Archivi categoria: Fotografia

Dal 30/10 al 12/11/25 “Wow!” Mostra di KSTUDIO – GIUDA – WOW! al Gatsby Cafè

Dal 30 ottobre al 12 novembre 2025

WOW!

Mostra di KSTUDO – GIUDA – WOW!

 

Opening party: 30 ottobre dalle 19.00 alle 23.00
Foto in mostra fino al 12 novembre.
KSTUDIO è un brand di moda indipendente che nasce dalla volontà di unire la tradizione sartoriale italiana a un’estetica potente e consapevole, capace di parlare di autodeterminazione, libertà e affermazione personale.
Il progetto prende forma dall’esigenza di raccontare identità complesse, corpi non conformi e soggettività che si impongono con forza, eleganza e autenticità. Le collezioni si distinguono per tagli netti, costruzioni geometriche e dettagli sartoriali reinterpretati in chiave contemporanea. Ogni capo è un manifesto visivo, pensato per chi non ha paura di esporsi e dominare la scena.
KSTUDIO si muove tra femminile e maschile, tra rigore e provocazione, offrendo un linguaggio estetico che supera le etichette e afferma la moda come strumento politico e narrativo. Alla base del brand c’è il concetto di everyday couture: i capi non sono pensati per essere indossati una sola volta nella vita, ma per accompagnare chi li sceglie ogni giorno, rendendolo unico in ogni occasione. La modularità degli abiti – studiati per essere adattabili e riconfigurabili nel tempo – ne aumenta la durata e la versatilità, promuovendo una moda più consapevole, resistente e personale.
KSTUDIO non veste un genere, veste un’attitudine: quella di chi sceglie, ogni giorno, di essere protagonista del proprio racconto. Dietro il progetto c’è un team interamente femminile, giovane e multidisciplinare, che lavora in sinergia tra progettazione, confezione, direzione creativa e comunicazione. Questa struttura collettiva e orizzontale non è solo un valore produttivo, ma un atto politico: affermare il ruolo centrale della creatività femminile nel sistema moda, riscrivendone i codici dall’interno. Con collezioni che combinano provocazione e precisione sartoriale,
KSTUDIO si afferma come voce autentica di una nuova generazione di designer indipendenti che non temono di esporsi, scegliere, trasformare. Perché la moda, per KSTUDIO, è una dichiarazione quotidiana di identità e visione.
le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

 

Dal 15 al 28/10/25 “Claudia. La forza di una voce” Mostra all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dal 15 al 28 ottobre 2025

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Claudia. La forza di una voce

Autenticità, istinto e libertà oltre il cinema

a cura di Francesco Della Calce

Archivio Enrico Appetito – Archivio Luxardo

Una mostra antologica dedicata all’icona Claudia Cardinale che mira a raccontare l’attrice oltre il mito del grande schermo, celebrandola come Donna e Diva e focalizzandosi sulla sua autenticità, determinazione e coraggio. Il titolo è un omaggio alla sua vera voce, inizialmente roca e censurata, e alla sua percezione di sé come “un essere forte”. La Cardinale è presentata come l’artista che ha saputo “abitare” donne anticonformiste, come Rosa ne Il giorno della civetta o Sandra in Vaghe stelle dell’Orsa.
18 opere fotografiche rare e inedite provenienti dall’Archivio Enrico Appetito e dall’Archivio Luxardo.
Queste “essenze” spaziano da intensi ritratti di studio a scatti di set (on-set e off-set) di 8 film chiave – tra cui titoli di Visconti e Damiani – distillando l’essenza della sua carriera.

