Chiusa associazione culturale per gravi carenze igienico sanitarie: sporcizia nei locali e presenza di veleno per topi tra le criticità rilevate.

Comunicato della Polizia Roma Capitale del 24/09/20

La  Polizia Locale di Roma Capitale, Gruppo I Centro ( ex Trevi), nell’ambito dei controlli volti a  verificare il rispetto delle norme a tutela della salute pubblica nella zona della Stazione Termini,  era già intervenuta nella serata di sabato presso un’attività, che si presentava come associazione culturale, riscontrando violazioni alla normativa anticovid e per tale motivo era scattato il provvedimento di chiusura di tre giorni. 
Nel locale, infatti,  si era registrata calca con assenza di mascherine e distanziamento interpersonale e inoltre veniva esercitata l’ attività non autorizzata di somministrazione, aspetto per cui  i caschi bianchi avevano comminato una sanzione  di più di 5mila euro alla proprietà.
Ieri, gli agenti sono tornati per rimuovere i sigilli, unitamente a personale  Asl, allertato dagli operanti delle condizioni degli ambienti interrati, trovati privi di areazione, aspetto che acuiva la condizione di rischio legata al contagio.
 
Gli operatori sanitari del SIAN (Servizio igiene degli alimenti e nutrizione)  hanno accertato quanto già rilevato dalle pattuglie e disposto l’immediata chiusura a causa delle gravi carenze igienico sanitarie riscontrate , con sporcizia, veleno per topi , alimenti tenuti all’interno di un freezer privo di corrente, infiltrazioni piovane sui muri, spazi adibiti a dormitorio e  bagno utilizzato per cucinare gli alimenti. 
 
 
Roma, 24 settembre 2020
 
 

 


Polizia Roma Capitale
Comando Generale
Reparto Rapporti con la Stampa
Via della Consolazione, 4
00186 Roma

24 settembre 3 ottobre 2020 “Uno sguardo attraverso” Mostra d’arte al MUEF

24 ottobre 3 novembre 2020

MUEF Art Gallery

Uno sguardo attraverso

Mostra d’arte personale

di

Giorgio Piredda

Comunicato stampa


Uno sguardo attraverso
Mostra personale di Giorgio Piredda (1947 – 2017)
A cura di: Francesco Giulio Farachi e Roberta Sole
Organizzazione, coordinamento: Maurizio Bedini
Catalogo: a cura di Francesco Giulio Farachi
MUEF ArtGallery via Angelo Poliziano, 78 / B – 00146 ROMA
24 settembre – 3 ottobre 2020
Orario di apertura dal martedì al sabato h. 17:00 – 20:00
ingresso gratuito
Vernissage: Per garantire a tutti la visita della mostra in tranquillità e sicurezza l’evento inaugurale viene programmato in due date
giovedì 24 settembre – h. 18:30
sabato, 26 settembre – h. 18:30
Carattere schivo e riservato, ma al tempo stesso eccentrico e ingegnoso, Giorgio Piredda (1947 – 2017) per molta parte della sua vita si è dedicato all’arte del vetro, come vetratista e come scultore. La passione per le tecniche di lavorazione del vetro, dalle più tradizionali a quelle più innovative e sperimentali, ha condotto Giorgio lungo un percorso di affinamento, padronanza e ricerca che, attraverso i suoi lavori, ci restituisce la sua peculiare visione artistica. È evidente l’interesse per la scomposizione modulare dell’immagine, interesse che sta nello stesso impianto visivo dell’opera, spesso costruito su regolarità e corrispondenze precise di forme e cromie. Le opere di Giorgio, soprattutto quelle più “scultoree”, cercano principalmente di cogliere la relazione fra luce e materia quando si instaura quella instabile corporeità in cui, con affascinante ossimoro, si perde la definizione fra l’una e l’altra, e tutta la bellezza ed emozione si concentra invece e solo nell’attraversamento del nostro sguardo, senza saper più se sia la luce a darsi corpo e foggia e colore nel vetro, o se piuttosto non sia il vetro a smaterializzarsi fino alla più tersa trasparenza e farsi puro splendore.
Il cuore dell’esposizione consta di una ventina di realizzazioni in vetro e vetrate artistiche, un corpus di opere necessariamente esiguo nella vasta produzione dell’artista (molta parte di essa è ovviamente distribuita in collocazioni e collezioni private). Un breve video, proiettato a ciclo continuo, darà una visione più ampia sul lavoro di Giorgio.
In questa mostra si è voluto dar rilievo a come l’artista abbia lavorato sugli aspetti percettivi e sensibili che devono di fatto costituire l’opera, e per questo, a margine dell’esposizione vetraria, una sezione è dedicata alla professione di fotografo che Giorgio ha svolto negli anni della giovinezza e prima maturità. Nelle sue fotografie, si coglie una linea di ricerca sulla luce, sulle sue incidenze e variazioni, sulle geometriche o astraenti frammentazioni cui sospinge lo sguardo, che trova corrispondenza ideale nei lavori in vetro, anzi una continuazione quasi, come se nell’arte vetraria Giorgio abbia poi trovato la formulazione più precisa di un linguaggio della luce che lo ha da sempre affascinato e coinvolto.