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Giovedì 28 novembre “Noi non siamo come James Bond” al Piccolo Apollo

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presenta
giovedì 28 novembre
ore 20.30 rinfresco / ore 21.00 proiezione

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

NOI NON SIAMO
COME JAMES BOND

un film di
Mario Balsamo e Guido Gabrielli
 

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Italia, 2012, 73′

al termine della proiezione l’autore incontrerà il pubblico insieme a

Roberto Andò
regista

Io sottoscritto Mario Balsamo ho avuto un tumore e l’ho raccontato dal vero e (soprattutto) da(l) vivo. Ma in realtà il film parla soprattutto di un’amicizia forte (la mia con Guido, ‘tumorato’ come me e prima di me). Siamo partiti per un bizzarro on the road, tra contrasti, diversità e affetti, e qui diciamo la nostra su vita e incidenti di percorso: in maniera scanzonata. Ma che c’entra in tutto ciò 007?


2012Premio speciale della Giuria – Concorso Lungometraggi Internazionali 30° Torino Film Festival
2013 – Premio della Giuria – Concorso Documentari Festival Cinema Italiano Annecy
2013 – Cinquina Nastri d’Argento Documentari

Regia: Mario Balsamo – Produzione: Hasenso e Mir Cinematografica in collaborzione con Rai Cinema – Montaggio: Benni Atria, Tommaso Orbi – Fotografia: Andrea Foschi, Sabrina Varani, Simone Pierini – Musiche composte ed eseguite da: Teho Teardo – Suono: Gianluca Scarlata – Aiutoregia e assistente al montaggio: Fulvia Orifici

Biofilmografia



Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Giovedi 5 dicembre

ALISYA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE di Simone Amendola
CENTOCELLE STORIES di Simone Amendola e Floriana Pinto


Domenica 08 dicembre – 19.00 e 21.00

serata a sostegno di Giuseppe Ferrara per la richiesta della Legge Bacchelli
incontro con alcuni dei suoi collaboratori e proiezione di:
IL CASO MORO (1986)IL SASSO IN BOCCA (1969) di Guseppe Ferrara


Giovedì 12 dicembre – 20.30

SCUSI DOV’E’ IL DOCUMENTARIO di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
SEGNI PARTICOLARI: DOCUMENTARISTA di Christian Carmosino e Vito Zagarrio

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Domenica 24 novembre “Foresta Bianca” al Piccolo Apollo

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presenta
domenica 24 novembre ore 17.30
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma
FORESTA BIANCA

Storie di vita e narrazione condivisa

Un nuovo luogo di incontro tra arte e realtàUna chiacchierata aperta intorno al progetto Foresta Biancafo_bia
foto @Ariane Pichery

SIAMO IN COMPAGNIA DI: Matteo Balduzzi e Stefano Laffi, curatore e sociologo, autori di Foresta BiancaAlessandro Leogrande – giornalista e scrittore, vicedirettore della rivista Lo stranieroNicola Maranesi ricercatore, Archivio Diaristico Nazionale Pieve di Santo StefanoLaura Greco presidentessa dell’Associazione a SudMaurizio Braucci scrittore, giornalista e sceneggiatore, tra gli altri, dei film Gomorra e Reality di Matteo Garrone, L’intervallo di Leonardo Di Costanzo – Carlotta Mismetti Capua giornalista, scrittrice e blogger.Appare sempre più evidente come il ricorso alle storie di vita delle persone – in vari e specifici linguaggi visivi e narrativi che includono la fotografia, il video, il cinema, la scrittura, fino alla televisione – costituisca una modalità estremamente viva e attuale per indagare la realtà e per elaborarne una narrazione libera, critica e corale, in cui la figura dell’autore si arricchisce di una pluralità di voci diverse.In occasione della presenza a Roma del progetto pubblico Foresta Bianca – allestito nel MACRO nell’ambito di Fotografia. Festival Internazionale di Roma – Apollo 11 invita un gruppo di persone, autori, operatori a un primo momento aperto di confronto e di discussione, semplice e informale.Quali sono le modalità di lavoro, le soluzioni formali, le nuove e complesse progettualità che accompagnano la ricerca e la riscoperta di una fedeltà di vissuti, parole e racconti in prima persona? Quali i rischi, le opportunità e le risorse? Quali infine gli ambiti di lavoro che garantiscano una ricaduta anche pratica sulla società?Foresta Bianca è il progetto di Armunia ideato da Matteo Balduzzi, curatore di progetti di arte pubblica, e da Stefano Laffi, sociologo dell’agenzia Codici, per tracciare il ritratto di un comune dalla tante identità come quello di Rosignano Marittimo, attraverso le storie di vita dei suoi abitanti e le loro foto di famiglia.
Tra il 2012 e il 2013 Foresta Bianca si è mosso sul territorio, per andare incontro alle persone, passando per tutte le frazioni – Rosignano Solvay, Castelnuovo della Misericordia, Gabbro, Nibbiaia, Rosignano Marittimo, Vada e infine Castiglioncello – per concludersi con una grande mostra nelle sale espositive di Castello Pasquini, sempre a Castiglioncello.
Raccontarsi e mostrare la propria vita per immagini è un modo per scoprirsi parte di una stessa storia, mettere in comunicazione generazioni diverse e tracciare il profilo di un’identità che muta nel tempo senza perdere la memoria.
Lo spazio pubblico si popola di qualcosa che ci è allo stesso tempo spiazzante e letteralmente familiare, immagini e storie vengono seminate e condivise con un pubblico quanto più ampio possibile per “riforestare” il territorio.
Una selezione dei materiali raccolti è infatti mano a mano restituita ai cittadini nel montaggio video che viene proiettato nei cinemini itineranti, nelle pagine periodicamente pubblicate su Il Tirreno, in affissioni stradali, come frammenti audio trasmessi da Rai Radio3.

