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Ma dobbiamo morire di traffico, furgoni e cartoni? E la Metro C che fine ha fatto?

Ecco come appariva in un tweet di  Luceverde l’Esquilino durante l’ultima giornata di sciopero dei mezzi pubblici: completamente bloccato in quasi tutte le sue vie. Avevamo accolto con un certo interesse e grande curiosità il varo di una nuova mappa per la ZTL Distribuzione Merci che vedeva, finalmente, il nostro Rione all’interno di questa zona, ma poi vedendo con maggior attenzione i nuovi confini siamo rimasti sconcertati da una decisione, quella cioè di tenere al di fuori di questa area non solo via Giolitti (questa via è sempre sistematicamente fuori da qualsiasi  cambiamento per i problemi del traffico) ma anche via Principe Umberto già oberata di suo per la presenza (legale?) di numerosi grossisti cinesi e quindi di un andirivieni di furgoni e camioncini ed ora con il rischio serio di vederli moltiplicati esponenzialmente per tutti quegli esercizi che sono nelle vie adiacenti ma all’interno della ZTL.

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20161006_143425Gia avevamo fatto un urletto (termine ora molto in voga) nello scorso mese di ottobre (vedi) denunciando situazioni al limite per il carico e scarico merci e ora siamo veramente preoccupati per quello che potrà succedere nei prossimi giorni.  20161126_131742Tra l’altro ( cosa assurda) rientra nella ZTL il tratto di via Principe Umberto che va da via  La Marmora a via Cairoli e quindi i furgoni che stazionano lì (vedi foto), quasi tutti del Mercato Esquilino, dove andrebbero a scaricare la merce? Tutti più avanti? In maniera di creare una doppia fila da ambo i lati permanente?

Chiudiamo questo post con un’ altra constatazione (amara) che ci ha fatto letteralmente sobbalzare dalla sedia : qui sotto il documento ufficiale con la nuova mappa delle ZTL pubblicato da ATAC (!!) e Roma Capitale. Tra i mezzi pubblici non compare alcun accenno alla METRO C!  Una dimenticanza (ma che dimenticanza!) o una cosa voluta per sminuire l’importanza di questa linea metropolitana?

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Il File PDF

Perchè il commercio all’ingrosso “sarebbe” vietato all’Esquilino

Innazitutto spieghiamo perchè abbiamo utilizzato per il titolo “sarebbe” e non “è”:      per il semplice motivo che, nonostante le ultime notizie di controlli a via Principe Eugenio da parte dei Vigili Urbani, da troppi anni e per troppe attività le autorità competenti hanno chiuso e chiudono tutti e due gli occhi su un problema che è lampante. Nel passato  qualche intervento spot della GdF ogni 2-3 anni per comminare multe nell’ordine delle centinaia di euro e qualche  giorno di chiusura a un paio di esercizi  per poi ricominciare tutto daccapo come se niente fosse accaduto.

Ed ecco quello che   succede a via Principe Umberto quasi tutti i giorni:

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Ore 14,30 Tre camioncini e un furgone carichi fino all’inverosimile di  merce proveniente dalla Cina: da considerare che due sono in doppia fila in prossimità degli angoli e un terzo è completamente sulle strisce pedonali impedendo di fatto un attraversamento agevole e sicuro ai pedoni. L’andirivieni continuo degli scaricatori sulla strada aumenta notevolmente i disagi a mezzi pubblici (ci passa la linea 71), autoveicoli, motoveicoli e pedoni contribuendo a creare traffico e pericoli.

 

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Ore 18,00 Dopo aver scaricato centinaia e centinaia di cartoni e averne stipati moltissimi in maniera allucinante in un magazzino 20161019_175359vicino (vorremmo sapere  se c’è mai  stato un sopralluogo delle autorità competenti per la sicurezza visto l’alto rischio di infiammabilità e praticamente l’assenza di qualsiasi misura di prevenzione e pronto intervento) si cominciano a vedere i cartoni vuoti accanto ai cassonetti davanti le porte dell’esercizio.

 

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Ore 22,00       Ecco come è ridotto il passaggio sul marciapiede all’incrocio tra via Bixio e via Principe Umberto all’altezza dei cassonetti. E spesso vista l’assurda quantità di cartoni  qualche incivile e qualche “scarica mondezza” con furgoncino non trova meglio da fare che buttare anche rifiuti, mobili e suppellettili varie.

Non si creda che sia l’unica criticità di via Principe Umberto (via lunga 200 metri scarsi) perchè basta fare qualche  passo in più e all’altezza dell’incrocio con via Cairoli ecco qual è la situazione praticamente tutte le sere

Come se non bastasse i grossisti tra via Cairoli e via Pepe non avendo cassonetti dalla loro parte non trovano meglio da fare che lasciare i cartoni direttamente in mezzo alla strada e questo accade tutti i giorni

In conclusione alcune considerazione :

  • E’ chiaro perchè il commercio all’ingrosso è vietato nel centro storico di Roma: non sussistono le possibilità per poter far fronte a tutte le problematiche che crea.
  • Se non si interviene su questo problema è inutile pensare che si possano risolvere i problemi dei rifiuti, del traffico, dei parcheggi e del decoro urbano
  • Si dirottano sui cartoni delle risorse (persone e mezzi) che potrebbero far molto comodo  in altri ambiti
  • Non dimentichiamo che tutto questo accade a poche decine di metri dal Teatro Ambra Jovinelli (e il 19 ottobre inizierà la stagione 2016-17) ,   gli spettatori sono quindi costretti a fare autentici slalom tra cartoni e mondezza per raggiungerlo specie se utilizzano i mezzi pubblici (cosa che vorremmo facessero tutti)

Il segnaposto non c’è più

Ricordate la macchina segnaposto dei post “parcheggi pubblici ma privati” e “parcheggi pubblici ma privati 2” ? Bene, non c’è più !

 

La vettura segnaposto non cè più
La vettura segnaposto non c'è più

Non so se possa essere stata la nostra segnalazione a far spostare finalmente quell’autovettura ma è un dato di fatto che non c’è più. Che non stesse lì da poco lo testimoniano anche queste due foto tratte da google street view scattate molti mesi fa in due momenti diversi .

 

Vettura segnaposto 1
Vettura segnaposto 1

 

Vettura segnaposto 2
Vettura segnaposto 2

 

Certo con questo non sono stati  risolti tutti i problemi di scarico merci che continua ad avvenire nelle ore più disparate nei giorni feriali e festivi ma evidenziare un qualcosa che non va anche se rappresenta una goccia in un oceano evidentemente serve a qualcosa.