Un progetto espositivo che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca pittorica, restituendo la coerenza e la forza di un percorso tra i più personali del panorama artistico italiano del secondo Novecento.
«Amo i colori dello spettro solare perché penso che dai loro contrasti nascano forti emozioni. E la mia è una pittura di emozioni e di mistero. Prediligo la notte, in cui ogni cosa diventa incerta e vaga, si sfalda e si moltiplica in innumerevoli possibilità espressive» Irma Costa
Il percorso espositivo avrà inizio nella gallery di Via Merulana 220, configurandosi come un’esperienza di attraversamento fisico e concettuale: ogni galleria corrisponde a un periodo distinto del lavoro dell’artista, stimolando il pubblico a cogliere l’evoluzione del linguaggio pittorico in relazione al tempo, alla memoria e alla trasformazione del segno e del colore. Ciascuna delle tre fasi dell’itinerario è accompagnata da un’introduzione critica di Giulia Majer, pensata come guida alla lettura delle opere e come strumento di connessione tra le diverse stagioni della ricerca dell’artista. Dagli esordi segnati dal disegno e dall’incisione, alla stagione lirica del colore e dell’acquerello, fino alle opere più recenti, in cui il gesto pittorico si fa energia e tensione dinamica, il percorso restituisce continuità e coerenza, offrendo uno sguardo complessivo su decenni pratica artistica.
La pittura di Irma Costa…
…nasce da un elemento reale – il paesaggio, il mare, la città – ma si allontana da ogni intento descrittivo per trasformarsi in visione interiore. Spazi immensi, cieli notturni, orizzonti larghi e città metafisiche diventano luoghi di attesa, sospesi tra memoria, sogno e immaginazione. Il colore, usato in funzione espressiva, e il segno, essenziale e vibrante, costruiscono un equilibrio rigoroso, capace di trattenere l’emozione senza mai dissolversi nel caos.
Nel corso degli anni, numerosi critici hanno riconosciuto la forza e l’autonomia del suo linguaggio. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Franco Grasso, Giovanni Selvaggi, Guido Giuffré, Duccio Trombadori, Dario Micacchi, Enzo Di Martino, Guido Montana, Mario Lunetta, Stefania Severi, sottolineando la capacità dell’artista di muoversi tra lirismo e rigore, tra memoria del reale e tensione astratta, mantenendo sempre una cifra espressiva personale e riconoscibile.
La mostra sviluppa un attraversamento unitario, non configurandosi come una (semplice) scansione cronologica: un viaggio nella pittura intesa come atto vitale, come spazio di libertà, fedele a se stessa al di là di mode e compromessi.
Per accedere alla visita virtuale della casa dell’artista, clicca qui:
L’Associazione di promozione sociale TRAleVOLTE è lieta di invitarvi venerdì 13 febbraio ore 18:00 alla mostra personale di Stefania Fabrizi dal titolo “Chiacchiericcio”, a cura di Carmine Sorrentino che si svolgerà presso gli spazi dell’Associazione in Roma.
Ci sono voci che non cercano risposta, parole che rimbalzano come palline di vetro in una stanza senza finestre. È il chiacchiericcio: il rumore di fondo dell’anima contemporanea, un coro disordinato che pretende attenzione senza mai offrire ascolto.
Sul primo velo i volti si cercano, si sfiorano, si parlano addosso. Bocche sospese nel gesto eterno del dire, sguardi che non si incontrano mai davvero.
È una folla senza corpo, un mercato di pensieri consumati, la mente che si moltiplica fino a perdersi. Come nei bar, come per strada, come dentro di noi quando il silenzio fa paura.
Papa Francesco lo ha chiamato peste: il chiacchiericcio infetta, scava, distrae, sottrae profondità alle cose vere.
Sul secondo velo il mondo tace. Un neonato galleggia nel mare come in un grembo originario. Intorno, i pesci — creature del silenzio — scivolano in una lingua che non ferisce, non interrompe, non pretende.
Qui il rumore si dissolve. La parola non è ancora nata e proprio per questo la vita è intera.
Resta il tempo lento della creazione. Resta il respiro: un velo che entra, uno che esce.
Nel mezzo si apre un passaggio. Da una parte il mondo che parla senza sapere, dall’altra il mare che tace e genera. Attraversarlo significa scegliere se restare eco o tornare voce.
Nel mezzo si tende la nostra scelta quotidiana: restare prigionieri del frastuono o attraversare il silenzio per tornare a nascere e ascoltare ciò che davvero siamo.
