29 gennaio 2026 ore 19:00
GATSBY CAFE’
WOW!
Foto in mostra fino all’11 febbraio.
—
https://www.instagram.com/disillustrazione/
29 gennaio 2026 ore 19:00
GATSBY CAFE’
Dal 23 al 29 gennaio 2026
MEDINA ART GALLERY – VIA A. POLIZIANO, 32-34
Mostra collettiva
Dal 23 al 29 Gennaio 2026 Medina Art Gallery presenta “Signal & Silence”, la mostra collettiva del progetto curatoriale internazionale The Almanac Management di Danielle Sher con artisti da tutto il mondo che presenteranno pittura ad olio e scultura nella gallery di Via Angelo Poliziano 32-34 a Roma.
This isn’t just an art show, it’s a signal. Il progetto curatoriale internazionale “The Almanac Management” lancia così la prima mostra europea: “Signal & Silence” a Roma.
In un tempo di rumore digitale, i curatori sviluppano punti di incontro fuori dai feed social, per artisti emergenti internazionali. Per connettersi, disconnettersi e scoprire significati attraverso l’Arte. Ci si chiederà cosa significhi connettersi realmente, esplorando quello spazio dove il significato indugia e il silenzio parla.
Il periodo espositivo sarà caratterizzata da talk, conversazioni, workshop e riflessioni condivise.
Artisti in mostra:
Anastasia Krivolapova
Avraham Vofsi
Danielle Sher
Dominika Sikora
Emma Garay
Gaia Yoel
Mindy Paskil
Pablo Rojas Pittaluga
Ralph Lee
Ruth Feurstein
Urška Lončar
Yonatan Ron
Zane Shersher
Dal 24 al 31 gennaio 2026
MUEF ARTGALLERY
Mostra collettiva
Il Muef ArtGallery è lieto di presentare la mostra dal titolo “Ieri ho salvato il mondo”. Dal 24 al 31 gennaio 2026
Inaugurazione sabato 24 gennaio 2026 ore 17.30
Artisti partecipanti:
Sandro Bonforti, Bruno Bufalino, Paolo Casicci, Giovanna Cataldo, Anna De Angelis, Alexander L. Di Meglio, Hafiza, Mario La Carrubba, Ruggero Lenci, Franco Maruotti, Luisa Mazzullo, Lina Morici, Viviana Pallotta, Elio Rizzo.
“La bellezza salverà il mondo”, scrive Dostoevskij ne “L’Idiota”, affidando all’arte la capacità di trasformare
la realtà senza imporle una forma, ma donandole la dimensione del possibile. Di fronte a un presente
segnato da crisi ambientali, conflitti, smarrimenti identitari e un sovraccarico visivo, la bellezza non appare
più un rifugio, ma un campo di battaglia.
Il titolo, volutamente paradossale, suggerisce un gesto minimo, quotidiano, quasi accidentale, a cui ogni
artista si dedica: salvare il mondo non come atto epico, ma come microintervento nella trama
dell’esistente. La mostra esplora questa tensione, chiedendosi cosa significhi oggi per un’artista assumere
la responsabilità — o l’illusione — di incidere sul reale.
Le opere riunite, nella loro unicità e nel loro esporsi, sono di per sé stesse azioni che riparano all’inerzia del
nostro quotidiano. Alcune ricostruiscono, altre sottraggono; alcune interrogano il linguaggio delle
immagini, altre propongono nuovi immaginari; tutte, però, condividono una stessa urgenza: esercitare una
forma di cura critica verso il mondo, un atto di immaginazione responsabile.
“Ieri ho salvato il mondo” è dunque un invito a considerare l’arte, non come mero abbellimento, ma come
essenza ed esercizio del vivere, in cui la bellezza coincide con l’armonia, ma anche con la capacità di fare
attrito. Una bellezza che salva l’idea, il gesto, l’istante d’emozione e riflessione. Forse è abbastanza. Forse è
già un modo di salvare il mondo.
