di turno e gente che espleta i bisogni fisiologici in mezzo alle strade, chi vuoi che dia peso a qualche mobile o elettrodomestico buttato vicino ai cassonetti. Il fatto è che da qualche tempo oltre a tutte le schifezze che giornalmente vengono buttate fuori dei cassonetti troviamo sempre più spesso sedie, televisori, frigoriferi, divani, materassi … insomma troppa roba anche per un rione come il nostro pieno zeppo di gente incivile. Il dubbio è iniziato da quando abbiamo sentito una persona che diceva “I rifiuti ? Ma io me li porto appresso e li butto qui all’Esquilino perché da me c’è la differenziata e non mi posso tenere in casa per giorni gli scarti puzzolenti” e da qui ai mobili e ai materassi  il passo è breve !

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Purtroppo se non si prenderanno seri provvedimenti nei confronti di chi riduce il nostro rione in questo stato qualsiasi sforzo STRAORDINARIO del Comune e dell’Ama risulterà completamente inutile. Vorremo anche sottolineare che non si tratta di episodi sporadici o isolati ma come testimoniano le foto ogni giorno ad ogni ora l’Esquilino assomiglia sempre di più ad una gigantesca pattumiera.

La triste storia di una buca

La pioggia a carattere torrenziale del 30 e 31 gennaio ha causato nella città centinaia di milioni di danni e ormai non si contano più le foto in rete di buche e voragini sparse in tutta Roma. La rabbia (che è sfociata anche in ironia) di residenti, automobilisti,ciclisti, pedoni, motociclicsti, pendolari e studenti è facilmente riscontrabile su blog e social network. Ma dare la colpa solo alle avverse ed eccezionali condizioni climatiche per quello che è successo non solo non aiuta  per il futuro ma non è neppure un buon sistema di fare informazione.  Ci riserviamo su post successivi di analizzare la situazione della città nel suo insieme in maniera più oggettiva possibile, ora vogliamo solo testimoniare attraverso delle foto scattate in periodi diversi  come, da una parte un’errata progettazione prima e una carente manutenzione dopo, possono far sì che un problema non venga mai risolto e alla fine gravi in maniera pesante (moltiplicatelo per n volte per n buche) per le casse asfittiche del comune.

Via di Porta Maggiore presso l’incrocio con viale Manzoni 16 settembre 2013 : c’è una buca presso un tombino assai pericolosa  e l’incessante traffico di autoveicoli privati e pubblici (tra cui i jumbo bus della linea 105) peggiora la situazione ad ogni passaggio. Scriviamo un post evidenziando anche altre carenze della via.

20130911_173049Passa qualche giorno e finalmente la buca viene rattoppata. ci rallegriamo del fatto ma siamo consapevoli che presto il problema si ripresenterà.

20130921_10452729 gennaio 2014, un giorno prima della pioggia devastante : non solo la buca si è riaperta ma adesso ce n’è anche un’altra davanti al tombino

20140201_1039448 febbraio 2014 la buca dopo l’alluvione. Come si vede la pioggia e il traffico incessante hanno solo peggiorato una situazione già precaria

20140208_093325Abbiamo detto che in origine il problema nasce da un’errata progettazione della corsia preferenziale, per carità, esteticamente riuscita e ben realizzata (in tutti questi anni non si è mai verificato un cedimento all’interno della stessa) ma, ahimè, troppo stretta per consentire il contemporaneo passaggio di tram e autobus specie in prossimità degli incroci. Il problema è : ha sbagliato il progettista a calcolare le misure degli ingombri oppure gli è stato comunicato che doveva essere una corsia per il solo passaggio dei tram e gli autobus sono stati aggiunti solo in un secondo momento quando il lavoro era stato già ultimato ? Il fatto è che gli autobus debbono transitare per la corsia adibita al traffico veicolare normale e sono costretti,data la larghezza, a passare su quel tombino non essendo possibile schivarlo come riescono a fare  molti autoveicoli e motoveicoli. A questo si aggiunge la scarsa e raffazzonata manutenzione che nel corso degli anni è stata capace di mettere solo qualche toppa ma non di risolvere il problema a monte con un lavoro serio di consolidamento visto il peso (diverse tonnellate per ogni autobus che passa) e la frequenza di questi passaggi. Oltretutto un problema più grave a questo tombino provocherebbe un autentico disastro con la paralisi dei mezzi pubblici che provengono dal quadrante sud est della città perchè passano tutti lì con disagi indicibili per decine di migliaia di persone che li utilizzano giornalmente  in assenza della fantomatica linea C della Metro. In conclusione la mancanza di programmazione prima in sede progettuale poi in sede di manutenzione provoca dei disagi che sfociano in veri e propri pericoli e in costi che crescono in maniera esponenziale. Alla fine di questa triste storia vorremmo testimoniare, invece, una cosa positiva (incredibile ma vero) : nel post del 16 settembre ci lamentammo tra l’altro anche delle strisce pedonali scomparse da tempo a via di Porta Maggiore. Non solo sono state ricondizionate ma, finalmente, anche con la vernice adatta che non scompare dopo pochi giorni e nonostante l’alluvione di fine gennaio sono ancora lì perfettamente visibili !

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Effetti della crisi ?

Lo scorso mese di agosto il Comune di Roma ha varato una nuova campagna  di contrasto contro le affissioni abusive (vedi). All’inizio si credeva che fosse l’ennesima sortita ad effetto  dagli scarsi risultati tangibili, ed invece, complice la crisi globale e i tagli indiscriminati alle amministrazioni locali della finanziaria per racimolare qualche entrata extra si è passati subito ai fatti e anche nel nostro bistrattatissimo rione si è iniziato a vedere qualcosa.

Durante l’estate la Telecom, finalmente, aveva cominciato a sostituire alcuni armadi in plastica delle centraline telefoniche , ormai completamente aperti se non addirittura rotti, con altri in metallo senz’altro più sicuri, resistenti e validi esteticamente. Purtroppo i soliti “noti” avevano in pochi giorni iniziato ad imbrattarli e ad applicare adesivi abusivi.

Così si presentava quello all’inizio di viale Manzoni i primi giorni di settembre

Armadio Telecom a viale Manzoni prima

E così si presenta adesso dopo che l’assessore Visconti ha ribadito l’entità delle multe per chi imbratta Roma con affissioni abusive

Armadio Telecom a viale Manzoni dopo

 Parafrasando un celebre detto del grande Nino Mafredi  “Fusse che non fusse la vorta bbona” ….