Archivi categoria: Fotografia

9/10/25 “Intersezioni” presso Horti Magici

9 ottobre 2025 dalle ore 15:30

HORTI MAGICI

Intersezioni

Il programma

• Ore 15.30 Apertura con saluti istituzionali.
• Preparazione set fotografico, con ritratto personalizzato per tutti i partecipanti, attivo fino alle 21 – a cura di Severine Queyras e Pierluigi Zolli.
• Laboratorio di stampa manuale. Stampa il tuo disegno su foglio, maglietta o borsa in 20 minuti! Per tutte le età in piazza cittadina – a cura di Zara Kian.
• Mostra fotografica di Marco Grandelis.
• Apertura del progetto di Jean-Baptise Huynh “Il giardino delle parole”.

• Ore 17.30 presentazione del libro di Abdou Mbacké Diouf “Il pianista del Teranga”, dialoga con Malick Fall e Sara Antonietta Amame.

• Dalle 18.30 si esibiranno sul palco:
– Alberto Rivas e Carlos Paz (Flauto e chitarra)
– Kora hero duo con Ameth Ndiaye e Kora Hero
– Nicolò Melocchi e Sanjay Kansa Banik (flauto indiano e Tabla)
– Sufi jazz con Houcine Ataa e Gaia Possente

Dal 5 al 16/6/25 “Mediterraneo” Mostra di Federico Scarchilli al Gatsby Cafè

Dal 5 al 16 giugno 2025

GATSBY CAFE’

Mediterraneo

Mostra di
Federico Scarchilli
Nel cuore del Golfo di Napoli, tra le celebri Ischia e Capri, si nasconde Procida, un piccolo gioiello che conserva intatta la sua anima autentica. Con i suoi appena 10mila abitanti, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Passeggiando tra le sue viuzze colorate si respira l’odore dei limoni, il mare è sempre vicino, e il ritmo della vita è ancora scandito dalla pesca e dalle tradizioni locali.
Le “cianciole”, tipiche barche da pesca, solcano ancora le acque intorno all’isola, ricordando un passato che qui è ancora presente. La cucina, semplice e genuina, riflette l’identità mediterranea dell’isola, fatta di sapori forti e profumi intensi.
Procida è anche cinema: il suo fascino ha incantato registi e attori, diventando il set naturale di film celebri come “Il Postino” con Massimo Troisi o “The Talented Mr. Ripley”. Il suo paesaggio, intimo e suggestivo, è capace di ispirare arte e racconti, lontano dalle rotte turistiche più battute.
Ma l’isola non è solo cartolina: ha una forte tradizione marittima, e molti dei suoi abitanti hanno solcato i mari del mondo come ufficiali della marina mercantile. Questo legame profondo con il
mare è parte dell’identità procidana, fatta di orgoglio e resilienza.
Procida oggi è una meta sempre più apprezzata da chi cerca autenticità, bellezza silenziosa e un’Italia fatta di piccoli gesti e grandi storie.
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Federico Scarchilli è docente di Documentazione Fotografica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Elaborazione Digitale dell’Immagine presso l’Istituto Pantheon Design & Technology di Roma. Insegna fotografia in strutture socio-sanitarie pubbliche, lavorando con persone a maggiore rischio di esclusione sociale e lavorativa.
Nel 2024, il suo lavoro “Flora” ha vinto il Sony World Photography Award nella categoria Still Life. Tra il 2020 e il 2022, i suoi progetti legati al Covid sono stati esposti in “COVID-19 Visual
Project” a cura di Cortona On The Move e in “CoviDiaries” alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Nel 2019, il suo progetto “The Architecture of Knowledge” è stato finalista al Premio Marco Pesaresi. Nel 2018 ha ricevuto una residenza d’artista per il progetto “Landxcape”, organizzato
dalla Regione Puglia e dalla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.
Nel 2016 ha rappresentato l’Italia alla biennale Jeune Création Européenne.
Le sue pubblicazioni includono: Geo Magazine, La Repubblica, Internazionale, Il Messaggero, De Volkskrant, Oggi, L’Illustré, Die Zeit, CNN, Lonely Planet, Digital Camera Magazine.
I suoi lavori sono stati esposti in Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Corea del Sud, Polonia, Danimarca, India e Lituania.
IG @effe_imago
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

Dal 30/5 al 12/6/25 “Chronogenics” Mostra fotografica di Francesco Grigori Di Bene al Medinna Art Gallery