www.forestabianca.it/

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Foresta Bianca è un progetto di Armunia
ideato da Matteo Balduzzi e Stefano Laffi per il Comune di Rosignano Marittimo con il sostegno della Regione Toscana

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Immagini fisse in movimento, a cura di Benedetta Cestelli-Guidi / bicigiphotography.org e Greta De Lazzaris è il nuovo appuntamento di Apollo 11, che da quest’anno apre una spazio di riflessione sulla fotografia.
Il progetto si articola in una serie di incontri con i fotografi ed i loro lavori, per indagare e riflettere sulla fotografia osservandone le sue mutazioni e contaminazioni dovute anche alle recenti innovazioni tecniche, dall’uso dello smartphone al video così da fornire una mappatura di un media in veloce evoluzione.
PROSSIMO APPUNTAMENTO

giovedì 28 novembre:
NOI NON SIAMO COME JAMES BOND
di  Mario  Balsamo e Guido Gabrielli

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Giovedì 21 novembre “Lo Stato della Follia” al Piccolo Apollo

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presentano

giovedì 21 novembre
ore 20.30 rinfresco / ore 21.00 proiezione

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma


LO STATO DELLA FOLLIA
un film di
Francesco Cordio
 

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Italia, 2013, 72′

al termine della proiezione l’autore incontrerà il pubblico insieme a

Giuliano Scabia
biografia
poeta, scrittore e drammaturgo
ideatore di Marco Cavallo e collaboratore di Franco Basaglia


e


Girolamo Digilio
presidente UNASAM Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale
rappresentante di Marco Cavallo in viaggio con Stop OPG


Frutto del lavoro di due anni il film è nato a seguito dei sopralluoghi realizzati all’interno dei 6 Ospedali Psichiatrici Giudiziari da Francesco Cordio per conto della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale presieduta dal Senatore Ignazio Marino.

In Italia esistono 6 OPG, comunemente chiamati manicomi criminali, all’interno vi sono rinchiuse circa 1500 persone.
Il racconto in prima persona di un attore, ex-internato in uno di questi ospedali, si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi “dimenticati” anche dallo Stato.
Queste istituzioni sono rimaste sostanzialmente estranee e impermeabili alla cultura psichiatrica riformata, e il meccanismo di internamento non è stato interessato dalla legge del 1978 che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici. Una commissione parlamentare d’inchiesta ha fatto luce sullo stato di abbandono, degrado e non cura degli internati e ha fatto approvare una legge che ne prevede la chiusura.
Il film intende accompagnare, e far vivere lo spettatore, in questi luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione.
Il documentario porta alla luce lo stato di abbandono delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, la cura, la vita di tanti malati mentali.
2013 – menzione speciale al Bif&st (Bari)
2013 – premio del pubblico al Siciliambiente documentary film festival
selezionato per il prossimo Festival di Mar del Plata

