Norme anti Covid per accedere all’Arena. Ai sensi della normativa in vigore dal 6 agosto 2021 (Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 30), sarà possibile accedere all’arena dove si svolge la conferenza solo esibendo una tra le certificazioni riportate di seguito: 1) la certificazione verde COVID-19, valida dal quindicesimo giorno successivo alla prima somministrazione fino alla data prevista per la somministrazione della seconda dose (nel caso di vaccino a doppia dose). La certificazione verde ha in ogni caso una validità di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale; 2) l’attestazione d’avvenuta guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi); 3) il referto del test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore). Non sono tenuti a possedere o esibire il Green Pass coloro che sono esenti dalla campagna vaccinale. In questo caso sulla base delle disposizioni definite dal Ministero della Salute n. 35309 del 4 agosto 2021 dovrà essere esibita apposita certificazione di esenzione.
Cast: Anthony Hopkins, Olivia Colman, Mark Gatiss, Olivia Williams, Imogen Poots, Rufus Sewell, Ayesha Dharker, Roman Zeller, Scott Mullins, Evie Wray
Trama
Tra le vie residenziali della Londra benestante, Anne si reca a far visita al padre Anthony nel suo appartamento. L’uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere l’uomo che ama, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo seduto a leggere il giornale, il quale sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto con i suoi familiari e con la giovane badante Laura, ultima di una lunga serie, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.
Cast: Anthony Hopkins, Olivia Colman, Mark Gatiss, Olivia Williams, Imogen Poots, Rufus Sewell, Ayesha Dharker, Roman Zeller, Scott Mullins, Evie Wray
Trama
Tra le vie residenziali della Londra benestante, Anne si reca a far visita al padre Anthony nel suo appartamento. L’uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere l’uomo che ama, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo seduto a leggere il giornale, il quale sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto con i suoi familiari e con la giovane badante Laura, ultima di una lunga serie, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.
Eugenio Occorsio racconterà il papà magistrato Vittorio, ucciso dal terrorismo nero, presentando il suo libro “Non dimenticare, non odiare”, nella conversazione con Roberto Ippolito, ideatore di “Libri a Piazza Vittorio”.
In programma l’incontro letterario, a ingresso libero, con Paolo Di Paolo, moderato da Roberto Ippolito.
Le promesse, le paure, i sogni e gli incubi di un secolo fa e del mondo cento anni dopo sono messi a fuoco da Paolo Di Paolo nel suo libro “Svegliarsi negli anni Venti”, pubblicato da Mondadori, che verrà presentato a Piazza Vittorio.
Al termine dell’incontro nell’arena è in programma il film “In the Mood for Love”.
Non vogliamo attribuirci dei meriti che non abbiamo ma qualche mese fa (per essere precisi il 6 aprile u.s.) iniziò la collaborazione con la dott.ssa Cardillo proprio con un articolo sul fermo dei lavori per il recupero del giardino di via Pepe (vedi). Alla luce di questi ultimi avvenimenti non possiamo che ripetere che qualsiasi progetto, specialmente nel campo della Pubblica Amministrazione, non può fare a meno di una attenta e meticolosa programmazione e pianificazione con particolare attenzione all’analisi dei rischi, altrimenti ci ritroveremo sempre con i soliti problemi di ritardi, richiesta di fondi supplettivi e in ultima analisi con lavori fatti male.
Ecco l’articolo apparso su “dire.it” del 21 luglio (cliccare per ingrandire)
i giardini di Piazza Vittorio ospiteranno il laboratorio di
Lean Art-Coaching in piazza,
evento conclusivo dell’edizione 20-21.
I cittadini applicheranno la propria “Foglia-Abilità” contribuendo concretamente alla crescita dell’opera, alla rigenerazione e appropriazione del territorio oltre al rafforzamento della comunità educante.
Dopo un percorso formativo esperienziale di rafforzamento delle competenze trasversali (Soft Skills) durato alcuni mesi, con circa 200 studenti delle scuole dell’Esquilino, siamo arrivati al 19° laboratorio esperienziale aperto ai loro docenti, familiari e a tutti gli utenti del territorio.
Da Marzo 2020 sono circa un migliaio le persone che stanno prendendo parte attivamente alla valorizzazione del Giardino storico Nicola Calipari.
Le loro “Foglie Abilità” in ceramica si aggiungeranno a quelle già realizzate in precedenza, anche dalla prima cittadina di Roma la Sindaca Raggi e dell’ex ministro Gualtieri.
Il progetto patrocinato dal Comune di Roma e dall’ASVIS vede il coinvolgimento di numerose realtà locali (Matemù CIES, Associazione genitori Di Donato, Refoodgies, APS Piazza Vittorio,…..) e nazionali (ENAV, Fondazione Michelangelo Pistoletto, CSEN, Visionary Days…..)
