Via Giolitti: Vent’anni (e più) passati invano

Pubblichiamo un documento dell’Associazione Abitanti via Giolitti redatto alla fine del secolo scorso in occasione di un incontro sui temi dell’Esquilino che si tenne al Teatro Brancaccio.

Da allora alcune cose sono cambiate a via Giolitti; nel tratto da Porta Maggiore alla stazione dei Laziali non passano più autobus di linea dell’Atac e da diversi anni è stato risolto il problema delle polveri rosse che venivano prodotte in quantità industriale dai sistemi frenanti dei treni della linea, allora, Laziali – Pantano e i cui segni sono ancora visibili sugli edifici della Stazione Termini (vedi foto sopra), ma alcune problematiche sono rimaste esattamente come allora, anzi forse sono addirittura peggiorate tenendo presente che le rotaie della linea ferroviaria e le vetture hanno vent’anni di più.

Comunque, sono le proposte dell’Associazione ad essere assolutamente più che attuali: questo per dire che non è certo mancato l’impegno fin da allora da parte dei residenti, ma ahimè, tutte le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai recepito ciò che veniva formulato e consigliato. Ecco il documento

 

E’ dello stesso periodo questo progetto (in realtà una tesi di laurea in Architettura) relativo alla riqualificazione di via Giolitti in particolare nel tratto da Porta Maggiore alla Stazione dei Laziali. Già allora era chiaro che senza un’attenzione particolare al cd. Tempio di Minerva Medica qualsiasi proposito di miglioramento ambientale e urbanistico sarebbe stato illusorio e con diversi anni di anticipo sia su altri progetti presentati al Premio Catel del 2011 sia su alcune realizzazioni relative alla Metro C relative alla valorizzazione di reperti archeologici il progettista ipotizzava uno scavo per riportare alla luce le mura del monumento che giacciono sotto il piano stradale di via Giolitti con relativo ripristino della quota archeologica.  Sarà mai possibile realizzare un simile progetto a via Giolitti?

Il “Discobolo Lancellotti” una statua che ha viaggiato parecchio

Una delle statue più famose e più ammirate dell’antica Roma è sicuramente il Discobolo Lancellotti, copia in marmo dell’originale greco in bronzo opera di Mirone (purtroppo andato perduto). E’ conservata al Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo e anch’essa è stata ritrovata alla fine del XVIII secolo all’Esquilino.

Abbiamo già riservato un post a questa statua nel 2017 (vedi) ora vorremmo ritornare su un altro aspetto forse poco conosciuto: l’opera, nei secoli passati,  per la sua bellezza e per il suo perfetto stato di conservazione ha suscitato non solo l’ammirazione ma anche la voglia di possederla da parte di personaggi come Napoleone e Hitler.

Per fortuna è sempre ritornata nella sua collocazione più naturale ma ciò non toglie che ha viaggiato parecchio!

In questo post di Facebook la storia relativa al suo spostamento voluto da Hitler (ma assai contestato e osteggiato dalle autorità competenti dell’epoca)

Il cd. Tempio di Minerva Medica visto dall’American Institute for Roman Culture

In cd. tempio di Minerva Medica è chiuso al pubblico da oltre un secolo ma la sua imponente struttura non passa certo inosservata agli occhi di arriva a Roma in treno alla Stazione Termini o di chi passa per via Giolitti.

Di seguito un tweet e un filmato dell’American Institute for Roman Culture che illustrano questo momumento con notizie ed immagini aggiornate

“Flussi e varchi della Stazione Termini”

Uno dei problemi che spesso causa  il fallimento di un progetto è la mancata analisi preventiva di tutte quelle componenti che concorrono alla programmazione, alla realizzazione e alla fruizione futura del bene che si è progettato. Nel caso della Stazione Termini spesso in sede di progetto ci si dimentica che in tempi normali è un luogo che vede il transito di oltre 400.000 persone ogni giorno (una intera città di medie dimensioni) e quindi non possono essere lasciati al caso i flussi dei viaggiatori e di tutti coloro che passano per la stazione anche per altri motivi (negozi e punti di ristorazione). Ne va della sicurezza, ma anche e soprattutto della stessa ottimizzazione di tutti i servizi che gravitano nell’area. Come vedremo in un prossimo articolo proprio l’agevolazione dei flussi dei passeggeri in entrata e in uscita era stato uno dei problemi principali nel progetto originale del Mazzoni della nuova Stazione Termini.

Tenendo presente che attualmente tutti i flussi pedonali all’interno della stazione sono stati stravolti a causa delle norme restrittive anti coronavirus, per la ripresa della normale attività proponiano uno studio del 2007 di Riccardo Esposito e Maria Elena Indelicato che si occupa proprio di questo problema: i flussi di tutti coloro che transitano per  la Stazione Termini in determinate fasce orarie. Potrebbe sembrare un documento un pò datato ma in realtà l’unico grande cambiamento da allora è lo spostamento del terminal delle linee di autobus per gli aeroporti da via Marsala (allora era piccolo e quasi ininfluente per la vita della Stazione) all’attuale sede a via Giolitti con un traffico che è aumentato in maniera esorbitante (centinaia di corse ogni giorno)  con un conseguente aumento di flusso di viaggiatori all’esterno della Stazione.