Regia:Francesco Cordio – con: Luigi Rigoni – Produzione: Teatri di Nina, Independent Zoo Troupe – Sceneggiatura: Francesco Cordio, Leonardo Angelini, Diego Galli Musiche: Gianluca Misiti, Daniele Silvestri – Montaggio: Giacobbe Gamberini, Michele Castelli – Fotografia: Mario Pantoni

Biofilmografie

Di nuovo in tour il Cavallo Azzurro di cartapesta contro gli Opg


Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMO APPUNTAMENTO

Domenica 24 novembre – 17.30
primo appuntamento della rassegna Apollo 11 dedicata alla fotografia

IMMAGINI FISSE IN MOVIMENTO
a cura di Benedetta Cestelli-Guidi e Greta De Lazzaris

Narrazione condivisa, presentazione del progetto
Foresta Bianca
di Matteo Balduzzi e Stefano Laffi



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Venerdì 15 novembre “Amaro Ammore” al Piccolo Apollo

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presenta


venerdì 15 novembre – ore 19.30*

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

AMARO AMMORE
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Concerto-Evento
per la pubblicazione dell’audiolibro di
Canio Loguercio e Rocco De Rosa (edizioni d’if 2013)

con

Alessandro D’Alessandro (organetto) –  Rocco de Rosa (pianoforte)
Canio Loguercio
(chitarra e voce) e la partecipazione di Maria Pia De Vito

partecipano inoltre

Pinotto Fava – Antonello Matarazzo Andrea Satta Antonella Costanzo
Guglielmo Di Zenzo
Michela Gesualdo Catalina Díaz & Romano Pasquini Luciano Del Sette
Massimiliano Civica
Antonello Faretta Agostino Ferrente Cecilia D’Elia

a cura di Timisoara Pinto

*alle 19.30 ci sarà un aperitivo e alle 20.00 circa si inizia
Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)
vai alla pagina dell’evento: https://www.facebook.com/events/551356781612648/segreteria@apolloundici.it – cell. 345-7330465
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Giovedì 31 ottobre “Folder” e “L’Uomo Doppio” al Piccolo Apollo

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presenta
giovedì 31 ottobre dalle ore 19.30
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Romadue film di Cosimo Terlizziore 19.30
FOLDER
folder
Italia\Belgio 2010. 74′

Folder è l’archivio personale in cui Cosimo Terlizzi ha inserito i ricordi di un anno: video, fotografie e collegamenti via chat. Attraverso questo archivio, che diventa un film, l’autore si muove alla ricerca della propria identità, del proprio luogo d’appartenenza, in una dimensione storica tesa e precaria. È un film che parla di vite che si consumano in viaggio da una capitale all’altra attraverso una dimensione ideale.Regia, montaggio e fotografia: Cosimo Terlizzi – Soggetto e sceneggiatura: Cosimo Terlizzi, Damien Modolo Musiche: Massimo Carozzi, Stefano Pilia, Christian Rainer – Suono: Massimo Carozzi – Produttore: Cosimo Terlizzi, Damien Modolo

ore 20.45
Pausa/Rinfresco

ore 21.00
L’UOMO DOPPIO
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Italia, 2012, 67′

al termine della proiezione l’autore incontrerà il pubblico insieme a

Milo Adami documentarista, videomaker


L’Uomo Doppio «Distruggi il tuo ego» è la frase scritta sul muro dell’appartamento di un’amica, morta in tragiche circostanze. Queste parole conducono l’autore, Cosimo Terlizzi, a riflettere su se stesso immergendolo in un processo di conoscenza di sé. Registra le sue riflessioni come in un diario scritto di getto, fatto di vita di coppia, voyeurismo, continui spostamenti geografici, tradimenti multimediali e letture. Le tracce raccolte mettono in luce i lati oscuri di sé e del suo compagno, facendo emerge un’indagine sulla natura stessa dell’uomo diviso tra istinto e morale.

