Archivi tag: Via Merulana

Dal 9/5 al 22/6/24 “Guiltless” Mostra fotografica di Tarin al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 9 maggio al 22 giugno 2024

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

Guiltless

Mostra fotografica di

Tarin
Guiltless, mostra personale di Tarin è realizzata da Contemporary Cluster in collaborazione con NFC Edizioni; con l’occasione verrà presentato a Roma il progetto editoriale del 2024 dell’artista: Tarin ha infatti prodotto un calendario in tiratura limitata, 16 immagini inedite dallo stile inconfondibile ma con due grandi novità. Troveremo infatti oltre a 12 inediti scatti alle muse di Tarin, quattro scatti di paesaggio ad intervallare le stagioni del 2024.
In mostra opere in grande formato, provini unici e inediti disegni.

Dal 10 al 16/5/24 “Senza essere nessuno” Mostra fotografica di Edoardo Formica al Medina Art Gallery

Dal 10 al 16 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Senza essere nessuno, frammenti senza tema

Mostra fotografica di

Edoardo Formica

Dal titolo della mostra: Senza essere nessuno. Allora essendo qualcuno? È questa la prima cosa che ho pensato quando mi sono trovata di fronte alle opere d’Arte di Edoardo Formica. Egli stesso, in primis, le presenta come il frutto casuale di incontri, passeggiate, peregrinazioni tra le strade eterne di Roma; in un certo senso le nega, esaltandone la natura fortuita e quasi accidentale. Non per svilirle certo, né per carenza di autostima: ma da questa negazione, che ci pone in una condizione d’animo particolare, le fotografie ne escono illuminate da una luce inaspettata, quella della scoperta che non credevamo di fare.

Formica non va in cerca dello scatto perfetto, è lo scorcio, la situazione, il cartellone pubblicitario, la scena metropolitana che cercano un osservatore attento e lo trovano proprio in Edoardo che sa cogliere le opportunità che ai più, nella caotica capitale, tra una corsa in taxi e un treno in ritardo, sfuggono. L’artista sa dunque captare quelle porzioni di realtà che tutti, costantemente, abbiamo sotto gli occhi, ma che non sappiamo più cogliere con l’innocenza e l’ironia spensierata di un bambino. Questo fa Edoardo Formica, guarda le cose con la naturalezza e la semplicità di chi se le trova per la prima volta davanti e ce ne restituisce una visione pura, entusiasta, meravigliata: il ritmo frenetico della quotidianità e il turbinio del vivere moderno annichiliscono la nostra sensibilità e addormentano l’io creativo.

Due ragazzini che giocano…

…un passeggino al sole, un’immagine in vetrina, il riflesso della luce sui gradini: la città intera si trasforma in un panorama di prospettive, di scenari, di vedute cui attingere a piene mani. È necessario però compiere un passo indietro, ammettere in un certo qual modo che siamo colpevoli e che per un motivo o per un altro non riusciamo più a cogliere le infinite sfumature che il mondo circostante ci offre; non siamo più capaci, da soli, di meravigliarci di ciò che esiste intorno a noi. Ecco, dunque, che la figura dell’artista, come un vero e proprio deus ex machina, interviene per farci dono di una cosa molto preziosa: un nuovo punto di vista, un’ottica alternativa alla solita.

Formica ci chiede di ascoltare in rime sparse il suono della sua arte, di raccogliere i frammenti delle sue fotografie, di lasciarci guidare dal bagliore della sua intuizione per scoprire una Roma in cui le epoche storiche, i cambiamenti socioculturali, le mille etnie, i mezzi di comunicazione vecchi e nuovi si sovrappongono e si intrecciano, perseguendo e mantenendo un equilibrio delicatissimo che la rende, nei secoli, eterna. Fotogrammi di un mondo esteriore, dunque, ma anche scorci di un’intimità quotidiana, scatti che raccontano un modo di approcciare alla vita, un’essenza, una personalità: quella del loro autore. È lo stesso artista, del resto, a sottolineare il legame intrinseco con la fotografia stessa e poi con la città natale che gli offre infiniti spunti di creazione e riflessione…