Il post pubblicato qualche giorno fa da Esquilino Chiama Roma su Facebook (link al post) ci dà lo spunto per qualche riflessione sul progetto di recupero del giardino intitolato a Willy Montero Duarte, che ha preso il via da circa quattro mesi e i cui lavori dovrebbero giungere al termine in questa primavera.
studio di G.B. Piranesi (1720-1778)
foto d’epoca (presumibilmente del 1870-1880)
il giardino oggi
Nel post veniva evidenziato come la parte dell’acquedotto visibile sia solo una porzione dell’opera, essendo gran parte dell’intera struttura sotterranea, a causa dello svolgersi degli eventi nel corso della storia, sia per cause naturali che per azioni umane. Il fatto è suffragato dalle immagini, che riportiamo anche sopra: lo studio del Piranesi di circa tre secoli fa, la foto d’epoca (presumibilmente di fine ‘800) e il giardino ai giorni d’oggi.
Ogni attività di scavo prevista dal progetto nelle immediate vicinanze delle arcate avrebbe potuto portare alla luce il resto dell’acquedotto o magari altri reperti o scoperte interessanti dal punto di vista storico e artistico.
Ma se ragioniamo dal punto di vista della gestione di progetto, la questione ci induce ad alcune considerazioni.
Come ogni responsabile di progetto ben sa, scoperte inattese, sono imprevisti o rischi che, se non analizzati, pianificati e gestiti correttamente, mettono a repentaglio il raggiungimento degli obiettivi di progetto e nella quasi totalità dei casi compromettono il rispetto dei tempi e dei costi previsti. Di fronte ad un imprevisto può talvolta interrompersi il ciclo di vita del progetto in attesa di prendere decisioni sulle azioni da intraprendere. Bisogna interpellare i soggetti competenti, impiegare risorse e tempo, per individuare lo scenario di soluzioni possibili (che si può fare?) e il piano di azione (che faremo?) per affrontare ogni rischio, o anche le opportunità da cogliere.
La disciplina del project management insegna a considerare i rischi non solo in un’accezione negativa, poiché da essi possono nascere delle opportunità. L’importante è tenerne conto già in fase di pianificazione di progetto.
Nel ciclo di vita di un progetto, la pianificazione è la fase più impegnativa; quella in cui analizzando il contesto, gli obiettivi e i risultati da raggiungere, si deve redigere un piano, con le risorse a disposizione, che eviti le insidie del fallimento del progetto. Perciò sono da prendere in considerazione anche i rischi da gestire. Essi vanno in primo luogo individuati, poi analizzati per prevedere strategie che includono piani di monitoraggio e azioni per mitigarli, modi di aggirarli o affrontarli di fronte al loro verificarsi. Il fine è quello di evitare aggravi di costo o ritardi del progetto, talvolta addirittura il fallimento.
Durante il lavoro di recupero del giardino, in fase di scavo per le opere di illuminazione, pare si siano ritrovati cunicoli della vecchia Centrale del latte di cui si era persa memoria; un evento che si è trasformato nell’opportunità operativa di utilizzare un tracciato preesistente e in una riscoperta di rilievo storico-culturale sull’utilizzo che quello spazio ha avuto nel corso del tempo.
Ogni progetto è unico! Per progetti ancora più complessi, soprattutto se di riqualificazione del territorio in siti storici come quelli del rione Esquilino, ricco di un patrimonio artistico sotterraneo, la necessità di una iniziale analisi multidisciplinare che non trascuri problematiche, rischi e opportunità, diviene ancora più pressante. Già in fase di definizione iniziale di ogni progetto andrebbero coinvolti i soggetti con le competenze necessarie e pensiamo ad esempio ad architetti, storici dell’arte, archeologi, professionisti di gestione progetto.
Porsi le giuste domande, individuare i potenziali problemi, analizzare e valutare gli eventuali impatti, prima ancora di pensare a proposte di soluzioni, permette di partire “con il piede giusto” e giungere ad una pianificazione che pone le basi per il successo del progetto…. e talvolta tramuta rischi negativi in opportunità che creano valore.
In attesa di giungere al completamento del progetto e di fruire del giardino di Willy il prima possibile, ci piace chiudere con qualche citazione di illustri personaggi, a proposito di problemi, soluzioni e opportunità.
Se avessi solamente un’ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a definire bene il problema e 5 minuti a pensare alle soluzioni (Albert Einstein)
Dovunque guardiamo su questa terra, le opportunità prendono forma dentro i problemi (Nelson Rockefeller)
Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita (Voltaire)