Dal 30 maggio al 12 giugno 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Chronogenics

Mostra fotografica di

Francesco Grigori Di Bene

Testo a cura di Grazia Mocci

Il progetto “Chronogenics” di Francesco Grigori Di Bene è un’indagine fotografica focalizzata sul volto come deposito genetico e spirituale, come superficie di passaggio tra ciò che saremo e ciò che siamo stati. Attraverso un ventaglio di ritratti in bianco e nero, l’artista mette in scena il dialogo silenzioso tra generazioni, tra padri, madri e figli che si specchiano vicendevolmente, talvolta con evidenza, talvolta in modo misterioso e celato, come se una linea sottile unisse i tratti più sfuggenti dell’identità.

Chronogenics nasce da un’esigenza profonda: lasciare una traccia di sé nel mondo. Se infatti la necessità creativa è un surrogato della necessità di procreare, qui le immagini cercano la somiglianza, la evocano, anche laddove è invisibile. Costruendo una geografia affettiva fatta di occhi, linee del volto, gesti e memorie condivise. Lasciando un’eredità che non è solo biologica, ma anche simbolica.

La scelta del bianco e nero…

…risponde a una precisa intenzione formale e concettuale: l’assenza del colore agisce quale strumento di sottrazione e costringe lo sguardo a concentrarsi sulle linee, sulla struttura, sulle simmetrie e sulle discrepanze. La forma emerge così con nitidezza e il medium si fa veicolo di verità, l’immagine si avvicina all’essenza, come fosse un’istantanea che resta quando il tempo scava.

La serie di foto, con un ampio spettro, si articola intorno ad un asse: la somiglianza intesa non solo come elemento morfologico, ma anche come tensione visiva tra presenza e assenza. Le immagini operano per fusione, giustapposizione o ibridazione dei tratti somatici, mettendo in luce le convergenze, ora manifeste, ora impercettibili. E suggerendo una riflessione sulla trasmissione genetica come narrazione visiva nel tempo.

La mostra non si limita a una semplice esposizione…

…ma esorta a chiederci: cosa lasciamo realmente di noi? Quali tracce resistono alla forza erosiva del tempo e della memoria? La fotografia, qui, non documenta, ma interpreta. È una forma di procreazione e, come un figlio, ogni immagine nasce dall’urgenza di continuità, dalla volontà di restare. La pratica artistica si fa dunque atto di incarnazione, di trasmissione, di amore.

Chronogenics è, in fondo, un archivio di legami, una riflessione pungente sull’identità come dono e come destino, sull’essere nel tempo e attraverso il tempo. E sulla bellezza di essere parte di una narrazione che ci precede e ci oltrepassa

Dal 30/4 al 7/5/25 “La facciata degli affetti” : Racconto fotografico di Sophie Chiarello al Gasby Cafè

Dal 30 aprile al 7 maggio 2025

GATSBY CAFE’

La facciata degli affetti

Racconto fotografico di

Sophie Chiarello

 

Cinque primavere fa, un decreto ci vietava di spostarci oltre 200 metri dalle nostre abitazioni.
La mia famiglia è sparsa lungo lo stivale e oltre.
Dei muri invisibili si ergono disegnando nuove frontiere.
Mi manca l’aria
Esco
Le strade sono vuote
Alzo gli occhi alla ricerca della vita dentro le case
Una finestra si apre
Si affaccia un’amica
Poi un’altra
E un’altra ancora.
Il mio raggio di 200 metri si popola di finestre aperte
Rivedo volti
Tristi, felici, pensierosi, fiduciosi, preoccupati, allegri
Li fotografo
Le foto diventano un collage e rivela la facciata di un palazzo immaginario:
La facciata degli affetti
ritratti di Sophie Chiarello
collage realizzato con la collaborazione di Sveva Bellucci
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Sophie Chiarello è una regista e documentarista italo-francese. Il suo ultimo documentario “Il cerchio” vince il Premio David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il miglior documentario. Fotografa per diletto, ma soprattutto per fermare lo sguardo e riavvolgere i pensieri. Così nasce il racconto fotografico “La facciata degli affetti” a primavera 2020.
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

 

Dal 17 al 24/4/25 “Essenze di piazza” mostra di Damiano Nawezi al Gatsby Cafè

Dal 17 al 24 aprile 2025

GATSBY CAFE’

