Dal 25 marzo al 14 maggio 2026
MUSEO NAZIONALE ROMANO – TERME DI DIOCLEZIANO
Metamorphoses. L’Arte che trasforma
Mostra di
WU Jian’an

Il comunicato stampa
Dal 25 marzo al 14 maggio 2026
MUSEO NAZIONALE ROMANO – TERME DI DIOCLEZIANO
Mostra di

Il comunicato stampa
Dal 14 marzo al 24 aprile 2026
HYUNNART STUDIO
In mostra una serie di dipinti ad olio, realizzati sin dal 1993 fino alle più recenti tele del 2026, in cui si denota una progressiva predilezione per l’astrazione lirica e per il tema del paesaggio, divenuto protagonista assoluto della sua poetica. “La natura è percepita, non come realtà statica e stabile, ma come fenomeno in continuo movimento. Rita Angelotti Biuso si compenetra con il paesaggio, attraverso pennellate rapide di colore, nervosamente sovrapposte in una spuma materica luminosa che si espande dalle ombre. Il colore giocato su variazione timbriche dense si fa segno ritmico, si apre su squarci di luce verticali decentrati, o scontorna un centro di spazio- luce”.
La ricerca dell’artista si fonda sulla necessità di arrivare in modo anarchico alla pittura, attraverso ripetute stesure di colore, continuamente ripensate, annullate, sperimentando anche linguaggi differenti: la scrittura (nel 2018 pubblica un piccolo libro “Scritti Incompiuti”), la poesia, l’assemblage, l’incisione. “Posso essere anarchica a trasformare la mia idea in corso d’opera e dopo mille ripensamenti tornare alla primigenia”, afferma l’artista.
Nelle opere di Rita Angelotti Biuso la vita e l’arte si sono fuse in una progressiva sedimentazione di emozioni e sovrapposte in una costante sperimentazione quotidiana del fare, che si rivelano anche nella sua abitazione/studio, dove sono raccolti numerosi oggetti realizzati con scarti del quotidiano, bottiglie di plastica, pezzi di legno, frammenti di carte colorate, ecc. Il percorso espositivo dello Hyunnart Studio cercherà di restituire alcune atmosfere dello studio dell’artista.
Rita Angelotti Biuso, Roma 1934, si diploma in scenografia nel 1957 con Toti Scialoja e Mario Rivasecchi.
Mostre in Italia, Germania, Romania. Vive a Roma.
Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com

Dal 21 al 27 marz 2026
MERCATO CENTRALE ROMA
L’esposizione “Giovani d’Oggi”
L’esposizione raccoglie 15 opere realizzate da giovani migranti e rifugiati, protagonisti della OPS! Academy 2025/26, che attraverso linguaggi artistici e narrazioni personali affrontano i temi delle discriminazioni, degli stereotipi e dell’inclusione.
Il titolo “Giovani d’Oggi” restituisce l’immagine di una generazione contemporanea consapevole, creativa e capace di incidere nel dibattito sociale. Le opere invitano il pubblico a riflettere sui meccanismi del pregiudizio e sull’importanza di includere pienamente nell’immaginario e nelle politiche giovanili anche chi vive in Italia dopo un percorso migratorio.
Il percorso espositivo propone un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di ascoltare le voci dei giovani protagonisti e immaginare, attraverso l’arte, possibili cambiamenti sociali.
Le opere nascono dal contest “DiscriminAZIONE”, promosso da UNICEF sulla piattaforma U-Report On The Movenel 2025, e sono state successivamente sviluppate con il supporto di tutor e studenti dell’Istituto Europeo di Design e della Scuola Holden.
La campagna OPS!
Dal 2021 la campagna OPS! – la tua Opinione, oltre ogni Pregiudizio e contro gli Stereotipi promuove inclusione, partecipazione ed empowerment giovanile attraverso percorsi formativi, arte e strumenti digitali.
Con OPS! Academy, oltre 500 adolescenti e giovani – in particolare migranti, rifugiati e minorenni stranieri non accompagnati – hanno partecipato negli anni a laboratori creativi e formativi dedicati al contrasto delle discriminazioni. La mostra rappresenta il momento pubblico conclusivo di questo percorso.