Dall’11/10 al 16/11/25 “Hortus – Featuring the sculpture habitat” mostra all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dall’11 ottobre al 16 novembre 2025

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Hortus

Featuring the sculpture Habitat

La mostra rappresenta l’esito di un percorso avviato con le tre edizioni di Featuring the Sculpture Habitat, ospitate presso la Casa dell’Architettura. Le precedenti rassegne hanno indagato l’attualità della scultura attraverso il dialogo con l’architettura, a partire dall’edificio stesso, oggetto di un significativo intervento di riuso, approfondendo il rapporto tra scultura, corpo e lavoro manuale in un’epoca segnata dalla crescente volatilità del rapporto con la materia. La nuova edizione esplora la conquista dello spazio da parte della scultura. Non nello spazio urbano, spesso sottratto all’arte plastica dall’architettura, ma nell’hortus, il locus conclusus: uno spazio raccolto dove la natura è presente ma regolata e la scultura si fa ponte tra natura e architettura. Le opere di Davide Dormino, Alessia Forconi, Fulvio Merolli, Stefania Pennacchio e Giacomo Rizzo affrontano il tema secondo linguaggi e sensibilità differenti: dall’attivismo politico all’arte pubblica, dalla nostalgia per l’armonia perduta alla riflessione sulla modernità e sulla natura. 

a cura di Andrea Guastella e Fulvio Merolli

evento promosso da
Casa dell’Architettura
Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

mostra
lun–sab ore 10–19
ingresso libero

11.10.2025
ore 17:00
opening mostra
ore 18:00
presentazione del catalogo
sala centrale
ingresso libero 

9/10/25 “Intersezioni” presso Horti Magici

9 ottobre 2025 dalle ore 15:30

HORTI MAGICI

Intersezioni

Il programma

• Ore 15.30 Apertura con saluti istituzionali.
• Preparazione set fotografico, con ritratto personalizzato per tutti i partecipanti, attivo fino alle 21 – a cura di Severine Queyras e Pierluigi Zolli.
• Laboratorio di stampa manuale. Stampa il tuo disegno su foglio, maglietta o borsa in 20 minuti! Per tutte le età in piazza cittadina – a cura di Zara Kian.
• Mostra fotografica di Marco Grandelis.
• Apertura del progetto di Jean-Baptise Huynh “Il giardino delle parole”.

• Ore 17.30 presentazione del libro di Abdou Mbacké Diouf “Il pianista del Teranga”, dialoga con Malick Fall e Sara Antonietta Amame.

• Dalle 18.30 si esibiranno sul palco:
– Alberto Rivas e Carlos Paz (Flauto e chitarra)
– Kora hero duo con Ameth Ndiaye e Kora Hero
– Nicolò Melocchi e Sanjay Kansa Banik (flauto indiano e Tabla)
– Sufi jazz con Houcine Ataa e Gaia Possente

Dal 5 al 16/6/25 “Mediterraneo” Mostra di Federico Scarchilli al Gatsby Cafè

Dal 5 al 16 giugno 2025

GATSBY CAFE’

Mediterraneo

Mostra di
Federico Scarchilli
Nel cuore del Golfo di Napoli, tra le celebri Ischia e Capri, si nasconde Procida, un piccolo gioiello che conserva intatta la sua anima autentica. Con i suoi appena 10mila abitanti, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Passeggiando tra le sue viuzze colorate si respira l’odore dei limoni, il mare è sempre vicino, e il ritmo della vita è ancora scandito dalla pesca e dalle tradizioni locali.
Le “cianciole”, tipiche barche da pesca, solcano ancora le acque intorno all’isola, ricordando un passato che qui è ancora presente. La cucina, semplice e genuina, riflette l’identità mediterranea dell’isola, fatta di sapori forti e profumi intensi.
Procida è anche cinema: il suo fascino ha incantato registi e attori, diventando il set naturale di film celebri come “Il Postino” con Massimo Troisi o “The Talented Mr. Ripley”. Il suo paesaggio, intimo e suggestivo, è capace di ispirare arte e racconti, lontano dalle rotte turistiche più battute.
Ma l’isola non è solo cartolina: ha una forte tradizione marittima, e molti dei suoi abitanti hanno solcato i mari del mondo come ufficiali della marina mercantile. Questo legame profondo con il
mare è parte dell’identità procidana, fatta di orgoglio e resilienza.
Procida oggi è una meta sempre più apprezzata da chi cerca autenticità, bellezza silenziosa e un’Italia fatta di piccoli gesti e grandi storie.
***
Federico Scarchilli è docente di Documentazione Fotografica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Elaborazione Digitale dell’Immagine presso l’Istituto Pantheon Design & Technology di Roma. Insegna fotografia in strutture socio-sanitarie pubbliche, lavorando con persone a maggiore rischio di esclusione sociale e lavorativa.
Nel 2024, il suo lavoro “Flora” ha vinto il Sony World Photography Award nella categoria Still Life. Tra il 2020 e il 2022, i suoi progetti legati al Covid sono stati esposti in “COVID-19 Visual
Project” a cura di Cortona On The Move e in “CoviDiaries” alla Fabbrica del Vapore di Milano.
Nel 2019, il suo progetto “The Architecture of Knowledge” è stato finalista al Premio Marco Pesaresi. Nel 2018 ha ricevuto una residenza d’artista per il progetto “Landxcape”, organizzato
dalla Regione Puglia e dalla Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo.
Nel 2016 ha rappresentato l’Italia alla biennale Jeune Création Européenne.
Le sue pubblicazioni includono: Geo Magazine, La Repubblica, Internazionale, Il Messaggero, De Volkskrant, Oggi, L’Illustré, Die Zeit, CNN, Lonely Planet, Digital Camera Magazine.
I suoi lavori sono stati esposti in Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Corea del Sud, Polonia, Danimarca, India e Lituania.
IG @effe_imago
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