Essenze di Piazza

mostra di

Damiano Nawezi
Il progetto “Essenze di piazza” esplora visivamente la complessità umana attraverso ritratti spontanei scattati in Piazza Vittorio a Roma. L’artista crea “esseri ibridi” mescolando i volti delle persone per rappresentare la diversità e l’interconnessione delle identità. I collage simboleggiano la fluidità dell’identità umana, in continua trasformazione.
L’opera riflette sul dinamismo e sul mutamento, mettendo in evidenza l’effimera natura dell’esistenza. Piazza Vittorio, con la sua storia e varietà culturale, diventa un microcosmo della complessità del mondo contemporaneo. In sintesi, il progetto riflette sulla diversità e sul continuo divenire della vita, utilizzando la piazza come punto di partenza.
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Nato a Roma nel 1995, Damiano Nawezi ha studiato Storia dell’Arte alla Sapienza, spinto dal desiderio di comprendere il linguaggio universale dell’immagine e le motivazioni degli artisti. La sua ricerca artistica è un viaggio introspettivo, volto a scoprire le verità nascoste che influenzano la percezione della realtà, esplorando le relazioni tra gli eventi e le sfumature difficili da definire.
È particolarmente affascinato dalla diversità e dalle zone d’ombra, cercando di rivelare la bellezza nascosta nelle cose comuni. Utilizzando materiali e tecniche eterogenei, crea un linguaggio visivo unico, invitando il pubblico a riflettere sulla condizione umana e sul senso profondo dell’esistenza.
www.nawezito.com
IG: @almostthug
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di 
 

Dal 4 al 6/4/25 “Brunello Bonanni su eroi Bretoni e Normanni” Mostra fotografica al Medina Art Gallery

Dal 4 al 6 aprile 2025

MEDINA ART GALLRY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Eroi Bretoni e Normanni

Mostra fotografica di

Brunello Bonanni

Il pensiero scorre nel tempo e il tempo scorre nel pensiero.

Un binomio che ha mille sfaccettature, difficili da cogliere e facilmente sfuggenti. Ma è possibile fermarli insieme in un momento? Dono di uno stato d’animo, comunicativo di emozioni, reso visuale perché il suo immaginario possa raggiungerci con tutta la potenza del suo ignoto?

E’ quello che l’artista intende far vivere al visitatore attraverso questa esposizione fotografica che racconta la capacità di leggere l’emozione di un momento per fermala in uno scatto. E proiettarla in un mondo chimerico con l’impiego dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

Brunello Bonanni è alla sua seconda esposizione personale dopo aver partecipato con il tema “Fotografare il Silenzio” alla rassegna artistica organizzata dal comune di Alatri. Pur rimanendo nello spazio della fotografia amatoriale, si distingue per la capacità di saper cogliere nei suoi scatti il brio di un momento, la vitalità di una scena con la freschezza di una inquadratura non pre-costruita!

L’esposizione è rappresentativa di sguardi sul festival “Les Grandes Medievales”…

…una ricostruzione storico-culturale degli usi e costumi francesi del tardo Medioevo, ambientata a Fort La Latte Château de la Roche Goyon in Bretagna. Un posto iconico sede di numerosi set cinematografici tra i più famosi “Milady” 2023, “The last Mistress” 2007, “Chouans!” 1988, “The Vikings” 1958.

L’esperienza immersiva, oltre a suscitare con linguaggio fotografico una risposta emotiva, sviuppa un’auto-narrazione dei personaggi ambientata nel contesto dell’epoca: Britannia e Normandia del XIV secolo.

I protagonisti degli scatti, attraverso un sofisticato utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa di ultimissima generazione (quindi eco sostenibile), si raccontano nei loro trascorsi con pensieri e ricordi, esprimendo desideri e passioni, per guardare avanti con sogni ed aspirazioni.

Ringraziamenti sentiti vanno allo “Château de la Roche Goyon” per aver concesso all’artista il consenso di pubblicare fotografie scattate nella proprietà, con figuranti e interpreti dei personaggi come soggetti.

