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Dal 3 al 17/4/25 “La Musica delle Immagini” Mostra di Matteo Montanari al Gatsby Cafè

Dal 3 al 17 aprile 2025

GATSBY CAFE’

La Musica delle Immagini

Mostra di

Matteo Montanari
Ogni scatto è una melodia, ogni fotografia una nota che racconta una storia.
“La Musica delle Immagini” è un viaggio che celebra l’anima della musica attraverso gli occhi di chi la crea, catturando l’intensità e l’emozione dei musicisti in performance.
Le immagini, pur nella loro apparente staticità, vibrano di energia. Ogni strumento racconta una sinfonia, ogni espressione un frammento di una composizione in divenire.
La musica diventa visibile, con fotografie che uniscono ciò che si ascolta a ciò che si vede, unendo suono e immagine.
In questo processo emerge la sinestesia: percepire i suoni come forme e contrasti.
Le immagini in bianco e nero, attraverso luci, ombre e texture, raccontano l’intensità della musica senza bisogno di colori.
Questa serie è dedicata a chi vive la musica con gli occhi, cercando un’armonia che va oltre le note.
Benvenuti nel mio racconto visivo, un tributo ai musicisti e alla loro capacità di trasformare il mondo in un’onda sonora.
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La mia passione per la fotografia nasce da un’ansia: quella di fermare il tempo. Da ragazzo facevo ritratti a tutti i miei amici. Più tardi matura e si trasforma in una grande e meravigliosa storia d’amore. La passione per i ritratti però è rimasta, anzi è cresciuta.
Quando più tardi iniziai lo studio della musica (il sassofono tenore in particolare) l’incontro tra le mie due amanti è avvenuto in modo del tutto spontaneo e naturale.
Ho provato a fare quello che sapevo fare meglio: i ritratti. Così ho cercato di fotografare la musica attraverso i suoi interpreti. Le due arti si fondono. Il musicista racconta una storia (la sua). Con il suo strumento anche lui scatta dei ritratti. Ed io con la mia reflex ho provato a ritrarre la musica…
IG: @montanaresimo
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le mostre del Gatsby sono a cura di Séverine Queyras

Dal 29/3 al 6/7/25 “Nelle tue mani” Mostra di Matteo Pugliese al Palazzo Merulana

Dal 29 marzo al 6 luglio 2025

PALAZZO MERULANA

Nelle tue mani

Gesto, arte, materia

Mosta di

Matteo Pugliese

Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi, gestito e valorizzato da Coopculture, è lieto di presentare Nelle tue mani, mostra personale dello scultore Matteo Pugliese, a cura di Carmen Sabbatini.

L’esposizione è realizzata con il patrocinio di Roma Capitale e con il contributo di Zurich Bank, sponsor ufficiale.

Per l’occasione, l’opera che dà il titolo al progetto, Nelle tue Mani, sarà presentata per la prima volta in Italia, nell’anno giubilare in corso.
Lo scultore, già presente nella collezione permanente con Gravitas, è protagonista di un progetto espositivo ricco e articolato di circa 50 opere che, attraverso 4 sezioni, analizza un tema molto a cuore per la ricerca creativa dell’artista: il rapporto decisivo tra sacralità e immanenza.
Le opere di Matteo Pugliese si collocano infatti in una dimensione che trascende il puro dato materiale per dialogare con le strutture universali del sacro.

Le sezioni si distribuiranno nei vari piani espositivi del museo, innescando un proficuo scambio e dialogo con la collezione permanente, cominciando con Extra Moenia. Contemporaneo, quindi antico; proseguendo con I Custodi. Guardiani della memoria; andando avanti con gli Scarabei, Custodi della gioia e concludendo con Pachamama. La grande Madre e la Sacralità del femminile.

L’artista, con le sue iconiche figure che emergono dalla materia, con le ieratiche rappresentazioni di spiriti tutelari a protezione dello spazio sacro e con i solari coleotteri guardiani della memoria, compie un gesto che richiama l’eterno conflitto tra immanenza e trascendenza, tra corpo e spirito, tra oblio ed eternità. Pugliese, in particolare, reinterpreta uno dei più grandi capolavori dell’arte universale, Il Cenacolo di Leonardo Da Vinci, che rievoca uno dei momenti più sacri del cristianesimo, “L’ultima cena” di Cristo con i suoi discepoli nell’installazione che dà il titolo alla mostra, Nelle tue mani. L’artista elabora la scena sotto forma di scultura e fa dialogare gli apostoli e Cristo, con le loro mani, nel momento in cui lui pronuncia le parole: “In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà”. L’opera, realizzata in chiave scultoria con le stesse dimensioni del Cenacolo leonardesco, è stata presentata in precedenza in occasione della grande mostra sul genio italiano a Hong Kong, Leonardo da Vinci, Art & Science – Then and Now, e a Lugano, in Svizzera, presso la Galleria Imago Art Gallery.

