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Le Sette Meraviglie della Roma Imperiale: ecco la puntata integrale

Avatar di Michelangelo BuonarrotiMichelangelo Buonarroti è tornato

Se non avete visto la prima puntata della nuova serie di Ulisse dedicata alle Sette Meraviglie della Roma Imperiale con Alberto Angela, non preoccupatevi perché avete la possibilità di rivederla integralmente come e quando volete.

La puntata si apre con il racconto del natale di Roma ovvero la leggendaria fondazione della città eterna per proseguire poi con un viaggio alla scoperta dei sette capolavori di Roma realizzati nell’epoca imperiale, quando la città conobbe il suo massimo splendore.

Foto credit Barbara Ledda

Alberto Angela ci porta all’interno del Mausoleo di Augusto che da pochissimo è stato riaperto al pubblico dopo il grande lavoro di restauro durato quattordici anni. Che aspetto aveva originariamente questo grande complesso? Grazie a ricostruzioni grafiche accurate è possibile rendersi conto di come fosse all’epoca.

L’Ara Pacis, il Colosseo, il Palazzo Imperiale di Domiziano sul Palatino,la Colonna Traiana, il Pantheon sono le altre opere protagoniste…

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Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in Roma antica – L’ Aventino e il Celio – Estratto n°3

Continua la descrizione dei Colli di Roma, in questo terzo estratto dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Dopo il Palatino, vediamo oggi l’Aventino e il Celio.

Circa quattro minuti di presentazione ci illustrano come il colle Aventino, per lungo tempo considerato un luogo sacro, cambiò veste più volte nel corso della storia e da dimora di ribelli divenne in età imperiale fra i colli più abitati e con una delle passeggiate più eleganti di Roma.

Cosa invece riguardo al Celio?
Iniziò a vedere uno sviluppo edilizio con l’estendersi di Roma verso oriente. Era conosciuto anticamente come Mons Querquetulanus per il suo essere un monte boscoso di querce, ma il verde fu sacrificato per le esigenze della città. Vi abitarono uomini nobili e in vista fra cui i Mamurra, fedelissimi di Cesare. Domiziano e Costantino fissarono sul Celio le loro residenze. Vi nacque e crebbe Marco Aurelio.

La storia dei sette colli è iniziata con il post dedicato al Palatino (link al post) e continuerà a breve con l’Esquilino e il Viminale.
Nel frattempo buona lettura!

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Riportiamo di seguito l'indice (basta un click sull'immagine per ingrandirla) invitando chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 

Natale di Roma 2021: alcuni appuntamenti online

Novità in vista al Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano

Il 16 aprile è andato in onda durante l’edizione delle 14,00 di Tg3 Lazio, per la rubrica “GrandArte”, un servizio di Donatella Ansovini relativo ad alcune novità che saranno presto visibili al pubblico nel Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano. In particolare il direttore Stephane Verger ci ha introdotto nei sotterranei dell’antica Certosa che custodiscono reperti di epoca romana di grande interesse e in un’intera ala dell’edificio delle Terme che fino ad oggi è stata utilizzata solo come magazzino e che diventerà un’ulteriore sala espositiva in grado di ospitare statue anche di grandi dimensioni. Il termine dei lavori è previsto per il prossimo autunno in concomitanza dell’allestimento di una mostra di grande importanza. Ecco il servizio

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Il Palatino – Estratto n°2

Ecco il secondo estratto dal libro Vita d’ogni in Roma Antica.
[Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze – 1962]

Iniziamo le pagine dedicate ai Colli di Roma, a partire dal Palatino, che ospitò case di notabili e politici e dove sorsero i primi santuari e templi e le prime porte nelle mura.

Più di ogni altro colle, il Palatino coi suoi successivi aspetti ha seguito la storia di Roma: da primitivo centro di Roma, la Roma Quadrata di Romolo, si ingrandì con l’ingrandirsi dell’Impero e divenne la sede dei principi.
Dall’alto dominava il centro di Roma; anche oggi i ruderi grandiosi che ne rimangono dominano la piana del Foro

Chi avesse perso il primo paragrafo, sulla Roma da Romolo a Costantino, può leggerlo in questo post
La storia dei sette colli continuerà a breve con l’Aventino e il Celio.
Nel frattempo buona lettura!

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Ci piacerà, se lo apprezzate, selezionare altri estratti dall'indice, che riportiamo di seguito (basta un click sull'immagine per ingrandirla) e perciò invitiamo chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 

Un libro da condividere – vita d’ogni giorno in roma antica – Estratto n°1

Da qualche settimana, mi è capitato fra le mani questo libro, ereditato da mia madre, che ho iniziato a leggere con curiosità e che ho pensato potesse essere una fonte utile per qualche post su questo blog.
Autrice: Maria Paoli
Editore: Felice Le Monnier – Firenze
Anno: 1962 (sesta edizione)

Nella quarta di copertina si legge il prezzo di 700 Lire.
Si stupiranno credo i ragazzini che non hanno vissuto il tempo delle lire a pensare che al cambio odierno equivale a circa 40 centesimi, ovviamente senza considerare l’inflazione.
Ci viene in aiuto il sito inflationhistory.com per calcolarci il prezzo attuale di 8,60 Euro, inflazione inclusa.