Stefania Fabrizi è nata a Roma dove vive e lavora. L’artista utilizza il disegno, la pittura su tela e la pittura murale come strumenti di illuminazione e di trasfigurazione del reale, capaci di scavare nel profondo per giungere oltre le apparenze legate alla visione. I soggetti da cui Stefania Fabrizi trae spunto sono generalmente scene di vita quotidiana, da lei colte in precedenza attraverso scatti fotografici, o che desume da fotogrammi di film, fumetti, immagini fantasy e digitali. Nel 2014 realizza il murale I Guerrieri della Luce presso il MAAM di Roma. Ha realizzato murales e workshop in Italia e all’estero Ha partecipato a mostre personali, collettive e pubbliche in Italia e all’estero.
Murales: I’Ultima Battaglia, MAAM, Roma; Oro, Casalciprano, Campobasso; Il seme verde, Cerro al Volturno, Isernia; Tutte le Rose, Cerro al Volturno, Isernia; Umm Kulthum, City of the Dead, Cairo, Egitto; Orfanatrofio della Human Fraternity Foundation, New Cairo, Egitto.
Workshop:
Discipline Pittoriche all’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli, Libia; Con i bambini della City of the Dead, Cairo, Egitto; Con i bambini all’Università del Molise, Campobasso.
INFO
Data vernissage: venerdì 13 febbraio 2026 ore 18.00
Mostra personale di Stefania Fabrizi “Chiacchiericcio”
A cura di Carmine Sorrentino
Durata esposizione: dal 13 febbraio al 31 marzo 2026
Luogo: TRAleVOLTE APS – Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 Roma
dal lunedì al venerdì ore 16:00-19:00
Per ulteriori informazioni
TRAleVOLTE Associazione di promozione sociale
Direzione: Francesco Pezzini
Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 Roma
L’Esquilino diventa punto di partenza e luogo di dialogo: un quartiere complesso e multietnico, riscoperto attraverso la fotografia. Ma “KENE mette Radici” è anche un progetto a cui puoi prendere parte: durante la mostra sarà possibile contribuire alla creazione di un’opera collettiva, un mosaico fotografico partecipato. Un invito a creare legami, intrecciare storie, mettere radici.
Studio KENE – Via Giusti 24, Roma
La mostra è visitabile venerdì e sabato dalle 14:30 alle 20:00 o su appuntamento
email: studiokeneroma@pianoterra.net
Il progetto è promosso dal Museo MACRO, nell’ambito della rassegna UNAROMA OFF, la sezione diffusa nella città che invita alcuni spazi indipendenti romani a realizzare, con il supporto del museo, progetti sul territorio. UNAROMA, inaugurata l’11 dicembre, è la grande collettiva che restituisce l’immagine di un panorama artistico romano ibrido, diversificato e generativo.
Palazzo Merulana è lieto di presentare Contenuti per la cura, Opere di Cecilia Cocco e Daniela Flores mostra a due voci a cura di Giovanna Zabotti, con la produzione e l’organizzazione dell’Associazione Cultura360.
La mostra, che sarà aperta al pubblico dal 6 febbraio al 15 marzo 2026, si concentra sul dialogo tra le due artiste intorno al tema della cura, intesa come attenzione, disponibilità, accoglienza.
Cecilia Cocco sviluppa un linguaggio artistico sospeso tra sogno e realtà, dove l’ambiguità diventa strumento di suggestione. Le sue opere non raccontano, ma evocano: mondi silenziosi abitati da figure enigmatiche e oggetti fuori uso, diventati poetici proprio perché privati della loro funzione. Il passato non è per lei nostalgia, ma una fonte di grazia perduta. Oggetti e situazioni inusuali, isolati dal loro contesto, si trasformano in simboli di una realtà amplificata dove piccoli dettagli confondono l’ordinario e aprono a nuove possibilità percettive. “Non dipingo ciò che comprendo, ma ciò che mi somiglia”, afferma l’artista. Il suo lavoro vive nel contrasto tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e ilsurreale. L’incomprensibile non è un limite, ma una presenza poetica che invita lo spettatore a rallentare e a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile, misteriosa e inattesa.
Classe 2001, friulana, Cecilia Cocco è una giovane artista, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che, come vincitrice del concorso Artefici del Nostro Tempo, ha esposto al Padiglione Venezia nell’edizione della Biennale Arte 2024 (Sestante Domestico) con l’opera Continental Breakfast.