Regia e montaggio: Cosimo Terlizzi – Soggetto e sceneggiatura: Cosimo Terlizzi – Fotografia: Federico Annicchiarico – Musiche: Melampus, Christian Rainer Suono: Massimo Carozzi – Produttore: Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri, Valeria GolinoProduzione: Buena OndaUfficio stampa: Giulia Piazza
Biofilmografie

Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

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Giovedì 24 ottobre “La Villeggiatura” al Piccolo Apollo

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presenta

giovedì 24 ottobre
ore 20.30 rinfresco / ore 21.00 proiezione

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma


LA VILLEGGIATURA
un film di
Marco Leto
 

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Italia, 1973, 112′

al termine della proiezione l’autore incontrerà il pubblico insieme a

Cecilia Mangini
sceneggiatrice del film
Adalberto Maria Merli attore protagonista
Biagio Pellegra attore
Enzo Giuglioli produttore



Quinzaine des Réalisateurs del 26º Festival di CannesNastro d’Argento Miglior Regista Esordiente 1974

La villeggiatura racconta la storia del professor Rossini, antifascista inviato al confino nell’isola di Lipari dal governo di Mussolini. Il titolo del film è indicativo. Per Rossini, il cui padre è stato per una fortunata combinazione il professore di diritto del commissario di polizia in carica nell’isola, il confino sarà davvero una specie di villeggiatura. Rossini disporrà di una casa di quattro vani dove vivere con la moglie e la piccola figlia, avrà i suoi libri coi quali proseguire un suo saggio su Giolitti, un pianoforte sul quale suonare i prediletti Bach e Beethoven. Godrà soprattutto della considerazione del commissario Rizzuto il quale un po’ gli si dimostrerà amico per meglio sorvegliarlo, un po’ lo sarà sinceramente perché riconoscerà in lui un membro di diritto, anche se anomalo, della classe dirigente. Tutto diverso è invece il trattamento che lo stato fascista riserba ai confinati di origine popolare. Così Rossini si trova preso, durante la sua “villeggiatura”, tra due poteri ciascuno dei quali ha qualche cosa in comune con lui e gli chiede la sua complicità. Il commissario Rizzuto ha in comune con lui l’origine, la cultura, lo stile borghesi, anche se è un commissario cioè uno strumento del regime che lui combatte. I confinati proletari hanno in comune con lui l’antifascismo, anche se sono ostili alla classe a cui lui appartiene. Il commissario spera che alla fine Rossini si convinca “con le buone” ad accettare il regime fascista. I confinati proletari, invece, non sperano nulla da lui e questa mancanza di speranza ha altrettanto peso. Tra questi due poteri Rossini, dovrà scegliere.

Alberto Moravia, Al cinema. Bompiani, 1975


Scritto con Lino Del Fra e Cecilia Mangini, è uno dei più notevoli film politici degli anni ’70. Memorabile interpretazione di Celi nella parte del commissario di polizia, presumibilmente ispirato al padre del regista. Rossini è personaggio immaginario, ma rappresenta i 13 docenti universitari (su 2989) che rifiutarono il giuramento di fedeltà al regime fascista e furono esonerati dall’incarico.

Morando Morandini, 2010


Regia: Marco Leto – Soggetto e Sceneggiatura: Lino Del Fra, Marco Leto, Cecilia Mangini – Produttore: Enzo Giuglioli – Fotografia: Volfango Alfi – Montaggio: Giuseppe Giacobino Musica originale: Egisto Macchi

Biofilmografie

Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMO APPUNTAMENTO

giovedì 24 ottobre:
L’UOMO DOPPIO di Cosimo Terlizzi

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“Apolitics Now” giovedì 17 ottobre al Piccolo Apollo

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presenta
giovedì 17 ottobre
ore 20.30 rinfresco / ore 21.00 proiezione

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

APOLITICS NOW!
Tragicommedia di una campagna elettorale

un film documentario di
Giuseppe Schillaci
 
Apolitics

Francia/Italia, 2013, 55′

al termine della proiezione l’autore incontrerà il pubblico insieme a

Daniele Ciprì regista, direttore della fotografia
Francesca Fornario giornalista e autrice di satira