Dal 2 marzo al 3 maggio 2026
PALAZZO MERULANA
a cura di Umberto Croppi e Paolo Asti
La mostra si terrà dal 20 marzo al 3 maggio 2026 ed è prodotta dall’associazione Startè, fortemente voluta e condivisa dalla famiglia, propone una lettura del maestro e della sua poetica, tessuta da un intimo rapporto tra corporeità, spazio fisico e memoria storica.
Formatosi in principio nella città d’origine, La Spezia, approda a Roma agli inizi degli anni Settanta e apre uno studio in via delle Zoccolette, cominciando anche a frequentare la Stamperia Il Cigno, crocevia di artisti come Burri, Capogrossi e Afro, Marini, Gentilini, Guttuso e Fieschi e punto di riferimento per la Scuola Romana.
Roma rappresenta quindi il luogo della maturazione artistica e la mostra non è solo un tributo dovuto a un artista che ha lavorato nella capitale, imparato e, probabilmente, trasmesso esperienze e suggestioni, ma è anche un tassello che va a riempire un vuoto importante nel mosaico della storia dell’arte del Novecento.
Per la capacità di dialogo con i movimenti di pensiero, Vaccarone infatti occupa senz’altro un ruolo di primissimo piano nella storia dell’arte italiana e per la sua proiezione nel mondo. I riconoscimenti che gli sono stati attribuiti da suoi insigni colleghi (che in questo volume in parte riportiamo), oltre che dai maggiori critici, sono il riscontro dell’importanza della sua opera. Un’opera generosa, abbondante, come la sua carica umana, sorprendente ma sempre coerente, capace di assorbire le tendenze senza rimanerne prigioniera. Una storia, nella storia, che vale la pena essere raccontata e imparata.
Nella selezione delle opere esposte, dovuta anche alla meticolosa ricerca del suo amico e cultore, Paolo Asti, si è tentato di dar conto del suo percorso, concentrandosi sul suo periodo romano.
Esempi di opere giovanili introducono alla sua poetica: le Mitofanie, in cui rivela una capacità di trarre visioni dai materiali, con una precoce intuizione rispetto a ciò che avverrà, e un esempio di assemblage che testimonia il suo incontro con la poesia visiva.
Alcuni quadri in transizione (Adamo, 1971; Pescatore, 1971; Mosca cieca, 1972; Ermafrodito 1975) introducono alle esperienze successive, nelle quali vi è chiara tutta la sua maturità, non estranea all’ambiente culturale in cui questa parte della sua formazione si svolge. Il colore diventa materia, capace di conferire quel volume che, in altre creazioni, ha reso attraverso strati e spessori; l’individuazione dei temi è una sorta di dichiarazione del suo universo interiore e del suo sentire. I Gabbiani del suo Golfo e i Clochard dei margini della città ne sono i risvolti più densi di significato.
A testimoniare il suo impegno di incisore, viene esposta una rara copia della cartella In articulo amoris, emblematica tanto per la tecnica, quanto per il calembour del titolo, che attesta la sua inclinazione per il gioco semantico e il sentimento che lo anima.
Del suo passaggio romano e delle sue frequentazioni son prova i ritratti di personaggi famosi che esegue al tratto, cogliendone i caratteri con pochi, decisi segni.
Mostra visitabile con biglietto d’ingresso Palazzo Merulana
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Dal 27 febbraio al 5 marzo 206
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA 220
Mostra Antologica
Un progetto espositivo che ripercorre oltre sessant’anni di ricerca pittorica, restituendo la coerenza e la forza di un percorso tra i più personali del panorama artistico italiano del secondo Novecento.
«Amo i colori dello spettro solare perché penso che dai loro contrasti nascano forti emozioni. E la mia è una pittura di emozioni e di mistero. Prediligo la notte, in cui ogni cosa diventa incerta e vaga, si sfalda e si moltiplica in innumerevoli possibilità espressive» Irma Costa
Il percorso espositivo avrà inizio nella gallery di Via Merulana 220, configurandosi come un’esperienza di attraversamento fisico e concettuale: ogni galleria corrisponde a un periodo distinto del lavoro dell’artista, stimolando il pubblico a cogliere l’evoluzione del linguaggio pittorico in relazione al tempo, alla memoria e alla trasformazione del segno e del colore. Ciascuna delle tre fasi dell’itinerario è accompagnata da un’introduzione critica di Giulia Majer, pensata come guida alla lettura delle opere e come strumento di connessione tra le diverse stagioni della ricerca dell’artista. Dagli esordi segnati dal disegno e dall’incisione, alla stagione lirica del colore e dell’acquerello, fino alle opere più recenti, in cui il gesto pittorico si fa energia e tensione dinamica, il percorso restituisce continuità e coerenza, offrendo uno sguardo complessivo su decenni pratica artistica.
