Piazza Vittorio, oltre 100 persone e più di 40 veicoli controllati

Comunicato stampa della Polizia Roma Capitale

Continuano i controlli in zona Esquilino da parte della Polizia Locale di Roma Capitale: solo ieri oltre 100 le persone identificate in piazza Vittorio e nelle vie limitrofe, nei confronti delle quali si è proceduto ad accertare anche la regolarità degli spostamenti durante l’ultimo giorno della “zona rossa”. Le pattuglie dei caschi bianchi, I Gruppo Centro “Ex Trevi”, in collaborazione con il personale della Polizia di Stato Commissariato Esquilino, hanno sottoposto a verifiche oltre 40 veicoli, elevando quattro sanzioni per irregolarità legate al mancato rispetto delle normative anti-Covid. Tramite l’intervento di personale di AMA sono stati rimossi 12 metri cubi di masserizie e rifiuti presenti sotto i portici di piazza Vittorio, in via Statilia e Porta Maggiore. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni

Roma, 30 marzo 2021
 


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I aprile 2021: storia e tradizione del “Pesce d’Aprile”

Oggi è il primo aprile giorno in cui, per tradizione,  sono ammessi scherzi, burle e bugie (alcune divenute famose). Ma ci siamo mai chiesti quale è l’origine di questa tradizione? Perchè proprio il il primo giorno di aprile? In questo bel post dal  blog “Io Donna”  , tutte le risposte storiche a questi interrogativi

Pesce d’aprile: scherzi, frasi, origine e storia – iO Donna

C’è un giorno dell’anno – uno solo – in cui si può mentire impunemente senza essere criticati o additati come bugiardi cronici. In quel giorno, chi racconta qualche frottola può venir considerato, al massimo, un semplice giocherellone. Stiamo parlando del 1° aprile, data internazionalmente riconosciuta come la giornata degli scherzi e delle burle. Che, solo per oggi, vengono chiamati “pesci d’aprile”: chi ci casca, infatti, “abbocca” all’amo di qualche burlone.

Questa festa è nota in tutto il mondo, e prende nomi diversi a seconda dei vari Paesi in cui viene “onorata”: da noi è il Pesce d’Aprile, mentre nei paesi anglofoni si chiama April Fool’s Day (dopo spiegheremo perché) o Pescado de Abril negli Stati di lingua spagnola.

Ma perché il Pesce d’Aprile si festeggia il primo giorno del mese? Ci sono diverse teorie sulla nascita di questa divertente ricorrenza. Per scoprire la prima ipotesi dobbiamo spostarci in Francia nel XVI secolo. A quel tempo, prima del 1582, il calendario in uso prevedeva che i festeggiamenti per il nuovo anno si svolgessero tra il 25 marzo e il 1° aprile, giorno dedicato alla festa, alle libagioni e ai banchetti.

Successivamente, con l’avvento – e l’utilizzo – del calendario gregoriano, il capodanno fu spostato al primo di gennaio, com’è universalmente festeggiato nella maggior parte dei Paesi del mondo. Questo mutamento di data, però, lasciò interdetta la maggior parte della popolazione, che fece fatica ad abituarsi a questo cambio di tradizione.

Così, chi continuò a festeggiare il cambio di anno secondo l’antico calendario, prese il nome di “sciocco di aprile. Non a caso, in inglese il nostro Pesce d’Aprile viene chiamato invece April Fools’ Day, ovvero “il giorno degli sciocchi d’aprile”.

Chi continuava a festeggiare ancora secondo l’antico calendario era infatti considerato un po’ “tonto” e ridicolizzato con inviti a feste inesistenti, regali assurdi o pacchetti privi di contenuto. Dalla Francia di Re Carlo IX e dalla Germania degli Asburgo, la tradizione si diffuse poi in Inghilterra nel XVIII secolo e negli altri stati europei.

Nel nostro Paese l’usanza di farsi degli scherzi e dirsi bugie impunemente il 1° aprile risale al periodo storico che va dal 1860 al 1880. Sembrerebbe che la prima città ad accogliere questa abitudine di origine francese, che abbiamo raccontato nel paragrafo precedente, fosse Genova.

Qui, questa nuova tradizione si diffuse a macchia d’olio, dapprima tra i ceti medio-alti della città e poi a tutto il resto della popolazione. Travalicò poi i confini della città per raggiungere tutte le regioni d’Italia.

C’è invece una teoria che collega la tradizione del Pesce d’Aprile addirittura all’antica Roma. Forse meno accreditata della precedente, questa spiegazione risalirebbe ai tempi della Roma imperiale. Precisamente subito dopo le Idi di Marzo, quando i contadini e gli allevatori della città organizzavano i festeggiamenti in onore della Dea Cibele (quando ancora la religione romana era politeista), protettrice degli animali e dei luoghi selvatici.

Il nome di questa ricorrenza era Hilaria, dalla parola latina hilaris che significa “giocoso”: la caratteristica peculiare era che durante il giorno della festa erano concessi mascheramenti e scherzi di ogni tipo. In pratica, una sorta di antesignano del carnevale d’epoca medioevale: ci si poteva travestire da chiunque, anche da personalità in vista della vita pubblica, e organizzare burle e scherzi senza essere puniti.

Balli, canti e danze in onore della divinità si protraevano per giorni e notti, e il vino che scorreva a fiumi aiutava a rendere tutti più sciolti e propensi a farsi scherzi a vicenda, prontamente archiviati dopo la fine del periodo di festa.

Un’altra teoria sposta ancora più indietro le lancette del tempo e farebbe risalire le origini del pesce d’Aprile addirittura all’Antico Egitto. Secondo questa stravagante spiegazione – la meno accreditata tra le tre, ma forse la più fantasiosa – Antonio durante una battuta di pesca avrebbe chiesto a un suo schiavo di attaccare un grande pesce al suo amo, per fare bella figura con la sua adorata Cleopatra e vincere la gara di pesca.

Ma la regina d’Egitto, che tutto era tranne che credulona, intuì subito l’inganno e sostituì l’enorme pesce con un misero pesciolino finto rivestito di pelle di coccodrillo, per prendere in giro il compagno. Chi di scherzo ferisce, di pesce… perisce!

Oltre alla spiegazione fornita dall’ultima tesi, questa denominazione porta subito a pensare ai pesci che abboccano all’amo, proprio come una “vittima” credulona abbocca a una burla o a una bugia. Un’altra teoria, invece, sottolinea come ci sia un legame tra il 1° aprile e il segno zodiacale dei pesci, in cui è collocata questa data.

Oppure, ancora, si racconta che per qualche motivo misterioso i pescatori, nei giorni tra fine marzo e inizio aprile, a causa di correnti marine non favorevoli, tornassero a riva con le reti quasi completamente vuote. Questo scatenava l’ilarità e le prese in giro della popolazione, che li ritenevano incapaci di fare bene il proprio lavoro e un po’ “stupidotti”.

L’ultima spiegazione sul perché si dica “pesce” di aprile si lega invece alla religione. Si narra infatti che il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia, abbia salvato la vita al Papa, liberandolo da una grossa spina di pesce conficcatasi nella sua gola dopo un banchetto. Da quel momento, oltre a festeggiare, nella città di Aquileia non si mangia pesce ogni 1° aprile. Quasi per esorcizzare e allontanare dalla città una possibile tragedia o evento negativo.