Attraverso la fotografia Daniela Flores indaga il tema della cura come attenzione al dettaglio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che normalmente sfugge. Le crepe, il tempo e la cura. Guardare il mondo da diverse prospettive, aiuta ad allargare gli orizzonti, a valutare le cose in modo diverso, ad osservare e guardare con occhi attenti, anche quelle parti che spesso sottovalutiamo. Guardare in modo diverso aiuta a trasformare le crepe, da distruzione a possibilità; d’altronde è ciò che fa il tempo. Ricompone i pezzi, lasciandone le giunzioni; esse sono parte della storia, parte del tempo. La cura è proprio questo. Avere la premura attraverso il silenzioso ma potente sostegno del tempo, di tutte quelle cose che basterebbe osservare con prospettiva diversa per rendersi conto di essere potenzialità, di essere nascita, di essere nuovo o semplicemente altro. Proprio come avvenne per il Palazzo Merulana, da palazzo d’igiene demolito a museo, da cura del corpo a cura dell’anima. Il mondo è in continuo movimento e lo sguardo segue il viaggio.
In mostra sarà presente anche un intervento di Matteo Giardiello, L’arte in backstage. Giardiello ritrarrà le artiste mentre lavorano (4 scatti esposti) per un intreccio tra arte ed esperienza vissuta che diventa racconto in atto.
Cecilia Cocco nasce il 6 ottobre 2001 in provincia di Udine. Dopo aver frequentato il corso di Grafica presso il liceo artistico della stessa città, si trasferisce a Venezia per seguire il corso di Laurea Triennale in Pittura all’Accademia di Belle Arti, dove si diploma nel febbraio 2025. Nel 2024 vince il primo premio della categoria Pittura al concorso indetto dal Comune di Vene- zia Artefici del nostro Tempo e l’opera vincitrice viene ospitata all’interno per Padiglione Venezia in occasione della 60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la Biennale Arte Stranieri Ovunque. Attualmente le è stato assegnato uno studio presso l’Emeroteca dell’Arte di Mestre, una residenza artistica nata dalla collabora- zione tra Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia. Ha esposto come primo artista per inaugurare lo spazio Vernice a Roma.
Daniela Flores è un’artista e fotografa con base a Roma. Creativa, versatile e attenta ai dettagli, affianca alla ricerca artistica una solida capacità organizzativa e di problem solving, maturata attraverso esperienze espositive, progettuali e collaborative. Diplomata con il massimo dei voti al Liceo Artistico Donato Bramante di Roma, frequenta attualmente l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel corso di Decorazione – Arti visive per gli spazi architettonici e il paesaggio. Il suo lavoro spazia dalla fotografia alla grafica, dalla progettazione di murales alla creazione di loghi e packaging personalizzati. Ha partecipato a diverse mostre ed eventi artistici, tra cui Identità Erranti (2024), The Vice (2025), la collettiva Oltre presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Rome Art Week 2024. È inoltre coinvolta in progetti interdisciplinari come NEXUSART per Manifesta Barcellona2024 e in collaborazioni con MAUPAL ARTIST e ABA Roma.
L’Associazione ha per scopo la organizzazione e la gestione di iniziative in ambito nazionale ed internazionale finalizzate alla promozione della cultura e dell’arte. Il nostro obiettivo è valorizzare i beni culturali di interesse artistico e storico, attraverso la conservazione, il restauro, la manutenzione, la promozione dell’arte, del restauro e delle espressioni artistiche.
Si occupa di promuovere talenti nel settore dell’arte contemporanea, della musica e dell’audiovisivo, di progettazione e di produzione di cortometraggi, lungometraggi e spot pubblicitari, progettazione e produzione di eventi culturali, ivi compreso rappresentazioni teatrali e cinematografiche nonchè edizione di libri e riviste.
MOSTRA VISITABILE CON BIGLIETTO D’INGRESSO PALAZZO MERULANA
Mercoledì-venerdì 12.00-20.0o
sabato e domenica 10.00-20.00
Il 31 gennaio 2026 Hyunnart Studio presenta la mostra personale di Virginia Carbonelli, artista romana specializzata in calcografia e tecniche di stampa tradizionale e sperimentale.
Le incisioni in mostra sono paesaggi onirici, mappe di immagini nutrite dalla mutazione emotiva dell’artista, in grado di intraprendere imprevedibili percorsi, come negli eleganti tratteggi delineati su matrici di rame o nelle sperimentazioni segniche su polimetacrilato.