…nasce da un elemento reale – il paesaggio, il mare, la città – ma si allontana da ogni intento descrittivo per trasformarsi in visione interiore. Spazi immensi, cieli notturni, orizzonti larghi e città metafisiche diventano luoghi di attesa, sospesi tra memoria, sogno e immaginazione. Il colore, usato in funzione espressiva, e il segno, essenziale e vibrante, costruiscono un equilibrio rigoroso, capace di trattenere l’emozione senza mai dissolversi nel caos.
Nel corso degli anni, numerosi critici hanno riconosciuto la forza e l’autonomia del suo linguaggio. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Franco Grasso, Giovanni Selvaggi, Guido Giuffré, Duccio Trombadori, Dario Micacchi, Enzo Di Martino, Guido Montana, Mario Lunetta, Stefania Severi, sottolineando la capacità dell’artista di muoversi tra lirismo e rigore, tra memoria del reale e tensione astratta, mantenendo sempre una cifra espressiva personale e riconoscibile.
La mostra sviluppa un attraversamento unitario, non configurandosi come una (semplice) scansione cronologica: un viaggio nella pittura intesa come atto vitale, come spazio di libertà, fedele a se stessa al di là di mode e compromessi.
Per accedere alla visita virtuale della casa dell’artista, clicca qui:
Dal 13 febbraio al 31 marzo 2026
TraLeVolte APS
Inaugurazione venerdì 13 febbraio 2026 ore 18:00
L’Associazione di promozione sociale TRAleVOLTE è lieta di invitarvi venerdì 13 febbraio ore 18:00 alla mostra personale di Stefania Fabrizi dal titolo “Chiacchiericcio”, a cura di Carmine Sorrentino che si svolgerà presso gli spazi dell’Associazione in Roma.
Ci sono voci che non cercano risposta, parole che rimbalzano come palline di vetro in una stanza senza finestre. È il chiacchiericcio: il rumore di fondo dell’anima contemporanea, un coro disordinato che pretende attenzione senza mai offrire ascolto.

Sul primo velo i volti si cercano, si sfiorano, si parlano addosso. Bocche sospese nel gesto eterno del dire, sguardi che non si incontrano mai davvero.
È una folla senza corpo, un mercato di pensieri consumati, la mente che si moltiplica fino a perdersi. Come nei bar, come per strada, come dentro di noi quando il silenzio fa paura.
Papa Francesco lo ha chiamato peste: il chiacchiericcio infetta, scava, distrae, sottrae profondità alle cose vere.
Sul secondo velo il mondo tace. Un neonato galleggia nel mare come in un grembo originario. Intorno, i pesci — creature del silenzio — scivolano in una lingua che non ferisce, non interrompe, non pretende.
Qui il rumore si dissolve. La parola non è ancora nata e proprio per questo la vita è intera.
Resta il tempo lento della creazione. Resta il respiro: un velo che entra, uno che esce.
Nel mezzo si apre un passaggio. Da una parte il mondo che parla senza sapere, dall’altra il mare che tace e genera. Attraversarlo significa scegliere se restare eco o tornare voce.
Nel mezzo si tende la nostra scelta quotidiana: restare prigionieri del frastuono o attraversare il silenzio per tornare a nascere e ascoltare ciò che davvero siamo.

Stefania Fabrizi è nata a Roma dove vive e lavora. L’artista utilizza il disegno, la pittura su tela e la pittura murale come strumenti di illuminazione e di trasfigurazione del reale, capaci di scavare nel profondo per giungere oltre le apparenze legate alla visione. I soggetti da cui Stefania Fabrizi trae spunto sono generalmente scene di vita quotidiana, da lei colte in precedenza attraverso scatti fotografici, o che desume da fotogrammi di film, fumetti, immagini fantasy e digitali. Nel 2014 realizza il murale I Guerrieri della Luce presso il MAAM di Roma. Ha realizzato murales e workshop in Italia e all’estero Ha partecipato a mostre personali, collettive e pubbliche in Italia e all’estero.
