Particolare di una “grottesca” della Stanza delle Maschere nella Domus Aurea (foto parco archeologico del Colosseo)
In questi giorni la Domus Aurea avrebbe dovuto ospitare la grande mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”. Così il Parco archeologico del Colosseo sui social tiene vivo il tema tornando a parlare di Raffaello in Domus Aurea. Con un paragone interessante. “Come già capitato agli artisti del Rinascimento, anche gli archeologi, gli architetti e i restauratori del Parco archeologico del Colosseo si sono imbattuti in una grande apertura all’altezza della copertura di una stanza della Domus Aurea”. È così che è stata scoperta la Sala della Sfinge. E propone il video con il sopralluogo della direttrice del Parco, Alfonsina Russo, appollaiata sopra le impalcature, a verificare la straordinaria scoperta, grazie ad un ponteggio montato per restaurare la volta della sala 72 della Domus Aurea. Al momento se ne conoscono 150.
Abbiamo più volte indicato l’Esquilino come il quartiere residenziale per eccellenza nell’antica Roma in età imperiale. Ma la storia di questo luogo è molto più antica e nasce con le lontane origini della città. In questo interessantissimo articolo di Helga Di Giuseppe si analizza un aspetto assai particolare: la presenza di diversi opifici di artigiani ceramisti di origine campana in epoca medio repubblicana (III, IV secolo a.C.) che scelsero l’Esquilino come centro di produzione di vasi, statuette votive ed altri oggetti per la presenza di numerose necropoli e templi e per la facilità di approvviggionamento di materie prime come, per esempio, il legno proveniente dai numerosi boschi che popolavano l’Esquilino di allora per alimentare le fornaci e la stessa argilla. E’ possibile che sia nata addirittura una scuola con ceramiche che si distinguevano anche per dei colori originali. Il punto in cui si sono localizzati questi opifici può essere indicato nella zona di via dello Statuto tra via Merulana e via Pellegrino Rossi zona che è rimasta anche in epoca imperiale ad alta vocazione commerciale ed artigianale.
Maggiori e più interessanti notizie le potrete leggere nell’articolo originale di Helga Di Giuseppe
Immagine n.1: Dal sito Roma Ieri ed Oggi: 1915 Fotografia di via Giolitti all’altezza del Tempio di Minerva. Notare anche il cartellone sulla destra su cui c’è scritto “Comitato Esquilino per Famiglie dei chiamati” riferendosi probabilmennte ai chiamati alla leva per la Grande Guerra 15 – 18
Questa è una rara fotografia del 1915 ed è stata scattata a via Giolitti in un momento ben preciso: appena prima che venissero distrutte le mura esterne affioranti del cd. Tempio di Minerva Medica (ben visibili nell’immagine) per preparare il terreno alla posa in opera delle rotaie della futura linea Roma Fiuggi, inaugurata nel 1916, oggi divenuta linea urbana Laziali Centocelle. In basso, nella foto, si possono notare i sanpietrini che si stavano togliendo per il medesimo motivo.
Questa foto evidenzia senza ombra di dubbio molte cose:
Lo scempio perpetrato al patrimonio monumentale e archeologico nazionale nel 1915 quando sono state distrutte le mura affioranti della parte esterna del cd. Tempio di Minerva Medica a via Giolitti per consentire il passaggio di una linea ferroviaria a scartamento ridotto ideata e costruita da un privato per soddisfare le proprie esigenze (trasporto promiscuo di persone e merci ). Tale spazio avrebbe potuto costituire parte integrante dell’area espositiva del monumento, ma addirittura, da allora (fino a tutt’oggi), lo stesso è stato chiuso al pubblico. Ciò non toglie che anche ora si potrebbe recuperare quell’area con i resti che attualmente sono sotterranei per valorizzarli, come è stato fatto, per esempio, per le stazioni di S. Giovanni e Amba Aradam della Metro C, e non per nasconderli o peggio ancora per distruggerli completamente.
L’area di via Giolitti davanti al cd. Tempio di Minerva Medica è indubbiamente e incontestabilmente dello Stato Italiano proprietario del monumento e quindi anche di tutte le costruzioni annesse allo stesso anche se sotterranee (esistono anche degli ambienti sotterranei). Quindi la Regione Lazio e il Comune di Roma possono mettersi d’accordo per il passaggio di proprietà del terreno su cui insistono le rotaie di questa linea per tutta la tratta ma non per quella precisa porzione di strada che rimane proprietà inalienabile dello Stato Italiano. Per cui qualsiasi intervento anche in superficie, anche il più banale, deve ottenere l’autorizzazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. E il progetto del Comune attuale (vedi immagina n.4) presuppone lavori tutt’altro che banali con delle opere di scavo da eseguire praticamente per tutta via Giolitti (idea folle solo a pensarla).