Questo per sottolineare che qualsiasi progetto che preveda un aumento del numero delle persone che transitano nell’area della stazione non può prescindere da un’analisi del genere per non correre il pericolo di peggiorare una situazione già molto problematica.

Monopattini: anarchia ed ignoranza all’ordine del giorno

Dopo i falliti tentativi del bike sharing a Roma (e la foto qui sotto è emblematica)

ora è la volta dei monopattini elettrici: hanno invaso la città a migliaia. Peccato che, come al solito, le regole sia del Codice della Strada sia del buon senso siano spesso calpestate  per quanto riguarda la circolazione per le strade e sempre più spesso ci sono segnalazioni di incidenti anche gravi.

Forse molti ignorano che  i monopattini sono stati equiparati alle biciclette e quindi sono soggetti alle stesse norme e alle stesse sanzioni

Oltretutto nonostante i continui richiami in molti continuano imperterriti ad andare in due sui monopattini elettrici (qui viale Manzoni)

Ma un’altra situazione ormai abituale è quella di ritrovarseli parcheggiati dappertutto: davanti ai portoni, davanti ai negozi, sulle strisce pedonali, davanti alle vetrine, in mezzo ai marciapiedi, nei parcheggi a pagamento (righe blu), sui percorsi per disabili, alle fermate dei mezzi pubblici, addirittura accanto ai rifiuti. Nelle foto qui sotto un campionario ripreso in alcune vie dell’Esquilino

Ma poi c’è sempre chi non si accontenta e vuole strafare e allora perchè non lasciare il monopattino su uno scooter

oppure con tanto spazio a disposizione lasciarlo dove già il marciapiede è così stretto da permettere a malapena il passaggio ad una persona per volta?

Lettera apperta dell’architetto Cesare Esposito a Papa Francesco

Lettera aperta dell’architetto Cesare Esposito ideatore della nevicata artificiale a Piazza Santa Maria Maggiore  rivolta a Papa Francesco e alla città di Roma.

Gli studi preparatori per il progetto di restauro dei pavimenti dei portici di Piazza vittorio

Un articolo di “Esquilino chiama Roma” sugli studi preparatori che il I Municipio ha affidato al Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza per il restauro e la riqualificazione dei  pavimenti dei portici di Piazza Vittorio. E’ un tema tutt’altro che secondario dal momento che un’analisi dei problemi dei portici e lo studio storico delle varie trasformazioni avvenute nel corso dei decenni passati determinano delle basi solide per ogni progetto esecutivo specifico che non voglia incorrere in errori di natura estetica, storica e funzionale.

Tra l’altro un simile restauro, insieme a quello in corso del giardino della piazza, può essere un momento di grande importanza ed interesse per le celebrazioni nel 2021 per i 150 anni di Roma Capitale d’Italia ricordando che la ricostruzione dell’Esquilino, con la creazione della Piazza intitolata a Vittorio Emanuele II, fu senza alcun dubbio l’opera urbanistica più importante tra tutte quelle intraprese dopo il 1871  per ideare le linee guida per  la nuova Capitale Italiana.

Le trasformazioni delle Terme di Diocleziano

Le Terme di Diocleziano erano uno dei complessi monumentali più grandiosi dell’antichità. Inevitabile che nei secoli successivi le sue imponenti strutture siano state utilizzate per diversi scopi ed anche Michelangelo si cimentò in diverse ristrutturazioni di questo eccezionale monumento.

In questi brevi post del Museo Nazionale Romano  varie storie che hanno portato alle trasformazioni  delle Terme di Diocleziano  (in particolare quelle del XVI secolo) ancora oggi visibili e godibili corredate da diverse stampe d’epoca di Etienne Dupérac

Stop alle discoteche e obbligo della mascherina dalle ore 18,00 alle ore 6,00 fino al 07/09/2020

Ecco l’ordinanza del Ministro  della Salute del 16/08/2020 che sospende le attività del ballo (testuale) al chiuso e all’aperto e introduce l’obbligo della mascherina dalle ore 18,00 alle ore 6,00 praticamente in ogni luogo pubblico in cui sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale (testuale)

Stazione Termini: Archeologia e Metafisica

Un interessante articolo di Simonetta Zanzottera e Giancarlo De Leo sulla storia e l’architettura della Stazione Termini illustrato da alcune splendide fotografie dell’imponente edificio confrontato con le preesistenze archeologiche anch’esse di grandi dimensioni (Mura Serviane). Un contrasto fantastico tra archeologia e architettura moderna.

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