Siamo di fronte a un alfabeto grafico astratto in continuo rinnovamento, dove i segni solcano un’infinità di altri segni, punti, linee e tracciati multiformi, che hanno origine dalle esperienze e dai luoghi vissuti filtrati dalla memoria dell’artista.
Insieme ai lavori calcografici e ai monotipi, l’artista presenta per la prima volta una serie di xilografie intitolata Spazi interni. In questo caso vengono esposte sia le stampe sia le matrici incise che le hanno generate.
Nelle xilografie, le linee tracciate sulla superficie lignea rimarcano le venature e le potenzialità espressive dell’elemento naturale, rievocando il vitalismo dell’universo femminile, inteso come femminile interiore … Si palesano anche graffi, crepe, ferite, che non sono lacerazioni da rimarginare, ma cave da esplorare. Lo scavo del legno diventa metafora del profondo. Eppure, nelle opere non prevale mai il senso del dramma, forse la vena malinconica dell’artista che riflette sulla natura e sull’esistenza.
Corsi di arte online
Conclude il percorso espositivo un’opera site-specific ideata su sollecitazione dell’artista Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio.
Virginia Carbonelli – Spazi interni
testo di Simona Pandolfi
31 gennaio – 7 marzo 2026
Inaugurazione sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00
Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
La pittura di Angela Thouless nasce da un gesto istintivo e continuo, sviluppato nel corso di oltre vent’anni di ricerca tra pittura e linguaggio urbano. Formata ad Aberdeen, dove vive e lavora, l’artista trova un momento decisivo nel 2012, quando l’incontro con la street art di Amsterdam segna una svolta nella sua pratica: il muro diviene spazio espressivo e la bomboletta spray strumento di libertà e sperimentazione.
Le opere in mostra si configurano come paesaggi mentali in trasformazione, in cui maschere rituali, figure simboliche ed elementi della quotidianità contemporanea convivono in composizioni dense e vibranti. Culture lontane si incontrano, dando vita a un linguaggio visivo che supera confini geografici e temporali. Il colore occupa un ruolo centrale nella ricerca: intenso, contrastato e diretto, attiva lo spazio dell’opera e coinvolge lo spettatore in modo immediato. In questo equilibrio tra spontaneità e controllo, gioco e consapevolezza, il gesto pittorico si fa esperienza sensoriale.
Influenzata dall’Espressionismo tedesco, dall’arte primitiva e dalla street art…
…Angela Thouless costruisce un universo visivo in cui il gesto pittorico è diretto e quasi fisico. La forza decorativa delle immagini si intreccia a una tensione simbolica e narrativa che rimanda a una dimensione collettiva e ancestrale, in cui l’immagine non descrive ma evoca, lasciando emergere ciò che pulsa sotto la superficie. La mostra si presenta così come uno spazio di incontro e attraversamento, in cui istinto e memoria, passato e presente, individuo e collettività dialogano apertamente. Un’esperienza visiva che invita lo spettatore a lasciarsi coinvolgere da un linguaggio pittorico libero e vitale, capace di parlare allo sguardo contemporaneo.
Dal 23 al 29 Gennaio 2026 Medina Art Gallery presenta “Signal & Silence”, la mostra collettiva del progetto curatoriale internazionale The Almanac Management di Danielle Sher con artisti da tutto il mondo che presenteranno pittura ad olio e scultura nella gallery di Via Angelo Poliziano 32-34 a Roma.
This isn’t just an art show, it’s a signal. Il progetto curatoriale internazionale “The Almanac Management” lancia così la prima mostra europea: “Signal & Silence” a Roma.
In un tempo di rumore digitale, i curatori sviluppano punti di incontro fuori dai feed social, per artisti emergenti internazionali. Per connettersi, disconnettersi e scoprire significati attraverso l’Arte. Ci si chiederà cosa significhi connettersi realmente, esplorando quello spazio dove il significato indugia e il silenzio parla.
Il periodo espositivo sarà caratterizzata da talk, conversazioni, workshop e riflessioni condivise.