Murales: I’Ultima Battaglia, MAAM, Roma; Oro, Casalciprano, Campobasso; Il seme verde, Cerro al Volturno, Isernia; Tutte le Rose, Cerro al Volturno, Isernia; Umm Kulthum, City of the Dead, Cairo, Egitto; Orfanatrofio della Human Fraternity Foundation, New Cairo, Egitto.
Workshop:
Discipline Pittoriche all’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli, Libia; Con i bambini della City of the Dead, Cairo, Egitto; Con i bambini all’Università del Molise, Campobasso.
INFO
Data vernissage: venerdì 13 febbraio 2026 ore 18.00
Mostra personale di Stefania Fabrizi “Chiacchiericcio”
A cura di Carmine Sorrentino
Durata esposizione: dal 13 febbraio al 31 marzo 2026
Luogo: TRAleVOLTE APS – Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 Roma
dal lunedì al venerdì ore 16:00-19:00
Per ulteriori informazioni
TRAleVOLTE Associazione di promozione sociale
Direzione: Francesco Pezzini
Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 Roma
Dal 25 gennaio al 28 febbraio 2026
STUDIO KENE – FONDAZIONE BETA – VIA GIUSTI, 24
Progetto promosso dal Museo Macro
L’Esquilino diventa punto di partenza e luogo di dialogo: un quartiere complesso e multietnico, riscoperto attraverso la fotografia.
Ma “KENE mette Radici” è anche un progetto a cui puoi prendere parte: durante la mostra sarà possibile contribuire alla creazione di un’opera collettiva, un mosaico fotografico partecipato. Un invito a creare legami, intrecciare storie, mettere radici.
Studio KENE – Via Giusti 24, Roma
La mostra è visitabile venerdì e sabato dalle 14:30 alle 20:00 o su appuntamento
email: studiokeneroma@pianoterra.net
Il progetto è promosso dal Museo MACRO, nell’ambito della rassegna UNAROMA OFF, la sezione diffusa nella città che invita alcuni spazi indipendenti romani a realizzare, con il supporto del museo, progetti sul territorio.
UNAROMA, inaugurata l’11 dicembre, è la grande collettiva che restituisce l’immagine di un panorama artistico romano ibrido, diversificato e generativo.
Dal 6 febbraio al 15 marzo 2026
PALAZZO MERULANA
a cura di
Giovanna Zabotti
Palazzo Merulana è lieto di presentare Contenuti per la cura, Opere di Cecilia Cocco e Daniela Flores mostra a due voci a cura di Giovanna Zabotti, con la produzione e l’organizzazione dell’Associazione Cultura360.
La mostra, che sarà aperta al pubblico dal 6 febbraio al 15 marzo 2026, si concentra sul dialogo tra le due artiste intorno al tema della cura, intesa come attenzione, disponibilità, accoglienza.
Cecilia Cocco sviluppa un linguaggio artistico sospeso tra sogno e realtà, dove l’ambiguità diventa strumento di suggestione. Le sue opere non raccontano, ma evocano: mondi silenziosi abitati da figure enigmatiche e oggetti fuori uso, diventati poetici proprio perché privati della loro funzione. Il passato non è per lei nostalgia, ma una fonte di grazia perduta. Oggetti e situazioni inusuali, isolati dal loro contesto, si trasformano in simboli di una realtà amplificata dove piccoli dettagli confondono l’ordinario e aprono a nuove possibilità percettive. “Non dipingo ciò che comprendo, ma ciò che mi somiglia”, afferma l’artista. Il suo lavoro vive nel contrasto tra visibile e invisibile, tra il quotidiano e ilsurreale. L’incomprensibile non è un limite, ma una presenza poetica che invita lo spettatore a rallentare e a lasciarsi attraversare da una bellezza sottile, misteriosa e inattesa.