Dal 16 al 22 gennaio 2026
MEDINA ARTA GALLERY – VIA MERULANA, 220
“The Shape of Tomorrow” si inserisce nel vivace dialogo contemporaneo tra materia, colore e trasformazione emotiva. La pittura astratta di Małgorzata Rita Kowalska, profondamente radicata nella tradizione espressionista e divisionista, esplora le dinamiche della luce e del colore, trasformando ogni tela in un paesaggio interiore in continuo mutamento. I suoi lavori, spesso realizzati con tecniche miste, combinano pigmenti saturi e applicazioni materiche vibranti per creare superfici tattili e cariche di energia. In questa nuova serie, l’artista ci invita a intraprendere un viaggio nel cuore della trasformazione: le sue opere non rappresentano semplicemente la realtà, ma sospendono il tempo, cristallizzando momenti di passaggio tra ciò che è e ciò che sta per nascere. Ogni composizione emerge come un territorio emotivo, in cui forme fluide e materiali cromatici dialogano tra loro, sfidando la percezione dello spettatore e stimolando riflessioni sul nuovo, sull’ignoto, sulla possibilità di cambiamento.
…i pigmenti densi e vibranti non solo modulano la superficie delle tele, ma definiscono l’energia stessa dei passaggi rappresentati. Kowalska lavora con sapienza le giustapposizioni cromatiche – dall’incontro improvviso di rossi incandescenti e blu profondi ai dialoghi delicati tra gialli eterei e verdi muschiati – restituendo la complessità emotiva di ogni mutamento.Lo spettatore viene così immerso in un’esperienza quasi sinestetica, in cui contrasti visivi e risonanze interiori parlano di attesa, coraggio e della promessa luminosa di un futuro ancora informe.
…non è solo una mostra: è un invito a condividere il passo verso ciò che verrà, a percepire e vivere il momento della transizione, a guardare oltre i confini consolidati della percezione e del pensiero.La luce, il colore e il contrasto, elementi ricorrenti nella pratica di Kowalska, guidano lo sguardo e aprono uno spazio di riflessione, contemplazione e immaginazione. La mostra diventa così un terreno condiviso di esplorazione, dove arte e vita si intrecciano nel segno della speranza, della scoperta e della trasformazione.
…significa accettare la sfida di perdersi per poi ritrovarsi. Tra strati di materia e bagliori improvvisi, la mostra vuole essere un augurio: che ognuno possa scoprire, in questi paesaggi dell’anima, il proprio orizzonte di luce. Un invito a non temere il cambiamento, ma a viverlo con la stessa forza ed eleganza dei suoi colori.
Dal 16 al 22 gennaio 2026
MEDINA ARTA GALLERY – VIA A. POLIZIANO 4,6
“Stagioni Russe” si inserisce idealmente nel lungo e fecondo dialogo tra l’Italia e la tradizione figurativa russa, un rapporto avviato alla fine dell’Ottocento grazie alla prima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1895. Dalle icone intrise di spiritualità alle rivoluzioni formali di Kandinskij e Malevič, dall’intensità narrativa del realismo socialista fino alle ricerche più attuali, l’arte russa ha sempre offerto una prospettiva unica: profonda, lirica, sospesa tra interiorità e tensione collettiva.
È in questo orizzonte culturale che si colloca la ricerca di Dmitriy Permiakov, artista contemporaneo per la prima volta in mostra a Roma con un progetto che assume un valore particolare nel complesso scenario geopolitico odierno.
In un tempo attraversato da nuove barriere, l’arte torna a farsi ponte: non strumento ideologico, ma linguaggio universale, capace di restituire un sentire condiviso e di ricordarci la comune umanità al di là dei confini e delle differenze.
Con “Stagioni Russe”, Permiakov conduce lo spettatore in un viaggio nell’anima della sua terra. Il titolo racchiude molteplici livelli di significato: il ritmo naturale dei paesaggi sterminati della campagna russa, i cicli della vita e della storia, le emozioni in trasformazione. Con una pittura che fonde realismo e delicate atmosfere impressioniste, l’artista racconta l’inverno eterno, la fugace esultanza dell’estate, la meditazione dell’autunno e la promessa della primavera. Le sue tele evocano un legame ancestrale con la natura, una bellezza austera e spirituale che vibra di malinconia e luce.
