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Dal 22 al 31/5/25 “La Magie de l’Erotisme – 3° edizione” ” Mostra collettiva alla Galleria “Il Leone”

Dal 22 al 31 maggio 2025

GALLERIA IL LEONE

La Magie de l’Erotisme

Mostra collettiva

La Galleria Il Leone, situata nel cuore pulsante e multiculturale del quartiere Esquilino a Roma, presenta il 24 Maggio ore 17:00 la terza edizione della mostra collettiva internazionale “La Magie De l’Erotisme” dal 22 al 31 Maggio.

La mostra riunisce venticinque artisti contemporanei che, offrono una visione personale e suggestiva del tema dell’eros:

Sara Asquini, Marika Nelly Bellotti, Elisabetta Bessi, Danilo Calò, Elena Cella, Giuseppe Collalti, Femya, Sandro Gentilini, Antonio Giuliani, Onil Hossain, Veronica Isaia, Mad Hatter, Pierpaolo Mancinelli, Luciano Mannucci, Alessio Marchionni, Giacomo Minella, Daniela Eneindi Pahle, Antea Pirondini, Natalya Raduenz, Manuel Santini, Schmaise, Gabriella Sterzi, Carmela Tulino, Katrien Vanderkelen, Jhasmine Venturini.

I molteplici approcci degli artisti italiani e stranieri partecipanti danno vita ad un percorso estetico ed emozionale in grado di offrire uno sguardo profondo sull’eros come forza generatrice dell’arte stessa. Attraverso la forza espressiva delle opere selezionate viene, dunque, esplorata la dimensione erotica non come tabù o provocazione, ma come spazio di libertà in cui si manifesta l’incontro tra corpo ed anima affermandosi come espressione identitaria della persona.

Apertura: 22/05/2025

Conclusione: 31/05/2025

Inaugurazione: SABATO 24 MAGGIO ORE 17:00 con presenza di degustazione vini dell’azienda Casale del Giglio e performance artistica a sopresa.

Curatore: Claudia Bevilacqua

Testo critico: Giulia Cascià

In collaborazione con: Maria Cristina Lucidi

Luogo: Roma, Galleria Il Leone Via Aleardo Aleardi, 12 00185 Roma

Ingresso gratuito

Orari: da lunedì a sabato  10-13/16-19

Per maggiori informazioni consultare il sito web https://www.leone-arte.com

Dal 22/5 al 4/6/25 “Eros&Musikè” Mostra di Federica De Astis al Gatsby Cafè

Dal 22 maggio al 4 giugno 2025

GATSBY CAFE’

Eros&Musikè

Mostra di

Federica De Astis
Érōs e Mousiké sono strettamente intrecciati.
La divinità dell’amore, potente, irresistibile e caotica, trova nella musica il suo alter ego, il suo mezzo d’espressione in grado di rendere armonioso ogni pensiero, ogni forma, ogni sospiro.
Eros e Musica diventano come lo Yin e Yang, due forze complementari in grado di raggiungere solo nella loro unione il perfetto equilibrio. L’uno si perde nell’altro, in una calda e delicata atmosfera nella quale la musica si fa erotismo e l’erotismo si fa musica.
(NB: i dipinti in mostra sono un omaggio alle opere di Malika Favre)
***
Federica sin da piccola ha sempre amato il disegno e i fumetti. Crescendo però abbandona quella strada per poi riscoprirla, quasi per caso, nel 2017, quando per placare i tumulti del cuore, si rifugia per la prima volta nella pittura.
Da quel momento l’arte diventa espressione di sé e luogo sicuro, divertimento e conforto, una passione da esplorare e non mettere più da parte.
Curiosa, amante dei colori, delle forme vivaci e della sperimentazione geometrica, la sua pittura è particolarmente influenzata dalla Pop Art, dal Cubismo e dal Graphic Design.
www.federicadeastis.com
IG @fefe.deastis
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

Dal 16 al 29/5/25 “Apeiron” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 16 al 29 maggio 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6

Rosario Oliva
Luca Tridente

Apeiron

 

La mostra Apeiron di Luca Tridente e Rosario Oliva – Testo di Giulia Bonetti

Nell’opera di Luca Tridente e Rosario Oliva, il concetto di apeiron si dispiega come un vuoto, un’infinità che si cela sotto le forme e le apparenze, ma che in realtà rimanda a una condizione di perenne oscillazione tra l’individuo e il mondo. Per entrambi, l’arte diventa il mezzo per esplorare ciò che non ha confini, ciò che si estende senza sosta e senza risposte definitive.