L’ Italia e Roma, nell’anno del Giubileo e nel periodo attorno alla Pasqua, diventano così il contesto perfetto per esporre l’opera.
L’obiettivo è quello di riflettere in senso universale sul significato di un’installazione contemporanea che trascende il materiale per dialogare con il sacro e con la storia dell’arte.

Palazzo Merulana si trova nel cuore del rione Esquilino in via Merulana, posizionandosi strategicamente sulla via del pellegrinaggio delle Sette Chiese, nel cammino giubilare, in particolare fra la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, in cui si trovano le reliquie delle teste dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

La mostra si configura quindi come un percorso non soltanto storico-artistico, denso di contenuti e ricerca espressiva dello scultore Matteo Pugliese, ma anche come tappa di un ideale cammino di pellegrinaggio sui temi del sacro che il pubblico potrà compiere, attraverso il portale spirituale che le arti possono dispiegare e su cui innestare una riflessione universale.

BIGLIETTI 

Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

APERTURA STRAORDINARIA: lunedì 21 aprile 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)

Dal 28/3 al 10/4/25 “Clorofilla e Salicornia” Mostra di Federica Bartoli allo Hyunnart Studio

Dal 28 marzo al 10 aprile 2025

HYUNNART STUDIO

Clorofilla e Salicornia

mostra di

Federica Bartoli

 

Venerdì 28 marzo 2025, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Federica Bartoli, dal titolo “Clorofilla e Salicornia”, con un testo critico di Valeria De Siero.

In mostra una selezione di opere su carta realizzate con tecnica mista e sculture in terracotta smaltata e legno, che denotano nell’artista un’oscillazione tra astrazione e concretezza.

Dal 28/3 al 3/4/25 “Nick Elliot – The Italian Job” al Medina Art Gallery

Dal 28 marzo al 3 aprile 2025

MEDINA ART GALLERY

Nick Elliot

The Italian Job

Testo a cura di Raffaella Clementi

Nick Elliott, celebre fotografo di rock art, in questa mostra “The Italian Job”, presenta 25 scatti originali ed inediti, mescolando dark art concettuale e fotografia rock. Ha lavorato con icone della musica mondiale come Metallica, Iron Maiden, Ozzy Osbourne, Blondie e ZZ Top. E’ oggi un ricercatissimo operatore dell’industria musicale, con un seguito straordinario internazionale nell’ambito della Fotografia Contemporanea.

La collezione della mostra esplora l’espressione umana, invitando il pubblico a confrontarsi con i paesaggi emotivi rappresentati. Il lavoro di Nick evoca emozioni forti attraverso immagini vivide, approfondendo i temi dell’esperienza umana e del mondo naturale. Ogni fotografia racconta una storia, offrendo uno sguardo intimo sull’esplorazione della bellezza e dell’oscurità. La mostra incoraggia gli spettatori a riflettere sulle proprie connessioni con questi temi, offrendo un’esperienza coinvolgente.

Nel 2023, la collezione di dark art di Nick è stata esposta alla Gabriel Fine Arts di Mayfair e Piccadilly a Londra, consolidando il suo posizionamento di settore, anche con il favore dalla critica, che ha sottolineato la capacità di Elliott di evocare profonde risposte emotive attraverso la sua narrazione visiva. La mostra di Roma promette di superare i confini della sua espressione creativa, offrendo nuove prospettive che sfidano le convenzioni dell’arte rock e concettuale.

Negli ultimi sette anni, Nick ha curato una collezione esclusiva esplorando i temi dell’isolamento, dell’identità, del dolore, della perdita, dell’esistenzialismo e delle sfaccettature più oscure della psiche umana. Innescando un dialogo sulle verità emotive più profonde. Con approccio introspettivo ed avvincente, si distingue per audacia e provocazione.

La storia del ritrovamento della Basilica Sotterranea di Porta Maggiore

Un gran numero di persone sa che esiste a Porta Maggiore una splendida basililica sotterranea, monumento più unico che raro anche in una città così ricca di tesori archeologici come Roma. Ma pochi conoscono la storia del ritrovamento avvenuto per caso nel 1917.

