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Dal 22/4 al 3/526 “Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 22 aprile al 3 maggio 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Paola Minaccioni in

Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow

di Julia May Jonas

traduzione di Marta Salaroli

con
MONICA NAPPO
VALENTINA SPALETTA TAVELLA
scena MARCO ROSSI e FRANCESCA SGARIBOLDI
costumi ALESSANDRO LAI
luci LUIGI BIONDI
musiche originali ROSSANO BALDINI
aiuto regia ELVIRA BERARDUCCI
regia CRISTINA SPINA

una produzione degli Ipocriti di Melina Balsamo

Durata: 1 ora e 35 minuti, atto unico

Le Stravaganti Dis-avventure di Kim Sparrow è una Dark Comedy che segue tre eccentriche intrappolate in una spirale di disperazione e tradimento.
Kim, hipster quarantenne e manager di un negozio vintage, fa da mentore a Tussie, aspirante fashion designer non-binario sulla ventina. Il loro piano per rubare abiti di alta moda a una ricca cliente si complica quando Blatta, la più vecchia amica di Kim e ladra di professione, si inserisce con prepotenza nello schema. Ne segue una commedia degli errori che porta a violenza inaspettata e a un duro confronto con l’identità.

Note di regia
Questa pièce offre uno spaccato di New York attraverso lo sguardo di tre protagoniste femminili insolite, stravaganti, ridicole, violente, a volte volgari, che incarnano una società contemporanea in declino. Può risultare scomodo, irriverente e provocatorio vederle rappresentate in questo modo, ma penso che intercettino una verità e una rabbia che ci appartiene.
Julia May Jonas è un’autrice e drammaturga americana contemporanea le cui opere sono state rappresentate in teatri prestigiosi di New York come il Lincoln Center, The Bushwick Starr, Prelude, Incubator Arts Center, The Brick e PS122. Fondatrice del collettivo Nellie Tinder, ha ricevuto il sostegno della Mental Insight Foundation e della Rockefeller Foundation. Il suo romanzo d’esordio, Vladimir, è stato inserito tra i “Migliori libri del 2022” da Time Magazine, New York Magazine ed Entertainment Weekly, oltre a essere scelto come New York Times Editor’s Pick. Il romanzo è stato adattato in una serie televisiva con protagonista Rachel Weisz, che debutterà su Netflix il 5 marzo 2026.
La narrazione si sviluppa in due parti: nella prima assistiamo alla pianificazione della rapina, dove si definiscono le dinamiche di potere e le motivazioni delle protagoniste; nella seconda le alleanze si spostano e i personaggi affrontano conseguenze brutali. Questa struttura costruisce una tensione crescente e rivela le verità più profonde sulle tre donne mentre le loro facciate crollano.
L’opera esplora l’obsolescenza in una cultura ossessionata dalla giovinezza, le relazioni intergenerazionali e il modo in cui la disperazione spinge le persone oltre i confini morali. La domanda centrale è: cosa succede quando persone che si sentono scartate dalla società cercano di prendere ciò che credono di meritare? La storia cattura quella sensazione familiare a chiunque arrivi a New York: aspettare l’opportunità giusta, sperando che porti al successo. Ma Kim, Blatta e Tussie, stanche di aspettare che il destino bussi alla loro porta, decidono di prendere in mano la situazione. Rubare abiti vintage pregiati diventa il loro tentativo disperato di crearsi un’opportunità, un futuro, la possibilità di avviare finalmente l’attività commerciale tanto sognata.
Per essere considerato “vintage”, un capo deve avere almeno 25 anni: è il passaggio del tempo che lo rende prezioso e unico. Questa dinamica crea un paradosso affascinante: mentre i vestiti acquisiscono valore invecchiando, Kim vive nel terrore del tempo che passa, sentendosi perennemente fuori sincronia con il presente, in una sorta di eterno ritardo. Il vintage, fenomeno ormai diffuso globalmente ma con un forte epicentro nelle metropoli contemporanee, è diventato più di una tendenza: è una filosofia di vita, una risposta consapevole allo spreco dell’industria dell’abbigliamento. Indossare i vestiti di qualcun altro è un gesto performativo che genera speranza, desiderio di fuga, illusione di potere.
Questa dark comedy è anche una riflessione sul mondo capitalistico in cui viviamo: sulla differenza di classe, sui ricchi e sui poveri, un esame spietato sull’essere umano e su un sistema che ci vuole usare, comprare e mettere in costante confronto per stabilire chi è il migliore o il peggiore. La storia si concentra sulle relazioni tra queste tre donne, sui loro legami di dipendenza e sul bisogno disperato di una rivalsa contro la società che le ha escluse. Nelle metropoli la gentrificazione avanza inesorabile: le città si trasformano in luoghi esclusivi per ricchi, costringendo i poveri a spostarsi sempre più lontano verso le periferie, o a ritrovarsi a 45 anni ancora coinquiline in appartamenti condivisi.
È una pièce provocatoria che nasce dalla necessità di dare spazio a personaggi femminili non convenzionali. Siamo abituati a vedere uomini cattivi, falliti, volgari, violenti, inetti sulla scena, ma è tempo di ampliare lo sguardo e rappresentare le donne in tutte le loro sfaccettature.
Cristina Spina