Leggiamo infatti, di suo pugno, dalla biografia…

“Ora che mi leggi, e che scrivo ricercando brevità e sintesi penso che adori la fotografia. A parte un più o meno breve recente corso, sono totalmente autodidatta. In compenso, dall’età di circa sedici anni, tra macchine fotografiche analogiche, ho avuto ed ho la fortuna di poter fotografare in generale molto, in particolare Roma.  Mia città natale nel 1976. Solo nel 2019 invece, altra data importante, sono passato al digitale. Mi sono sempre considerato un solitario. Una qualità, quasi una necessità. Nella fotografia secondo me, nella vita un po’ meno… Ora finalmente parlo. Ma, mi dicono, anche troppo a volte. La fotografia invece è sintesi. È intuizione, costruzione e definizione di un singolo attimo.

E forse, oltre che attimo, è stata ed è per me come un secondo cuore, un secondo battito. Ha battuto e detto di e per me, quando non mi esprimevo mai. Mi sintetizza ora che invece, a volte, parlo o scrivo troppo. Tanto che avevo infine deciso, da che ne parlavo molto e in dettaglio, di lasciare che le mie foto ad eccezione di quello di cui sopra o poco altro, se hanno come spero qualcosa da dire, parlassero da sé. Ma si cresce e si cambia.

E tra consigli esterni e un mio ripensamento, ora le mie foto viaggiano insieme a qualche parola. Mi raccomando però, che ciò non vi costringa in nessun modo nella loro visione e fruizione. E ricordate. Come semplice consiglio. Fruite le foto come capiterà. Come a me capita di trovarle in giro. In fotografia, almeno fino ad oggi, non seguo un ordine. E del resto. è una mostra senza tema. Buona “visione” …”.

14/5/24 “Paolo Borzacchiello – Bada a come parli” al Teatro Brancaccio

14 maggio 2024

TEATRO BRANCACCIO

Paolo Borzacchiello

Bada a come parli

Paolo Borzacchiello è scrittore, consulente e imprenditore italiano. Uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica.
Dopo il tour di successo del 2023 con FORSE SEI (GIÀ) FELICE E NON LO SAI”, uno spettacolo formativo e sorprendente sulle interazioni umane, nel 2024 presenta al pubblico un nuovo capitolo. BADA A COME PARLI è uno spettacolo che svela il modo in cui il linguaggio può trasformare la nostra vita; Paolo Borzacchiello mostra la potenza e la magia della parola e spiega come utilizzarle nel modo migliore specie oggi in cui chat e social ci costringono alla sintesi.

Dal 9/5 all’8/6/24 “Transeunte” Mostra di Renato Calaj al Contemporary Cluster – Palazzo Brancaccio

Dal 9 maggio all’8 giugno 2024

CONTEMPORARY CLUSTER – PALAZZO BRANCACCIO

Transeunte

mostra di

Renato Calaj

Ricorrendo a una pluralità di soluzioni operative, la ricerca di Calaj si muove con la medesima coerenza tra le prassi della pittura, della scultura e dell’installazione. Autore dal percorso internazionale, il suo lavoro verte sulla nozione di tempo, da lui affrontata nella massima estensione di significato, tanto da trattarla anche nei rispettivi derivati di trasformazione, limite, impermanenza, caducità, traccia. Ne deriva una considerazione del tema del tempo quanto mai materiale che manifesta sfumature disciplinari riferibili agli ambiti dell’architettura, dell’urbanistica, dell’edilizia, della semiotica, dell’antropologia.

La mostra propone una serie eterogenea di opere eseguite dall’artista appositamente per questo progetto, che corrisponde alla sua prima personale a Roma ed è sviluppato specificatamente in funzione delle caratteristiche degli spazi della galleria, offrendo un’occasione interessante e costruttiva per interfacciarsi con il tenore di una pratica artistica maturata al di fuori della realtà rappresentata dalla Capitale.