6 maggio 2012: in Italia si vota per la prima volta dopo la caduta di Berlusconi. A Palermo – quinta città d’Italia, e luogo emblematico del caos politico della nazione e della crisi economica – ci sono 12 candidati per diventare sindaco: oltre a quelli espressione dei soliti partiti, quest’anno competono alcuni rappresentanti dei nuovi movimenti civili, da i 5 Stelle di Beppe Grillo, al “Movimento dei Forconi”, i partiti di estrema destra, i comunisti, i vecchi democristiani, i generali della polizia in pensione, gli imprenditori. Molti di loro, con orgoglio, affermano che non sono né destra né di sinistra, e nemmeno di centro.  “Se in democrazia i politici rappresentano il popolo, il modo nel quale i politici ricercano il consenso rappresenta i vari aspetti della comunità. La scena a Palermo è quella di una umanità confusa, una nazione distratta da venti anni di Berlusconi, che si è svegliata da un incubo e sta cercando un nuovo leader, una nuova identità. E mentre l’Europa è testimone testimonia di scene apocalittiche, in Italia, come spesso accade, la tragedia è inevitabilmente percorsa da momenti di comicità. (Giuseppe Schillaci)


premio del pubblico al SalinaDocFest 2013

Scritto, diretto e prodotto da Giuseppe Schillaci – Fotografia: Carlo Sisalli – Montaggio: Laurence Miller – Suono: Danilo Romancino – Musica originale: Gianluca Cangemi – Produzione musica: Luca Rinaudo Edizioni, Almendra Music – Produzione: Dominique Tiberi

Biofilmografie



Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMO APPUNTAMENTO

giovedì 24 ottobre:
LA VILLEGGIATURA
di Marco Leto

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Domenica 23 giugno “Aria” al Piccolo Apollo

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presenta

domenica 23 giugno ore 21.00
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma

ARIA
extra ordinary place

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Rocco De Rosa – pianoforte
Natalia Bonanese – danza
Licio Esposito – visioni di sabbia

Fin dove arriva il suono, finché si muovono i corpi, fino all’ultimo granello di sabbia… fintanto che il pubblico partecipa. Questo promette Aria | extra-ordinary, place, in scena domenica 23 giugno sul palco dell’Apollo 11, uno spettacolo di musica, danza e arti visive che si incontrano e si sostengono a vicenda inseguendo tutte le occasioni extra-oridinarie possibili.
Aria|extra-ordinary place è il momento finale di un percorso di studi iniziato a settembre da un gruppo di donne, danzatrici non professioniste, che guidate da Natalia Bonanese, improvvisano la propria danza sulla musica di Rocco De Rosa eseguita dal vivo al pianoforte e le straordinarie visioni di sabbia create in tempo reale da Licio Esposito.
Il 23 giugno segnerà il debutto in trio per Rocco De Rosa, Natalia Bonanese e Licio Esposito, formazione nata dall’incontro dei tre artisti avvenuto nel 2009 a Ethnicus-festival delle culture migranti, momento che ha dato inizio alla loro collaborazione che in questi anni li ha visti in più occasioni insieme ad altri artisti a Roma, a Bologna e in Sardegna.  Aria | extra-ordinary place
ARIA: elemento comune tra chi è in scena e il pubblico. Lo spazio condiviso da tutti rappresenta l’ordinario, che muta e si rinnova grazie al principio dell’improvvisazione.
EXTRA-ORDINARY, l’ordinario e l’extra: l’arte del movimento naturale dei corpi in scena insieme al virtuosismo artistico di due grandi maestri.
PLACE: luogo delimitato dagli elementi che ve ne fanno parte.
Con la partecipazione di Mariangela Martina, Michela Giordani, Ambra Gallina, Paola Bucherella, Carlotta Sylos Calò, Kinga Gaspary, Barbara Negri, Arianna Orelli, Maarit Sampi.

Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)



Ricordiamo, inoltre, agli interessati, che lunedì 24 alle ore 19 si terranno nuove audizioni per giovani musicisti della
 EYO – Esquilino Young Orchestra a cura dei maestri Lorenzo Gentile e Stefano Piccolo di DRM Studio
Ingresso libero


Per Apollo 11, sezione musica: Timisoara Pinto (timisoarapinto@gmail.com)
segreteria@apolloundici.it – cell. 345-7330465

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Martedì 18 giugno “Clarisse” al Piccolo Apollo

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presentano

martedì 18 giugno – ore 21.00*
Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma


CLARISSE
un film documentario di
Lilana Cavani
 

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22′, HD, Italia 2012

al termine della proiezione l’autrice incontrerà il pubblico dialogando con

Ritanna Armeni (Giornalista) Moreno Cerquetelli (Giornalista RAI)
Oreste Crisostomi (Film Festival Popoli e Religioni) Mario Dal Bello(Critico Cinematografico)
don Enzo Greco (Commissione Diocesana per l’Ecumenismo e il Dialogo) Gianna Urizio (Associazione Protestante Cinema Roberto Sbaffi)

moderatore
Arnaldo Casali (Giornalista)