Dal 3 al 17/4/25 “La Musica delle Immagini” Mostra di Matteo Montanari al Gatsby Cafè

Dal 3 al 17 aprile 2025

GATSBY CAFE’

La Musica delle Immagini

Mostra di

Matteo Montanari
Ogni scatto è una melodia, ogni fotografia una nota che racconta una storia.
“La Musica delle Immagini” è un viaggio che celebra l’anima della musica attraverso gli occhi di chi la crea, catturando l’intensità e l’emozione dei musicisti in performance.
Le immagini, pur nella loro apparente staticità, vibrano di energia. Ogni strumento racconta una sinfonia, ogni espressione un frammento di una composizione in divenire.
La musica diventa visibile, con fotografie che uniscono ciò che si ascolta a ciò che si vede, unendo suono e immagine.
In questo processo emerge la sinestesia: percepire i suoni come forme e contrasti.
Le immagini in bianco e nero, attraverso luci, ombre e texture, raccontano l’intensità della musica senza bisogno di colori.
Questa serie è dedicata a chi vive la musica con gli occhi, cercando un’armonia che va oltre le note.
Benvenuti nel mio racconto visivo, un tributo ai musicisti e alla loro capacità di trasformare il mondo in un’onda sonora.
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La mia passione per la fotografia nasce da un’ansia: quella di fermare il tempo. Da ragazzo facevo ritratti a tutti i miei amici. Più tardi matura e si trasforma in una grande e meravigliosa storia d’amore. La passione per i ritratti però è rimasta, anzi è cresciuta.
Quando più tardi iniziai lo studio della musica (il sassofono tenore in particolare) l’incontro tra le mie due amanti è avvenuto in modo del tutto spontaneo e naturale.
Ho provato a fare quello che sapevo fare meglio: i ritratti. Così ho cercato di fotografare la musica attraverso i suoi interpreti. Le due arti si fondono. Il musicista racconta una storia (la sua). Con il suo strumento anche lui scatta dei ritratti. Ed io con la mia reflex ho provato a ritrarre la musica…
IG: @montanaresimo
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le mostre del Gatsby sono a cura di Séverine Queyras

Dal 20/3 al 3/4 “La disapparenza” Mostra di Antonello Oliva al Gatsby Cafè

Dal 20 marzo al 3 aprile 2025

GATSBY CAFE’

 La Disapparenza

mostra di

Antonello Oliva
La disapparenza richiede l’uso del minor numero di parole possibile, e anche del minor numero di immagini, se non si trattasse di una mostra fotografica e non si fosse disposti al compromesso.
Non per spiegazione ma per affermazione: la disapparenza mostra ciò che è, non ciò che mostra.
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Vissuto nell’unica maniera possibile, mancando clamorosamente troppe cose da poter ridurle in un depliant.
Disposizione artistico-creativa sostenuta da superbo e decadente disinteresse verso qualsivoglia realizzazione.
Le solite cose, un po’ di parole, un po’ di immagini, un po’ di pensieri, nessuna conclusione, nessun punto in cui queste cose si incontrano, nessun lascito.
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a cura di Séverine Queyras

Dal 15/3 al 20/7/25 “Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray” al Museo Storico della Fanteria

Dal 15 marzo al 20 luglio 2025

MUSEO STORICO DELLA FANTERIA

Mostra

Frida Kahlo through the lens of Nickolas Muray

Dal sito http://www.navigare.com

Frida Kahlo through the lens of  Nickolas Muray” è una mostra, a cura di Vittoria Mainoldi, che offre uno sguardo intimo e privato su Frida Kahlo, l’artista più prolifica, conosciuta e amata del Messico, attraverso l’obiettivo fotografico del suo amico di lunga data e amante, Nickolas Muray.

Le fotografie che Muray realizzò nel corso di questa relazione, che coprono un periodo che va dal 1937 al 1946, arrivano per la prima volta a Roma e ci offrono una prospettiva unica, quella dell’amico, dell’amante e del confidente, ma al tempo stesso mostrano le qualità di Muray come ritrattista e come maestro della fotografia a colori, campo pionieristico in quegli anni. Queste immagini mettono anche in luce il profondo interesse di Kahlo per la sua eredità messicana, la sua vita e le persone per lei importanti con cui la condivideva.

n mostra circa 60 fotografie in b/n e a colori, le più note al pubblico, che ritraggono Frida da sola, con Diego Rivera, con gli amici e con lo stesso Nick in diversi luoghi.

Le lettere originali che Frida e Nick si sono scambiati durante la loro relazione saranno esposte, per darne uno scorcio intimo. I due iniziarono una storia d’amore che proseguì a fasi alterne per i dieci anni successivi e un’amicizia che durò fino alla morte di Frida nel 1954. Il loro rapporto verrà presentato al visitatore attraverso una raccolta di rari video che li vedono insieme in diverse occasioni per una immersione emozionante. 