Ho pensato di strutturare questa prima lettura come presentazione, piuttosto che in forma di solo testo e sono partita dal primo paragrafo che ci racconta la Roma da Romolo a Costantino.
Proseguirò nei prossimi post con la storia dei sette colli che ci ricorda la graduale occupazione che la città fece di essi, a partire dal Palatino.

Ci piacerà, se lo apprezzate, selezionare altri estratti dall'indice, che riportiamo di seguito (basta un click sull'immagine per ingrandirla) e perciò invitiamo chiunque avesse curiosità per uno specifico paragrafo a segnalarcelo. 
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I aprile 2021: storia e tradizione del “Pesce d’Aprile”

Oggi è il primo aprile giorno in cui, per tradizione,  sono ammessi scherzi, burle e bugie (alcune divenute famose). Ma ci siamo mai chiesti quale è l’origine di questa tradizione? Perchè proprio il il primo giorno di aprile? In questo bel post dal  blog “Io Donna”  , tutte le risposte storiche a questi interrogativi

Pesce d’aprile: scherzi, frasi, origine e storia – iO Donna

C’è un giorno dell’anno – uno solo – in cui si può mentire impunemente senza essere criticati o additati come bugiardi cronici. In quel giorno, chi racconta qualche frottola può venir considerato, al massimo, un semplice giocherellone. Stiamo parlando del 1° aprile, data internazionalmente riconosciuta come la giornata degli scherzi e delle burle. Che, solo per oggi, vengono chiamati “pesci d’aprile”: chi ci casca, infatti, “abbocca” all’amo di qualche burlone.

Questa festa è nota in tutto il mondo, e prende nomi diversi a seconda dei vari Paesi in cui viene “onorata”: da noi è il Pesce d’Aprile, mentre nei paesi anglofoni si chiama April Fool’s Day (dopo spiegheremo perché) o Pescado de Abril negli Stati di lingua spagnola.

Ma perché il Pesce d’Aprile si festeggia il primo giorno del mese? Ci sono diverse teorie sulla nascita di questa divertente ricorrenza. Per scoprire la prima ipotesi dobbiamo spostarci in Francia nel XVI secolo. A quel tempo, prima del 1582, il calendario in uso prevedeva che i festeggiamenti per il nuovo anno si svolgessero tra il 25 marzo e il 1° aprile, giorno dedicato alla festa, alle libagioni e ai banchetti.

Successivamente, con l’avvento – e l’utilizzo – del calendario gregoriano, il capodanno fu spostato al primo di gennaio, com’è universalmente festeggiato nella maggior parte dei Paesi del mondo. Questo mutamento di data, però, lasciò interdetta la maggior parte della popolazione, che fece fatica ad abituarsi a questo cambio di tradizione.

Così, chi continuò a festeggiare il cambio di anno secondo l’antico calendario, prese il nome di “sciocco di aprile. Non a caso, in inglese il nostro Pesce d’Aprile viene chiamato invece April Fools’ Day, ovvero “il giorno degli sciocchi d’aprile”.

Chi continuava a festeggiare ancora secondo l’antico calendario era infatti considerato un po’ “tonto” e ridicolizzato con inviti a feste inesistenti, regali assurdi o pacchetti privi di contenuto. Dalla Francia di Re Carlo IX e dalla Germania degli Asburgo, la tradizione si diffuse poi in Inghilterra nel XVIII secolo e negli altri stati europei.

Nel nostro Paese l’usanza di farsi degli scherzi e dirsi bugie impunemente il 1° aprile risale al periodo storico che va dal 1860 al 1880. Sembrerebbe che la prima città ad accogliere questa abitudine di origine francese, che abbiamo raccontato nel paragrafo precedente, fosse Genova.

Qui, questa nuova tradizione si diffuse a macchia d’olio, dapprima tra i ceti medio-alti della città e poi a tutto il resto della popolazione. Travalicò poi i confini della città per raggiungere tutte le regioni d’Italia.

C’è invece una teoria che collega la tradizione del Pesce d’Aprile addirittura all’antica Roma. Forse meno accreditata della precedente, questa spiegazione risalirebbe ai tempi della Roma imperiale. Precisamente subito dopo le Idi di Marzo, quando i contadini e gli allevatori della città organizzavano i festeggiamenti in onore della Dea Cibele (quando ancora la religione romana era politeista), protettrice degli animali e dei luoghi selvatici.

Il nome di questa ricorrenza era Hilaria, dalla parola latina hilaris che significa “giocoso”: la caratteristica peculiare era che durante il giorno della festa erano concessi mascheramenti e scherzi di ogni tipo. In pratica, una sorta di antesignano del carnevale d’epoca medioevale: ci si poteva travestire da chiunque, anche da personalità in vista della vita pubblica, e organizzare burle e scherzi senza essere puniti.