Venezia 69 – Premio Pasinetti speciale

Femminismo al convento?Cavani: “Gesù era misogino?”. Clarissa: “No, assolutamente, non faceva distinzione tra le persone”.
A vederle messe così in semicerchio, non diresti nemmeno che son delle suore. Se chiudi gli occhi sembra di stare ad una riunione di qualche collettivo femminista, fiero e critico. Per qualche mezzo minuto, però. Poi li riapri e ti ritrovi sedute lì delle suore, di clausura, per di più. Non ha esattamente l’appeal dei migliori, un cortometraggio sulla vita in convento. Eppure i precedenti non mancano: Il grande silenzio nel 2005, era riuscito a rendere invidiabile la vita di monaci scalzi nella neve che non parlano, ecco, non parlano mai. Nel 2007, toccò a In memoria di me di Saverio Costanzo spiegare la crisi della vocazione e l’abbandono dei voti.

Come commenta la regista: “Da un pezzo avevo una curiosità. Volevo incontrare una comunità di Clarisse per sapere come vivono oggi e che cosa pensano. È una comunità nata con Chiara d’Assisi che nel 1212 lascia di nascosto la famiglia per inserirsi nella Fraternitas di Francesco”.

Filmato come un incontro “privato” fatto di domande e risposte date senza prove o preparazione di alcun genere, il breve film non perde la freschezza dell’improvvisazione. Incalzate dalle domande di Liliana Cavani, le clarisse mostrano sicurezza ma anche consapevolezza che la parità è difficile anche (anzi, forse, soprattutto) da quelle parti. Si parla di donna e, davanti a due camere, una per il totale fisso e una per i primi piani a quelle che via via decidevano di rispondere, vengono fuori le prime crepe in quel mondo ovattato (o meglio, che la maggior parte di noi crede tale).

Cavani: “Che farebbe un Gesù contemporaneo?”. Clarissa: “Accoglierebbe la donna come l’ha accolta duemila anni fa, non avrebbe paura delle donne. Provocherebbe un’apertura, e aprirebbe molti schemi nella Chiesa e nella società”.

Cavani: “Avete mai pensato che la Chiesa sia un po’ misogina?” Clarissa: “Avvertire la parità con un sacerdote è molto raro. In genere i frati vengono da noi solo per dire la messa e se ne vanno”.

Cavani: “Si sta avviando un cambiamento. La vostra arma segreta è la preghiera, che arma è?”. Clarisssa: “È un’arma debole, molto fragile, ma nello stesso tempo potente, in cui crediamo. Ma per la società di oggi, a volte anche per i preti, siamo quasi inutili…”.

Produzione: Ciao Ragazzi – Soggetto: Liliana CavaniSceneggiatura: Liliana Cavani – Montaggio: Massimo QuagliaFotografia: Enrico Lucidi – Suono: Marco Melor
Così Ritanna Armeni su L’Osservatore Romano

Biofilmografie



Perché “Popoli e Religioni”?

Nella declinazione del titolo c’è tutto il significato e la mission dell’iniziativa: la vocazione di un evento votato al dialogo interreligioso e inter-etnico, che fonda la sua ragion d’essere sulla specificità del cinema come contenitore di storie e di emozioni. Un territorio di scambio culturale che non è utopia ma realtà documentata dalla partecipazione, negli anni, da un pubblico pronto a rispondere con entusiasmo alle proposte di ogni edizione.
www.popoliereligioni.com


*alle 20.45 ci sarà un aperitivo e alle 21.00 circa inizierà la proiezione


Ingresso riservato ai soci
(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

PROSSIMO APPUNTAMENTO

giovedì 20 giugno: i David e i Nastri all’Apollo
ANIJA di Roland Sejkovenerdì 21 giugno: i David e i Nastri all’Apollo
TERRAMATTA; di Costanza Quatriglio

Uff Stampa Apollo 11g.ghigi@apolloundici.it – 348 9240778
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Domenica 16 giugno “Omaggio a Corso Silani” al Piccolo Apollo

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presenta

domenica 16 giugno – dalle ore 20.00

Piccolo Apollo – Centro Aggregativo Apollo 11
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio
(angolo via Conte Verde) – Roma


OMAGGIO A
CORSO SALANI

 

