Dal 30 ottobre al 12 novembre 2025
WOW!
Mostra di KSTUDO – GIUDA – WOW!
Foto in mostra fino al 12 novembre.
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https://www.instagram.com/wowmovement_/
https://www.instagram.com/giudha_themovement/
Dal 30 ottobre al 12 novembre 2025
Dal 27 ottobre al 23 novembre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Arduino Cantàfora, architetto e pittore, è una figura centrale nella cultura europea contemporanea. Allievo di Aldo Rossi, ha sviluppato un linguaggio visivo sospeso tra realtà e sogno, dove architettura, memoria e narrazione si fondono in una dimensione evocativa. Attento studioso del passato, dialoga con la classicità valorizzando il genius loci e risvegliando l’anima dei luoghi, secondo una visione che richiama James Hillman. Docente in prestigiosi atenei, con il suo pensiero visivo ha influenzato generazioni di architetti. Nelle pieghe del suo lavoro traspare la volontà di depositare – per parafrasare Calvino nelle Lezioni americane – “quella leggerezza” che consente di comprendere il suo modo di vedere il mondo. Cantàfora raccoglie l’eredità di Sironi e de Chirico, reinterpretandola secondo il concetto di “corrispondenze” tanto caro a Baudelaire. I suoi luoghi, privi di figure umane, evocano atmosfere sospese come nel Deserto dei Tartari di Buzzati. Il suo mondo poetico, intriso di mito e sogno, si comprende solo attraverso il suo modo di vedere. La mostra intende celebrare proprio questa originalità di sguardo, la sua visione poetica e il suo contributo artistico e intellettuale nel concepire “luoghi” come perfette sovrapposizioni di architettura e arte. La mostra celebrara proprio questa originalità di sguardo, la sua visione poetica e il suo contributo artistico e intellettuale nel concepire “luoghi” come perfette sovrapposizioni di architettura e arte.
a cura di
Luca Ribichini e Anna Cantàfora
evento promosso da
Casa dell’Architettura
Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Dal 20 al 25 ottobre 2025
Dal 20 al 25 ottobre Roma si trasforma in un grande palcoscenico dedicato all’arte contemporanea. Rome Art Week 2025 celebra la sua decima edizione con un programma diffuso che coinvolge artisti, curatori, gallerie, fondazioni e spazi indipendenti in tutta la città.
Per sei giorni, mostre, performance, installazioni e incontri aprono le porte al pubblico, offrendo un viaggio gratuito attraverso la creatività contemporanea romana e internazionale. Ogni quartiere diventa parte di una rete che connette studi d’artista, gallerie storiche e nuovi spazi emergenti, costruendo un dialogo aperto tra le diverse anime dell’arte.
Rome Art Week è un progetto collettivo e indipendente che promuove la cultura come bene condiviso e accessibile, un’occasione per scoprire nuovi talenti, approfondire linguaggi e vivere Roma in una prospettiva diversa: quella dell’arte che abita la città.
Le gallerie e gli artisti che espongono all’Esquilino
Dal 15 al 28 ottobre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
a cura di Gianluca Marziani
Questi lavori di Remo Remotti sono un leggiadro cortocircuito tra spazio e tempo, un dialogo cosciente tra un tempo immobile – le cartoline di un Vaticano che sfida i secoli – e un presente creativo che, a sua volta, proiettava Remo nei ricordi bambineschi della sua Roma borghese di metà Novecento, quando tra periferia e centro esisteva una distanza incolmabile di ambizioni e modi. Collage che narrano le zone “aristocratiche” del pensiero remottiano, il culto per una levità che si asciugava mentre stilizzava le silhouette, il segno da illustratore che conosceva il disegno prima della pittura, il lessico sociale di chi amava gli umani, senza mai nascondere il fastidio cronico per la retorica di facciata. Questi tesori cartacei, a metà tra l’oggetto concettuale (John Baldessari faceva qualcosa di simile) e la poesia disegnata, scrigni di un sentore borgesiano che s’insinuava nel turismo prima delle orde da pullman, sono un racconto di tempi perduti dentro un Vaticano che continua il suo ballo eterno, sul filo di quel giradischi barocco che è la piazza dove tutti camminano, molti pregano e solo alcuni – come il fantasma centenario di Remo – ballano tuttora senza fermarsi, sotto un cielo di stelle stroboscopiche.