13/5/24 “Francesco De Carlo – Bocca mia taci” al Teatro Brancaccio

13 maggio 2024

TEATRO BRANCACCIO

Francesco De Carlo

Bocca mia taci

Produzione AltraScena

Quando facevo arrabbiare troppo mia nonna, lei minacciava violenza col pugno chiuso, digrignava i denti e si metteva una mano sul muso, a soffocare un’imprecazione oscena. E poi dopo aver buttato un occhio al cielo mormorava: “Bocca mia taci!”. Mi sono sempre chiesto quale espressione tacesse ogni volta, quali parole, minacce o bestemmie rimanessero in quella sua bocca sdentata, invece di liberarsi nell’aria. E col tempo presi a sfidare quella sua capacità di controllo, con marachelle sempre più gravi. Fino a quando un giorno prese una gallina dal cortile e me la tirò contro. Questa storia, completamente inventata, mi ha insegnato che tenersi tutto dentro non fa bene: ti fa stare male, ti fa salire il veleno, ti fa lanciare pollame. E la paura di offendere qualcuno, divinità comprese, non può limitare la libertà d’espressione.


Bocca mia taci è il mio nuovo spettacolo di stand up.


È un po’ sporco e pertanto è sconsigliato ai minori di 16 anni.


Più che un monologo, una marachella.

12/5/24 “Gioia e poesia” Concerto del Trio Daphne presso la chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino

12 maggio 2024 ore 20:00

CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO

Gioia e posesia

Concerto del

Trio Daphne

Serata conclusiva della rassegna “Armonie sotto le stelle di Sant’Alfonso”

Si esibirà il Trio Daphne, composto dai nuovi straordinari talenti della nostra cittá: Erasmo Testa al clarinetto, Mattia Geracitano al violoncello e Marianna Martinelli al pianoforte, tutti e tre giovani concertisti e giá vincitori di numerosi premi internazionali.
Avremo il privilegio di ascoltare due opere capisaldo del repertorio cameristico in formazione di trio con il clarinetto, per la quale sono stati scritti diversi capolavori.
Verrà eseguito il Trio op.11 per pianoforte, clarinetto e violoncello, scritto da L. Van Beethoven fra il 1797 ed il 1798 all’età di 28 anni.
Il sottotitolo di quest’opera, “Gassenhauer” nasce dal terzo movimento il cui tema si ispira al motivetto allegro dell’allora molto popolare “Pria ch’io l’impegno”, dell’”Amor marinaro Ossia Il corsaro” di Joseph Weigl, affermatasi nel tempo come brano indipendente e a Vienna canticchiata dappertutto anche per le strade.
Seguirà il Trio op. 114 per clarinetto violoncello e piano composto da J. Brahms nel 1891 all’età di 58 anni quando considerava la sua attività compositiva giá conclusa. Ma dall’incontro con il clarinettista principale dell’Orchestra di Meiningen, il virtuosista Richard Mühlfeld, prese ispirazione per riprendere a scrivere e compose per la prima volta delle opere proprio per il clarinetto.
Il Trio in la minore è un miracolo di equilibrio tra le parti: rivela, oltre al temperamento schiettamente romantico dell’autore, una spiccata abilità nel saper valorizzare la dolce voce del clarinetto.
L’Adagio è intriso di intimismo tipicamente brahmsiano e di soffusa malinconia. Il critico e compositore austriaco Eusebius Mandyczewsk a proposito dell’Adagio scrisse: “per il suo tono delicato e pastoso e per la fusione dei tre strumenti é «come se essi facessero all’amore fra di loro».