…influenzata dalla tradizione sovietica del XX secolo e dagli impressionisti francesi, è nutrita dalla pratica della pittura en plein air, che gli consente di cogliere l’impressione fugace di un istante e la vitalità dei colori naturali. Permiakov si muove così nella scia dei grandi maestri del paesaggio russo come Aleksej Savrasov e Isaak Levitan, esplorando il lirismo della campagna, la quiete dei villaggi, la poesia dei paesaggi innevati.
Accanto alla dimensione naturale, nella sua opera affiora un sottile senso dell’ironia e una profonda introspezione, in un equilibrio tra realtà e riflessione psicologica. È lo spleen russo – la saudade delle pianure bianche, la Sehnsucht degli orizzonti infiniti, la morriña delle case di legno – una nostalgia che parla di identità e condizione umana, richiamando atmosfere letterarie come quelle de Lo Spleen di Pietroburgo.
“Stagioni Russe” diventa così più di una semplice esposizione: un dispositivo simbolico, un attraversamento poetico della memoria, della luce, del tempo. Le opere di Permiakov ci invitano a rallentare, a osservare il mutare delle stagioni e della vita, restituendo allo sguardo una profondità spesso dimenticata.
Un viaggio nella sensibilità russa che diventa, inevitabilmente, un viaggio universale.
Dall’11 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026
FOYER TEATRO BRANCACCIO
Mostra

Dall’11 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026
TRALEVOLTE APS – PIAZZA DI PORTA S. GIOVANNI, 10
Una mostra dittica dove l’artista si cimenterà con lo spazio di TRAleVOLTE e con un’antologica alla Fondazione Menna.
La Fondazione Filiberto e Bianca Menna, in collaborazione con TRAleVOLTE APS, il Lavatoio Contumaciale e il TOMAV Experience, è lieta di annunciare Una diversa temporalità, duplice progetto espositivo di Salvatore Sava che si terrà a TRAleVOLTE APS giovedì 11 dicembre, ore 18:30, con un lavoro realizzato appositamente per lo spazio, e con un’ampia antologica alla nostra fondazione, venerdì 12 dicembre, ore 18:30.
Il lavoro di Salvatore Sava restituisce al concetto di senso, inteso con Merleau-Ponty come sentir du monde perçu e dunque come sensazione (sentimento) dell’esperienza, un valore che l’intellettualismo potrebbe soltanto negargli: e proprio per questo ogni singola opera dei suoi ampi cicli si presenta sempre radicalmente lontana dai freddi concettualismi per imboccare la strada più tiepida dell’analiticità.
Offrendo racconti che assorbono al loro interno l’universo poetico della natura, Sava propone complessi plastici aperti all’ambiente circostante (dedicati alla terra, al vento, alla luna e la sua luce), con l’idea di trasformare il contesto sensoriale in un simbolo emotivo, in un dispositivo capace di ricucire lo strappo tra l’artificio e l’ecosfera, di ammorbidire gli attriti tra l’io e il mondo, finanche di annullare le distanze tra l’esistenza umana e la sua humboltiana continuità naturale.
1# Misurandosi con il generoso e caratteristico spazio architettonico di TRAleVOLTE, Sava crea innesti costruttivi (l’innesto per lui è parola d’ordine creativa) portando alcune sculture preesistenti che diventano per l’occasione episistemi d’un complesso plastico totale e totalizzante.
2# Del suo lungo itinerario creativo, la Fondazione Menna presenta oggi un nucleo di lavori datati tra il 1995 e il 2025 per raccontare ad ampio raggio una foresta pulsante di segni e di sogni, di materie e memorie, di traboccamenti e trabocchetti, di linee sinuose che collegano l’esistenziale all’essenziale.
