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11 dicembre 2021 “Nei Luoghi di Carlo Levi” al Mercato Centrale

11 dicembre 2021 ore 18,30

Mercato Centrale

Nei Luoghi di Carlo Levi

Il Carnevale di Aliano arriva in Via Giolitt 36 grazie alle maschere “cornute”, alle “pacchiane”, alla musica di Cirnicchiu e Gli Amarimai e alla degustazione dei prodotti della tradizione lucana.

In questa atmosfera dal gusto “primitivo” viaggeremo alla scoperta Nei luoghi di Carlo Levi.

Un Colombario a via Giolitti

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Oggi, la passeggiata virtuale sulla Prenestina va tappa in due luoghi assai poco noti al grande pubblico: il primo è la cisterna romana di Piazza Ronchi, che era probabilmente di pertinenza del complesso imperiale di via dei Gordiani: fu costruita su pianta rettangolare, interamente in laterizio e utilizzando mattoni rossi e gialli con il nucleo interno in scaglie di tufo. Del manufatto si conservano solamente due pareti, probabilmente i due lati della cisterna, che si innalzano per 2,20 metri, rivestite in coccio pesto, miscela usata molto frequentemente come rivestimento di pareti o di pavimenti, che serviva a rendere le mura impermeabili e a proteggere la struttura contro l’umidità. La conservazione parziale dell’alzato rende impossibile comprendere se l’acqua che veniva custodita provenisse o da una diramazione dell’acquedotto o dalla raccolta di acqua piovana.

Sulla parte esterna delle pareti si trovano una serie di contrafforti, in parte ancora visibili, mentre su uno…

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Rinviate le aperture straordinarie del cd. Tempio di Minerva Medica previste il 9 e 10 ottobre 2021

FOTO 1

Per cause di forza maggiore (dei grossi rami di albero caduti nel giardino accanto al monumento e sul viale di entrata- vedi foto 1) si è reso necessario, per ragioni di sicurezza, rinviare le giornate di apertura straordinaria a data da destinarsi. Appena saranno rese note le nuove date ne daremo notizia.

Nuove aperture straordinarie del cd. Tempio di Minerva Medica il 9 e 10 ottobre 2021

Dopo l’apertura straordinaria per le Giornate Europee del Patrimonio 2021 la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti e Paesaggio riaprirà ai visitatori il cd. Tempio di Minerva Medica nelle giornate del 9 e 10 ottobre. Come al solito la prenotazione è obbligatoria e valgono le restrizioni e le prescrizioni relative al contenimento del contagio da covid 19 .

Maggiori informazioni su orari, regole e modalità di prenotazione al seguente link 

Ricordiamo che le prenotazioni possono essere efettuate fino alle ore 12 del 7 ottobre 2021

25 settembre 2021 apertura straodinaria del cd. Tempio di Minerva Medica in occasione della Giornate Europee del Patrimonio (prenotazione obbligatoria)

Dopo due anni il cd. Tempio di Minerva Medica riapre anche se solo per un giorno in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Sfalciata l’erba alta che aveva infestato l’intera area interna, il monumento  è quindi pronto per accogliere i visitatori. Ecco l’annuncio ufficiale della Soprintendeza Speciale di Roma Archeologia Belle Arti Paesaggio con le modalità della prenotazione della visita

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2021, la Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, promuove l’apertura straordinaria per sabato 25 settembre, del monumento iconico dell’Esquilino: il cosiddetto Tempio di Minerva Medica. 

Il titolo dell’iniziativa è Apriamo la Minerva! con visite guidate contingentate. I turni di visita in calendario sono quattro per massimo 20 partecipanti per turno: alle 9.30, alle 10.30, alle 11.30 e alle 12.30 con prenotazione obbligatoria compilando l’apposito modulo 

Il luogo dell’appuntamento è in via Giolitti, 66. Si consiglia di raggiungere il sito almeno un quarto d’ora prima dell’inizio della visita selezionata. Per accedere è necessario esibire la Certificazione Verde Covid-19 (Green Pass) insieme a un documento di identità e nell’area è obbligatorio indossare la mascherina.

