Archivi categoria: Teatro

8/3/26 “Diario di un trapezista” al Teatro Brancaccio

8 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Sigfrido Ranucci

Diario di un trapezista

 

“Il Diario di un Trapezista” è la presentazione teatrale che racconta un Sigfrido segreto, parallelo a quello che siete abituati a vedere in onda, che per realizzare le inchieste ha dovuto fare delle scelte, anche in pochi secondi, che hanno condizionato per sempre la sua vita. “Ho imparato che a definire il destino di una persona non sono tanto le sue qualità, quanto le sue scelte. Anche quelle che non fa. Ci sono persone che con la loro presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo. C’è un vagabondo che mi aiuta a realizzare lo scoop internazionale più importante della storia della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati Uniti hanno utilizzato l’agente chimico fosforo bianco. Poi un tassista che mi fa ritrovare la pinacoteca di Tanzi, decine di capolavori del valore di milioni di euro che erano sfuggiti alle indagini di due procure e dell’agenzia di investigazione internazionale più importante del mondo, la Krol. Una producer svizzera che passa le notti insonni a salvare i rospi, e che mi ha salvato dal trappolone di un politico che mi aveva fatto spiare per bloccare la mia inchiesta sulla sua amministrazione e stroncare la mia carriera. C’è una vicepreside di una scuola che mi ha aiutato a realizzare un’inchiesta sul traffico di armi e un rapinatore pugliese che ha assistito all’ordine di uccidermi da parte della mafia. Poi c’è la professoressa che ha ripreso il misterioso incontro tra il senatore Matteo Renzi e l’ex 007 Marco Mancini in un autogrill. Infine, c’è Lavinia una bodyguard che mi ha aiutato a sventare il progetto di alcuni politici di sostituirmi alla conduzione di #Report. Ho maturato la convinzione che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito, coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a non essere come loro.”

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7 e 8/3/26 “Disastri, ovvero quel che resta” al Teatro Basilica

7 e 8 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Disastri, ovvero quel che resta

Descrizione

Un collettivo, per la maggior parte composto da giovani under 35, si interroga sull’utilità di avere una voce quando non è possibile farla sentire. Nella prima tappa, tre attori/performer, intrappolati in una serie infinita di situazioni grottesche, si trovano immersi in una scena saturata di cavi, microfoni e pietre di fiume. In questo spazio, tentano di creare un’opera dichiaratamente aperta a molteplici interpretazioni, ognuna con la propria verità.

Disastri esplora la complessità dell’era contemporanea, con i suoi drammi, le sue atrocità e

la difficoltà di trovare orientamento nel diluvio di informazioni e nella continua inondazione di stimoli. Prima tappa di un lavoro triennale della Compagnia Pilar Ternera, il progetto è dedicato agli Eroi Perdenti, al tema della fine e della perdita di senso che stiamo vivendo.

Crediti Artistici

cura, messa in scena e scrittura scenica di Francesco Cortoni

drammaturgia Leonardo Ceccanti e Francesco Cortoni

con Matteo Ceccantini, Marco Fiorentini, Silvia Lemmi

produzione Pilar Ternera/NTC

Date

7 marzo 2026, ore 21:00
8 marzo 2026, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

7/3/26 “Emiliano Luccisano – Matti da legare” al Teatro Brancaccio

7 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Emiliano Luccisano

Matti da legare

Produzione Opera 

Io vi dico che non siamo normali. Eh lo so, non è una novità, ma qualcuno doveva pur dirlo… Che poi forse non lo siamo mai stati, ma ultimamente si vede parecchio. La nostra non è più una vita, è un valzer di patologie che si scontrano su una pista da ballo troppo stretta. In compenso non siamo più soli: con noi a braccetto ci sono l’ansia, il fastidio, il rancore, il sonno e un sacco di altri amici che ci fanno fare le cose strane.

Ormai non siamo altro che un apostrofo rosa tra le parole “lasciame perde”. Da dentro ci sembra tutto normale, ma visti da fuori come siamo? Venite a specchiarvi con il nuovo spettacolo di Emiliano Luccisano, perché in fondo siamo tutti… matti da legare

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5/3/26 “Barrilete cosmico/ Maradona pedagogista” al Teatro Basilica

5 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Barrilete cosmico / Maradona pedagogista

 

Descrizione

Qual è il gol più bello della storia del calcio? Molti forse risponderebbero quello di Diego Armando Maradona durante i mondiali del 1986 contro l’Inghilterra. Maradona scarta mezza squadra e infila in rete, raddoppiando il vantaggio dopo il gol con “la mano di Dio”.