Classe 2001, friulana, Cecilia Cocco è una giovane artista, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, che, come vincitrice del concorso Artefici del Nostro Tempo, ha esposto al Padiglione Venezia nell’edizione della Biennale Arte 2024 (Sestante Domestico) con l’opera Continental Breakfast.
Attraverso la fotografia Daniela Flores indaga il tema della cura come attenzione al dettaglio, allenando lo sguardo a cogliere ciò che normalmente sfugge. Le crepe, il tempo e la cura. Guardare il mondo da diverse prospettive, aiuta ad allargare gli orizzonti, a valutare le cose in modo diverso, ad osservare e guardare con occhi attenti, anche quelle parti che spesso sottovalutiamo. Guardare in modo diverso aiuta a trasformare le crepe, da distruzione a possibilità; d’altronde è ciò che fa il tempo. Ricompone i pezzi, lasciandone le giunzioni; esse sono parte della storia, parte del tempo. La cura è proprio questo. Avere la premura attraverso il silenzioso ma potente sostegno del tempo, di tutte quelle cose che basterebbe osservare con prospettiva diversa per rendersi conto di essere potenzialità, di essere nascita, di essere nuovo o semplicemente altro. Proprio come avvenne per il Palazzo Merulana, da palazzo d’igiene demolito a museo, da cura del corpo a cura dell’anima. Il mondo è in continuo movimento e lo sguardo segue il viaggio.
In mostra sarà presente anche un intervento di Matteo Giardiello, L’arte in backstage. Giardiello ritrarrà le artiste mentre lavorano (4 scatti esposti) per un intreccio tra arte ed esperienza vissuta che diventa racconto in atto.
Cecilia Cocco nasce il 6 ottobre 2001 in provincia di Udine. Dopo aver frequentato il corso di Grafica presso il liceo artistico della stessa città, si trasferisce a Venezia per seguire il corso di Laurea Triennale in Pittura all’Accademia di Belle Arti, dove si diploma nel febbraio 2025. Nel 2024 vince il primo premio della categoria Pittura al concorso indetto dal Comune di Vene- zia Artefici del nostro Tempo e l’opera vincitrice viene ospitata all’interno per Padiglione Venezia in occasione della 60° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, la Biennale Arte Stranieri Ovunque. Attualmente le è stato assegnato uno studio presso l’Emeroteca dell’Arte di Mestre, una residenza artistica nata dalla collabora- zione tra Fondazione Bevilacqua La Masa e i Musei Civici di Venezia. Ha esposto come primo artista per inaugurare lo spazio Vernice a Roma.
Daniela Flores è un’artista e fotografa con base a Roma. Creativa, versatile e attenta ai dettagli, affianca alla ricerca artistica una solida capacità organizzativa e di problem solving, maturata attraverso esperienze espositive, progettuali e collaborative. Diplomata con il massimo dei voti al Liceo Artistico Donato Bramante di Roma, frequenta attualmente l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel corso di Decorazione – Arti visive per gli spazi architettonici e il paesaggio. Il suo lavoro spazia dalla fotografia alla grafica, dalla progettazione di murales alla creazione di loghi e packaging personalizzati. Ha partecipato a diverse mostre ed eventi artistici, tra cui Identità Erranti (2024), The Vice (2025), la collettiva Oltre presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Rome Art Week 2024. È inoltre coinvolta in progetti interdisciplinari come NEXUSART per Manifesta Barcellona2024 e in collaborazioni con MAUPAL ARTIST e ABA Roma.
L’Associazione ha per scopo la organizzazione e la gestione di iniziative in ambito nazionale ed internazionale finalizzate alla promozione della cultura e dell’arte. Il nostro obiettivo è valorizzare i beni culturali di interesse artistico e storico, attraverso la conservazione, il restauro, la manutenzione, la promozione dell’arte, del restauro e delle espressioni artistiche.
Si occupa di promuovere talenti nel settore dell’arte contemporanea, della musica e dell’audiovisivo, di progettazione e di produzione di cortometraggi, lungometraggi e spot pubblicitari, progettazione e produzione di eventi culturali, ivi compreso rappresentazioni teatrali e cinematografiche nonchè edizione di libri e riviste.