Dal 30/5 al 12/6/25 “Chronogenics” Mostra fotografica di Francesco Grigori Di Bene al Medinna Art Gallery

Dal 30 maggio al 12 giugno 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4, 6

Chronogenics

Mostra fotografica di

Francesco Grigori Di Bene

Testo a cura di Grazia Mocci

Il progetto “Chronogenics” di Francesco Grigori Di Bene è un’indagine fotografica focalizzata sul volto come deposito genetico e spirituale, come superficie di passaggio tra ciò che saremo e ciò che siamo stati. Attraverso un ventaglio di ritratti in bianco e nero, l’artista mette in scena il dialogo silenzioso tra generazioni, tra padri, madri e figli che si specchiano vicendevolmente, talvolta con evidenza, talvolta in modo misterioso e celato, come se una linea sottile unisse i tratti più sfuggenti dell’identità.

Chronogenics nasce da un’esigenza profonda: lasciare una traccia di sé nel mondo. Se infatti la necessità creativa è un surrogato della necessità di procreare, qui le immagini cercano la somiglianza, la evocano, anche laddove è invisibile. Costruendo una geografia affettiva fatta di occhi, linee del volto, gesti e memorie condivise. Lasciando un’eredità che non è solo biologica, ma anche simbolica.

La scelta del bianco e nero…

…risponde a una precisa intenzione formale e concettuale: l’assenza del colore agisce quale strumento di sottrazione e costringe lo sguardo a concentrarsi sulle linee, sulla struttura, sulle simmetrie e sulle discrepanze. La forma emerge così con nitidezza e il medium si fa veicolo di verità, l’immagine si avvicina all’essenza, come fosse un’istantanea che resta quando il tempo scava.

La serie di foto, con un ampio spettro, si articola intorno ad un asse: la somiglianza intesa non solo come elemento morfologico, ma anche come tensione visiva tra presenza e assenza. Le immagini operano per fusione, giustapposizione o ibridazione dei tratti somatici, mettendo in luce le convergenze, ora manifeste, ora impercettibili. E suggerendo una riflessione sulla trasmissione genetica come narrazione visiva nel tempo.

La mostra non si limita a una semplice esposizione…

…ma esorta a chiederci: cosa lasciamo realmente di noi? Quali tracce resistono alla forza erosiva del tempo e della memoria? La fotografia, qui, non documenta, ma interpreta. È una forma di procreazione e, come un figlio, ogni immagine nasce dall’urgenza di continuità, dalla volontà di restare. La pratica artistica si fa dunque atto di incarnazione, di trasmissione, di amore.

