Terzo appuntamento, domani sera, con Il maestro, l’allievo e l’amico. Oliver Glowig page condividerà la cucina con il suo ex allievo Domenico Iavarone.
L’allievo riuscirà a superare il maestro?
Archivi categoria: Esquilino
24 luglio 2017: il programma odierno di Notti di Cinema a Piazza Vittorio
Via Giolitti e Il barbiere della “meluccia”
Dl sito www.laboratorio roma.it
Le botteghe dei barbieri a Roma erano dei veri e propri centri culturali, i ritrovi dove si apprendevano le ultime notizie, dove si discuteva dei temi correnti della politica, dell’arte, dei fatti ed intrighi della Curia.
Il barbiere aveva una sua autorità, un suo prestigio nel rione, perché era colui che sapeva tutto, dava consigli: passava insomma per un uomo colto.
Ma oltre ai barbieri di riguardo, con tanto di salone, c’erano anche i “barbieri de la meluccia”: a piazza Montanara, a Foro Boario, a Campo Vaccino e sotto Portico d’Ottavia, nei luoghi insomma dove si radunavano i contadini che si offrivano per il “mercato delle opere” (nell’800 le “opere” erano i lavori dei campi), accanto ai muri delle case mettevano in file quattro-cinque sedie che facevano da bottega all’aperto e soprattutto a chi facevano la barba mettevano una piccola mela in bocca, per tendere le guance alla rasatura.
La meluccia doveva servire per tutti gli avventori della giornata: l’ultimo dei clienti aveva il diritto di mangiarsela e, a volte, erano botte per arrivare ultimi.
Si pagava un bajocco (nome della moneta che nell’Ottocento era l’unità base dello Stato pontificio), per farsi radere una barba vecchia anche di due settimane.
Il barbiere con due dita stringeva la punta del naso e lo tirava su e giù secondo il verso con cui faceva la barba; ogni tanto lasciava il cliente con il naso per aria, per avere il tempo di affilare il rasoio alla striscia di cuoio attaccata alla spallina della sedia, oppure per rispondere alle domande degli altri clienti o per emanare sentenze sull’argomento di discussione.
In quel momento il cliente stava rassegnato con gli occhi che si perdevano pera aria, senza neanche respirare, per paura di andarsi a procurare un taglio alla gola.
Poi, quando sbarbato si alzava, un altro si andava a mettere al posto suo, mentre il barbiere strillava: sotto a chi tocca!………….e la meluccia cambiava bocca.
Ovviamente una simile tradizione non poteva mancare all’Esquilino
Ecco in una fotografia tratta dall’archivio di Roma Sparita un barbiere al lavoro davanti alla chiesa di Santa Bibiana
Foto storiche di Roma – Via Giolitti. Un ambulante era pure il barbiere della “meluccia”, qui accampato di fronte alla chiesa di Santa Bibiana. Due asciugamani, una sedia, un rasoio, una bottiglia di acqua e voilà ! Sullo sfondo il rilevato ferroviario. La meluccia, una vera e piccola mela, serviva a far rigonfiare le guancie per permettere al rasoio di lavorare meglio Anno: 1910
23 luglio 2017: il programma odierno di Notti di Cinema a Piazza Vittorio
23 luglio 2017 Balliamo Swing! On the Gatsby side of the street
22 luglio 2017 Il 5/4 live al Gatsby Cafè
Emergenza idrica all’Esquilino
Siamo stati tra i primi a segnalare questo problema (vedi) in tempi non sospetti, all’inizio di Marzo, quando nessuno parlava di siccità e sembrava francamente incredibile che agli ultimi piani di alcuni stabili dell’Esquilino mancasse l’acqua. Poi il fenomeno si è esteso e complice anche l’eccezionale carenza di piogge di questi ultimi mesi è esploso in tutta la sua gravità investendo non solo il nostro Rione ma anche tante altre zone di Roma. Già a marzo abbiamo additato come principale causa di questo problema lo stato pietoso delle condutture idriche della città, cosa ammessa recentemente anche dall’ACEA stessa che lamenta perlomeno un 50 % di dispersione, ma per quanto riguarda l’Esquilino paventiamo una situazione addirittura peggiore cosa che obbliga a diminuire drasticamente la pressione per limitare i guasti . Alla fine dello scorso anno ci sono state ben tre rotture di condutture idriche con allagamento stradale, due a via Giolitti e una a via Pianciani (vedi) ebbene a via Giolitti nei pressi del cd. Tempio di Minerva Medica e nei pressi del tunnel di Santa Bibiana il problema si è riaffacciato anche in questi giorni praticamente negli stessi punti.
Questo vuol dire che le tubazioni sono in uno stato allarmante e i lavori di sostituzione delle stesse dovrebbero essere prioritari e non procrastinabili. Tra l’altro le continue infiltrazioni di acqua nelle fondamenta di palazzi e monumenti già particolarmente provati dalle vibrazioni continue dovute al traffico veicolare e al treno Laziali Centocelle non fanno che aumentare i timori che si verifichino nuovi problemi con voragini, crepe e crolli. Deve succedere per forza la catastrofe perchè le autorità competenti prendano finalmente delle decisioni sensate e responsabili per il futuro di questa via?
21 – 23 luglio “Martino e il Baccalà” al Mercato Centrale
21 luglio 2017 Giuseppe De Gregorio al Music Aperi-Festival al Parco di via Carlo Felice
21 luglio 2017 ore 20,00
Parco di via Carlo Felice
Giuseppe De Gregorio in concerto
Dice di sé
“Sono un vero e proprio ponte tra Europa, Africa, America del Sud e Stati Uniti.
Ho vissuto gli ultimi 15 anni della mia vita a contatto con altre culture (Olanda, Spagna, Francia, Svezia, Marocco, Stati Uniti).
La musica che compongo e suono da più di un decennio è pervasa dal patrimonio multiculturale di questi viaggi, incontri ed esperienze, artistiche e di vita.”