Ad arricchire l’esposizione, otto abiti realizzati in Messico, che riprendono l’abbigliamento di Frida e una selezione di gioielli e accessori, tutti realizzati a mano, che danno un’idea dei gusti di Frida Kahlo e dello stile che prediligeva.

Molte nazioni, inoltre, hanno tributato grandi riconoscimenti all’artista messicana emettendo francobolli unici, di grande pregio che hanno segnato alcune tra le più importanti ricorrenze legate alla storia di Frida Kahlo. Una raccolta esclusiva di prodotti filatelici che celebrano la grande regina dell’arte messicana. Si tratta di una Collezione eccezionale di francobolli, provenienti da varie nazioni. 

Inizio: 15/03/2025

Fine: 20/07/2025

Città: Roma

Location: Museo Storico della Fanteria dell’Esercito

Indirizzo: Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7, 00182

Porta il tuo animale alla mostra

Dal Lunedì al Venerdì: dalle ore 09,30 alle ore 19,30.

Sabato e Domenica: dalle ore 09,30 alle ore 20,30.
Ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.

Ticket:

  • € 15,00 Biglietto intero WEEKEND E FESTIVI
  • € 13,00 Biglietto intero Feriali
  • € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): DA LUNEDÌ A DOMENICA –
    Disabili ed accompagnatori, gruppi oltre 10 persone (solo su prenotazione)
  • € 10,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): DA LUNEDÌ A VENERDÌ –
    Giovani fino a 14 anni, Over 65, Universitari (con tesserino), Convenzioni, Personale delle forze armate (con tesserino), Giornalisti (con tesserino)
  • € 13,00 Biglietto Ridotto (solo in biglietteria): WEEKEND E FESTIVI –
    Giovani fino a 14 anni, Over 65, Universitari (con tesserino), Convenzioni, Personale delle forze armate (con tesserino), Giornalisti (con tesserino)
  • € 16,00 Biglietto Open Include ingresso salta la fila
  • € 5,00 Scuole
  • Gratuito Bambini fino a 5 anni

18App e bonus docente: biglietto acquistabile solo su ticketone 48 ore prima.

Dal 6 al 19/3/25 “Luce nera” Mostra fotografica di Severine Queyras al Gatsby Cafè

Dal 6 al 19 marzo 2025

GATSBY CAFE’

Luce nera

Mostra fotografica di Severine Queyras
“D’autres fois, calme plat, grand miroir de mon desespoir”
Charles Beaudelaire
***
Il titolo stesso suggerisce il contrasto tra ciò che è visibile e ciò che è celato nell’oscurità, invitando lo spettatore a riflettere sulla tensione tra luce e ombra, è un’esplorazione visiva che si intreccia con i temi del dualismo e della psicologia profonda, dove luce e ombra non sono nemiche, ma due facce di una stessa realtà. Attraverso fotografie a colori fortemente contrastate, si esplora un paesaggio interiore che non teme di guardare nelle zone più oscure della psiche, per abbracciarle come parti essenziali della nostra esperienza.
Ogni immagine è un riflesso di quel “calma piatta” descritto da Baudelaire, dove la malinconia e la tristezza non sono semplicemente sofferenza, ma diventano momenti di introspezione e serenità silenziosa. La linea d’ombra, concetto che evoca il confine tra luce e oscurità, diventa metafora di un viaggio profondo e intimo, dove ogni ombra porta con sé una verità nascosta e ogni luce rivela la bellezza anche nel dolore.
In questo lavoro, l’ombra non è un’assenza, ma una presenza che arricchisce e dà senso alla luce. Il contrasto visivo tra le due dimensioni si fa simbolo di un equilibrio psicologico e emotivo, in cui la riflessione su sé stessi diventa, paradossalmente, il momento di maggior calma e pace.
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Je suis une photographe française vivant à Rome.
Je travaille depuis 30 ans dans la mode, le portrait et le reportage.
Je suis attirée par l’instant, la lumière, le mouvement et les individus.
Je suis fascinée par les contrastes, les différences et les
contradictions.
Sono una fotografa francese che vive a Roma.
Lavoro da più di trent’anni nella moda, nel ritratto e nel reportage.
Sono attratta dall’attimo, dalla luce, dal movimento e dagli individui.
Sono affascinata dai contrasti, differenze e contraddizioni.
Séverine Queyras