Dal 15 al 26 ottobre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
In occasione della Festa del Cinema di Roma torna per la quarta edizione Proiezioni, la rassegna curata dalla Casa dell’Architettura ricca di film, convegni, mostre, presentazioni editoriali e talk. L’edizione 2025 è incentrata sul dialogo tra cinema e architettura e diretta a indagare la città con uno sguardo privilegiato su Roma come scenografia urbana di vita quotidiana.
Il programma
Dall’11 ottobre al 16 novembre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
La mostra rappresenta l’esito di un percorso avviato con le tre edizioni di Featuring the Sculpture Habitat, ospitate presso la Casa dell’Architettura. Le precedenti rassegne hanno indagato l’attualità della scultura attraverso il dialogo con l’architettura, a partire dall’edificio stesso, oggetto di un significativo intervento di riuso, approfondendo il rapporto tra scultura, corpo e lavoro manuale in un’epoca segnata dalla crescente volatilità del rapporto con la materia. La nuova edizione esplora la conquista dello spazio da parte della scultura. Non nello spazio urbano, spesso sottratto all’arte plastica dall’architettura, ma nell’hortus, il locus conclusus: uno spazio raccolto dove la natura è presente ma regolata e la scultura si fa ponte tra natura e architettura. Le opere di Davide Dormino, Alessia Forconi, Fulvio Merolli, Stefania Pennacchio e Giacomo Rizzo affrontano il tema secondo linguaggi e sensibilità differenti: dall’attivismo politico all’arte pubblica, dalla nostalgia per l’armonia perduta alla riflessione sulla modernità e sulla natura.
a cura di Andrea Guastella e Fulvio Merolli
evento promosso da
Casa dell’Architettura
Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia
11 e 12 ottobre 2025
GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2025
Ingresso dedicato agli iscritti FAI con possibilità di iscriversi in loco
Il Casino Giustiniani Massimo si colloca tra il quartiere Esquilino e l’area del Laterano. In epoca Augustea molti ricchi romani costruirono qui le loro ville abbandonate nel medioevo quando la zona si spopolò mantenendo, però, un ruolo religioso con basiliche importanti come Santa Maria Maggiore. Tra il ‘500 e il ‘600 il colle fu protagonista di una nuova riqualificazione. Grazie a ciò tornò ad essere caratterizzato da importanti ville suburbane. Quando Roma divenne capitale, fu uno dei primi quartieri ad essere modificato diventando famoso per il suo stile “piemontese”.
Il Casino Giustiniani Massimo nasce per volere del Marchese Vincenzo Giustiniani banchiere e collezionista e viene costruita tra il 1605 e il 1618 come luogo di otium, impreziosito dal parco decorato con i marmi antichi della sua collezione. La proprietà rimase invariata per circa due secoli, fino al 1802 quando fu acquistata da Carlo Massimo che ne modificò l’interno, commissionando una serie di affreschi tratti da tre capisaldi della letteratura italiana (la Divina Commedia, L’Orlando Furioso e La Gerusalemme Liberata) al gruppo di pittori tedeschi dei “Nazareni”. Nel 1947, quello che restava della proprietà, dopo l’urbanizzazione di fine Ottocento, fu acquistato dalla Delegazione Francescana di Terrasanta, tuttora proprietaria.
