Dal 3l 15 novembre 2025
VILLA ALTIERI
Da Piero a Pier Paolo
Un viaggio tra arte e cinema nel nome di Pasolini
Dal 3l 15 novembre 2025
VILLA ALTIERI
Un viaggio tra arte e cinema nel nome di Pasolini
Dal 31 ottobre all’8 novembre 2025
MUEF ART GALLERY
Mostra di

Dal 31 ottobre al 6 novembre 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6
Mostra fotografica di
Nel buio, prima ancora della luce, c’è una verità che pulsa. Una verità cruda, non filtrata, che non ha bisogno di spiegarsi per esistere. È lì che Alessandro Negrini affonda lo sguardo. È lì che nasce Out of Dark: non una semplice serie fotografica, ma un viaggio viscerale nell’ombra che precede ogni rinascita.
Non si tratta di ritratti, non nel senso tradizionale. Le immagini di Negrini non ritraggono: accolgono. Ascoltano. Offrono spazio. Ogni scatto è un atto di restituzione, una finestra aperta sul corpo quando smette di difendersi e inizia a raccontarsi. Pelle, carne, sguardo: tutto parla, tutto pulsa, tutto chiede ascolto.
Nel suo approccio, Alessandro Negrini, fotografo e performer, costruisce una relazione profonda e orizzontale con chi sta davanti all’obiettivo. Il set non è un palcoscenico, ma un rifugio. La luce non serve a mettere in mostra, ma a far emergere. È una luce che avvolge senza invadere, che accarezza senza forzare, che si lascia attendere. Una luce che ha conosciuto il buio, e proprio per questo lo rispetta.
Out of Dark…
…è un lavoro che parla a chi ha attraversato la notte e ha deciso, nonostante tutto, di non scomparire. Ustioni, cicatrici, crepe: non c’è estetizzazione del dolore, ma estetica dell’onestà. Ogni corpo ritratto è un documento vivente, un paesaggio emotivo, una soglia tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In queste immagini si respira la fragilità di chi ha sofferto, ma anche la forza ruvida di chi ha scelto di esistere lo stesso.
C’è una dimensione etica, quasi spirituale, in questo lavoro. Negrini non cerca la posa perfetta, ma l’attimo autentico. Non forza, ma lascia accadere. Come se ogni fotografia fosse il risultato di un patto silenzioso tra due presenze: chi si offre e chi guarda. Il corpo non è oggetto da ammirare, ma soggetto che interpella.
Queste fotografie non chiedono consenso. Non seducono. Non compiacciono. Esistono. E nel loro esistere, ci ricordano che anche noi possiamo scegliere di venire out of dark: non con clamore, ma con presenza. Con la dolcezza brutale di chi ha imparato a mostrarsi, pur sapendo il rischio. Con la luce che ci è rimasta. O con quella che stiamo ancora cercando.
Perché uscire dal buio non è mai un traguardo. È un gesto. È un inizio.
Website artista: alexnerophoto.com
Dal 31 ottobre al 6 novembre 2025
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
ITSLIQUID Group è lieta di annunciare l’apertura della mostra personale “A NEW CIRCLE IN THE SPIRAL OF THE MIND” di RESETIVISM / Irena Vujanović, a cura di Luca Curci e coordinata da Amaride Ferrante, che inaugurerà il 31 Ottobre 2025 alle ore 18:00 presso Medina Art Gallery a Roma. La mostra terminerà il 6 Novembre 2025.
Irena Vujanović, artista serba residente negli Stati Uniti, è la fondatrice di un innovativo approccio artistico noto come RESETIVISM, che approda ora per la prima volta in Italia, a Roma. La mostra propone al pubblico un’immersione in un linguaggio visivo radicalmente contemporaneo, in cui pittura tradizionale e arte digitale si fondono in una narrazione potente e polisemica.
…è il nome del linguaggio visivo e filosofico sviluppato da Vujanović: una forma espressiva che “resetta” il passato per trasformarlo nel presente, sovrapponendo colore e pixel, memoria e materia, poesia e tecnologia. Attraverso opere realizzate con strumenti digitali ma profondamente radicate nella pittura, l’artista ridefinisce la comunicazione visiva nell’era dei social media e dell’informazione istantanea.
La serie presentata in mostra prende il titolo da una poesia dell’artista stessa, “Novi krug u spirali uma” (Un nuovo cerchio nella spirale della mente), una riflessione intensa sul rinnovamento ciclico, dove parole e immagini si fondono per raccontare l’evoluzione continua dell’identità e della percezione. In questo dialogo poetico e visivo, Irena Vujanović esplora l’idea che nulla nell’esperienza umana sia mai davvero lineare o definitivo. La vita si sviluppa a spirale: ritorna, si riformula, si risveglia.
Ogni opera rappresenta un nuovo inizio: un palinsesto di silenzi, memorie e intuizioni. La stratificazione di elementi digitali e pittorici riflette i livelli emotivi e psicologici che ciascuno di noi porta dentro di sé. Le immagini diventano una forma di poesia visiva, capace di esprimere ciò che il linguaggio verbale non riesce a comunicare: i mutamenti invisibili del pensiero, gli echi silenziosi della memoria, le metamorfosi impercettibili della coscienza.
In questo modo, la serie non solo dissolve il confine tra poesia e arte visiva, ma invita lo spettatore a entrare in uno spazio meditativo, dove la percezione è fluida, il tempo è elastico e la trasformazione è costante.
