Pubblichiamo con grande piacere dall’ account Facebook “Casa dell’amicizia Esquilino APS” l’interessante e notevole lavoro che ci ha inviato l’amico Piefelice Licitra relativo alla storia della Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Si tratta di 15 schede che con una grafica chiara ed accattivante aiutano a conoscere questo monumento unico al mondo: dalla metodologia costruttiva alle ipotesi della sua funzione, dalla sua spoliazione e il seguente interramento alla scoperta casuale.
Cliccando sull’immagine seguente potrete aprire le schede e sfogliarle come fosse una vera pubblicazione. Ogni pagina può essere facilmente ingrandita con lo strumento “+”. Buona lettura a tutti
Memorie sommerse; i bronzi del Ponte di Valentiniano
un progetto espositivo a cura di Federica Rinaldi e Agnese Pergola.
L’esposizione intende valorizzare un patrimonio poco conosciuto ma di grande importanza per la ricostruzione della topografia monumentale di Roma, un gruppo di straordinari bronzi legati alla decorazione del ponte romano, originariamente costruito da Agrippa nel I secolo d.C. e restaurato dall’imperatore Valentiniano nel IV secolo con l’aggiunta di questi preziosi elementi scultorei. Al suo posto, in occasione del Giubileo del 1475, verrà costruito Ponte Sisto. I materiali in bronzo, riemersi nel 1878 durante gli interventi sugli argini del Tevere e per lungo tempo custoditi nei depositi del Museo, tornano visibili e fruibili oggi grazie a un approfondito lavoro di restauro e di studio che ne ha permesso una nuova, completa contestualizzazione.
La mostra sarà aperta al pubblico da domani 5 dicembre 2025 fino al 12 aprile 2026
𝗠𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝘀𝗲: 𝗶 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗶𝗮𝗻𝗼, a cura di Federica Rinaldi e Agnese Pergola
5 dicembre 2025 – 12 aprile 2026
Martedì – Domenica 9:30 -19:00 (ultimo ingresso alle 18:00)
Palazzo Massimo, Largo di Villa Peretti, 2
Mostra inclusa nel costo del biglietto di ingresso del Museo, salvo le gratuità di legge.
Un interessantissimo video su Porta Maggiore e dintorni realizzato da “Turista in casa” che evidenzia uno dei monumenti più belli e più importanti di Roma Antica ma dimenticato dalle istituzioni, svilito dal mercatino abusivo di merce riciclata dai cassonetti e/o rubata e letteralmente massacrato dal continuo passaggio di autoveicoili, tram e treni.
Quello che avrebbe potuto diventare un sito archeologico di primaria importanza e bellezza continuerà ad essere una rotatoria per il traffico incessante anche dopo i lavori di trasformazione del “trenino giallo” in tram
Tra l’altro, cosa che pochi conoscono, in un fornice di Porta Maggiore sono presenti degli affreschi di epoca romana che se non restaurati corrono il rischio di essere persi per sempre
Tornano le Giornate Europee del Patrimonio, il 27 e il 28 settembre la Soprintendenza Speciale di Roma propone un ricco programma di aperture straordinarie, visite guidate, inaugurazioni e novità
Domenica 28 settembre sarà eccezionalmente aperta alle visite anche la Basilica sotterranea di Porta Maggiore. Come sempre i posti sono contingentati per questo è necessaria la prenotazione: Turno delle 15.30 di domenica 28 settembre https://forms.gle/UodcxtJe46wZ42tE9 Turno delle 16.30 di domenica 28 settembre https://forms.gle/QajuTBSNw3mk8RMH9 Turno delle 17.30 di domenica 28 settembre https://forms.gle/k6DTcxy5rSb7mgrYA
ore 17:00 e 18.00 Visita guidata Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme
A seguire
ore 21:00
VORTEX di Gaspar Noé, 2021, Italia, 142’ versione orginale con sottotitoli in italiano Una coppia di anziani trascorre le giornate nel proprio appartamento parigino: l’uomo (Dario Argento) è un critico cinematografico impegnato a concludere il suo libro Psyche: cinema e sogni, mentre la moglie (Françoise Lebrun) è una psicologa che sta combattendo contro l’alzheimer. Nel loro appartamento, insieme a pile di libri e ricordi, rischiano di perdersi in un abisso. «Ci sono film che non ti aspetti e non ti aspetteresti mai. Che la fantasia non riesce a concepire. Che non esistono neanche nei sogni più proibiti. Quelle cose che appaiono, così, all’improvviso e trasformano l’impossibile in possibile. Vortex di Gaspar Noé è uno di questi. Castrato e umiliato da Thierry Frémaux che l’ha selezionato in Cannes Premier (quando avrebbe meritato di certo il concorso) e programmato il penultimo giorno del festival alle 23.30 nella Salle Debussy, il film a Cannes non è in pratica esistito, eppure è stato uno delle più sorprendenti scoperte di questa 74esima edizione. Sorprendente per tanti aspetti. Uno su tutti Dario Argento. Chi si sarebbe mai immaginato di vederlo nei panni del protagonista assoluto di un film, per altro recitato in francese? Certo qualche cammeo in passato lo aveva anche fatto (Amore all’ultimo morso di John Landis, Il cielo è sempre più blu di Antonello Grimaldi), ma questa volta Dario è presente sullo schermo per tutto il tempo. Per di più, è cosa nota che Gaspar gira senza copione e i dialoghi vengono improvvisati al momento. Dario Argento se la cava alla stragrande e riesce persino a commuovere. Ecco, la commozione è un’altra cosa che non ti aspetti. Non te l’aspetti in un film di Gaspar Noé. Fin da Seul contre tous, Noé ci ha abituato alle emozioni forti, alla violenza estrema (Irréversible), al sesso spinto (Love), alle visioni allucinogene (Climax), raccontando il genere in un modo che, nel bene o nel male (o lo si ama o lo si odia), solo lui sa fare. Con Vortex, invece, Gaspar affronta un tema privato, delicato e, sulla carta, difficile» (Manlio Gomarasca).