I direttori della Fondazione
Antonello Tolve e Stefania Zuliani
*** MINIBIO dell’artista ||| Salvatore Sava è nato a Surbo nel 1966, dove vive e lavora. Dal 1990 è docente all’Accademia di Belle Arti di Lecce, mentre la sua prima personale risale al 1983. Tra le altre personali si ricordano Magica Luna, a cura di L. Caramel (Castello Carlo V, Lecce 1996), Tramontana, a cura di L. Caramel (Galleria San Carlo, Milano 1999), Opere 1994-2001, a cura di L. Caramel (Castello Carlo V, Lecce 2001), Eliomorfosi, a cura di L. Caramel (Galleria San Carlo, Milano 2009), Il candido presepe, a cura di G. Appella (Duomo di Orvieto, 2010-2011), Le radici della speranza, a cura di M. Guastella (MAP – Museo della Scultura Contemporanea, Brindisi 2011), Follie Barocche, cura di L. Gaeta e M. Guastella (Università del Salento e Monastero degli Olivetani, Lecce 2014), Echi di natura in giallo fluo, a cura di R. Ghezzi (Galleria San Carlo, Milano 2019), Estate in Accademia (Accademia di Belle Arti, Lecce 2021), L’altra scultura, a cura di P. Bolpagni (Fondazione Biscozzi / Rimbaud, Lecce 2022), Quarantennale di attività (Oratorio di S. M. del Popolo, Surbo 2023), Acquachina. Pioggia senza arcobaleno, a cura di M. Cesari (Parco delle Cave Marco Vito, Lecce 2025). Nel 2005 ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma e nel 2006 ha vinto il Premio internazionale di scultura Terzo Millennio (Erbusco). Nel 2008 ha inoltre vinto il Premio Mastroianni nell’ambito della VI. Biennale Internazionale di Scultura della Regione Piemonte (Torino) e nel 2012 il Premio Limen Arte per la scultura a Vibo Valentia. Del 2023 è un’opera monumentale installata presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento. Sue opere si trovano in varie collezioni pubbliche e private tra cui la BNL di Roma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera, il MIG – Museo Internazionale della Grafica di Castronuovo Sant’Andrea, la Fondazione Ragghianti di Lucca, la Fondazione Biscozzi / Rimbaud di Lecce e l’Università del Salento.
Salvatore Sava
Una diversa temporalità
12 dicembre 2025 | 07 febbraio 2026
Fondazione Filiberto e Bianca Menna, Via dei Monti di Pietralata 16 – Roma
info | www.fondazionemenna.it – +39 089 254707 +39 340 1608136
orari di apertura | dal lunedì al giovedì, ore 10:00-13:00 (o su appuntamento)
TRAleVOLTE APS
Piazza di Porta San Giovanni 10 – Roma
info | www.tralevolte.com – tralevolte@gmail.com
orari di apertura | dal lunedì al venerdì, ore 16:00-19:00
Dal 13 dicembre 2025 al 16 gennaio 2026
VILLA ALTIERI
Mostra personale di
Si è inaugurata a Villa Altieri la mostra personale di Solo Renato – “Fragile 2.0”, evento promosso da Città metropolitana di Roma Capitale e dalla Consigliera Delegata alla Cultura Tiziana Biolghini.
«Se proviamo a chiudere gli occhi e ad abbandonarci alle memorie del passato, a quando eravamo bambini, riaffiora senza dubbio un ricordo luminoso della nostra infanzia. I ricordi sono fatti di gesti: semplici, evocativi, capaci di riportarci indietro in un tempo che ci sembrava privo di sovrastrutture, genuino, non giudicante. La conoscenza di Roberto, attraverso la sua arte, lascia tracce – ha detto Biolghini al taglio del nastro insieme all’artista Roberto Guagnano – Segni che ci avvicinano, che fanno da ponte tra noi e i nostri desideri: quelli che per troppo tempo abbiamo lasciato impolverare e che, nelle sue opere, tornano a prendere colore e forma. Con la liberazione immaginifica di “Otta”, la piovra, Roberto ridefinisce il modo in cui guardiamo la realtà, spostando la prospettiva: i tentacoli non sono più minaccia, ma diventano influenze, ramificazioni profonde, legami che testimoniano una connessione autentica con l’altro. Lo fa giocando, esponendosi, accettando la sfida di mostrarci che ognuno di noi, nella propria diversità, può essere — e diventare — ciò che desidera».