Dal 30 ottobre al 12 novembre 2025
Dal 27 ottobre al 23 novembre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
Arduino Cantàfora, architetto e pittore, è una figura centrale nella cultura europea contemporanea. Allievo di Aldo Rossi, ha sviluppato un linguaggio visivo sospeso tra realtà e sogno, dove architettura, memoria e narrazione si fondono in una dimensione evocativa. Attento studioso del passato, dialoga con la classicità valorizzando il genius loci e risvegliando l’anima dei luoghi, secondo una visione che richiama James Hillman. Docente in prestigiosi atenei, con il suo pensiero visivo ha influenzato generazioni di architetti. Nelle pieghe del suo lavoro traspare la volontà di depositare – per parafrasare Calvino nelle Lezioni americane – “quella leggerezza” che consente di comprendere il suo modo di vedere il mondo. Cantàfora raccoglie l’eredità di Sironi e de Chirico, reinterpretandola secondo il concetto di “corrispondenze” tanto caro a Baudelaire. I suoi luoghi, privi di figure umane, evocano atmosfere sospese come nel Deserto dei Tartari di Buzzati. Il suo mondo poetico, intriso di mito e sogno, si comprende solo attraverso il suo modo di vedere. La mostra intende celebrare proprio questa originalità di sguardo, la sua visione poetica e il suo contributo artistico e intellettuale nel concepire “luoghi” come perfette sovrapposizioni di architettura e arte. La mostra celebrara proprio questa originalità di sguardo, la sua visione poetica e il suo contributo artistico e intellettuale nel concepire “luoghi” come perfette sovrapposizioni di architettura e arte.
a cura di
Luca Ribichini e Anna Cantàfora
evento promosso da
Casa dell’Architettura
Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Dal 20 al 25 ottobre 2025
Dal 20 al 25 ottobre Roma si trasforma in un grande palcoscenico dedicato all’arte contemporanea. Rome Art Week 2025 celebra la sua decima edizione con un programma diffuso che coinvolge artisti, curatori, gallerie, fondazioni e spazi indipendenti in tutta la città.
Per sei giorni, mostre, performance, installazioni e incontri aprono le porte al pubblico, offrendo un viaggio gratuito attraverso la creatività contemporanea romana e internazionale. Ogni quartiere diventa parte di una rete che connette studi d’artista, gallerie storiche e nuovi spazi emergenti, costruendo un dialogo aperto tra le diverse anime dell’arte.
Rome Art Week è un progetto collettivo e indipendente che promuove la cultura come bene condiviso e accessibile, un’occasione per scoprire nuovi talenti, approfondire linguaggi e vivere Roma in una prospettiva diversa: quella dell’arte che abita la città.
Le gallerie e gli artisti che espongono all’Esquilino
Dal 15 al 28 ottobre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
a cura di Gianluca Marziani
Questi lavori di Remo Remotti sono un leggiadro cortocircuito tra spazio e tempo, un dialogo cosciente tra un tempo immobile – le cartoline di un Vaticano che sfida i secoli – e un presente creativo che, a sua volta, proiettava Remo nei ricordi bambineschi della sua Roma borghese di metà Novecento, quando tra periferia e centro esisteva una distanza incolmabile di ambizioni e modi. Collage che narrano le zone “aristocratiche” del pensiero remottiano, il culto per una levità che si asciugava mentre stilizzava le silhouette, il segno da illustratore che conosceva il disegno prima della pittura, il lessico sociale di chi amava gli umani, senza mai nascondere il fastidio cronico per la retorica di facciata. Questi tesori cartacei, a metà tra l’oggetto concettuale (John Baldessari faceva qualcosa di simile) e la poesia disegnata, scrigni di un sentore borgesiano che s’insinuava nel turismo prima delle orde da pullman, sono un racconto di tempi perduti dentro un Vaticano che continua il suo ballo eterno, sul filo di quel giradischi barocco che è la piazza dove tutti camminano, molti pregano e solo alcuni – come il fantasma centenario di Remo – ballano tuttora senza fermarsi, sotto un cielo di stelle stroboscopiche.

Dal 15 al 26 ottobre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
In occasione della Festa del Cinema di Roma torna per la quarta edizione Proiezioni, la rassegna curata dalla Casa dell’Architettura ricca di film, convegni, mostre, presentazioni editoriali e talk. L’edizione 2025 è incentrata sul dialogo tra cinema e architettura e diretta a indagare la città con uno sguardo privilegiato su Roma come scenografia urbana di vita quotidiana.
Il programma
Dall’11 ottobre al 16 novembre 2025
ACQUARIO ROMANO – CASA DELL’ARCHITETTURA
La mostra rappresenta l’esito di un percorso avviato con le tre edizioni di Featuring the Sculpture Habitat, ospitate presso la Casa dell’Architettura. Le precedenti rassegne hanno indagato l’attualità della scultura attraverso il dialogo con l’architettura, a partire dall’edificio stesso, oggetto di un significativo intervento di riuso, approfondendo il rapporto tra scultura, corpo e lavoro manuale in un’epoca segnata dalla crescente volatilità del rapporto con la materia. La nuova edizione esplora la conquista dello spazio da parte della scultura. Non nello spazio urbano, spesso sottratto all’arte plastica dall’architettura, ma nell’hortus, il locus conclusus: uno spazio raccolto dove la natura è presente ma regolata e la scultura si fa ponte tra natura e architettura. Le opere di Davide Dormino, Alessia Forconi, Fulvio Merolli, Stefania Pennacchio e Giacomo Rizzo affrontano il tema secondo linguaggi e sensibilità differenti: dall’attivismo politico all’arte pubblica, dalla nostalgia per l’armonia perduta alla riflessione sulla modernità e sulla natura.
a cura di Andrea Guastella e Fulvio Merolli
evento promosso da
Casa dell’Architettura
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