Le figure di Tridente, sottili e consumate dal passare del tempo, evocano l’arcano archetipo di Alberto Giacometti, con la sua essenza al limite del visibile. Sono immagini che, pur nella loro scarna fisicità, non sono riconducibili al singolo individuo, ma piuttosto a una condizione universale e collettiva, un simulacro della fragilità esistenziale. Attraverso l’utilizzo della grafite, del carboncino e della pittura acrilica, Tridente si affida a un linguaggio astratto per rappresentare l’uomo in una condizione sospesa tra la vita e la morte, tra il qui e l’altrove. Queste figure, prive di occhi e bocche, diventano emblematiche di un’esistenza segnata dalla distorsione, ma anche dalla speranza di una rinascita. L’oro, che per l’artista può rivelarsi un potente simbolo di potere, rimanda non solo alla dimensione sovrannaturale, ma anche a una riflessione critica sulla ricchezza e sull’economia. In questo senso, l’oro diventa il simbolo di un mondo che tende a estorcere valore dalle sue contraddizioni, un apeiron che si fa materia di sfruttamento e di alienazione, ma anche di speranza nel suo possibile rovesciamento.

La confusione tra cielo e terra, l’elemento metallo come simbolo di un potere astratto e opaco, ci porta a riflettere sulla nostra condizione contemporanea: quella di esseri che, sospesi tra il divino e il terreno, vivono nel conflitto eterno tra creazione e distruzione.

Diversamente, Rosario Oliva presenta un apeiron che assume una deriva negativa, un infinito che si svela nell’illusione di un progresso tecnologico senza limiti. Nei suoi lavori figurativi, i paesaggi e le scene di vita quotidiana non sono mai naturali, ma sono restituiti attraverso una visione antinaturalistica che non si limita a rappresentare la realtà, ma la trasforma in un flusso discontinuo, frantumato, dove i colori artificiali e le forme distorte evocano una realtà filtrata dalla tecnologia. Il ricorso a tonalità vivide e a una composizione che sfida l’armonia naturale, suggerisce una condizione di solitudine e disconnessione che ci accomuna nella nostra epoca iperconnessa.

Il mondo di Oliva, pur radicato nel figurativo, diventa così un terreno ambiguo, dove l’uomo, nel tentativo di emergere dalla frenesia del virtuale, si dissolve nella sua stessa alienazione, spinto in un ciclo senza fine di ricerca e di non-identità.

La sua opera, in cui il paesaggio diventa una simulazione di esperienze quotidiane filtrate dalla tecnologia, parla della nostra schiavitù all’infinito, possibilità che la tecnologia ci offre, ma che ci sottrae la consapevolezza del nostro essere. In entrambi gli artisti, apeiron non è solo il principio dell’infinito, ma anche un luogo in cui l’individuo è costantemente interrogato e frammentato.

Se per Tridente la tensione tra l’umano e l’universale si risolve in una speranza di rinnovamento, per Oliva la deriva è quella di una tecnologia che annulla ogni vero contatto, dove il divenire si trasforma in una perpetua reiterazione. Così, entrambi indagano l’immensità dell’inespresso e dell’incontrollabile, ma con una consapevolezza che rimanda a un futuro che si tinge di luci ambigue, tra speranza e inquietudine.

Maggiori informazioni

Dal 14/5 al 12/6/25 “Tra Battiti e Segni” Mostra bipersonale presso lo Studio di Architettura Anzuini & Edalatkhah

Dal 14 maggio al 12 giugno 2025

STUDIO DI ARCHITETTURA ANZUINI E EDALATKHAH

VIA STATILIA, 18

Tra Battiti e Segni

Mostra bipersonale d’arte contemporabea

di

David Cocozza e Igor Grigoletto

Dal sito https://theartlibido.com

Inaugura il 14 maggio a Roma alle ore 18.30 presso lo Studio di Architettura Anzuini & Edalatkhah “Tra Battiti e Segni”, la bipersonale di Davide Cocozza e Igor Grigoletto curata da Velia Littera.