Evento gratuito fino ad esaurimento posti

Il TG3 Lazio parla della riapertura del Mercato Centrale a via Giolitti

Il servizio di Francesco Rositano andato in onda sabato 18 settembre nell’edizione delle ore 14:00 del TG3 Lazio che parla della riapertura del Mercato Centrale a via Giolitti sottolineando come questo avvenimento sia importante per l’occupazione (circa 200 posti di lavoro) e abbia delle ricadute importanti anche per tutto il Rione Esquilino.

Ecco alcune immagini dell’inaugurazione ufficiale tratte dall’account Facebook del Mercato Centrale Roma (cliccare sulla “F” in alto a destra della finestra per vedere tutte le immagini)

 

13 settembre 2021 riapre il Mercato Centrale alla Stazione Termini

La bontà elementare torna da lunedì 13 settembre, in Via Giolitti 36!
Riparte il Mercato Centrale, finalmente, dopo una lunghissima chiusura.
Tutti i giorni, in sicurezza, dalle otto a mezzanotte.
Le novità dal sito http://www.dissapore.com
 

Il progetto della Capitale si arricchisce di alcune piccole novità: con la perdita di Davide Scabin (passato a Torino, nella sua città), lo spazio di Scabeat era rimasto scoperto.Il testimone del ristorante passa ora a Giovanni Alferini Bertugno, che aprirà la Locanda di Stazione a ottobre.

“Un format di cucina popolare, fatto di sapori ritrovati con la collaborazione diretta con tutti gli artigiani del mercato, che diventano fornitori di prodotti e materie prime”. Si aggiungono poi agli artigiani del Mercato la Famiglia Ercoli della storica gastronomia fondata nel 1928 a cui è affidata la bottega “Il vino al bicchiere” e il maestro gelatiere altoatesino Günther Rohregger con la sua bottega “Il Gelato”.

Arrivano per la prima volta al Mercato Centrale anche Matteo Insegno e Fabio Sardella con la bottega Il cornetto salato e il maestro del ramen Akira Yoshida arricchisce la sua proposta di street food giapponese affiancando ai suoi ramen anche i gyoza. Si rinnova anche la proposta nella bottega di Andrea Orecchioni: nella sua La cucina di pesce i protagonisti sono i piatti che omaggiano ed esaltano con originalità la cucina della sua terra, la Sardegna.

La chiesa di Santa Bibiana: gli effetti speciali ancor oggi visibili e la storia della sua ricostruzione nel XVII secolo

Questa piccola chiesa non finisce mai di stupire! Verso la fine di giugno, per la prima volta, ho potuto ammirare l’eccezionale effetto luminoso del sole che, verso le 19:30, grazie a un finestrone opportunamente posizionato,  pian piano sale fino ad illuminare il volto della statua di Santa Bibiana posta sull’altare maggiore ed opera di quel genio di Gian Lorenzo Bernini. Purtroppo la fotografia  solo in parte rende il fantastico spettacolo che si può godere dal vivo ma è una testimonianza di come il genio e la maestria resistano al passare dei secoli e alle offese che nel tempo maldestri interventi architettonici e paesaggistici hanno inferto a questa chiesa stupenda.

Ma lo stupore non finisce qui perchè quasi contemporaneamente ho avuto modo di leggere un articolo di Dimitri Ticconi che descrive con dovizia di particolari, tratti da fonti storiche, le fasi e gli attori della ricostruzione  della chiesa così come è arrivata ai giorni nostri, avvenuta  nella prima parte del XVII secolo sotto il papato di Urbano VIII.

Ebbene, anche se questa trattazione ridimensiona il ruolo avuto da Gian Lorenzo Bernini nell’elaborazione e nella progettazione dell’architettura della chiesa e in seguito nella gestione del cantiere, è incredibie  come già a quel tempo fosse chiaro che per la buona riuscita di un progetto fosse necessario un lavoro di squadra (team) con compiti ben prestabiliti nell’attribuzione delle varie attività e il controllo dei tempi di realizzazione. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole ma tutto ciò deve insegnare come non sia possibile al giorno d’oggi non programmare minuziosamente le varie fasi di un progetto per evitare di avere sorprese tali da far lievitare tempi e costi.