Chronogenics è, in fondo, un archivio di legami, una riflessione pungente sull’identità come dono e come destino, sull’essere nel tempo e attraverso il tempo. E sulla bellezza di essere parte di una narrazione che ci precede e ci oltrepassa

Dal 30/4 al 7/5/25 “La facciata degli affetti” : Racconto fotografico di Sophie Chiarello al Gasby Cafè

Dal 30 aprile al 7 maggio 2025

GATSBY CAFE’

La facciata degli affetti

Racconto fotografico di

Sophie Chiarello

 

Cinque primavere fa, un decreto ci vietava di spostarci oltre 200 metri dalle nostre abitazioni.
La mia famiglia è sparsa lungo lo stivale e oltre.
Dei muri invisibili si ergono disegnando nuove frontiere.
Mi manca l’aria
Esco
Le strade sono vuote
Alzo gli occhi alla ricerca della vita dentro le case
Una finestra si apre
Si affaccia un’amica
Poi un’altra
E un’altra ancora.
Il mio raggio di 200 metri si popola di finestre aperte
Rivedo volti
Tristi, felici, pensierosi, fiduciosi, preoccupati, allegri
Li fotografo
Le foto diventano un collage e rivela la facciata di un palazzo immaginario:
La facciata degli affetti
ritratti di Sophie Chiarello
collage realizzato con la collaborazione di Sveva Bellucci
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Sophie Chiarello è una regista e documentarista italo-francese. Il suo ultimo documentario “Il cerchio” vince il Premio David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il miglior documentario. Fotografa per diletto, ma soprattutto per fermare lo sguardo e riavvolgere i pensieri. Così nasce il racconto fotografico “La facciata degli affetti” a primavera 2020.
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

 

Dal 17 al 24/4/25 “Essenze di piazza” mostra di Damiano Nawezi al Gatsby Cafè

Dal 17 al 24 aprile 2025

GATSBY CAFE’

Essenze di Piazza

mostra di

Damiano Nawezi
Il progetto “Essenze di piazza” esplora visivamente la complessità umana attraverso ritratti spontanei scattati in Piazza Vittorio a Roma. L’artista crea “esseri ibridi” mescolando i volti delle persone per rappresentare la diversità e l’interconnessione delle identità. I collage simboleggiano la fluidità dell’identità umana, in continua trasformazione.
L’opera riflette sul dinamismo e sul mutamento, mettendo in evidenza l’effimera natura dell’esistenza. Piazza Vittorio, con la sua storia e varietà culturale, diventa un microcosmo della complessità del mondo contemporaneo. In sintesi, il progetto riflette sulla diversità e sul continuo divenire della vita, utilizzando la piazza come punto di partenza.
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Nato a Roma nel 1995, Damiano Nawezi ha studiato Storia dell’Arte alla Sapienza, spinto dal desiderio di comprendere il linguaggio universale dell’immagine e le motivazioni degli artisti. La sua ricerca artistica è un viaggio introspettivo, volto a scoprire le verità nascoste che influenzano la percezione della realtà, esplorando le relazioni tra gli eventi e le sfumature difficili da definire.
È particolarmente affascinato dalla diversità e dalle zone d’ombra, cercando di rivelare la bellezza nascosta nelle cose comuni. Utilizzando materiali e tecniche eterogenei, crea un linguaggio visivo unico, invitando il pubblico a riflettere sulla condizione umana e sul senso profondo dell’esistenza.
www.nawezito.com
IG: @almostthug
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di 
 

Dal 4 al 6/4/25 “Brunello Bonanni su eroi Bretoni e Normanni” Mostra fotografica al Medina Art Gallery

Dal 4 al 6 aprile 2025

MEDINA ART GALLRY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Eroi Bretoni e Normanni

Mostra fotografica di

Brunello Bonanni

Il pensiero scorre nel tempo e il tempo scorre nel pensiero.

Un binomio che ha mille sfaccettature, difficili da cogliere e facilmente sfuggenti. Ma è possibile fermarli insieme in un momento? Dono di uno stato d’animo, comunicativo di emozioni, reso visuale perché il suo immaginario possa raggiungerci con tutta la potenza del suo ignoto?