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 22, giovedì 23, sabato 25, martedì 28 aprile, venerdì 1, sabato 2 maggio ore 21:00
  • venerdì 24, mercoledì 29, giovedì 30 aprile ore 19:30
  • sabato 25 aprile ore 16:30
  • domenica 26 aprile e domenica 3 maggio ore 17:00
credit foografico

Azzurra Primavera

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20/4/26 “Barrilete cosmico/ Maradona pedagogista” al Teatro Basilica

20 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Barrilete cosmico / Maradona pedagogista

 

Descrizione

Qual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”.

Ma quel gol non è solo un gesto atletico e artistico, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento, ripercorrendo la storia dell’Argentina, prima e durante e dopo la dittatura, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio.

Crediti Artistici

di e con Christian Raimo

disegno luci Matteo Ziglio

produzione del Gruppo della Creta

Date

5 marzo 2026, ore 21:00
20 aprile 2026, ore 21:00

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

19/6/26 “Tanto va la gatta al lardo” al Teatro Binario 30

19 aprile 2026 ore 18:00

TEATRO BINARIO 30

Tanto va la gatta al lardo…

con Franco Mazzi

Testi di Achille Campanile

 

L’umorismo surreale e pungente del grande autore italiano, padre del Teatro dell’Assurdo, interpretato da uno degli attori più intensi, sensibili e versatili del nostro teatro.
Binario30 via G.Giolitti 159
Biglietto:
Intero 14€
Ridotto 10€ (pensionati e under 25) + tessera 2€
info e prenotazioni:
info@binario30teatro.it
351 7830744
Binario30 Teatro

11 e 12/4/26 “Familie Flöz – Infinita” al Teatro Brancaccio

11 e 12 aprile 2026

TEATRO BRANCACCIO

Familie Flöz

Infinita

 

Di e con Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler e Michael Vogel Una produzione di FAMILIE FLÖZ, Admiralspalast, Theaterhaus Stuttgart

INFINITA è uno spettacolo sui primi e sugli ultimi istanti di vita, sulla nascita e sulla morte.
È uno spettacolo sui momenti in cui avvengono i grandi miracoli della vita, il timido ingresso
nel mondo, i primi coraggiosi passi e l‘inevitabile caduta finale.
“Questo è un pezzo teatrale riempito di maschere magiche, sublime teatro d’ombra e
ammaliante musica”.
INFINITA è un mosaico dei grandi piccoli momenti della vita. Semplice, e composto delicatamente,
è un breve sguardo sui temi perpetui della nascita, del sesso, della morte e tutto ciò che è universalmente comico.