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interverranno

Gianluca Arcopinto Stefano Campus Marta Donzelli
Anita Kravos Gregorio Paonessa Vanessa Picciarelli
Monica Rametta Marina Spada

ore 20.00
IMATRA
ore 21.00
Pausa/Rinfrescoore 21.30
IL PEGGIO DI NOI


Corso Salani, l’apolide
Dopo un’esistenza ai confini della vita reale e di quelle sognate o (re)inventate, se n’è andato in punta di piedi il regista e attore Corso Salani, così come è vissuto. Avevamo fatto la stessa scuola quasi 30 anni fa. Ci siamo seguiti e talvolta incrociati nei nostri percorsi fino alla selezione di due delle sue opere al festival di Annecy, in Francia: per il concorso di film di fiction nel 2001 con Occidente, premiato per l’interpretazione di Agnieszka Czekanska, e con Yotvata, ultimo film della serie Confini d’Europa, per il concorso di documentari nel 2008.
Dopo le sue prime -acerbe- pellicole, tre corti girati su più anni, riuniti in Voci d’ Europa e Gli Ultimi Giorni (1991), arriva la svolta di Gli Occhi Stanchi (1995). In questo film, si segue una troupe che ripercorre con la protagonista, un’ex-prostituta polacca, i luoghi dove è vissuta. Lo spettatore è immerso nel fiume di parole della voce-off della donna che si racconta creando un effetto spiazzante. Si finisce per credere che confida il proprio vissuto, che la vita narrata è davvero quella della persona sullo schermo… che l’attrice non è un’attrice ma che siamo di fronte ad un documentario.
Da quel film in poi, tutta la filmografia di Corso Salani giocherà sempre su questa ambiguità, non smetterà più di miscelare con tutte le varianti di dosaggio possibili, fiction e documentario. Qui risiede la principale originalità della sua opera, il marchio della sua poetica. Inoltre, da Gli Occhi Stanchi, inizia a privilegiare come protagonista assoluto la figura femminile che è riuscito a proporre con una profondità e un rispetto rari nel cinema italiano.
Ma appunto, le “sue” donne non sono mai italiane così come i luoghi dove gira. In Italia, ha girato solo nell’isola di Capraia e nell’enclave della base americana di Aviano in Occidente. Senza dimenticare però il documentario su commissione girato in Puglia su Nichi Vendola dal titolo significativo: C’è un posto in Italia.
Difatti Corso ha sempre voluto sfuggire da ogni etichetta. Per cominciare da essere “figlio di”: in pochi sapevano che era figlio di un noto editore fiorentino. Nemmeno voleva essere considerato un regista fiorentino – con la città aveva un rapporto conflittuale perché molti dei suoi film non sono mai stati presentati a Firenze fino ad una sua retrospettiva, due anni fa – né tanto meno di essere toscano o italiano. Il suo è un cinema nomade e apolide. Un cinema orgogliosamente indipendente che non ha mai voluto rincorrere dei budget più ampi proprio per non rischiare di perderci la propria anima.
Persona schiva ma affabile, Corso Salani rimane un esempio per le attuali e future generazioni di cineasti. In un momento storico per il paesaggio audiovisivo italiano in cui cresce un rifiuto sempre più diffuso della mediocrità e della volgarità televisiva, in cui la crisi del cinema (causata soprattutto dal disprezzo manifestato di chi lo dovrebbe promuovere) viene temperata dall’avvento del cinema del reale (più di 20 documentari distribuiti quest’anno tra cui alcuni “successi”: La Bocca del Lupo, Draquila, Giallo a Milano…), il messaggio lasciato da Corso Salani è essenziale. La fiction può a volte raccontare con più acutezza la realtà, così come la realtà contiene in sostanza la materia prima di ogni racconto. L’uno si nutre dell’altro e sono indissociabili. Tuttavia il termine di docufiction, spesso usato per il cinema di Corso, non potrà mai bastare a stabilire i limiti della sua estetica.[…]

05/08/2010, 14:25
Alain Bichon




IMATRA
Italia, 2007, 75′, colore, doc.
Regia: Corso SalaniProduzione: Vivo Film in collaborazione con Rai Tre