Via Giolitti e il cd Tempio di Minerva Medica, fino a quel tempo (1915), nonostante gli sventramenti e le distruzioni operate dopo il 1870 per la costruzione del nuovo quartiere Esquilino avevano mantenuto una loro dignità: c’era addirittura un piccola area pedonale davanti al monumento (vera e non presunta come vorrebbe il nuovo progetto del Comune, vedi immagine n. 4) che anche a livello paesaggistico risultava molto più bello da vedere senza tralicci, rotaie e treni che passano accanto
Immagine n. 2: La situazione nel 2020
Immagine n.3
Questa invece è la situazione attuale (immagine n.2 ripresa nello stesso punto di quella del 1915): tralicci arruggiti addossati alle mura del monumento, rotaie e treni che passano accanto. Senza contare i numerosissimi fili elettrici e i cartelli di pericolo di morte. E che dire del passaggio pedonale interdetto per la presenza di un muro del monumento? Onestamente vorremmo chiedere a tutti i paladini del passaggio a tutti i costi di questa linea a via Gioliti compresi alcuni pseudoambientalisti: ma veramente preferite questa situazione a quella ante 1915?
Immagine n.4
E questa sarebbe la soluzione ideata dal Comune e spacciata come isola pedonale con i pedoni che dovrebbero camminare accanto ai tram ivi compresi bambini e disabili. E le possibili file di turisti e visitatori del cd Tempio di Minerva Medica, qualora come tutti ci auguriamo riaprisse, dove dovrebbero passare e sostare per accedere al monumento, accanto ai tram in movimento? Il problema è che in quel punto, che lo si voglia o no, non c’è lo spazio necessario per far passare due binari di tram (e quindi con scartamento ordinario) in sicurezza. Ma in quale parte del mondo si potrebbe mai pensare di far passare una linea tranviaria su due binari in meno di m. 10,80 di larghezza e con palazzi d’epoca di edilizia residenziale da una parte e un monumento importantissimo ma ovviamente altrettanto fragile di quasi 2000 anni fa dall’altra?
Ben venga un’isola pedonale vera con al massimo il passaggio di biciclette e perchè no, con alberi e fioriere, ma non una presa in giro come quella prospettata dal Comune. Ci auguriamo che in sede della Conferenza dei Servizi che dovrà essere convocata prima dell’autorizzazione definitiva al progetto tra i vari attori interessati prevalga il buon senso e che vengano studiate delle alternative (largamente possibili ed attuabili) per evitare che il cd. Tempio di Minerva Medica continui ad essere dopo più di un secolo il monumento più bistrattato del mondo.
Un interessantissimo filmato della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali realizzato in occasione della mostra “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa” e relativo alle recenti scoperte archeologiche nel complesso monumentale delle Terme di Traiano al Colle Oppio. Il filmato mostra in anteprima alcuni ambienti che saranno visitabili nel prossimo futuro con dipinti di epoca romana di eccezionale fattura e bellezza. Inoltre è visibile anche una ricostruzione virtuale del complesso monumentale che ne sottolinea la maestosità e la magnificenza.
La pagina del sito di Electa che pone tra gli eventi futuri la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: l’immagine (foto De Agostini) mostra “Il Laocoonte nella Domus Aurea”, tela dipinta da George Chedanne e conservato al museo di Rouen
Era tutto pronto per il grande evento alla Domus Aurea promosso dal Parco archeologico del Colosseo per il cinquecentenario dalla morte di Raffaello Sanzio: la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”. Ma l’emergenza coronavirus con la chiusura per decreto governativo di musei e parchi archeologici ha bloccato tutto. Lunedì 6 aprile 2020, in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, il Parco archeologico del Colosseo insieme a Electa ha presentato una speciale maratona dedicata al maestro urbinate, in attesa della mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, mostrando sotto una nuova luce i suggestivi ambienti della residenza neroniana, con anticipazioni…
Un breve video di Jacopo Veneziani apparso sul suo account twitter che parla del ninfeo della villa di Livia Drusilla i cui affreschi sono oggi conservati nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e sono, come afferma l’autore del filmato, “una boccata di ossigeno pittorico” tanto più salutare in questo periodo i cui siamo costretti a rimanere nelle nostre case.
