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Scheda ufficiale della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
La locandina in italiano e in inglese
La locandina in italiano e francese
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Nel 2010 per adeguare le linee elettriche alle maggiori richieste energetiche del centro di Roma fu necessario da parte della Società Terna del Gruppo ACEA eseguire dei lavori di scavo per sostituire i cavi esistenti con altri di maggiore capacità. Fu un lavoro di grande impegno perchè furono aperte delle trincee per diversi chilometri da Roma Est (Tiburtina) fino al centro della città. Prima di effettuare questi lavori nella parte dell’Esquilino interessata vennero eseguiti dei saggi di scavo ben sapendo che la zona tra via Giolitti e via Bixio è piena di preesistenze archeologiche per la maggior parte conosciute. Ciononostante. quando si procedette allo scavo in via Bixio nel tratto da via Giolitti a via Principe Umberto, vennero ritrovati dei reperti talmente interessanti che i rilievi durarono per più un anno con una voragine aperta di circa 4 metri di profondità dal piano stradale.
All’epoca dedicammo due articoli su questo blog sull’argomento (articolo n.1 , articolo n.2) mettendo in evidenza la mancanza di programmazione e il disagio recato ai residenti per una una voragine aperta davanti casa per tutto quel periodo.
Ma nessuno seppe mai, a parte, ovviamente, gli addetti ai lavori, che cosa avessero ritrovato. Ora dopo tutto questo tempo, finalmente, abbiamo scoperto un documento corredato con diverse immagini (Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma della SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI) che non solo rende noto cosa ci fosse in quella voragine ma addirittura attribuisce la causa di cedimenti e crolli sotterranei, che hanno seriamente danneggiato pavimenti di marmi pregiati, alle ormai tristemente note vibrazioni del trenino Laziali Centocelle.
Insomma il nostro amato Rione non solo ci riserva autentici capolavori di arte e architettura a livello stradale ma dovremmo essere fieri di abitare sopra le rovine di residenze imperiali o comunque di domus romane di elevatissimo valore e raffinata fattura.
Buona lettura del documento
Il 21 e 22 settembre 2019 il cd. Tempio di Minerva Medica in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato aperto al pubblico per consentire visite guidate con l’ausilio di personale altamente qualificato. Il successo è stato superiore ad ogni più rosea aspettativa e purtroppo non poche persone sono state costrette a rimanere fuori e rimandare la visita nonostante sia stato aumentato il numero dei visitatori da 25 a 35 per ogni turno. A tal proposito ricordiamo che il monumento sarà nuovamente aperto e visitabile il 18 ottobre dalle ore 9,00 alle ore 17,00. Di seguito due filmati (uno di RAI TG2, l’altro di Marco Polimeni) con interviste alla dott.ssa Simona Morretta della Sopraintendenza Archeologica Speciale di Roma e per finire alcune foto del fantastico monumento scattate dall’interno e delle tante persone in attesa di visitarlo.
























c.d. TEMPIO DI MINERVA MEDICA
Piano di valorizzazione 2019 a cura della
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

Il c.d. Tempio di Minerva Medica è un edificio eretto nei primi decenni del IV secolo d.C., a pianta centrale decagonale polilobata, con cupola di 25 metri di diametro; l’aula doveva appartenere a un grande complesso architettonico residenziale eretto sul luogo degli Horti Pallantiani nel settore orientale dell’Esquilino, occupato fin dal I secolo a.C. dagli horti dell’aristocrazia romana. Alcune statue rinvenute nel sito si possono ammirare nella Centrale Montemartini di via Ostiense.
CALENDARIO VISITE
sabato 21 settembre, ore 14-18 (giornata Patrimonio)
domenica 22 settembre, ore 14-18 (giornata Patrimonio)
venerdì 18 ottobre, ore 9-17
Le visite saranno contingentate, per un massimo di 25 persone per volta, e guidate dal funzionario archeologo o architetto della SSABAP. Ogni visita guidata dura circa 20 minuti. Le visite si effettuano ogni 30 minuti. L’ingresso e la visita saranno gratuiti. L’appuntamento è davanti al cancello a via Giolitti. L’accesso è possibile anche a disabili.