Ecco un articolo, dettagliato e corredato da numerose immagini dal sito info.roma.it che descrive le fasi e gli artefici del ritrovamento oltre che una minuziosa ricostruzione storica e architettonica del monumento.

https://www.info.roma.it/monumenti_dettaglio.asp?ID_schede=667

La pianta del monumento

Dall’11/3 all’ 11/4/25 “Supermostra ’25_Roma” all’Acquario Romano – Casa dell’Architettura

Dall’11 marzo all’11 aprile 2025

ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA

Supermostra ’25_Roma

“Le mostre di architettura si inaugurano, rimangono aperte per un certo periodo di tempo e, a volte, girano. Alla fine si esauriscono e di loro non rimane che un ricordo e un catalogo. Supermostra opera, invece, sul versante della continuità e, quindi, della crescita nel tempo. Non un evento una tantum ma un insieme di attività che si svilupperanno per almeno un decennio e con diversi media”.

Dopo due puntate in cui sono stati presentati progetti realizzati su gran parte del territorio italiano, Supermostra continua il suo viaggio e torna a Roma, arricchita da una nuova selezione di architetti che operano sul territorio romano, nell’anno in cui la città ospita il Giubileo e attraversa un momento di rinnovamento che potrebbe rappresentare il punto di partenza per una nuova visione urbana. Supermostra’25_Roma, in continuità con gli allestimenti precedenti, presenta opere realizzate da talenti più giovani e meno noti del panorama romano, analizzando il loro approccio progettuale, evitando le barriere di genere, con l’intenzione di individuare, attraverso sensori selezionati nel panorama architettonico, cosa sta covando sotto la cenere.

a cura di Ilaria Olivieri e Luigi Prestinenza Puglisi

mostra
monitor P
lun–sab ore 10–19
ingresso libero

Dal 28/2 al 6/3/25 “Esplorazioni” Mostra di Antonio Miralli e Alessandro Trani al Medina Art Gallery

Dal 28 febbraio al 6 marzo 2025

MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 32,34

Esplorazioni

Mostra di

Antonio Miralli e Alessandro Trani

 

Testo curatoriale di Nora Coll Lience

Ci sono luoghi in cui la realtà si dissolve e lascia spazio all’essenza, al segno, alla vibrazione cromatica che diventa linguaggio. Il visibile si sfalda e lascia emergere ciò che sta oltre: il battito dell’istinto, il respiro della memoria, l’eco della materia che si plasma sotto il tocco dell’artista. Antonio Miralli e Alessandro Trani, attraverso percorsi differenti, ci invitano a superare i confini della materia e dell’io, aprendo varchi tra il visibile e l’invisibile, tra il gesto istintivo e la contemplazione silenziosa.

Due ricerche pittoriche che si muovono tra l’action painting e l’astrazione lirica, tra il colore come urgenza emotiva e il paesaggio come memoria interiore. Miralli e Trani non raffigurano, evocano. Non rappresentano, suggeriscono. Il loro è un dialogo tra caos ed equilibrio, tra immersione e sospensione, tra la vibrazione del colore e il respiro del mare.

Nelle opere di Antonio Miralli…

…il colore è materia viva, pulsante. Il suo gesto nasce dall’istinto, si imprime sulla tela come una necessità espressiva, una lotta tra il caos e il bisogno di ordine. La sua pittura segue il percorso interiore tipico dell’espressionismo astratto, muovendosi tra stratificazioni cromatiche, colature e gesti decisi che trovano un equilibrio nella costruzione finale.

Miralli parte dalla macchia, dal segno spontaneo, per poi razionalizzarlo. La sua è una tensione continua tra impulso e controllo, tra il lasciarsi andare e il ricomporre il frammento in un’armonia visiva. Il colore diventa un mezzo di esplorazione psicoanalitica, un modo per liberarsi e, al tempo stesso, strutturare un linguaggio capace di dialogare con il pubblico.

Un elemento ricorrente nelle sue opere è la figura umana, spesso rappresentata da omini stilizzati che emergono dalla materia pittorica. Questi personaggi fluttuano tra immaginario e realtà, tra sogno e coscienza, diventando simboli di un’umanità fragile e in trasformazione. Sono tracce di presenze, frammenti di storie, specchi in cui l’osservatore può ritrovare sé stesso.