L’edificio voluto da Vincenzo Giustiniani è di forma rettangolare e ha due piani principali. E’ stato concepito come casino di delizie con uno stile sobrio e severo, caratteristico del tardo manierismo, con un corpo simmetrico e compatto. La facciata verso via Boiardo è leggermente aggettante, mentre, sul lato opposto, è presente una loggia a tre archi, murata nel XIX secolo. L’architetto non è documentato, ma si pensa al nome di Carlo Lambardi, autore della facciata della Basilica di Santa Francesca Romana. I prospetti erano originariamente sobri e furono impreziositi da Andrea Giustiniani Banca, inserendo busti, fronti di sercofagi e medaglioni ritratto. L’esterno che vediamo oggi è molto diverso da quello originario a causa della perdita di gran parte del parco e della costruzione delle due ali laterali, per rispondere alle esigenze dei nuovi proprietari, la delegazione Francescana di Terrasanta. L’interno è caratterizzato dalle tre sale principali, dedicate a tre grandi capolavori della letteratura italiana: la Divina Commedia, L’Orlando Furioso e la Gerusalemme Liberata. Questi affreschi sono realizzati dai pittori Nazareni, un gruppo di pittori tedeschi che miravano ad un’arte che unisse la purezza di Raffaello , i maestri del Quattrocento e un forte sentimento romantico.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Durante le Giornate FAI porteremo i visitatori alla scoperta di questo luogo poco conosciuto. Inizieremo nel giardino, in cui verrà illustrato il contesto dell’edificio e la sua storia, che inizia con la commissione del grande collezionista Vincenzo Giustiniani e arriva fino ai giorni nostri in un continuum di eventi anche tragici. All’interno visiteremo le sale affrescate dai Nazareni, dedicate alla Divina Commedia, all’Orlando Furioso e alla Gerusalemme Liberata, che fanno di questo luogo un punto di riferimento per la storia dell’arte e della letteratura. Passeremo poi nella saletta pompeiana, per concludere nel Salone in cui sono ancora custodite alcune sculture della collezione Giustiniani. L’apertura è a cura del Gruppo FAI Ponte tra Culture.
Elena Bossoli, Gruppo FAI Ponte tra Culture Roma
Dal 3 ottobre all’11 novembre 2025
HYUNNART STUDIO – VIALE MANZONI 85, 87
Mostra di
testi di
Mimmo Grasso e Marco Palladini
Dal sito “experiences.it
Venerdì 3 ottobre 2025, dalle ore 18.00, Hyunnart Studio presenta la personale di Rosella Restante, dal titolo “Latitudine”, con testi poetici di Mimmo Grasso e Marco Palladini.
La mostra si divide in due principali aree tematiche, nelle quali le opere dialogano tra loro secondo un linguaggio analogico.
La prima sezione presenta una serie di disegni su carta Amatruda 70×50, con graffiature e forme geometriche in acrilico. La seconda ospita un’installazione, sulle pareti della galleria, composta da assi orizzontali di legno e un monolite, dipinti entrambi di nero.
In entrambe compare il kapok, una fibra vegetale, più leggera della bambagia e della seta, prodotta dai frutti di una pianta gigantesca alla quale la cultura maya affidava la salita al cielo delle anime dei morti.
Infine saranno esposti anche due libri d’artista pubblicati con Eos Edizioni.
“Le latitudini di ciascuno”, scrive il poeta Mimmo Grasso, “sono molte […] la loro misurazione non tiene conto di meridiani e paralleli ma del nucleo della memoria, dunque delle esperienze. Il vissuto non è comunicabile a terzi se non mediante un contagio emotivo, un mutamento di stato di coscienza che chiamiamo tempo.
Ed ecco allora, ai fini del contagio, carte salmastre come saline di un campo di concentrazione, un salterio di silenzio […] enigma che risalta nel biancore di fogli di carta assorbenti con linee fossili di un pentagramma a rilievo, anch’esso partitura del taciuto”.
La visione della ricerca di Rosella Restante, secondo il poeta Marco Palladini, è “un’arte in levare, declinata secondo un lungo percorso imperniato su una essenzialità, su un’economia di segni visivi che senza pose o maniere trapassano dal micro al macrocosmo. Latitudine allora come coordinata geografica ovvero misura di orientamento in uno spazio atopico che è poi la forma specifica dello spaziotempo caosmico in cui si viene a traslare un immaginario artistico lontano sia dal realismo, sia dal mimetismo”.
Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: pdicapua57@gmail.com
Dal 2 ottobre al 2 novembre 2025
PALAZZO MERULANA
Mostra di
a cura di
Valeria Rufini Ferranti
Palazzo Merulana presenta la mostra Ultrafisica di Mauro Reggio, a cura di Valeria Rufini Ferranti, con l’organizzazione di Medina Art Gallery e la sponsorship di Marziali Caffè
Importante protagonista della scena contemporanea, negli ultimi anni Mauro Reggio ha seguito un trend continuo di crescita che lo ha portato a consolidare il suo contributo di ricerca e la sua ricca produzione nel settore.
Le sue opere metafisiche si concentrano su paesaggi urbani noti che riesce a trasfigurare e che rievocano le atmosfere del fotorealismo americano, attraverso l’impiego di elementi pop come la scelta dei colori distopici, specialmente per la caratterizzazione dei cieli e degli sfondi. Pittura, scultura e architettura – le tre forme d’arte canoniche – sono intimamente connesse nell’estetica del pittore: in particolare, la prima e l’ultima sono evidentemente complementari, ben oltre le apparenze, a cavallo tra archeologia classica e post-razionalismo.
“Cosa c’è dietro il silenzio assordante di piazze e tangenziali, svuotate sì, ma – analogamente alle iconiche Piazze D’Italia di De Chirico degli anni ‘10 – mai vuote?” , si interroga la curatrice Rufini Ferranti che riconosce, nella poetica dell’artista, echi di un immaginario storico: dal grande architetto Sant’Elia, alle influenze del De Stijl, con le grosse campiture di colori a contrasto sulle facciate delle costruzioni; approdando a Le Corbusier con il suo Modulor e a un’architettura tutta a misura d’uomo. “Ciascuna inquadratura è il fotogramma a volte distopico ma non sempre straniante di una pellicola in cui il regista-pittore sceglie sapientemente angolazioni e prospettive, conscio di possedere una certa capacità visionaria se non addirittura futuristica. […] Nelle tele di Reggio si respira un’avanguardia purissima, che non è ribellione concettuale né ricerca spasmodica di novità, bensì è avanguardia di accostamenti, di orizzonti, di forme”, prosegue Rufini Ferranti.
La direttrice artistica di Medina Art Gallery, Palma Costabile, sottolinea: “La grande tradizione italiana del XX secolo, è innovata sulla base delle più recenti riflessioni contemporanee e tecnologiche. Un dialogo attualizzato con le opere della Scuola Romana e del Novecento italiano che costituiscono la Collezione Cerasi a Palazzo Merulana.”
Nota biografica: classe 1971, romano, Mauro Reggio ha all’attivo mostre personali e collettive in gallerie, musei e spazi pubblici in Italia e all’estero. Nel 2011 e nel 2015 partecipa alla Biennale di Venezia. E’protagonista di numerosi premi tra i quali ricordiamo il Premio “Eccellenti Pittori” nel 2021 ed il “Premio Cairo” nel 2001. Le sue opere fanno parte delle più prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed internazionali.
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)Intero € 12,00
Ridotto € 10,00 (Ridotto per Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth Card, possessori carta EBIT Lazio, possessori carta EBTL, possessori tessera Arci,Scuola Romana dei Fumetti,Box Eventi-welfare card, FAI, Studenti e dipendenti IED, Possessori tessera ENAC, possessori card Cinema Lovers, possessori dei biglietti della Casa del Cinema, della Festa del Cinema di Roma e dipendenti di Fondazione Cinema per Roma, possessori della Tessera Socio Club Medici, studenti e collaboratori del Convitto Lateranense B. Pio IX, possessori card La luna e la Tartaruga, dipendenti LAZIOcrea, possessori Carta Giovani Nazionale, Accademia Moda e Costume, possessori biglietto singolo regionale Trenitalia )
Gratuito (bambini e ragazzi under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Pass Palazzo Merulana e Pass Palazzo Merulana Young, membri ICOM, guide turistiche con patentino)

27 settembre 2025 dalle ore 16:00
PALAZZO MERULANA
Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e Coopculture, è lieto di ospitare uno degli eventi di FuoriMulti, rassegna all’interno del festival Multi – Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono.