ore 18.00 Visita guidata Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme
A seguire
ore 21:00
PHENOMENA di Dario Argento, 1985, Italia, 109’ «C’è una sperduta regione della Svizzera infestata da un pazzo che da anni va assassinando fanciulle trafugandone il corpo. C’è un collegio femminile dove arriva fresca fresca la protagonista, con il suo sonnambulismo e la sua misteriosa capacità di comunicare con gli insetti. C’è un entomologo paralitico (Donald Pleasence) con scimmietta-infermiera (determinante, come gli insetti, nella soluzione della vicenda). E soprattutto ci sono una serie di orrori insostenibili» (Fabio Ferzetti). «A sensazione, a pelle, in Phenomena ci trovo tante cose mie. Tanto mio cinema. Ma anche tante storie private. Tanti personaggi che ho conosciuto, che ho amato, che mi hanno amato, cui ho fatto del bene, che mi hanno fatto del male, che ho aiutato, che mi hanno tradito, che non conosco, che non conoscerò mai. Per me, samurai, è stato come un viaggio mistico quindi, quasi religioso, tra bellezze ed orrori, tra sensazioni tenere e terribili» (Argento).
ore 18.00 Visita guidata Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme
A seguire
ore 21:00
TENEBRE di Dario Argento, 1982, Italia 101’ Uno scrittore americano di polizieschi, venuto a Roma per presentare il suo ultimo libro, si trova invischiato in un giallo. «La trovata di Argento, che si è scritto il soggetto e la sceneggiatura da solo, è questa: a metà del film viene ucciso anche l’assassino! Ma chi ha ucciso allora l’assassino? E perché i delitti continuano a ripetersi? Questo risvolto esce un po’ dalla norma del giallo, così come il convulso finale» (Callisto Cosulich). «Ho lavorato con il nostro grande direttore della fotografia Luciano Tovoli: abbiamo voluto una luce metallica, solare in una Roma moderna d’acciaio e cemento, per nulla barocca o decadente. La nostra è una Roma cattiva, con una luce fredda e totale contrapposta alle tenebre dell’anima, della mente. La città diventa un puzzle di immagini» (Argento).
ore 18.00 Visita guidata Area Archeologica di Santa Croce in Gerusalemme
A seguire
ore 21:00
4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO di Dario Argento, 1971, Italia, 104’ Roberto Tobias (Michael Brandon), batterista in un gruppo rock, si sente seguito da alcuni giorni da un misterioso individuo. Una sera, finite le prove con il proprio gruppo, decide di affrontare direttamente il proprio persecutore: trascinato in un teatro, lo uccide accidentalmente utilizzando in maniera maldestra lo stesso pugnale dell’aggressore… «Volevo raccontare la storia di una coppia, un marito e una moglie che vivono sotto lo stesso tetto ma che non sanno nulla l’uno dell’altro, ognuno di loro può avere dei segreti inconfessabili, tremendi. […] In questo film ho esasperato tutto ciò che avevo appreso fino a quel momento, ho cercato di ottenere il massimo dell’inventiva utilizzando i macchinari più strani. Per la sequenza finale ho usato la Pentazet, una macchina che apparteneva all’Università di Lipsia che la utilizzava per lo studio della fusione dei metalli, l’unica al mondo a raggiungere una velocità di ripresa di 18.000 e – in teoria – 30.000 fotogrammi al secondo. Noi siamo riusciti ad arrivare a 12.000 fotogrammi con un procedimento particolare. Il risultato finale è una splendida e fluidissima sequenza al rallentatore» (Argento).