2020: Natale diverso. Qualche suggerimento per aiutare chi è in difficoltà
Che sia un Natale diverso è inutile sottolinearlo, è sotto gli occhi di tutti. Per questo non sarebbe male pensare ai tanti problemi che moltissime persone stanno affrontando a causa della pandemia. Forse mai come quest’anno la parola solidarietà assume un valore tangibile e riscontrabile. Vogliamo quindi pubblicare alcuni post i che si ripropongono proprio questo: cercare di aiutare chi ha più bisogno sia da un punto di vista materiale ma soprattutto da un punto di vista umano cercando di far sentire la vicinanza di tutti in questo difficile momento.
“Portici Aperti” lancia la campagna “Tampone Sospeso”

Porici Aperti lancia un’altra campagna “Tampone Sospeso”
La torre piezomerica della Stazione Termini non solo è stata ripulita ma ora è anche illuminata
Vasta eco nei mesi scorsi ha avuto lo scempio perpetrato ai danni della torre piezometrica di via Gioliti da “Geco” e compagni che avevano riempito di graffiti questo notevole esempio di architettura razionalista di Angiolo Mazzoni
Nei giorni scorsi prima è stata ripulita
ed infine è stata illuminata
Che sia un primo passo per tutti quei lavori di riqualificazione di cui ha bisogno via Giolitti che sono attesi non da mesi ma da anni.
Le semplici regole per evitare quanto più possibile il contagio in occasione del cenone e dei pranzi di Natale
Alcuni semplici consigli per evitare quanto più possibile contagi durante il cenone e/o il pranzo a Natale e Capodanno
- accogliere gli ospiti senza troppi gesti d’affetto, evitando baci e abbracci: anche si non ha dei sintomi potrebbe essere portatore del virus;
- non scambiarsi bicchieri o posate a tavola. Attenzione al cin-cin: se c’è il virus, può passare da un bicchiere all’altro;
- evitare di cantare: c’è maggiore emissione di goccioline, che arrivano più lontano e, quindi, aumenta il rischio di contagio;
- mantenere la distanza di almeno un metro e mezzo sia a tavola, sia prima e dopo il pranzo;
- non usare degli asciugamani in comune in bagno se ci si deve lavare la faccia. Finché si tratta di asciugare solo le mani, non c’è problema;
- non passarsi il telefono tra i vari ospiti, a meno che venga prima pulito con un fazzoletto. Meglio mettere il viva voce, se si vuole fare gli auguri a qualche parente lontano;
- arieggiare il locale in cui si soggiorna con una certa frequenza;
- indossare la mascherina il più possibile se si ha problemi di raffreddore o di tosse;
- cercare di utilizzare gli ascensori da soli;
- cuocere o scaldare nuovamente gli avanzi prima di consumarli: la carica virale si riduce notevolmente oltre i 60 gradi.
Le Mura Serviane all’Esquilino
Le Mura Serviane sono uno dei monumenti tra i più antichi della Storia di Roma. Spesso sottovalutate ma mai ignorate per la loro imponenza e maestosità sono sicuramente uno dei tanti tesori del Rione Esquilino.
Nel post seguente dall’account Facebook di Turismo Roma la storia sintetica oltre che una splendida fotografia delle Mura accanto alla Stazione Termini
Ma le Mura sono presenti anche all’interno del giardno di Piazza Manfredo Fanti


e a via Carlo Alberto sporgenti dal muro del palazzo costruito accanto alla chiesa di San Vito e a poca distanza dall’Arco di Gallieno ex Porta Esquilina delle antiche Mura Serviane
La prossima immagine mette a confronto le Mura Serviane (in rosso) con quelle Aureliane (in nero) edificate nella seconda metà del III secolo d.C.

Per maggiori informazioni sulle Mura Serviane l’articolo sul sito della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali (vedi)
“Y&Co” la nuova App del Parco Archeologico del Colosseo scaricabile gratuitamente da gennaio
Una nuova app “Y&Co” (You & Colosseo) sarà scaricabile gratuitamente da gennaio negli store. Promossa dal PArCo (Giulia Giovanetti, Paola Quaranta, Federica Rinaldi e Andrea Schiappelli) con la realizzazione di Ruschena’s Project, vuole essere più di una App: è un’esperienza di visita del PArCo (Parco Archeologico del Colosseo) da vivere sul posto e da remoto, con audio-videoguide in 9 lingue, audiodescrizioni per non vedenti in italiano e inglese, videoguide nella lingua dei segni italiana (LIS) e inglese (ASL) e contenuti speciali per bambini in italiano e inglese con animazioni a cura di Silvio Costa. La APP accompagna i visitatori in un viaggio nella conoscenza del patrimonio archeologico del PArCo, dal Foro Romano al Colosseo attraversando il Palatino e il Museo omonimo nel segno del Design for all. I contenuti saranno accessibili anche grazie ai Qr-code posizionati lungo i percorsi proposti.
Comunicato di “Portici Aperti”
Ieri mattina abbiamo effettuato la distribuzione dei buoni e della spesa sospesa, un sentito ringraziamento agli Esercenti e agli Acquirenti dei nostri piccoli esercizi alimentari per il massiccio contributo di buone cose da mangiare che si è aggiunto alla Spesa Sospesa del Municipio I portata da Binario 95. Menzione speciale va alla GARA DI PANNOLINI tra le nostre due Farmacie, una gara di generosità che segna un magnifico EX-AEQUO tra Giuseppe e Nicola…grazie a tutti e due e vediamo i risultati della nuova manche di Lunedì 21.anche le donazioni sono andate niente male, il Natale si avvicina quindi Vi ricordo il nostro IBAN:ORA D’ARIABanca BPM spaIban IT68I0503403221000000031072Con la causale: Portici ApertiGRAZIEp.s. dopo l’IT68 c’è un i maiuscola fate attenzione, non è un 1
Il Museo Nazionale Romano svelato: L’aula VI delle Terme di Diocleziano
Come abbiamo più volte fatto presente il complesso archeologico delle Terme di Diocleziano, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, è enorme e a tutt’oggi esistono degli ambienti poco conosciuti e/o chiusi al pubblico ma non meno importanti e interessanti. Una delle iniziative che sono state intraprese in questo lungo periodo di stop forzato dovuto alle norme anti contagio al coronavirus è proprio quella di far conoscere attraverso nuovi mezzi di comunicazioni questi ambienti con spiegazioni chiare ed esaurienti.
Si inizia con l’aula VI, un ambiente in fase di restauro e non ancora aperto al pubblico. All’interno la riproduzione in gesso in scala 1:1 del portale del Monumentum Ancyranum (Tempio di Roma e Augusto ad Ancyra attuale Ankara in Turchia) eseguita in occasione della grande mostra del 1911 allestita per i festeggiamenti del cinquantenario dell’unità d’Italia.
Oltre alle notizie storiche ed archeologiche anche diverse curiosità sulle varie utilizzazioni di numerosi ambienti delle Terme di Diocleziono fino all’inizio del ‘900. Ecco la breve presentazione del Museo Nazionale Romano e il filmato relativo all’aula VI
Quanti spazi inesplorati, quante opere sconosciute sono racchiuse nel Museo nazionale Romano? Iniziamo oggi a scoprirle con MNR svelato!
Un pò di storia del “Fritto Misto” di Piazza Vittorio