Il Rione Esquilino si prepara ad accogliere, per la terza edizione consecutiva, il Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono, in breve MULTI.
Da giovedì 25 settembre fino a domenica 28 settembre Piazza Vittorio sarà al centro del festival delle culture, nato dalla sinergia tra Slow Food Roma e Lucy – Sulla cultura, che si prefigge di unire in un modo nuovo le culture, letterarie, musicali, coreutiche, e quelle gastronomiche del mondo.
Palazzo Merulana, uno dei poli culturali del rione, accoglierà il popolo di MULTI tra le sue sale mantenendo il dialogo con il festival grazie all’esposizione di un artista internazionale in mostra fino al 28 settembre 2025.
Infatti, la mostra Echi del tempo, personale dell’artista cinese Zhang Xiaotao, sarà visitabile gratuitamente a Palazzo Merulana sabato 27 settembre dalle ore 16.00 alle ore 20.00, proprio in occasione del FuoriMulti, rassegna all’interno del festival Multi – Viaggio alla scoperta delle culture e delle cotture che ci uniscono che si tiene al di fuori dei giardini di Piazza Vittorio.
La mostra, a cura dello storico dell’arte Andrea Romoli Barberini presenta delle profonde riflessioni per immagini realizzate da Zhang Xiaotao con le tecniche dell’animazione digitale e della pittura sui concetti di tempo, spazio, natura, spiritualità, condizione umana nella società contemporanea senza escludere anche riferimenti ai traumi, alle paure, alle nevrosi collettive.
Gli Echi del tempo sono pertanto da interpretare come il risuonare nella mente dell’artista delle esperienze condotte in diversi momenti e luoghi, anche lontani, della propria vita che assumono attraverso le immagini significati universali.
La particolare declinazione del recupero del racconto di Zhang Xiaotao si fonda su una memoria in cui fatti, situazioni e luoghi del proprio vissuto risuonano e riaffiorano nelle sue opere a immagine fissa o in movimento, come echi del tempo, per il loro carattere emblematico.
Zhang Xiaotao con la suggestiva e ricercata ambiguità di queste immagini presenta uno stato di fatto dalla valenza personale, collettiva e sostanzialmente planetaria, ma lo fa con una particolare attitudine, quasi con accorta moderazione, senza formulare severi giudizi e inappellabili sentenze.
L’artista si limita, qui, a raccontare discretamente per immagini, a rilevare attraverso il filtro della sua storia, del proprio sguardo e della propria necessità espressiva uno stato di fatto ampiamente condiviso che, garbatamente, interroga e sorprende, seduce e rivela, destabilizza e inquieta. E, serenamente, lascia che ciascuno tragga le proprie conclusioni.
***
Nota Biografica dell’artista
Zhang Xiaotao è nato a Chongqingin Cina, nel 1970.
Si è laureato presso il Dipartimento di Pittura a olio dell’Accademia di belle arti del Sichuan nel 1996. Ha conseguito un dottorato presso l’Accademia Centrale di belle arti di Pechino nel 2016. Professore ospite presso la City University di Hong Kong.
Ha partecipato alla 55a Biennale di Venezia, alla 7a Triennale di arte contemporanea Asia-Pacifico, alla 6a Biennale di Mosca.
Ha inoltre esposto presso la London Saatchi Gallery (UK), il Museo MAXXI di Roma (Italia), l’Aarhus Art Museum (Danimarca), l’Albright Knox Art Museum, New York (USA), Lucerne Art Museum (Svizzera)?
Nel 2008 ha vinto il “Premio Giovane Artista Cinese dell’Anno”
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«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
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