“La parte iniziale comincia sempre con quello che io chiamo “CONFUSIONE”, il momento iniziale di imbarazzo prima che si entri in empatia, i primi scatti, le prove luci, eccetera.
Si passa poi a quello che io chiamo “CON” / INSIEME: soggetto e fotografo cominciano a comunicare e a trovare un linguaggio comune, a dialogare al fine di abbassare tutte le barriere/maschere.
Si arriva poi alla “FUSIONE”, il fotografo scompare e il soggetto si FONDE con l’obiettivo della macchina fotografica, comunicando la parte più intima di sé.
È un momento “magico” dove il soggetto, a proprio agio, riesce a dialogare direttamente non solo con lo sguardo, ma anche con il corpo, il proprio io, liberandosi da ogni possibile critica e pregiudizio.”