Dal 10 al 12/4/26 “La fame. La parabola dell’uomo che fece di tutto per amore” al Teatro Basilica

Dal 10 al 12 aprile 2024

TEATRO BASILICA

La Fame

La parabola dell’uomo che fece di tutto per amore

 

Descrizione

Caino e Abele, Adamo ed Eva e poi ancora Davide e Betsabea, Booz e Rut; la Bibbia, il grande libro da cui tutti discendiamo, ci racconta di ancestrali parabole di coppia, di un bene e di un male, di un bello e di un brutto, dominate da azioni violente e ferocemente umane che indignatamente ci appartengono. Sagrestano e Virtuosa sono i protagonisti assoluti de La Fame-la parabola dell’uomo che fece tutto per amore-, il nuovo spettacolo della compagnia Les Moustaches. Intensi, amorali e allegorici, Sagrestano e Virtuosa sono

gli antieroi di una nuova parabola tanto immaginaria quanto reale, apparentemente lontana, tremendamente contemporanea.

Con le regole di una fiaba incensurabile, La Fame racconta di una coppia grezza e insensibile, dominata da istinti ancestrali, mangiare, bere, dormire, delle volte, se capita, fare l’amore, tutto il resto non conta o, meglio, non è contemplato. Il loro stare in questo mondo non ha pretese, basta “una vogliuzza per il giorno e una per la sera, fermo restando la salute” e quell’indomito desiderio di non fare alcuna fatica per ottenere qualcosa. Ma è così che davanti a un imprevisto, o a un nuovo ostacolo finito sul cammino, gli uomini inciampano e non sanno come rialzarsi. Sagrestano e Virtuosa, abituati alla fortuna di un piatto sempre pieno dovranno improvvisamente affrontare le bestemmie dei fondi vuoti, la fame è arrivata come un ospite inatteso che bussa all’uscio del portone trovando Sagrestano e Virtuosa decisamente impreparati.

Crediti Artistici

drammaturgia Alberto Fumagalli

regia Ludovica D’Auria e Alberto Fumagalli

con Chiara Liotta e Alberto Fumagalli

costumi Giulio Morini

assistente alla regia Tommaso Ferrero

luci Giulia Bandera

scene Davide Moriggi

responsabile organizzativo Pietro Morbelli

produzione Les Moustaches, Accademia Perduta Romagna Teatri

con il sostegno di Toscana Terra Accogliente, Fondazione Toscana Spettacolo, Teatro Metastasio, Catalyst, Murmuris, Archètipo, Teatro popolare d’arte

Date

10 e 11 aprile 2026, ore 21:00
12 aprile 2026, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

9/4/26 Marco Travaglio “Cornuti e contenti” al Teatro Brancaccio

9 aprile 2026

TEATRO BRANCACCIO

Marco Travaglio

Cornuti e contenti

Ma non sarà anche colpa nostra?

«Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti»

A grande richiesta nuova data, dopo quella del 14 gennaio, al Teatro Brancaccio di Roma per Marco Travaglio, con il nuovo spettacolo, “Cornuti e Contenti. Ma non sarà anche colpa nostra?”. La nuova data il 9 aprile, organizzata da Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo è prodotto da Loft Produzioni S.r.l. Dopo aver denunciato tante volte la mala-politica e la mala-informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne. Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie? Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci. Anche su questioni drammatiche, come la guerra mondiale in cui ci stanno trascinando e la fine dell’indipendenza della magistratura che vogliono farci inghiottire nel referendum sulla separazione delle carriere (a cui sarà dedicato un capitolo del recital per chiarire con parole semplici di che si tratta). E come l’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). (Marco Travaglio)

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Dall’8 al 19/4/26 “Ditegli sempre di sì” al Teatro Ambra Jovinelli

Dall’8 al 19 aprile 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Ditegli sempre di sì

di

Eduardo De Filippo

con 

Mario Autore
Anna Jodice
Domenico Pinelli
e con
 
GIANLUCA CANGIANO, MARIO CANGIANO, LUIGI LEONE
ANTONIO MIRABELLA, LAURA PAGLIARA, VITTORIO PASSARO
LUCIENNE PERRECA, SIMONA PIPOLO, ELENA STARACE
scena LUIGI FERRIGNO / SARA PALMIERI
costumi VIVIANA CROSATO, ANTONIETTA RENDINA
musiche MARIO AUTORE
regia DOMENICO PINELLI
 