Artisti in mostra:
Anastasia Krivolapova Avraham Vofsi Danielle Sher Dominika Sikora Emma Garay Gaia Yoel Mindy Paskil Pablo Rojas Pittaluga Ralph Lee Ruth Feurstein Urška Lončar Yonatan Ron Zane Shersher
Il Muef ArtGallery è lieto di presentare la mostra dal titolo “Ieri ho salvato il mondo”. Dal 24 al 31 gennaio 2026 Inaugurazione sabato 24 gennaio 2026 ore 17.30 Artisti partecipanti: Sandro Bonforti, Bruno Bufalino, Paolo Casicci, Giovanna Cataldo, Anna De Angelis, Alexander L. Di Meglio, Hafiza, Mario La Carrubba, Ruggero Lenci, Franco Maruotti, Luisa Mazzullo, Lina Morici, Viviana Pallotta, Elio Rizzo. “La bellezza salverà il mondo”, scrive Dostoevskij ne “L’Idiota”, affidando all’arte la capacità di trasformare la realtà senza imporle una forma, ma donandole la dimensione del possibile. Di fronte a un presente segnato da crisi ambientali, conflitti, smarrimenti identitari e un sovraccarico visivo, la bellezza non appare più un rifugio, ma un campo di battaglia. Il titolo, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama dell’esistente. La mostra esplora questa tensione, chiedendosi cosa significhi oggi per un’artista assumere la responsabilità — o l’illusione — di incidere sul reale. Le opere riunite, nella loro unicità e nel loro esporsi, sono di per sé stesse azioni che riparano all’inerzia del nostro quotidiano. Alcune ricostruiscono, altre sottraggono; alcune interrogano il linguaggio delle immagini, altre propongono nuovi immaginari; tutte, però, condividono una stessa urgenza: esercitare una forma di cura critica verso il mondo, un atto di immaginazione responsabile. “Ieri ho salvato il mondo” è dunque un invito a considerare l’arte, non come mero abbellimento, ma come essenza ed esercizio del vivere, in cui la bellezza coincide con l’armonia, ma anche con la capacità di fare attrito. Una bellezza che salva l’idea, il gesto, l’istante d’emozione e riflessione. Forse è abbastanza. Forse è già un modo di salvare il mondo.
“The Shape of Tomorrow” si inserisce nel vivace dialogo contemporaneo tra materia, colore e trasformazione emotiva. La pittura astratta di Małgorzata Rita Kowalska, profondamente radicata nella tradizione espressionista e divisionista, esplora le dinamiche della luce e del colore, trasformando ogni tela in un paesaggio interiore in continuo mutamento. I suoi lavori, spesso realizzati con tecniche miste, combinano pigmenti saturi e applicazioni materiche vibranti per creare superfici tattili e cariche di energia. In questa nuova serie, l’artista ci invita a intraprendere un viaggio nel cuore della trasformazione: le sue opere non rappresentano semplicemente la realtà, ma sospendono il tempo, cristallizzando momenti di passaggio tra ciò che è e ciò che sta per nascere. Ogni composizione emerge come un territorio emotivo, in cui forme fluide e materiali cromatici dialogano tra loro, sfidando la percezione dello spettatore e stimolando riflessioni sul nuovo, sull’ignoto, sulla possibilità di cambiamento.
Il colore diventa sostanza emotiva…
…i pigmenti densi e vibranti non solo modulano la superficie delle tele, ma definiscono l’energia stessa dei passaggi rappresentati. Kowalska lavora con sapienza le giustapposizioni cromatiche – dall’incontro improvviso di rossi incandescenti e blu profondi ai dialoghi delicati tra gialli eterei e verdi muschiati – restituendo la complessità emotiva di ogni mutamento.Lo spettatore viene così immerso in un’esperienza quasi sinestetica, in cui contrasti visivi e risonanze interiori parlano di attesa, coraggio e della promessa luminosa di un futuro ancora informe.
“The Shape of Tomorrow”…
…non è solo una mostra: è un invito a condividere il passo verso ciò che verrà, a percepire e vivere il momento della transizione, a guardare oltre i confini consolidati della percezione e del pensiero.La luce, il colore e il contrasto, elementi ricorrenti nella pratica di Kowalska, guidano lo sguardo e aprono uno spazio di riflessione, contemplazione e immaginazione. La mostra diventa così un terreno condiviso di esplorazione, dove arte e vita si intrecciano nel segno della speranza, della scoperta e della trasformazione.
Entrare nel mondo di Małgorzata Rita Kowalska…
…significa accettare la sfida di perdersi per poi ritrovarsi. Tra strati di materia e bagliori improvvisi, la mostra vuole essere un augurio: che ognuno possa scoprire, in questi paesaggi dell’anima, il proprio orizzonte di luce. Un invito a non temere il cambiamento, ma a viverlo con la stessa forza ed eleganza dei suoi colori.