A scanso di equivoci non è un articolo che parla di gastronomia ma della fontana monumentale da poco restaurata che si trova all’interno del giardino “Nicola Calipari” di Piazza Vittorio, opera di Mario Rutelli, bisnonno dell’ex sindaco di Roma Francesco, che venne così soprannominata dal popolo romano subito dopo la collocazione provvisoria sulla fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica allora Piazza dell’Esedra.
Faccciamo un pò la storia di questo gruppo monumentale e della fontana delle Naiadi a Piazza della Repubblica cercando di accompagnare il tutto con delle immagini d’epoca

Questa è Piazza della Repubblica come si presentava nel 1880. In realtà allora si chiamava Piazza delle Terme e praticamente non c’era nulla, nè la fontana nè i palazzi progettati in seguito dall’architetto Koch (Fig. n. 1). In realtà l’architetto francese Nenot aveva appena vinto un concorso per erigere in questa piazza un monumento celebrativo a Vittorio Emanuele II, ma si cambiò idea e si pensò di spostare il monumento commemorativo accanto al Campidoglio avviando un nuovo concorso per la costruzione dell’odierno “Vittoriano”. Quindi si decise di spostare la fontana che era stata costruita un centinaio di metri prima dalla parte della stazione Termini (fig. n.2) al centro della piazza delle Terme (ora Piazza della Repubblica) anche perchè dopo solo pochi anni la fontana aveva bisogno di interventi per ripristinare molti zampilli che non funzionavano più (Fig. n. 3 e n.4)



Per cui si decise di costruire una fontana monumentale al centro della Piazza che sarebbe stata rinominata Piazza dell’Esedra.
Ecco una foto di un avvenimento nella nuova piazza con la fontana appena costruita (Fig. n.5)

Ma la fontana era spoglia e sicuramente aveva bisogno di qualche ornamento per far bella mostra di sè specialmente per il 1888 quando arrivò a Roma in visita ufficiale Guglielmo II, re di Germania, Per pensare di ornarla con gruppi monumentali non c’era il tempo necessario e quindi si affidò il progetto ad Alessandro Guerrieri che pensò ad una soluzione temporanea con l’alto zampillo centrale e 4 leoni laterali da sostituire in seguito con delle statue (fig. n.6).

Nella figura n. 6 oltre alla fontana con i 4 leoni si nota la recinzione che veniva adottata a quei tempi per salvaguardare i monumenti e il secondo palazzo di Koch ancora da costruire.
Infine, tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, si affidò ad un artista siciliano, Mario Rutelli, il compito di eseguire i gruppi monumentali delle naiadi (la Naiade degli Oceani, la Naiade dei Fiumi, la Naiade dei Laghi e la Naiade delle Acque Sotterranee) che avrebbero sostituito i leoni e quello centrale che comprendeva tre figure umane, un delfino e un polpo, avvinghiati in una lotta. Ecco la fontana al termine dei lavori (Fig. n.7 e Fig. n. 8)


Purtroppo per quanto successo ebbero le “Naiadi” che finirono addirittura per diventare un caso perchè l’esibizione di corpi femminili nudi era una assoluta novità per la Roma post papalina, il gruppo centrale non riscosse il consenso popolare che anzi lo etichettò come “fritto misto” e le autorità del tempo decisero di rimuoverlo (Fig. n. 9).

Successivamente venne commissionato alla stesso Rutelli un nuovo gruppo più semplice e più sobrio (una sola figura maschile con un delfino) che poi è quello che ancora è al centro della fontana (Fig. n. 10)

E il “fritto misto” che fine fece? Si decise di collocarlo in una fontana appositamente costruita nel nuovo giardino di Piazza Vittorio Emanuele II (Fig. n. 11)

Finalmente questo gruppo monumentale trovò la sua collocazione definitiva e con la ristrutturazione del giardino di Piazza Vittorio da poco terminata nel mezzo di una rinnovata fontana è divenuto una delle attrazioni del luogo (Fig. n. 12)