Propongo una boccata di ossigeno pittorico, immersi in una natura rigogliosa.
Nei #dueminutidievasione di oggi, vi parlo infatti degli affreschi millenari scoperti nel 1863 nel ninfeo della villa romana di Livia Drusilla, moglie di Augusto.
CULTURA, IL MiBACT LANCIA IL GRAN VIRTUAL TOUR DEL PATRIMONIO CULTURALE
Torna “Art you ready?”, la campagna digitale per ammirare da casa la bellezza italiana
Torna “Art you ready?”, la campagna del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo nata per tenere viva l’attenzione sul patrimonio culturale italiano in questi giorni di chiusura al pubblico. Per la tradizionale prima domenica del mese, che normalmente prevede l’ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali, il ministero guidato da Dario Franceschini propone delle visite speciali: tour virtuali in teatri, archivi, musei e biblioteche raccolti per l’occasione sul sito web del Ministero www.beniculturali.it/virtualtour. Tanti percorsi digitali che danno vita a un vero e proprio “Gran virtual tour” della bellezza italiana, molti dei quali realizzati grazie alla collaborazione pluriennale tra il MiBACT e Google Arts & Culture, ora riuniti all’interno della sezione Meraviglie d’Italia (disponibile su g.co/meraviglieditalia della piattaforma di Google). Un viaggio lungo tutta la Penisola che sarà anche al centro di una campagna di comunicazione social per l’intera giornata di domenica 5 aprile.
Tutti sono invitati a partecipare con gli hashtag #artyouready e #granvirtualtour con i più diversi contenuti, dai semplici ma efficaci screenshots catturati durante le visite virtuali alle tradizionali foto scattate in visite del passato e conservate in smartphone o vecchi album, per continuare sul filone della domenica precedente in una vera e propria “seconda edizione” di Art you ready tanto richiesta sui social.
Per non perdere quindi la consuetudine con l’appuntamento della prima domenica del mese al museo, nell’ambito della campagna nazionale #iorestoacasa, il ministero offre così agli italiani la possibilità di ammirare dalle proprie case le sale di alcuni tra più importanti luoghi della cultura statali, i capolavori negli allestimenti museali, gli ambienti di diversi teatri dell’opera – autentici monumenti della musica – percorrendo i foyer e attraversando le platee e i palchi e di godere poi della ricchezza del patrimonio conservato negli archivi e nelle biblioteche monumentali.
Soltanto un assaggio della bellezza italiana che tornerà interamente visitabile dal vivo, un invito a rinfrescare la memoria dei luoghi già visitati e anche a scovarne di nuovi da scrivere nella lista dei prossimi viaggi per scoprire, o riscoprire ancora, lo straordinario patrimonio culturale italiano.
Quattro video ideati a cura del MIBACT e creati in questo particolare e difficile momento. Riscopriamo monumenti, luoghi e musei che tutto il mondo ci invidia
Il Colosseo, il Foro e il Palatino risplendono in questo video realizzato per il canale YouTube del MiBACT dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi audiovisivi di ogni genere per permettere alle persone
Museo Nazionale Romano, Roma “La Cultura non si ferma” #iorestoacasa” Classico pop”: curioso video con i tesori del museo nazionale Romano.
Museo Nazionale Romano: Ricostruzione virtuale delle Terme di Diocleziano, Roma La Cultura non si ferma #iorestoacasa“
Un tour virtuale nei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali
Fonte Wikipedia:
I Mercati di Traiano costituiscono un esteso complesso di edifici di epoca romana nella città di Roma, sulle pendici del colle Quirinale. Dal 2007 ospitano il “Museo dei Fori Imperiali”.
Il complesso, che in origine si estendeva anche oltre i limiti dell’attuale area archeologica, in zone oggi occupate da palazzi moderni, era destinato principalmente a sede delle attività amministrative collegate ai Fori Imperiali, e solo in misura limitata a attività commerciali, che forse si svolgevano negli ambienti aperti ai lati delle vie interne.
Come poteva mancare un tour virtuale per scoprire la maestosità e la magnificenza di sua maestà il Colosseo il monumento italiano di gran lunga più conosciuto al mondo e più visitato.
Eccolo nel servizio offerto da Google Arts & Culture .
Certo, chi è che non lo ha mai visitato in vita sua, ma siamo sicuri di aver visto tutte le curiosità e magari anche qualche angolo nascosto?