Per scaricare il .pdf  dell’articolo cliccare sull’immagine seguente

Dai problemi attuali del trenino giallo a via Giolitti alle criticità della FUTURA LINEA G nell’analisi di Metrovia

Nuovo problema del “Trenino Giallo” a via Giolitti:   è stato necessario sospendere il servizio fin dalla notte del 25 giugno (e per cinque giorni consecutivi)  per consentire i lavori di ripristino dei binari con la sostituzione delle traversine all’altezza dell’incrocio con il tunnel di Santa Bibiana. Lavori necessari per il pessimo stato delle rotaie in diversi punti di via Giolitti ma inutili (e quindi denaro pubblico sprecato) tenendo presente  i cambiamenti che saranno comunque necessari  per il progetto  della nuova Linea G.

Ecco l’annuncio ufficiale sulle pagine istituzionali del sito di ATAC

Per lavori di rinnovo dell’infrastruttura ferroviaria, la circolazione della ferrovia regionale Termini-Centocelle sarà interrotta nei giorni 26, 27, 28, 29 giugno e riprenderà alle ore 13.00 del giorno 30 giugno.

 

I DETTAGLI

Sulla linea si svolgeranno lavori di rinnovo di alcune tratte dell’infrastruttura ferroviaria e per consentire lo svolgimento dei lavori, la circolazione sarà interrotta. Con queste modalità:

-26 giugno: circolazione interrotta intera giornata

-27 giugno: circolazione interrotta intera giornata

-28 giugno: circolazione interrotta intera giornata

-29 giugno: circolazione interrotta intera giornata

-30 giugno: circolazione interrotta sino alle ore 13. Riattivazione con la prima corsa alle ore 13.00 da Centocelle e alle ore 13.30 da Termini

ALTERNATIVE

Al posto dei treni potranno essere utilizzati i collegamenti:

-la linea bus 105

-tra Termini e Porta Maggiore: linee 5-14-50-105-A01-A10

-tra Termini e Sant’Elena: linee bus 50 e 105

Lungo il percorso della ferrovia Termini-Centocelle è attiva anche la linea Astral S04 che collega Termini (via Giolitti) a Centocelle con fermate:

-direzione Centocelle: piazza Vittorio, via Santa Croce in Gerusalemme, stazione Lodi MC, stazione Pigneto MC, via Casilina/Torpignattara, viale Palmiro Togliatti/Tulipani, stazione Centocelle MC

-direzione Termini: stazione Centocelle Mc, via Casilina/Torpignattara, Casilina/Sant’Elena, stazione Lodi MC, via Conte Verde, piazza Vittorio

LE FERMATE DEI BUS ALTERNATIVI

La linea 105, sulla via Casilina effettua fermata nelle corsie laterali nei pressi delle fermate ferroviarie. Faranno eccezione le fermate ferroviarie:

-Termini/Laziali: per utilizzare le linee bus 50 e 105 potrà essere utilizzata la fermata di piazza Vittorio (fermata tram)

-santa Bibiana: per utilizzare le linee bus 50 e 105 potrà essere utilizzata la fermata di via Principe Eugenio (fermata tram)

-Porta Maggiore: per utilizzare le linee bus 50 e 105 potrà essere utilizzata – in direzione Centocelle la fermata di Casilina angolo piazzale Labicano. In direzione Termini la fermata di piazza di Porta Maggiore angolo via di Porta Maggiore

-Ponte Casilino: per utilizzare le linee bus 50 e 105 potrà essere utilizzata – in direzione Centocelle la fermata di ponte Casilino (prima del ponte); in direzione Termini la fermata di piazza del Pigneto

-Sant’Elena: in direzione Centocelle si potranno utilizzare le linee 105-S04 dalla fermata Pigneto MC; in direzione Termini si potranno utilizzare le linee 50-105-S04 dalla fermata Casilina/Sant’Elena. La linea S04 è attiva nei giorni feriali escluso il sabato dalle ore 7.00 alle ore 10.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00; al sabato, dalle ore 7.00 alle ore 10.00