Una mostra caratterizzata da una narrazione artistica complessa e potente, dai linguaggi artistici netti e definiti cha ambedue i protagonisti declinano in modo assolutamente personale

Davide Cocozza mentre al centro della sua visione pop gli animali per spingere lo spettatore a riflettere su quanto il modello antropocentrico abbia allontanato l’uomo dall’ambiente naturale, da quell’ideale di bellezza e purezza che la natura stessa rappresenta. I loro battiti sono la musicalità che regola l’universo, le loro emozioni sono pure, proprio perché regolate dall’istinto. Gli animali oggi sono costretti a “sopravvivere” in un ambiente che l’uomo ha modellato per il suo egoistico ed esclusivo vantaggio; renderli protagonisti significa per Davide Cocozza restituire loro la dignità e la forza della quale sono stati privati.  

Igor Grigoletto attraverso il rigore delle sue linee ci invita a guardare noi stessi in modo differente e ad abbandonare ogni sovrastruttura per arrivare all’essenza della nostra anima. E per farlo sviluppa un linguaggio artistico basato sulle linee, sulle rette, su un geometrismo che abbandona l’io e le sue costruzioni per cogliere la struttura più profonda del nostro essere. Le sue linee trasportano lo spettatore in una profonda essenza di ordinata e calma bellezza; il vetro, che è il materiale d’elezione dell’artista, ci guida verso la purezza ed una quanto mai necessaria trasparenza.   

Entrambi gli artisti con le loro differenti modalità narrative esprimono il loro j’accuse verso una società che si è sviluppata verticalmente, secondo logiche di supremazia e affermazione incontrastata del proprio ego.

Davide Cocozza e Igor Grigoletto  riportano la necessità di una convergenza da parte di tutti su un equilibrio ecologico ed ambientale basato sulla cooperazione e sulla coabitazione, sulla coesistenza di specie diverse, sul rispetto nei confronti dell’elemento naturale, ormai visto solo in termini di spazio utile per una ulteriore conquista o un’ ulteriore cementificazione, e dell’elemento animale, che l’uomo, nel continuo sforzo di addomesticamento, ha snaturato.          

Inserita nello spazio ordinato e rigoroso dello studio degli architetti Francesco Anzuini e Sara Edalatkhah, la mostra assume una funzione quasi generativa, l’arte rompe le geometrie architettoniche per aprire spiragli di emozione e di riflessione. Architettura e arte si completano a vicenda. Il progetto si fa più ricco, più profondo, quando lascia entrare la voce dell’arte e l’arte, a sua volta, trova nell’architettura un corpo dentro cui vivere.

Vernissage: 14 maggio 2025, ore 18:30

Wine tasting: Cantina Menol

Dal 6/5 al 26/9/25 “Wil Van Der Laan – Bronzi e dipinti” Mostra allo Spazio Field

Dal 6 maggio al 26 settembre 2025

SPAZIO FIELD – PALAZZO BRANCACCIO

Wil Van Der Laan

Bronzi e dipinti

 

Un viaggio tra materia e colore, tra forza e bellezza.
Dal 6 maggio al 26 settembre 2025, le opere dell’artista olandese Wil Van der Laan animano Spazio Field a Palazzo Brancaccio.
Sculture che sembrano respirare e dipinti carichi di energia trasformano l’ambiente in un inno vibrante alla vita.
Figure umane e forme naturali si fondono in un continuo flusso vitale, in equilibrio tra potenza e delicatezza.
 