E’ quello che l’artista intende far vivere al visitatore attraverso questa esposizione fotografica che racconta la capacità di leggere l’emozione di un momento per fermala in uno scatto. E proiettarla in un mondo chimerico con l’impiego dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

Brunello Bonanni è alla sua seconda esposizione personale dopo aver partecipato con il tema “Fotografare il Silenzio” alla rassegna artistica organizzata dal comune di Alatri. Pur rimanendo nello spazio della fotografia amatoriale, si distingue per la capacità di saper cogliere nei suoi scatti il brio di un momento, la vitalità di una scena con la freschezza di una inquadratura non pre-costruita!

L’esposizione è rappresentativa di sguardi sul festival “Les Grandes Medievales”…

…una ricostruzione storico-culturale degli usi e costumi francesi del tardo Medioevo, ambientata a Fort La Latte Château de la Roche Goyon in Bretagna. Un posto iconico sede di numerosi set cinematografici tra i più famosi “Milady” 2023, “The last Mistress” 2007, “Chouans!” 1988, “The Vikings” 1958.

L’esperienza immersiva, oltre a suscitare con linguaggio fotografico una risposta emotiva, sviuppa un’auto-narrazione dei personaggi ambientata nel contesto dell’epoca: Britannia e Normandia del XIV secolo.

I protagonisti degli scatti, attraverso un sofisticato utilizzo dell’Intelligenza Artificiale Generativa di ultimissima generazione (quindi eco sostenibile), si raccontano nei loro trascorsi con pensieri e ricordi, esprimendo desideri e passioni, per guardare avanti con sogni ed aspirazioni.

Ringraziamenti sentiti vanno allo “Château de la Roche Goyon” per aver concesso all’artista il consenso di pubblicare fotografie scattate nella proprietà, con figuranti e interpreti dei personaggi come soggetti.

Dal 3 al 17/4/25 “La Musica delle Immagini” Mostra di Matteo Montanari al Gatsby Cafè

Dal 3 al 17 aprile 2025

GATSBY CAFE’

La Musica delle Immagini

Mostra di

Matteo Montanari
Ogni scatto è una melodia, ogni fotografia una nota che racconta una storia.
“La Musica delle Immagini” è un viaggio che celebra l’anima della musica attraverso gli occhi di chi la crea, catturando l’intensità e l’emozione dei musicisti in performance.
Le immagini, pur nella loro apparente staticità, vibrano di energia. Ogni strumento racconta una sinfonia, ogni espressione un frammento di una composizione in divenire.
La musica diventa visibile, con fotografie che uniscono ciò che si ascolta a ciò che si vede, unendo suono e immagine.
In questo processo emerge la sinestesia: percepire i suoni come forme e contrasti.
Le immagini in bianco e nero, attraverso luci, ombre e texture, raccontano l’intensità della musica senza bisogno di colori.
Questa serie è dedicata a chi vive la musica con gli occhi, cercando un’armonia che va oltre le note.
Benvenuti nel mio racconto visivo, un tributo ai musicisti e alla loro capacità di trasformare il mondo in un’onda sonora.
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La mia passione per la fotografia nasce da un’ansia: quella di fermare il tempo. Da ragazzo facevo ritratti a tutti i miei amici. Più tardi matura e si trasforma in una grande e meravigliosa storia d’amore. La passione per i ritratti però è rimasta, anzi è cresciuta.
Quando più tardi iniziai lo studio della musica (il sassofono tenore in particolare) l’incontro tra le mie due amanti è avvenuto in modo del tutto spontaneo e naturale.
Ho provato a fare quello che sapevo fare meglio: i ritratti. Così ho cercato di fotografare la musica attraverso i suoi interpreti. Le due arti si fondono. Il musicista racconta una storia (la sua). Con il suo strumento anche lui scatta dei ritratti. Ed io con la mia reflex ho provato a ritrarre la musica…
IG: @montanaresimo
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le mostre del Gatsby sono a cura di Séverine Queyras