MOSTRA VISITABILE CON BIGLIETTO D’INGRESSO PALAZZO MERULANA
Mercoledì-venerdì 12.00-20.0o
sabato e domenica 10.00-20.00
ultimo ingresso ore 19.00
Dal 31 gennaio al 7 marzo 2026
HYUNNART STUDIO
Spazi Interni
Dal sito “Itinerarinellarte”
Il 31 gennaio 2026 Hyunnart Studio presenta la mostra personale di Virginia Carbonelli, artista romana specializzata in calcografia e tecniche di stampa tradizionale e sperimentale.
Le incisioni in mostra sono paesaggi onirici, mappe di immagini nutrite dalla mutazione emotiva dell’artista, in grado di intraprendere imprevedibili percorsi, come negli eleganti tratteggi delineati su matrici di rame o nelle sperimentazioni segniche su polimetacrilato.
Siamo di fronte a un alfabeto grafico astratto in continuo rinnovamento, dove i segni solcano un’infinità di altri segni, punti, linee e tracciati multiformi, che hanno origine dalle esperienze e dai luoghi vissuti filtrati dalla memoria dell’artista.
Insieme ai lavori calcografici e ai monotipi, l’artista presenta per la prima volta una serie di xilografie intitolata Spazi interni. In questo caso vengono esposte sia le stampe sia le matrici incise che le hanno generate.
Nelle xilografie, le linee tracciate sulla superficie lignea rimarcano le venature e le potenzialità espressive dell’elemento naturale, rievocando il vitalismo dell’universo femminile, inteso come femminile interiore … Si palesano anche graffi, crepe, ferite, che non sono lacerazioni da rimarginare, ma cave da esplorare. Lo scavo del legno diventa metafora del profondo. Eppure, nelle opere non prevale mai il senso del dramma, forse la vena malinconica dell’artista che riflette sulla natura e sull’esistenza.
Corsi di arte online
Conclude il percorso espositivo un’opera site-specific ideata su sollecitazione dell’artista Paolo Di Capua, responsabile dello Hyunnart Studio.
Virginia Carbonelli – Spazi interni
testo di Simona Pandolfi
31 gennaio – 7 marzo 2026
Inaugurazione sabato 31 gennaio 2026, ore 18.00
Hyunnart Studio
viale Manzoni 85-87, Roma 00185
orario settimanale: dal martedì al venerdì 16.00/18.30
per appuntamento: 3355477120, pdicapua57@gmail.com
Dal 3 gennaio al 2 febbraio 2026
MEDINA ART GALLERY – VIA MERULANA, 220
Solo exhibit
La pittura di Angela Thouless nasce da un gesto istintivo e continuo, sviluppato nel corso di oltre vent’anni di ricerca tra pittura e linguaggio urbano. Formata ad Aberdeen, dove vive e lavora, l’artista trova un momento decisivo nel 2012, quando l’incontro con la street art di Amsterdam segna una svolta nella sua pratica: il muro diviene spazio espressivo e la bomboletta spray strumento di libertà e
sperimentazione.
Le opere in mostra si configurano come paesaggi mentali in trasformazione, in cui maschere rituali, figure simboliche ed elementi della quotidianità contemporanea convivono in composizioni dense e vibranti. Culture lontane si incontrano, dando vita a un linguaggio visivo che supera confini geografici e temporali. Il colore occupa un ruolo centrale nella ricerca: intenso, contrastato e diretto, attiva lo spazio dell’opera e coinvolge lo spettatore in modo immediato. In questo equilibrio tra spontaneità e controllo, gioco e consapevolezza, il gesto pittorico si fa esperienza sensoriale.
…Angela Thouless costruisce un universo visivo in cui il gesto pittorico è diretto e quasi fisico. La forza decorativa delle immagini si intreccia a una tensione simbolica e narrativa che rimanda a una dimensione collettiva e ancestrale, in cui l’immagine non descrive ma evoca, lasciando emergere ciò che pulsa sotto la superficie. La mostra si presenta così come uno spazio di incontro e attraversamento, in cui istinto e memoria, passato e presente, individuo e collettività dialogano apertamente. Un’esperienza visiva che invita lo spettatore a lasciarsi coinvolgere da un linguaggio pittorico libero e vitale, capace di parlare allo sguardo contemporaneo.

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