Balli, canti e danze in onore della divinità si protraevano per giorni e notti, e il vino che scorreva a fiumi aiutava a rendere tutti più sciolti e propensi a farsi scherzi a vicenda, prontamente archiviati dopo la fine del periodo di festa.

Un’altra teoria sposta ancora più indietro le lancette del tempo e farebbe risalire le origini del pesce d’Aprile addirittura all’Antico Egitto. Secondo questa stravagante spiegazione – la meno accreditata tra le tre, ma forse la più fantasiosa – Antonio durante una battuta di pesca avrebbe chiesto a un suo schiavo di attaccare un grande pesce al suo amo, per fare bella figura con la sua adorata Cleopatra e vincere la gara di pesca.

Ma la regina d’Egitto, che tutto era tranne che credulona, intuì subito l’inganno e sostituì l’enorme pesce con un misero pesciolino finto rivestito di pelle di coccodrillo, per prendere in giro il compagno. Chi di scherzo ferisce, di pesce… perisce!

Oltre alla spiegazione fornita dall’ultima tesi, questa denominazione porta subito a pensare ai pesci che abboccano all’amo, proprio come una “vittima” credulona abbocca a una burla o a una bugia. Un’altra teoria, invece, sottolinea come ci sia un legame tra il 1° aprile e il segno zodiacale dei pesci, in cui è collocata questa data.

Oppure, ancora, si racconta che per qualche motivo misterioso i pescatori, nei giorni tra fine marzo e inizio aprile, a causa di correnti marine non favorevoli, tornassero a riva con le reti quasi completamente vuote. Questo scatenava l’ilarità e le prese in giro della popolazione, che li ritenevano incapaci di fare bene il proprio lavoro e un po’ “stupidotti”.

L’ultima spiegazione sul perché si dica “pesce” di aprile si lega invece alla religione. Si narra infatti che il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia, abbia salvato la vita al Papa, liberandolo da una grossa spina di pesce conficcatasi nella sua gola dopo un banchetto. Da quel momento, oltre a festeggiare, nella città di Aquileia non si mangia pesce ogni 1° aprile. Quasi per esorcizzare e allontanare dalla città una possibile tragedia o evento negativo.

La Cappella di Sant’Elena in Santa Croce in Gerusalemme

La storia della cappella di Sant’Elena a Santa Croce in Gerusalemme in una pubbicazione di Marilena Luzietti. Un altro dei tesori dell’Esquilino non troppo conosciuto se non addirittura sconosciuto

LA CAPPELLA DI SANT’ELENA IN SANTA CROCE IN GERUSALEMME:
IL PROGRAMMA ICONOGRAFICO DEL CICLO MUSIVO

(cliccare sull’immagine per scaricare la pubblicazione)

Le Terme di Diocleziano oltre che granaio sono diventate per alcuni decenni nel XIX secolo anche una caserma!

Per quanto possa sembrare incredibile questo splendido monumento non bastasse il granaio (vedi post sull’argomento) nel XIX secolo è stato utilizzato anche come caserma dai soldati francesi di stanza a Roma. Per fortuna nonostante tutte queste trasformazioni è arrivato fino a noi ancora nella sua magnificenza sia nella parte archeologica sia nella parte monumentale (Santa Maria degli Angeli e la Certosa) opera di Michelangelo.

Ecco la storia della trasformazione a caserma in un post dall’account Facebook del Museo Nazionale Romano.

Roma Termini Ieri ed Oggi

Una  pubbicazione curata da Fondazione FS sulla storia della Stazione Termini. Il tutto corredato da splendide fotografie d’epoca. Di seguito la presentazione della pubblicazione. Clicca sull’immagine della copertina per scaricare il .PDF originale.

La Stazione di Roma Termini rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per intere generazioni di viaggiatori e di romani. Tutti noi abbiamo un ricordo legato ai viaggi in treno in partenza, o in arrivo, nella Capitale o alle numerose banchine calpestate da milioni di viaggiatori giornalieri.

Con l’aiuto del grande repertorio documentario che la Fondazione FS Italiane ha ereditato dalle Ferrovie dello Stato, effettueremo un viaggio per immagini attraverso l’evoluzione architettonica, ingegneristica ma anche culturale della stazione.

Per la prima volta Fondazione FS Italiane ha pensato di proporre una pubblicazione ideata per una divulgazione veloce attraverso la rete web, prevedendo alcuni link nel testo che permetteranno una navigazione esterna verso alcuni database culturali. Grazie all’utilizzo delle tecnologie odierne, possiamo tracciare una linea retta tra il passato e il nostro presente, proseguendo il viaggio verso un futuro da scoprire.

E scansionando il QR code  puoi sfogliare la pubblicazione sullo smartphone o sul tablet