Dall’8 al 12/5/24 “Saranno famosi” al Teatro Brancaccio

Dall’8 al 12 maggio 2024

TEATRO BRANCACCIO

Fabrizio Di Fiore Entertainment presenta ROMA CITY MUSICAL in

Saranno famosi

Fame – The Broadway Musical

con BARBARA COLA, Miss. Sherman – GARRISON ROCHELLE, Mr. Myers, LORENZA MARIO, Miss Bell – STEFANO BONTEMPI Mr. Sheinkopf

e con ALICE BORGHETTI (Carmen Diaz), FLAVIO GISMONDI (Nick Piazza), GINEVRA DA SOLLER (Serena Kats), ALFREDO SIMEONE (Joe Vegas), MICHELLE PERERA (Mabel Washington), RAYMOND OGBOGBO (Tyrone Jackson), GIUSEPPE MENOZZI (Shlomo), GRETA ARDITI (Iris Kelly), ARIANNA MASSOBRIO (Grace), CLAUDIO CARLUCCI (Goody)

Coreografie Luciano Cannito | Coreografo Associato Fabrizio Prolli | Scene Italo Grassi | Costumi Veronica Iozzi | Traduzione e adattamento Luciano Cannito |Direzione Musicale Giovanni Maria Lori |  Arrangiamenti Musicali Raffaele Minale, Franco Poggiali, Angelo Nigro, Maurizio Sansone |  Vocal Trainer Ivan Lazzara | Traduzione e liriche Luciano Cannito e Laura Galigani | Disegno Luci Valerio Tiberi | Video Roberto Loiacono I Disegno Audio Alberto Soraci e Marcello Coppola

Regia di Luciano Cannito

Il Musical che ha appassionato intere generazioni

5/5/24 “Il suono della seta” Concerto per pianoforte e flauto presso la Chiesa di Sant’Alfonso all’Esquilino

5 maggio 2024 ore 20:00

CHIESA DI SANT’ALFONSO ALL’ESQUILINO

Il suono della seta

Andrea Ceccomori, flauto

Sebastiano Brusco, pianoforte

La prossima domenica é una occasione per ascoltare un concerto duo del Flautista Andrea Ceccomori e Sebastiano Brusco al pianoforte.
Poiché il duo é invitato annualmente in Cina dal 2019 per diverse tournée, ha iniziato, nel paese della Seta, una collaborazione con musicisti cinesi locali che suonano i loro strumenti tradizionali, il concerto avrá la straordinaria partecipazione di Gao Chuanyan e Xe Ziyu,, che suoneranno rispettivamente l’erhu, lo strumento ad arco più diffuso, e il guzheng, strumento a pizzico con ventuno corde.
Il PROGRAMMA
J.S.Bach Sonata per flauto e pianoforte Bwv
1031
C. Debussy Syrinx
C. Franck Sonata in A min (vers. per flauto e piano)
F. Chopin polacca op 53
G. Donizetti Sonata per flauto e piano
H. Zhanhao, Butterfly Lovers
C. Peixun, My motherland
Ascolteremo di Johann Sebastian Bach la sonata di cui è particolarmente noto il secondo movimento “Siciliano”, melodia di struggente nostalgia, utilizzata come colonna sonora in un film di Lars Von Trier.
la bellissima “Sonata in La maggiore” é considerata, in ambito cameristico, un capolavoro di espressività.
La composizione era molto amata anche da Marcel Proust tanto che,lo scrittore, affascinato sonata, ne prese spunto: «Dal principio il pianoforte si lamentò solitario, come un uccello abbandonato dalla compagna. Il violino lo udì, gli rispose come da un albero vicino. Era come agli inizi del mondo, come se sulla terra non esistessero che loro due…».
La sonata fu originariamente composta per violino e pianoforte da Franck nel pieno della sua maturità compositiva e fu il dono di nozze per il virtuoso violinista belga Eugène Ysaÿe.
La versione per flauto dell’autore esalta il contenuto fiabesco e dolce dell’amore che la Sonata esprime attraverso la metafora, in cui vengono messi in scena quattro distinti e possibili momenti della vita di una coppia che, a partire dal lirismo intimista del primo incontro amoroso, passa attraverso momenti di accesa passione e conflittualità, seguiti da momenti di riflessione retrospettiva e ripiegamento, fino a giungere a un nuovo e dolce riavvicinamento che prelude all’effervescenza celebrativa della festa finale, come possibile riferimento all’occasione nuziale della dedica.
La Polonaise op. 53 di Fryderyk Franciszek Chopin, una delle sue composizioni più conosciute ed eseguite, composta nel 1842 e pubblicata l’anno successivo. Le fu attribuito per la prima volta il nome “héroïque”, eroica, dalla scrittrice francese George Sand che si riferiva al carattere ispirato e vigoroso del brano, adatto secondo lei a divenire simbolo della rivoluzione sociale e politica vissuta nel 1848 in Francia e nel resto d’Europa.
“Butterfly Lovers” é una musica basata su una storia simile a quella di Romeo e Giulietta, ambientata nel 250 DC nella dinastia Ming, nella storia la ragazza si finge uomo per poter studiare all’accademia dove si innamora di uno studente, alla fine però la famiglia una volta scoperti i due amanti, la promette in sposa a un ricco mercante mentre lo studente, ormai diventato magistrato, si ammala e muore. Lei sul tragitto per recarsi al matrimonio si trova vicino la tomba dell’amato e prega affinché lei cada nella tomba per ricongiungersi con il giovane e dopo ciò si risorgono subito dopo sotto forma di farfalle!
Il secondo brano é “My Motherland”fu inizialmente chiamato dall’autore “Un Grande Fiume” (《一條大河》), in modo da rappresentare le centinaia di fiumi che scorrono in Cina. Il titolo è stato cambiato quando è stato pubblicato con il film che l ha resa celeberrima in Cina.