Il progetto nasce da una visione condivisa ed è frutto di un lavoro portato avanti insieme alle persone del laboratorio di inclusione sociale Ver.Bene – il Laboratorio di Inclusione MIX and MATCH, con sede presso Ver.Bene odv a Frosinone. Qui il benessere mentale non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano: una componente essenziale della vita delle persone.
La mostra sarà visitabile fino al 16 gennaio 2026 a Villa Altieri, Viale Manzoni 47, Roma.


Dal 13 dicembre 2025 all’1 febbraio 2026
PALAZZO MERULANA
Palazzo Merulana è lieto di presentare la mostra “Senza cornice”, personale del pittore Giorgio Ortona.
La mostra Senza cornice di Giorgio Ortona sarà aperta al pubblico dal 13 dicembre 2025 fino al 1 febbraio 2026, vanta i contributi critici di Maria Grazia Calandrone, Plinio Perilli e Claudio Strinati.
Il progetto espositivo ha al suo centro la città contemporanea quale contenitore esistenziale e artistico praticamente inesauribile dell’ispirazione pittorica. Attraverso le numerose opere in mostra, verranno valorizzati i tre generi tradizionali della pittura – paesaggio, figura, e natura morta – ma rivisitati con un linguaggio estremamente contemporaneo. Si parte dall’esplorazione di Roma, città d’adozione dell’artista e crogiolo di forme stratificate nei secoli, per allargare la visione ad altre città quali ad esempio Tripoli (sua città natale), Napoli, Palermo o Addis Abeba. Alcune di queste riprese anche da Google Maps.
L’universo pittorico di Ortona indaga la realtà del quotidiano, dagli interni domestici, al paesaggio urbano semi-periferico, con particolare attenzione alle “palazzine”, e non solo quelle romane, oramai storicizzate. Plinio Perilli descrive così la ricerca di Ortona: “la rete espressiva di Ortona si è come allargata, impennata, esasperata tra l’Io proprio Io (o super-Io, o Es inconscio) che ci pertiene, e una serie di ritratti domestici, o comunque familiari, concittadini, urbani e suburbani, amicali o anonimi… che domano e riplasmano il nostro sano, profondo sogno e bisogno di Realismo.”
Negli ultimi anni la sua ricerca include anche il tema dell’acqua, espresso dalla rappresentazione dei bagnanti o dai luoghi del turismo balneare, quali stabilimenti, piscine e spiagge.
Il ritratto è rivolto sempre verso soggetti della vita urbana, ad esempio i turisti o gli atleti, e le nature morte, invece, attraverso i sacchi di cemento o materiale per l’edilizia. Claudio Strinati approccia la sua materia pittorica come a cavallo “tra definizione e cancellazione, due dimensioni visive pressoché opposte ma da lui ottenute con gli stessi mezzi.”
Concepisce ogni sua opera non come definitiva e conclusa, ma appartenente ad un discorso più ampio ed aperto, che prevede, nel corso del tempo, la rivisitazione con aggiornamenti espressivi del dipinto stesso, appunto “senza cornice”, fluendo agevolmente attraverso lo scorrere del tempo e i suoi mutamenti. “Giorgio Ortona è il poeta del movimento figurativo e verbale, nel senso che i suoi quadri e i titoli dei suoi quadri possono cambiare nel tempo. Niente è cristallizzato, niente è fermo. Tutto è inquietudine e fermento, nervosismo dell’ossessione e dell’irrequietezza. Vitalità, in una parola. E i titoli che Ortona impone ai quadri importano, perché completano l’opera visiva, spesso senza spiegarla, aggiungendo anzi a quello che si vede (e non si vede) mistero, ironia, malinconia, bellezza”, così sintetizza la sua visione sull’artista Maria Grazia Calandrone.