In questi mesi, tra una rogna e l’altra, sto scrivendo un breve romanzo ucronico, in cui si ipotizza che la bislacca “ipotesi del 1434”, formulata da Menzies, in cui si sostiene come una ambasciata cinese, organizzata nell’ambito delle spedizioni comandate da Zheng He, abbia raggiunto Venezia e Firenze, ove si trovava il Papa Eugenio IV, presentando doni e documenti concernenti svariate conoscenze astronomiche, nautiche e tecnologiche consolidate dalla civiltà cinese.
Secondo Menzies, questo immaginario e non documentato contatto avrebbe dato il via alla rivoluzione del Rinascimento; ipotizzando che sia avvenuto, sto immaginando un mondo con il Mediterraneo pieno di giunche cinesi, in cui Costantinopoli non è mai caduta, ma sta vivendo un boom economico per i traffici con l’Oriente e dove gli accrocchi immaginati da Leonardo sono realizzati nel concreto, dando origine a una sorta di protorivoluzione industriale.
In tale scenario, Niccolò Machiavelli e il maestro taoista Zhu…
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Premettiamo che non è una novità ma forse pochi lo conoscono. E’ un sito realizzato per la SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA che, ovviamente, ha curato la consulenza per i contenuti. La nostra indicazione si riferisce al sito tradizionale curato e pensato per i PC ma esiste anche un’APP (iEsquilino) di cui ne parleremo in seguito.
Il link è http://www.romearcheomedia.it/esquilino
Il menu principale è costituito dai seguenti temi:
All’interno di ogni voce esistono dei sottomenu specifici per entrare nel dettaglio del monumento indicato o dei luoghi o del riferimento storico. Il tutto è corredato di mappe interattive per sottolineare i cambiamenti del territorio che ci sono stati nei secoli passati e per localizzare i singoli monumenti.
Insomma uno strumento efficace per comprendere la storia e scoprire i vari tesori del Rione Esquilino (da quelli più noti a quelli più nascosti e inaccessibili) che purtroppo in molti casi sono sconosciuti ai più.
Vi invitiamo a visitarlo
Questa è la presentazione dell’APP iEsquilino
“E’ imminente la pubblicazione dell’APP dedicata ad Esquilino e Viminale” spiega Mirella Serlorenzi, archeologa responsabile di quartieri in questione. “L’applicazione si caratterizza per il forte accento posto sulla lettura diacronica delle trasformazioni dello spazio urbano, del quale si legge la continua evoluzione attraverso un duplice filo conduttore, cronologico e funzionale: è possibile ripercorrere così le tante storie che si dipanano in questi due quartieri situati nel cuore del centro storico di Roma, gli abitanti, i luoghi, i momenti, attraverso un percorso cronologico che dalle origini di Roma giunge fino ai nostri giorni, oppure attraverso gli elementi monumentali che ne caratterizzano il paesaggio: le case e gli horti, le sepolture, i luoghi del culto, ma anche le strade, le mura, gli acquedotti. iEsquilino sarà collegata direttamente anche con il Sitar, permettendo così agli utenti di approfondire ulteriormente i contenuti archeologici dei contesti trattati”. La navigazione all’interno dei contenuti, possibile anche a partire dal singolo sito, non perde mai divista la mappa, per conservare il costante riferimento al contesto topografico nel quale esso era inserito. Ricco è il repertorio di carte storiche che raccontano frammenti scomparsi di questo settoredella città, e le fotografie che, nei primi decenni successivi all’Unità d’Italia, hanno immortalato la trasformazione della città appena divenuta capitale. Una distinta sezione, che sarà sottoposta a costante aggiornamento, costituirà invece una “finestra” attraverso la quale il visitatore virtuale potrà conoscere le ultime novità emerse dagli scavi in corso.
Dal sito capitolini.info
La testa, leggermente reclinata verso il basso e dallo sguardo patetico, è attribuibile ad una statua di Amazzone ferita, un tipo statuario concepito nel V secolo a.C. e del quale esistono numerose repliche.
La statua, alla quale la testa era pertinente, rappresentava un’Amazzone con il braccio destro alzato e il sinistro piegato, a portare la mano vicino alla ferita, inferta sotto il seno destro. L’originale è stato attribuito da alcuni allo scultore Kresilas, anche se la tesi preponderante assegna la paternità dell’opera a Policleto.
Questo esemplare è di buona qualità nell’esecuzione dei capelli, divisi in due bande ondulate raccolte sulla nuca e nella resa della superficie del volto, dal modellato morbido; da notare le tracce di policromia sui capelli.
L’opera fu rinvenuta nei pressi dell’ Auditorium di Mecenate.
La riproduzione in 3D
(usare il mouse per ammirare l’opera in tutti i suoi particolari e in tutti i suoi punti di vista)
Dall’account facebook “L’Esquilino com’era, com’è” di Carmelo Giuseppe Severino
Forse molti non conoscono la storia di questa antica costruzione edificata, presumibilmente, al tempo di Alessandro Severo. Un’attenta lettura di questa esauriente ed interessante pubblicazione ricca di immagini ed anche di ricostruzioni virtuali aiuterà a scoprire non solo le meraviglie della tecnica idraulica di quei tempi ma anche la bellezza e la maestosità di questo monumento che era visibile praticamente da tutta la città di Roma. I ‘Trofei di Mario‘ a Piazza Vittorio è l’unica fontana monumentale dell’antichità arrivata ai nostri giorni (un altro dei primati del Rione) purtroppo è anche uno dei tanti monumenti dell’Esquilino troppo spesso sottovalutati e non adeguatamente valorizzati. Speriamo che l’attuale restauro dei giardini ne sottolinei l’eccezionale valore storico, artistico ed archeologico e ne faccia un luogo capace di attrarre turisti e amanti dell’antica Roma. In appendice un articolo sul monumento ai tempi di Pirro Ligorio
Altre immagini antiche che ritraggono i Trofei di Mario insieme ad altri monumenti del Rione Esquilino (il cd. Tempio di Minerva Medica e Santa Croce in Gerusalemme)

Stasera avrei voluto parlare di alcuni dei protagonisti della disfida di Barletta, ma purtroppo, dato che non so stare zitto, mi sono lasciato trascinare daa RomafaSchifo in una discussione relativa a Piazza Dante.
Uno dei social manager, immagino si possano chiamare così, ha pubblicato un intervento sulla sua pagina facebook del blog, in cui si definiva feccia un gruppo di cittadini che si opponeva alla creazione di un ulteriore parcheggio sotterraneo, spero aperto anche ai residenti e non solo ai servizi segreti, che avrebbe impattato sulla fruibilità del giardino.
Ora, sapete bene, che non avendo l’automobile per scelta di vita, il mio tasso di interesse sui parcheggi di piazza Dante è meno che nullo; in più, non ho problema dirlo, io sono uno dei sostenitori dell’idea della monumentalizzazione della Volta Gatti. In più non sono per nulla entusiasta del realizzare un parcheggio nel ben mezzo degli Horti Lamiani.
Però, data…
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