Ma quel gol non è solo un gesto atletico e artistico, è anche una grande lezione sull’origine del talento e sul senso dell’educazione. È Maradona stesso a spiegarlo. E siamo noi a poter seguire il suo commento, ripercorrendo la storia dell’Argentina, prima e durante e dopo la dittatura, e capendo insieme quanto ogni capolavoro come ogni riscatto nasca dalla dedizione e dal coraggio.

Crediti Artistici

di e con Christian Raimo

disegno luci Matteo Ziglio

produzione del Gruppo della Creta

Date

5 marzo 2026, ore 21:00
20 aprile 2026, ore 21:00

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 4 al 15/3/26 “People, Places & Things” al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 4 al 15 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

Anna Ferzetti

People. Places & Things

 

di DUNCAN MACMILLAN
traduzione MONICA CAPUANI

con BETTI PEDRAZZI, THOMAS TRABACCHI, TOTÒ ONNIS

LUCA MASSARO, MARIA GIULIA TOSCANO, GIORGIO STEFANI, SOFIA CAPO, GABRIELE BADAGLIALACQUA, MARTA VIRGINIA MORGAVI

scena LUIGI FERRIGNO
costumi ROBERTO CHIOCCHI
luci BIANCA PERUZZI
maestro di voce SUSAN MAIN
aiuto regia LUCA BARGAGNA
movimenti scenici MARCO ANGELILLI

regia
PIERFRANCESCO FAVINO

Per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay

Produzione Gli Ipocriti di Melina Balsamo diretta da Pierfrancesco Favino

Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov.
Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri.
Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?
Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via.
Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.
_______________________
Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.
A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna, che non vogliamo più vedere, che ci fa tanta paura affrontare.
In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.
Pierfrancesco Favino

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 4 giovedì 5, sabato 7, martedì 10, venerdì 13, sabato 14 marzo ore 21:00
  • venerdì 6, mercoledì 11, giovedì 12 marzo ore 19:30
  • sabato 7 marzo ore 16:30 
  • domenica 8 e domenica 15 marzo ore 17:00
credit fotografico Natale De Fino

4/3/26 “Antonino Tamburello – La forza della vita” al Teatro Brancaccio

4 marzo 2026

TEATRO BRANCACCIO

Antonino Tamburelo

La forza della vita

Vinci il male

Di e con Antonino Tamburello | Produzione Stefano Francioni Produzioni, Best Eventi Green Factory | Musiche Davide Cavuti | Disegno Luci Marco Palmieri | Comunicazione Paolo Basile

Dopo il successo di Una Mente Nuova, torna in teatro il Prof. Antonino Tamburello, illustre Psichiatra e Saggista, con la sua lezione speciale dal titolo LA FORZA DELLA VITA, vinci il Male, prodotta da Stefano Francioni Produzioni, Best Eventi e Green Factory.

Noi tutti ci troviamo, senza averlo scelto,  nel Teatro della Vita Quotidiana. Figure e Ombre amiche e nemiche ci avvicinano e ci circondano. I nostri Sensi Acuti fanno il massimo per proteggerci, ma la nostra Mente ha bisogno di concetti e indicazioni chiare, profonde e comprensibili. In questa occasione faremo forse un passo in avanti per vedere meglio, comprendere meglio e rispondere con la nostra Forza e il nostro Amore alle mille forme del male quotidiano.

2/3/26 “Italianesi” Proiezione del film e spettacolo teatrale al Teatro Basilica

2 marzo 2026  ore 19:00

TEATRO BASILICA

Italianesi

Proiezione del fil e spettacolo teatrale

Descrizione

Una pagina sconosciuta della Storia italiana ed europea. Alla fine della seconda guerra mondiale, circa 25.000 italiani tra soldati e civili rimangono intrappolati in Albania con l’avvento della dittatura, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di violente persecuzioni. La maggior parte di loro viene rimpatriata fino al 1955, ma diverse centinaia vi resteranno bloccati, i più nella società civile, alcuni internati, come il nostro protagonista, uno dei tanti figli di genitori italiani e albanesi. Vive in un alloggio circondato da filo spinato, controllato dalla polizia segreta del regime, sottoposto a interrogatori, appelli quotidiani e lavori forzati. Solo alla caduta del regime nel 1991, dopo quarant’anni vissuti nel sogno del padre e dell’Italia, conosce la libertà e raggiunge l’Italia alla ricerca del padre. Come lui, circa quattrocento cittadini italiani e loro discendenti vengono rimpatriati nello stesso anno dal Governo italiano, convinti di essere accolti come eroi ma paradossalmente condannati a essere italiani in Albania e albanesi in Italia.