Dal 3 al 9/5/24 “Nathan Helsser – Solo exhibit” al Medina Art Gallery

Dal 3 al 9 maggio 2024

MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220

Nathan Hessler – Solo exhibit

 

Il concept della mostra è il processo che precede il risultato atteso. La tecnica a collage dell’artista è stata sviluppata come mezzo per superare l’impulso abituale di pianificare o controllare il risultato di un’immagine. Rimuovendo qualsiasi pittura o disegno diretto.

La maggior parte degli artisti inizia imparando i metodi figurativi e illustrativi tradizionali e, sebbene queste abilità fondamentali siano importanti, possono anche divenire limitanti. Nelle opere di Nathan Hessler vi è una completa destrutturazione dell’immagine, con una geometrizzazione dell’espressione artistica. Da una fase iniziale di disgregazione dell’immagine divisionista, per cui il colore è fattore principale, arriverà poi a sviluppare una geometrizzazione dell’immagine in termini lirici e poetici.

L’artista mette in evidenza tutte le esperienze che l’uomo vive e che procurano piacere spirituale: la musica, la religione, l’arte e tutte quelle componenti che portano ad una dimensione superiore. E le possibilità di utilizzare il collage per affrontare una varietà di problemi sono infinite. Molto spesso, Hessler semina indizi all’interno degli elementi delle opere, per alludere a preoccupazioni politico-sociali e globali fino a quelle personali. Il messaggio potrebbe non essere palese, ma spesso può essere trovato all’interno del contesto.

3 e 4/5/24 “B.L.U.E. Il musical completamente improvvisato” al Teatro Brancaccio

3 e 4 maggio 2024

TEATRO BRANCACCIO

B.L.U.E. Il musical completamente improvvisato

 

Attori-improvvisatori: Emanuele Ceripa, Silvia Cox, Cecilia Fioriti, Alessio Granato, Francesco Lancia, Andrea Laviola, Fabrizio Lobello, Fulvio Maura, Simona Pettinari

B.L.U.E. Band: Eleonora Beddini (piano), Roberto Battilocchi (contrabbasso e basso elettrico), Nando Farina (fiati), Damiano Daniele (batteria e percussioni)


Disegno luci ed effetti: Maria Elena Fusacchia, Alessandro Albertazzi, Giulia Belardi | Proiezioni Carlo Coculo | Supervisione audio Federico Millimaci  | Scenografie: Martino Carucci

Regia e direzione artistica Fabrizio Lobello

 

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