E’ il terzo della serie di documentari Confini d’Europa, che intendono tracciare un itinerario ideale attraverso quelle località che raramente vengono sfiorate dall’attenzione collettiva, aree marginali chemostrano una segreta bellezza, una poetica intima, di “confine”.
Del film, vincitore del Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di Locarno 2007 (60′), nel 2008 il regista Corso Salani ha realizzato una versione lunga, che si arricchisce del prologo tragicomico Frammenti di un Amore…
Sinossi: Imatra, un confine d’Europa. Una città collocata sulla frontiera con la Russia, al di là della quale è situata la “gemella” Svetogorsk, nella Carelia meridionale, che rappresenta al meglio la realtà ambigua della Finlandia: una città la cui unica attrattiva rilevante – delle straordinarie cascate – è stata nascosta per produrre energia elettrica, un luogo dove non è mai stato preso in considerazione un piano regolatore, e la cui economia è decollata solo grazie al flusso continuo dei cittadini russi che vi si recano per gli acquisti più disparati. Imatra potrebbe esser definita davvero come uno “shock absorber” tra la ricchezza e il benessere dei paesi scandinavi e la povertà dell’ex Unione Sovietica. Proprio qui, lontano da tutto, si è stabilita Blanca, una giovane spagnola che insegna la propria lingua al locale Istituto Politecnico, con la quale aveva avuto in passato una tormentata relazione. Mentre tenta di realizzare il documentario, interessandosi, in particolare, della principale attività industriale, un’industria cartiera, e dei rapporti con i vicini russi, Corso sfrutta l’occasione per tentare di avvicinarla nuovamente, ma lei è ostile, scostante, gli dice esplicitamente che «lasciarti è la cosa migliore che ho fatto nella mia vita», così come in precedenza aveva reagito malissimo ricevendo da lui un video di montaggio dei migliori momenti della loro storia sentimentale, che aveva trovato artificioso e manipolatorio. Poco a poco però Blanca si fa coinvolgere nel lavoro del compagno di un tempo, diventa addirittura la traduttrice ed intervistatrice del documentario. Per qualche giorno i due ritrovano una certa complicità, ma questi pochi giorni insieme non possono far rinascere un amore ormai finito.

IL PEGGIO DI NOI
Italia, 2006 88′, colore, digital 4/3
Scritto, montato, diretto e prodotto da: Corso Salani

Dopo aver girato Palabras (lavoro di finzione del 2003), Corso Salani firma un atto d’accusa contro la sua troupe.
Accompagnato dalle immagini del casting, delle prove, del set, si dipana un lungo monologo che mette alla sbarra l’attrice protagonista (Paloma Calle) e tutta la troupe, colpevoli di non aver compreso il profondo valore che quei momenti avevano per lui, l’intenso rapporto artistico e personale che lo legava a Paloma, contribuendo così ad allontanarla da lui. Il film è finito, ma le emozioni e i sentimenti che sono stati spesi non riescono a sfumare. I fotogrammi diventano lo sfondo di una lettera d’amore violenta e disperata, le parole il segno del tempo sciupato, dell’amarezza di ciò che poteva essere e non è stato. Dietro le immagini, sotto al monologo, nasce una riflessione sul cinema e sui diversi modi di “vivere di cinema”.
Per me i film sono la vita che ho scelto, voi non ve lo potete immaginare quanto costi, quanto mi costi girare anche una singola scena, un singolo fotogramma, tutto quello che c’è dietro, tutte le rinunce che faccio volentieri, tutta la vita che preferisco non vivere perché tanto posso vivere quello che metto nei film. Io il film lo penso e prima ho già vissuto tutto quindi lo devo osservare, pensare, ricordare, modificare, mettere in scena, poi devo trovare il modo di farlo, poi lo devo realizzare, lo devo finire. Voi vi limitate a durare fatica, se poi la durate, per un breve periodo, per qualcosa che avete scelto di fare, tutti, in posti dove non siete mai stati e dove molto difficilmente avrete modo di tornare: un breve periodo della vostra vita che non avreste vissuto se io non vi avessi chiesto di viverlo e se voi non aveste accettato di viverlo, pieni di entusiasmo, di attesa, di convinzione, e vi permettete di essere stanchi, a volte di essere distratti, vi permettete di avere bisogno di smettere di pensare a quello che state facendo, parole vostre. Vi scordate tanto facilmente che è l’unico motivo per cui siete lì in quel momento.

Corso Salani




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(tessera mensile 5,00 € – sottoscrizione libera per ogni evento)

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