Crediti Artistici

drammaturgia, regia e interpretazione Saverio La Ruina

musiche originali Roberto Cherillo

contributo alla drammaturgia Monica De Simone

disegno luci Dario De Luca

organizzazione e distribuzione Egilda Orrico

amministrazione Tiziana Covello

produzione Scena Verticale

Date

2 marzo 2026, ore 19:00 proiezione | ore 21:00 spettacolo
Proiezione a ingresso gratuito, lo spettacolo a pagamento

Prezzo

Proiezione gratuita
Spettacolo: ✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12

Biglietti

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

28/2 e 1/3/26 “Onirica” al Teatro Basilica

28 febbraio e 1 marzo 2026

TEATRO BASILICA

Onirica

 

Descrizione

Onirica è un percorso frammentato di ricordi provenienti da un mondo altro, quello dei sogni. Sfruttando la componente ipnotica della performance e dell’installazione visiva e sonora, avvicina lo spettatore ad uno stato percettivo non affidato alla comprensione logica di quanto accade in scena, ma al riconoscimento – più o meno consapevole – dell’esperienza che ogni essere umano ha del mondo dei sogni.

Maya è tormentata dai suoi sogni,  tanto da non distinguere più con chiarezza la veglia dal sonno. Nei sogni di Maya ci sono due figure maschili ricorrenti, una estremamente sensuale e oggetto di un grande desiderio che si trasforma in ossessione. La seconda amichevole, una sorta di alleato sempre presente, quasi data per scontata.

In scena si susseguono immagini oniriche. La drammaturgia segue la logica dei sogni e porta il pubblico in una dimensione altra, composta dalla rappresentazione dei sogni di Maya, dalla loro rievocazione, dai tentativi di ricostruirli. Riattraversando sogni ricorrenti e riuscendo a mantenersi lucida durante essi, Maya riuscirà ad aumentare il suo livello di consapevolezza e ad avere potere conscio sul suo mondo onirico, arrivando a modificarlo.

Crediti Artistici

di Collettivo EFFE

regia Giulia Odetto
testi Giulia Odetto e Antonio Careddu
con Daniele Giacometti, Camilla Soave, Riccardo Micheletti, Catherine Bertoni De Laet
drammaturgia Antonio Careddu
ambientazione sonora Lorenzo Abattoir
scene Gregorio Zurla
assistente alla creazione Valentina Spaletta Tavella
con il contributo artistico di Andrea Triaca, Camille Guichard e Beatrice Vecchione

Date

28 febbraio 2026, ore 19:30
1 marzo 2026, ore 16:30

Biglietti

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 19 al 22/2/26 “Chi ha ucciso mio padre” al Teatro Basilica

Dal 19 al 22 febbraio 2026

TEATRO BASILICA

Chi ha ucciso mio padre

 

Descrizione

Il ’68 i padri li voleva uccidere – così si diceva. Quarant’anni dopo, nelle pagine di un testo

dettato, sono parole dello stesso Édouard Louis, non dalle esigenze della letteratura, ma da

quelle della necessità e dell’urgenza – da quelle del fuoco – uno scrittore di 26 anni si mette in caccia degli assassini del padre e li scopre tra i dominanti, ma soprattutto rimette all’ordine del giorno della scrittura le vite di cui nessuno vuole più sentir parlare, le nude vite di coloro a cui il potere toglie qualunque protezione. Il miracolo è che questo atto d’accusa non rende meno toccante la kafkiana “lettera al padre” in cui il figlio dà ripetutamente del tu all’uomo che per anni gli ha negato ogni confronto, eludendo in tal modo il confronto con sé stesso. Cercandolo e trovandolo dove lui non sa nemmeno di essere, nelle profondità di una vocazione subito espropriata dalle dure leggi di una condizione sociale che da sempre è anche un’ideologia, un aspetto della dominazione. Che sia la parola rivoluzione – detta dal padre – l’ultima parola del testo può far riflettere: una fortissima inquietudine corrode il cuore della Francia profonda (e non solo).

Ma è più interessante chiedersi cosa è accaduto nel frattempo. E cosa è accaduto Louis lo

racconta, quasi fiabescamente in una pagina di questo dialogo per voce sola: «Un giorno, in

autunno – scrive – erano stati aumentati di quasi cento euro gli aiuti per il nuovo anno

scolastico. Erano versati ogni anno alle famiglie per aiutarle a comprare la cancelleria, i quaderni, le cartelle. Eri pazzo di gioia, avevi gridato in soggiorno: andiamo al mare, e siamo andati in sei nella nostra macchina da cinque…Tutto il giorno è stato una festa. Non ho mai visto le famiglie che hanno tutto andare al mare per festeggiare una decisione politica, perché la politica per loro non cambia quasi nulla».