Via Merulana, 248

Dal 2/5 al 15/05/25 “Rome International Art Fair 2025” al Medina Art Gallery

Dal 2 al 15 maggio 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32. 34, 36 e 4, 6

Rome international Art Fair 2025

 

Fino al 15 Maggio 2025 nelle galleries di Via Angelo Poliziano 32-34 e 4-6 a Roma, l’exhibition presenta uno straordinario insieme di artisti internazionali: PHOTOGRAPHY, PAINTING, VIDEO ART, INSTALLATION/SCULPTURE AND PERFORMANCE ART, in un forum per la condivisione ed il networking di idee, contatti e relazioni tra collezionisti, artisti, fotografi, designer, curatori ed operatori di settore. La mostra analizza la relazione fra corpo e spazio con l’ibridazione tra identità e contesti culturali / fisici / sociali / urbani del contemporaneo. Due le sezioni principali: MIXING IDENTITIES and FUTURE LANDSCAPES.

La prima, attraverso un’esperienza immersiva, analizza i labirinti complessi della nostra coscienza. Il corpo umano è un sistema  in evoluzione collegato ad altri corpi nello spazio, per percepire la realtà circostante: un sistema di comunicazione forte con un proprio linguaggio e infinite modalità di espressione. Il concept della seconda sezione, più astratto, si focalizza sulle strutture tra corpo, mente e anima, che ridefiniscono limiti e confini, trasformando le superfici in un flusso aperto di idee pure.

Ancora una volta Roma offre una piattaforma perfetta, fondendo la propria unica e magnifica eredità classica con innovazione, visione e prospettiva contemporanea.

Rome International Art Fair… segui le pagine Medina Art Gallery sui social: Facebook, Instagram e Youtube

 

Dal 30/5 al 5/6/25 “Nelson Flores: Sogni di libertà” Mostra al Medina Art Gallery

Dal 30 maggio al 5 giugno 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Nelso Flores

Sogni di Libertà

“Sogni di Libertà” di Nelson Flores con testo curatoriale di Livia Occhigrossi

Nel paesaggio pittorico di Nelson Flores, la figura del gigante si staglia come un’entità arcaica e al tempo stesso profondamente personale. Nata inizialmente da un processo inconscio, essa si è evoluta in una chiave simbolica che intreccia riferimenti teologici, antropologici e filosofici. Il gigante diventa così una metafora dell’essere umano gettato nel mondo, alla ricerca del proprio destino in un’esistenza che lo sovrasta e lo interroga. Per l’artista, il gigante è un guerriero, un’entità resiliente che avanza con passi decisi verso un sogno di libertà, rielaborando un’infanzia segnata dalla solitudine e dalla necessità di lottare.

Questa ricerca di identità si riflette nella scelta di paesaggi evocativi e solitari, sospesi tra realtà e visione onirica. Strade, deserti, montagne e cieli nuvolosi emergono come scenari interiori, specchi della memoria dell’artista e della sua esperienza del mondo. L’uso della fantasia diventa quindi un processo essenziale, un elemento imprescindibile per catturare l’essenza dell’esistenza e restituirla sulla tela con immediatezza e profondità emotiva.

Dal punto di vista cromatico…

…la tavolozza scelta dall’artista è dominata da gamme monocromatiche con contrasti studiati, in cui il blu assume un ruolo preponderante. Questo colore, oltre a conferire un senso di malinconia ed eternità, riflette lo stato d’animo dell’autore e la sua visione esistenziale, segnata da un sentimento di solitudine e da una costante tensione tra fragilità e resistenza.

Il suo processo creativo si configura come un vero e proprio viaggio, che parte da schizzi ispirati a ricordi ed esperienze vissute e si sviluppa attraverso una tecnica pittorica attenta alla costruzione dell’atmosfera. L’uso dell’olio diventa un mezzo privilegiato per esprimere la profondità della sua ricerca, conferendo alle opere un’aura umana e tangibile, dove le pennellate creano un dialogo tra pieni e vuoti, tra materia e assenza.

Ma oltre all’introspezione…

…l’arte di Flores si carica di una forte valenza sociale e politica. Il suo sguardo critico sulla società contemporanea emerge attraverso una pittura che denuncia l’alienazione dell’uomo moderno, smarrito in un mondo che ha perso il contatto con la bellezza autentica e con la dimensione spirituale dell’esistenza. L’arte diventa così non solo un mezzo di espressione personale, ma anche uno strumento di pedagogia e di resistenza contro le tirannie, indipendentemente dalla loro matrice ideologica.