Il nuovo progetto di trasformazione della linea Laziali Centocelle in tram, uno dei punti qualificanti del PUMS,  non elimina affatto  le criticità del  tratto che passa per via Giolitti dal momento che utilizza  lo stesso percorso. In questo video di Metrovia (Spiegone n. 20 dal tittolo “LINEA G IL NUOVO TRAM CHE NASCE GIA’ VECCHIO”) vengono spiegati, come al solito, con grande chiarezza e professionalità i problemi che il nuovo tram non risolverebbe rispetto all’attuale linea a scartamento ridotto e che ne farebbe un progetto assai costoso ma di dubbia utilità. Possibile che solo chi ha progettato la nuova LInea G non se ne renda conto?

Il cd. Tempio di Minerva Medica e gli effetti della luce solare dorata del tramonto

Stonehenge è un grande henge o cerchio di pietre nel Wiltshire e una destinazione di viaggio riconosciuta a livello internazionale. Enormi pietre erette furono trascinate nel sito e collocate nel paesaggio nell’era del 2.500 a.C. È un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Dalla notte dei tempi la luce solare ha avuto un’importanza notevole nella progettazione e nella costruzione di edifici e monumenti. Un esempio classico e famosissimo è Stonehenge in Inghilterra che al sorgere del sole nel giorno del solstizio di estate regala atmosfere uniche e magiche. E parliamo di una costruzione databile intorno al 2500 a. C. periodo in cui l’Italia era abitata ancora da popolazioni primitive. Ma il sole ha sempre rappresentato nell’ immaginario collettivo la fonte di vita più importante e senza di esso si è capito che non era possibile vivere. La luce e l’illuminazione solare sono stati sempre degli argomenti che hanno accompagnato il cammino dell’umanità e anche delle menti eccelse nel corso dei secoli  hanno realizzato opere in cui la luce solare giocava un ruolo di primaria importanza. Anche il sommo Michelangelo Buonarroti per il gruppo monumentale del Mosè a San Pietro in Vincoli pensò ad un gioco di luci che mettesse in evidenza ora l’una ora l’altra statua in maniera che ne amplificasse l’espressione e la drammaticità. In questo splendido video curato dal MIBACT il gioco delle luci voluto e cercato dall’artista

Ma anche nel nostro Rione, nella chiesa di Santa Bibiana, Gian Lorenzo Bernini  ideò un finestrone che lasciasse entrare la luce dell’alba in modo da illuminare in maniera particolare la statua della santa posta sull’altare maggiore in una posizione attentamente studiata e solo recentemente, al termine di accurati restauri, ripristinata. Non solo, ricorrendo a diverse modalità  di levigatura arrivò all’effetto di far risaltare  alcune parti del corpo in maniera più marcata rispetto ad altre (vedi nostro post sull’argomento)

Ma anche il cd. Tempio di Minerva Medica poco prima del tramonto, nelle giornate di pieno sole, con quel che resta della cupola e alcuni muri interni viene illuminato  con degli effetti di luce molto suggestivi e viene creato un contrasto notevole (tanto che sembra quasi artificiale) tra le varie parti del monumento . Credevamo che fosse il risultato di condizioni metereologiche particolari ma il fatto che  tali effetti siano visibili in più occasioni,   ci ha fatto pensare che, in realtà, sia il risultato di precise tecniche costruttive con particolare riferimento all’esposizione tanto importante per i popoli antichi.  Immaginiamo per un attimo la cupola al completo magari rivestita di materiale riflettente e immaginiamo i muri interni ricoperti di pasta vitrea e marmi policromi pregiati: pensate la meraviglia di questo monumento che magari era visibile anche a distanze notevoli e chi era all’interno grazie agli enormi finestroni poteva godere di uno spettacolo unico.

Ecco oggi lo spettacolo è sicuramente ridotto rispetto a quello che doveva essere nei periodo di maggior fulgore del monumento ma ciò non toglie che sia comunque un’ulteriore attrattiva quindi è una ragione in più per aprirlo al pubblico e farlo visitare tutti i giorni.