 
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io, col pronto e santo sostegno di Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, due colleghi che – non a caso – definisco fratelli, ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si!
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
 
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
 
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
 
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
 
Orari spettacolo
  • mercoledì 8 giovedì 9, sabato 11, martedì 14 aprile, venerdì 17, sabato 18 aprile ore 21:00
  • venerdì 10, mercoledì 15, giovedì 16 aprile ore 19:30
  • sabato 11 aprile ore 16:30
  • domenica 12 e domenica 19 aprile ore 17:00
credit fotografico

Oreste Lanzetta

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29/3/26 “I tre barba – Le nozze di Figaro” al Teatro Basilica

29 marzo 2026 ore 21:00

TEATRO BASILICA

I tre barba – Le nozze di Figaro

 

Adattamento e regia I TRE BARBA

Con Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo

Light designer Matteo Ziglio

Produzione Fortezza Est

Sostegno produttivo Gruppo della Creta

L’obiettivo de “I Tre Barba” è quello di rendere l’opera lirica fruibile ed accessibile a chiunque, dando la possibilità di conoscere, in una formula semplice e divertente, i grandi capolavori della tradizione operistica. Attraverso allestimenti agili ed essenziali “I Tre Barba” portano in scena fedelmente ed integralmente i versi di grandi librettisti, arrangiando ed eseguendo dal vivo le arie più celebri delle opere. Non mancano contaminazioni di altri generi musicali e forme d’arte che rendono gli spettacoli moderni e contemporanei. Il risultato è un’opera lirica “pop”, un intrattenimento ludico e allo stesso tempo colto che sfocia in una vera e propria parodia della lirica senza svilire mai, al contempo, la purezza e la grandezza che la contraddistingue.

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

28 e 29/3/26 “Aridità” al Teatro Binario 30

28 e 29 marzo 2026

TEATRO BINARIO 30

Aridità 

di e con

Giovanna Zanchetta

 

Finalmente Aridità debutta a Roma!
Aridità è una performance che indaga il rapporto ancestrale e simbolico che intercorre tra corpo femminile e Terra.
Un corpo femminile prosciugato come terra arida si modella attraverso pietre e voce. Un’insurrezione attraverso corpo, suono e immagini che rifiuta le narrazioni di dominio.
Teatro Binario 30, via Giolitti 163 @binario30_teatro
Sab 28/03 – 19:30
 Dom 29/03 – 17:30
Info e prenotazioni: info@binario30teatro.it – 351 7830744

Dal 26 al 29/3/26 “Non è uno sport acquatico” al Teatro Basilica

Dal 26 al 29 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Non è uno sport acquatico

 

Descrizione

Un monologo a più voci.

Un attore parlato a più voci.

Una commedia tragica e grottesca.

Un fatto, non molto consueto a dire il vero, finisce per sconvolgere l’ordine naturale delle cose. E così, per nascondere la propria miseria, i personaggi di questa vicenda finiscono per scomodare i massimi sistemi.

Senza alcun addestramento o competenza.

Con filosofia da accatto e psicologia da bancone frigo, si fa a gara a chi la spara più grossa.

Sfiorando il ridicolo, perlopiù. In minima parte, rompendocisi la testa.

In un tardo pomeriggio d’estate, in bilico sul cornicione di una palazzina di quattro piani, appare l’avvocato Fideli. Fermo, immobile. Sembra volersi gettare di sotto, a quanto pare.

Una stasi insostenibile che getta nel panico Antonio, il portiere del palazzo, e tutti quei condomini sfuggiti al dovere delle ferie d’agosto per godersi la serenità della città svuotata.

Crediti Artistici

di e con Daniele Parisi

Disegno luci: Matteo Ziglio

foto di scena: Anna Faragona

produzione: Altrascena/Fortezza Est

distribuzione: Altrascena

Date

26 al 28 marzo 2026, ore 21:00
29 marzo 2026, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com