Il legame con l’identità indigena e con la cultura Chillaos si manifesta in una volontà di preservare e diffondere la memoria di un popolo e delle sue tradizioni. Attraverso i suoi giganti, l’artista si fa erede di una storia ancestrale, riportando alla luce le radici di una civiltà e integrandole in un discorso artistico universale.

Infine, il concetto di cammino assume un valore centrale nella poetica dell’artista, in un rimando costante alla celebre frase di Antonio Machado: “Camminatore, non c’è sentiero, il sentiero si fa camminando”. Il cammino è esistenza, è trasformazione, è ricerca di senso. E nella sua arte, ogni pennellata è un passo verso la libertà, un invito a non fermarsi, a continuare a sognare e a costruire il proprio destino con la forza e la determinazione di un gigante.

Dal 30/4 al 7/5/25 “La facciata degli affetti” : Racconto fotografico di Sophie Chiarello al Gasby Cafè

Dal 30 aprile al 7 maggio 2025

GATSBY CAFE’

La facciata degli affetti

Racconto fotografico di

Sophie Chiarello

 

Cinque primavere fa, un decreto ci vietava di spostarci oltre 200 metri dalle nostre abitazioni.
La mia famiglia è sparsa lungo lo stivale e oltre.
Dei muri invisibili si ergono disegnando nuove frontiere.
Mi manca l’aria
Esco
Le strade sono vuote
Alzo gli occhi alla ricerca della vita dentro le case
Una finestra si apre
Si affaccia un’amica
Poi un’altra
E un’altra ancora.
Il mio raggio di 200 metri si popola di finestre aperte
Rivedo volti
Tristi, felici, pensierosi, fiduciosi, preoccupati, allegri
Li fotografo
Le foto diventano un collage e rivela la facciata di un palazzo immaginario:
La facciata degli affetti
ritratti di Sophie Chiarello
collage realizzato con la collaborazione di Sveva Bellucci
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Sophie Chiarello è una regista e documentarista italo-francese. Il suo ultimo documentario “Il cerchio” vince il Premio David di Donatello Cecilia Mangini 2023 per il miglior documentario. Fotografa per diletto, ma soprattutto per fermare lo sguardo e riavvolgere i pensieri. Così nasce il racconto fotografico “La facciata degli affetti” a primavera 2020.
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le mostre del Gatsby Café sono a cura di Séverine Queyras

 

Il ciclo pittorico del Cavalier D’Arpino a Santa Prassede

Un piccolo regalo di Pasqua per tutti coloro che ci seguono. L’Esquilino offre anche un ciclo pittorico dedicato alla Resurrezione e alla Trasfigurazine del Signore. E’ opera del cosiddetto “Cavalier D’Arpino” al secolo Giuseppe Cesari (1568 – 1640) e si trova nella Cappella degli Olgiati  presso la basilica di Santa Prassede. Gli affreschi sono stati realizzati tra il 1593 e il 1595. Il filmato seguente è una delle rarissime testimonianze esistenti sul web di questa notevole ma poco conosciuta opera pittorica.

Dall’11 al 17/4/25 “En plein air” mostra di Marco Carloni al Medina Art Gallery

Dall’11 al 17 aprile 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 4 – 6

En plein air

Mostra di

Marco Carloni

La pittura di Marco Carloni è un viaggio nella luce e nel colore, un’osservazione attenta del mondo che si traduce in pennellate rapide e incisive.

Dipingere all’aperto, per l’artista, non è solo una scelta tecnica ma un’esigenza: significa entrare in dialogo diretto con il paesaggio e affrontare la pittura con l’urgenza di catturare un momento preciso, consapevole della rapida mutevolezza della luce che impone sintesi immediata.

Questa mostra raccoglie una selezione delle sue opere ad olio più significative, testimonianza di un percorso artistico intenso. Ogni dipinto di Carloni è un frammento di luce e di vita, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, con la stessa passione e lo stesso stupore che hanno sempre guidato il suo sguardo.