La vera differenza, in questo scarno e incisivo racconto di un padre e di un figlio rispetto a quelli che si sono succeduti nella storia della letteratura, sta proprio nella scena in cui si svolge: dentro una classe operaia ormai condannata all’obsolescenza dalla voga liberista dove un figlio omosessuale se la deve vedere con un padre ossessionato dal maschile e dalla consapevolezza di essere a sua volta un emarginato, un dominato, un perdente, proprio come le persone che più odia e a cui più teme di rassomigliare, gli arabi, le donne, gli effeminati. C’è una premessa, una definizione che Louis versa sul suo racconto come un liquido di contrasto che lo fa cambiare di colore: alla domanda su cosa significhi per lei la parola razzismo – scrive colui che anche da scrittore resta un allievo spirituale della sociologia di Pierre Bourdieu – l’intellettuale americana Ruth Gilmore risponde che il razzismo «è l’esposizione di certe popolazioni a una morte prematura».

È una definizione che nel seguito del racconto è destinata a esplodere come una carica a

rilascio lento, con una violenza di denuncia e con una forza vendicatrice a cui la letteratura

sembra aver da tempo rinunciato: il padre viene consegnato a una morte prematura non da

un precario sé stesso che non ha mai avuto la possibilità di illuminare, ma dalle leggi e dalle

regole di un potere che ha smesso di guardare in faccia le persone che espelle quando sono di troppo.

Scrittore che visibilmente guarda al teatro, Édouard Louis è diventato un logico passaggio

verso una drammaturgia performativa che guarda sempre di più alla letteratura: abituati per

anni a portare in scena le nostre parole e il nostro vissuto – distillati attraverso il lungo percorso di prove – abbiamo scelto di affidarci al testo di un altro con cui condividiamo alcune affinità fondamentali. A cominciare, ovviamente, dalla relazione tra vita e finzione. E per compiere un’altra tappa nella ricerca sui legami tra figura e sfondo, tra esperienza singolare ed esperienza collettiva. Scegliendo Francesco Alberici come interprete abbiamo cercato la massima distanza possibile dal mimetismo con la voce che in Chi ha ucciso mio padre parla in prima persona. Non è nella somiglianza che abbiamo cercato un piano di verità tra questa storia e il pubblico, ma nella possibilità, aperta dalla didascalia iniziale del testo di raccontare la storia di tutti noi attraverso una storia di uno solo.

 
 
Crediti Artistici

testo Edouard Louis

regia Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

con Francesco Alberici, Premio Ubu 2021 per il Miglior attore/performer under 35

traduzione Annalisa Romani edita da Bompiani / Giunti Editore S.p.A.

adattamento italiano Francesco Alberici, Daria Deflorian, Antonio Tagliarini

collaborazione all’adattamento Attilio Scarpellini

costumi Metella Raboni

assistenza alla regia Chiara Boitani

collaborazione artistica Andrea Pizzalis

per INDEX Valentina Bertolino, Francesco Di Stefano, Silvia Parlani

una produzione INDEX, A.D., Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, TPE-Teatro Piemonte Europa / Festival delle Colline Torinesi, FOG Triennale Milano Performing Arts

con il supporto di MiC – Ministero della Cultura

Qui a tué mon pére, © 2018, Edouard Louis All rights reverved Edouard Louis

Chi ha ucciso mio padre, © 2019, traduzione di Annalisa Romani, Giunti Editore S.p.A./Bompiani

Date

dal 19 al 21 febbraio 2026, ore 21:00
22 febbraio 2026, ore 16:30

Prezzo

✦ Intero: 18€ ✦ Online: 15€ ✦ Ridotto: 12€

 

Teatro Basilica

Piazza di Porta San Giovanni, 10 Roma

Tel. +39 392 976 8519

Email: info@teatrobasilica.com

Dal 18/2 all’1/3/26 ” Art!” diretto e interpretato da Michele Riondino al Teatro Ambra Jovinelli

Dal 18 febbraio all’1 marzo 2026

TEATRO AMBRA JOVINELLI

ART!

di Yasmina Reza

diretto ed interpretato da

Michele Riondino

con Daniele Parisi, Michele Sinis
scene Vito Giuseppe Zito
costumi Silvia Segoloni
una produzione Argot Produzioni e Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito
in co-produzione con Teatro Stabile d’Abruzzo
e Fondazione Sipario Toscana onlus – La città del Teatro

“Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, MICHELE RIONDINO da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e venti per un metro, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche».
Inizia così Art, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo.
Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme, e il citato quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti.
In questa commedia crudele e divertente sull’ amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia.”

 
Orari spettacolo
  • mercoledì 18 giovedì 19, sabato 21, martedì 24, venerdì 27, sabato 28 febbraio ore 21:00
  • venerdì 20, mercoledì 25, giovedì 26 febbraio ore 19:30
  • sabato 21 febbraio ore 16:30
  • domenica 22 febbraio e domenica 1 marzo ore 17:00