NOTA BIOGRAFICA: Nato a Tripoli nel 1960. Si è laureato in architettura all’Università di Roma e ha poi seguito un corso internazionale di pittura a Cadice sotto la direzione del suo maestro A. López García. Pittore figurativo e realista con una «evidente aspirazione all’astrazione», dipinge paesaggi urbani – vedute desolate di palazzine periferiche romane prive in sé di qualsiasi bellezza, scorci di città siciliane –, ritratti di composte figure umane, nature morte, il cui tratto poetico principale è l’incompiutezza: si tratta di opere che sembrano «sul punto di disfarsi», per es. lasciando ampie zone indefinite di colore (gialli, bianchi, grigi) che contrastano l’iperrealismo dell’immagine, e che non vogliono riprodurre la realtà ma «esprimere una dimensione interiore» (V. Sgarbi, Giorgio Ortona. I corpi, le nature morte, le costruzioni, 2010), per es. quella della vita che si intuisce dietro le facciate delle brutte palazzine lasciate in eredità dai palazzinari romani degli anni Cinquanta e Sessanta. Tra le sue opere: la serie di ritratti in olio su tavola di Padre (2002-03) e di Sidney (2009-10); la serie di nature morte in olio su tela Sacchi (1994-2012); e i paesaggi, sempre in olio, Cantiere Pantanella (1999; collez. MACRO), La tangenziale (2001), Edificio messinese (2007), Appio Latino (2010), la serie Le palazzine di Roma (2010-11), Centocelle (2011). Nel 2011 ha partecipato alla 54a Biennale di Venezia.
Da mercoledì a venerdì: 12.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Sabato e domenica: 10.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
Dal 4 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026
MUSEO STORICO DELLA FANTERIA

Dal sito “I Musei di Roma
La mostra Picasso. Il linguaggio delle idee, ospitata al Museo Storico della Fanteria a Roma, esplora i diversi medium attraverso cui Pablo Picasso ha trasmesso le proprie idee e visioni artistiche. Il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni tematiche che restituiscono la poliedricità dell’artista, dal realismo accademico dei primi lavori giovanili fino all’approfondimento della pratica incisoria.
Sono esposte numerose litografie e acqueforti che rappresentano i vari periodi della carriera di Picasso, offrendo uno sguardo completo sulla sua evoluzione artistica. Un’ampia sezione è dedicata alle ceramiche, con numerosi pezzi che testimoniano la straordinaria capacità di trasformare la terra in forme e oggetti creativi.
Particolare rilievo è riservato al lavoro realizzato per i balletti russi, con disegni originali per costumi e scenografie del celebre balletto Le Tricorne, ispirato alla Spagna popolare.
La mostra mette in luce un Picasso eclettico e poliedrico, capace di esprimersi attraverso molteplici linguaggi artistici oltre la pittura, confermandosi artista completo e innovatore.
L’offerta didattica associata favorisce l’immersione nelle opere e la comprensione approfondita della creatività di Picasso, valorizzando la sua capacità di esplorare e reinventare diversi linguaggi artistici.
La mostra è curata da Joan Abelló e Stefano Oliviero ed è organizzata da Navigare Srl.
La mostra Picasso. Il linguaggio delle idee verrà inaugurata il 4 ottobre 2025 e sarà visitabile fino al 25 gennaio 2026.
Gli orari di apertura della mostra saranno questi:
Ultimo ingresso: 30 minuti prima della chiusura
Questo invece il costo dei vari tipi di biglietti d’ingresso previsti:
Museo Storico della Fanteria – Piazza di S. Croce in Gerusalemme, 9 – 00182 Roma (RM)
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi
Just another WordPress.com site
"Al tempo la sua arte/ All'arte la sua libertà."
da San Giovanni a Colli Albani
Problemi, notizie ed altro del rione Esquilino di Roma
Notiziario di storia, arte e archeologia (©2010-)
il quotidiano on line di Roma e provincia
Visite guidate ed aperture speciali a Roma
«Certa gente è fatta così, deve spremere ogni opera d’arte fino all’ultima goccia e gridarlo ai quattro venti» (E. Jelinek, "La pianista")
FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIR VIRTUTE E CANOSCENZA
Art'immagine. Arte è immagine! Arte è immagine? Immagine è arte? Immagin'arte, Immaginare è un'arte.
All roads lead to Rome - Alle wegen leiden naar Rome
ROME - THE IMPERIAL FORA: SCHOLARLY RESEARCH & RELATED STUDIES.
Rete Economia Sociale e Solidale
Il blog di EdiLet - Edilazio Letteraria
Ricordi, fotografie e viaggi