Ambra Jovinelli … addio ?

 

 

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Da “Il Messaggero” del 18 novemnbre 2008

“L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede.

A rischio rinnovo contratto d’affitto

ROMA (18 novembre) – L’Ambra Jovinelli potrebbe cambiare sede. È la soluzione prospettata dall’assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi di fronte ai problemi “di natura economica” tra proprietà dello stabile e gestori del teatro.

«In passato il comune di Roma ha sostenuto con propri fondi l’Ambra Jovinelli al di fuori di bandi di concorso – dice Croppi -. Soluzione questa che ora non possiamo più favorire. Però vogliamo essere vicini a questa vicenda e nell’eventualità non si raggiungesse l’accordo per il rinnovo del contratto d’affitto, stiamo ipotizzando la soluzione di spostare l’Ambra Jovinelli in un’altra sede». 

«D’altronde – spiega ancora l’assessore – la proprietà dell’Ambra Jovinelli è privata, come il Brancaccio. Quello che possiamo fare è sostenerli nel trovare uno spazio adeguato. Ne ho già parlato anche con Serena Dandini». ”

Una gran brutta notizia non solo per i residenti dell’Esquilino ma per tutti i romani (e non) che in questi ultimi anni hanno apprezzato il ritorno alla programmazione di questo storico teatro diretto con maestria da Serena Dandini e in grado di offrire al pubblico spettacoli di ottimo livello e di essere, specie nella sezione “Piccolo Jovinelli” un trampolino di lancio per tanti giovani talenti.

Chiediamo che siano percorse tutte le strade possibili per scongiurare questo evento e auspichiamo che si arrivi a una soluzione duratura perchè non ha senso spostare l’Ambra Jovinelli in un’ altra zona , ma se alla fine fosse tutto inutile e non si riuscisse a trovare un accordo con la proprietà del teatro (per farne che cosa, una sala bingo, un supermercato, un centro congressi ?) suggeriamo a chi di dovere  che a due passi dal teatro  c’è un ‘altra realtà, il cinema  Apollo,  che da anni attende di essere ristrutturato  e riutillizzato. L’Esquilino non può e non deve sopportare questo ulteriore affronto, nessuno perdonerebbe mai una nuova chiusura e lo spostamento in un’altra zona di un teatro che ha fatto la storia dello spettacolo leggero negli ultimi cento anni ed è conosciuto non solo a Roma ma in tutta Italia !

 

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