Se Miralli è gesto, Trani è sospensione…

…la sua ricerca si muove tra due dimensioni: da un lato, una pittura informale fatta di stratificazioni di colore e atmosfere rarefatte; dall’altro, una rappresentazione più classica del mare, non come immagine, ma come luogo interiore. Nei suoi lavori, l’orizzonte si dissolve in fasce di colore, le onde si trasformano in vibrazioni luminose, il paesaggio diventa memoria e sensazione piuttosto che rappresentazione fedele del reale. Trani filtra il mondo attraverso il ricordo, creando un mare che non esiste, ma che tutti riconosciamo, perché è dentro di noi.

Anche lui sperimenta con la tecnica, integrando elementi dell’action painting come il dripping, che poi si sedimenta in una pittura più meditativa. Trani dipinge orizzonti sconfinati, dove la luce si intreccia con l’acqua in un ritmo silenzioso, e il mare diventa un luogo sospeso tra ricordo e attesa. Nelle sue tele vibra un’armonia primordiale, una tensione sottile tra passato e futuro, come se ogni onda custodisse un frammento di memoria, un riflesso di emozioni sepolte nel nostro intimo.

Miralli e Trani, pur percorrendo strade diverse, trovano un punto d’incontro nella loro capacità di trasformare la tela in un territorio di esplorazione interiore. Uno esplora il gesto come impulso liberatorio, l’altro dissolve il paesaggio fino a renderlo un’esperienza intima e universale. Da un lato, l’energia della terra e del colore; dall’altro, il respiro del mare e della luce. Entrambi ci invitano a esplorare l’oltre: oltre la forma, oltre la tela, oltre noi stessi.

Dove finisce l’arte? Dove inizia lo sguardo? In questo spazio di confine si gioca l’esperienza della mostra: un invito a sentire, a lasciarsi attraversare, a esplorare senza paura l’oltre dell’io e della materia.

Un approfondimento sui mosaici nell’arco absidale della Basilica di Santa Maria Maggiore

Un articolo di Giovanni Gardini pubblicato sul suo sito relativo ai mosaici situati nell’arco absidale  all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore. Non solo arte e religione ma un interessantissimo approfondimento storico che ci proietta nella Roma di diversi secoli fa.

Il mistero dell’incarnazione nell’arco absidale di Santa Maria Maggiore a Roma

Dal 15/2 al 15/3/25 “Storie dal mare” Mostra personale di Massimo Ruiu allo Hyunnart Studio

Dal 15 febbraio al 15 marzo 2025

HYUNNART STUDIO

Mostra personale di

Massimo Ruiu

Storie dal mare

testo di Sandro Polo

In mostra una selezione di opere che rientrano nel ciclo “Le parole dei pesci”, al quale l’artista dal 2005 rivolge con costanza il proprio pensiero. 

Il comunicato stampa

Dal 14 al 22/2/25 “Lezioni d’amore” Mostra collettiva al MUEF Art Gallery

Dal 14 al 22 febbraio 2025

MUEF ART GALLERY

Lezioni d’amore

Mostra collettiva
Inaugurazione venerdì 14 febbraio 2025 ore 17.30

Artisti partecipanti
Ziad Abo Gheda, Tommaso Andreocci, Armando Casali, Giovanna Cataldo, Giuliana Cortese, Massimo D’Angelo, Anna De Angelis, Alexander L. Di Meglio, Luciano Lombardi, Stefano Tagliati, Luisa Valeriani, Federica Virgili
Il Muef ArtGallery è lieto di presentare Lezioni d’amore una mostra in cui gli artisti hanno l’intento di esplorare l’amore in tutte le sue sfaccettature, un tema eterno e universale che attraversa il tempo, le culture e le emozioni.
L’amore è un insegnante silenzioso, una forza che modella il nostro essere e che si manifesta nelle forme più diverse: il legame passionale, l’affetto familiare, l’amicizia sincera, l’amore per la natura e per l’umanità, ma anche il dolore della perdita e la vulnerabilità dell’attesa.
L’esposizione è un racconto visivo e sensoriale fatto di colori, forme, e materiali ̶ in cui si evoca l’essenza dei sentimenti.
Ogni opera è un invito a riflettere, emozionarsi e rivedere la nostra relazione con questo sentimento così complesso e trasformativo. Un’occasione per prendere lezione, per aprire il cuore e lasciare che l’arte ci guidi verso una comprensione più profonda del nostro essere