Vengono applicati su serrande, cassonetti, portoni, pali e in ogni area possibile. Gli adesivi pubblicitari illegali sono oggetto di numerose segnalazioni dei cittadini, stanchi di vedere le proprietà private e pubbliche tappezzate e danneggiate da annunci di traslochi, rigattieri e altro.
La Polizia di Roma Capitale da tempo opera a contrasto del fenomeno, in tutti i modi possibili, spesso con difficoltà oggettive dovute alla necessità sia di cogliere al lavoro l’affissore (che prevalentemente opera in orari notturni) o rintracciare il committente, sempre molto sospettoso e difficile da individuare.
Talvolta la collaborazione dei cittadini aggiunge frutti all’operato degli agenti, e questo è uno dei casi: la segnalazione telefonica, giunta da una associazione di cittadini, ha oggi indirizzato gli agenti in via Busiri Bici, zona Monteverde, che hanno colto due “attacchini” all’opera.
Le borse che i due avevano con sè sono state sequestrate e risultate piene di adesivi, circa 5000 in numero. Oltre al sequestro e la sanzione i due sono stati obbligati a rimuovere tutto quello che avevano affisso precedentemente.
Anni fa, un mio amico, editore di fantascienza, mi disse che non avrei mai avuto successo, perché mettevo troppa politica nei miei romanzi e racconti; forse ha ragione, ma non ne posso fare a meno.
Mettiamola così, sono un vecchio residuato bellico degli anni Settanta, che pensa come la scrittura, anche la più disimpegnata e superficiale, sia politica: perchè prende atto delle follie e delle contraddizioni del Reale e tenta di cambiarle con la Parola.
Per questo mi illudo di essere come il Cirano di Guccini.
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perché con questa spada vi uccido quando voglio
Prima di smettere con le mie chiacchiere e lasciarvi alla seconda parte del racconto, piccola nota a margine, a uso dei miei parenti: zia Olga non ha strani scheletri nell’armadio, solo mi piaceva…
UOMINI SOLI
Commemorazione nel XXV° Anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio
Teatro Ambra Jovinelli
Via Guglielmo Pepe 45, Roma
Martedì 23 maggio 2017 dalle ore 21
c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio, 80/a
(angolo via Conte Verde) – Roma
A GOOD AMERICAN
IL PREZZO DELLA SICUREZZA
un film di Friedrich Moser
Austria, 2015, 100′
il film sarà presentato in collegamento via Skype dalla distributrice Grazia Porqueddu
Dopo la fine della Guerra Fredda, il migliore decodificatore che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, insieme ad un piccolo team all’interno della NSA, inizia a sviluppare un rivoluzionario programma di sorveglianza in grado di captare qualsiasi segnale elettronico sulla terra, filtrarlo e fornire risultati in tempo reale, tutto questo senza invadere la privacy. Il programma è perfetto – a parte per un dettaglio: è troppo economico. Per questo motivo i vertici della NSA, bramosi di dollari, lo scaricano – tre settimane prima dell’11 settembre. Quando la NSA incomincia la sorveglianza di massa dei cittadini americani in seguito agli attentati, il code-breaker lascia l’agenzia. Un amico prende il suo posto e all’inizio del 2002 cerca di ridare vita al programma lanciando un test-run basandosi sui dati conosciuti prima dell’11 settembre. Appena il programma viene avviato, sullo schermo compaiono i nomi dei terroristi. La risposta della NSA è una sola: chiudere completamente il programma! Questa è la storia di Bill Binney, del programma chiamato ThinThread e di come l’alternativa perfetta alla sorveglianza di massa sia stata scartata dalla NSA per interessi economici. A Good American racconta una delle storie più importanti della società dell’informazione ed esamina i meccanismi interni e i nodi di una rete politico-economica il cui raggio d’azione si estende ben oltre l’America.
Regia: Friedrich Moser – Soggetto e Sceneggiatura: Friedrich Moser – Cast: Christopher Beer, Gregor Huter, Mars Mohr – Story Editor: Jesper Osmund – Montaggio: Jesper Osmund, Kirk von Heflin – Fotografia: Friedrich Moser – Suono: Christopher Slaski, Guy Farley – Produzione: Friedrich Moser blue+green communication – Distributore: Arch Production
L’Associazione abitanti via Giolitti – Esquilino nella persona della prof.ssa Maria Prassede Capozio si è fatta carico di interpellare l’Arch. Marina Magnani Cianetti responsabile negli anni passsati dei lavori di restauro del cd. Tempio di Minerva Medica, ormai giunti quasi al termine, riguardo all’annoso problema dei danni che arreca il passaggio dei treni della ferrovia Laziali Centocelle sia ai monumenti di via Giolitti sia ai palazzi. Interessante la risposta dell’Arch. M. Magnani Cianetti che si presta ad ulteriori considerazioni. Ecco il testo integrale delle e-mail .
Alla cortese attenzione dell’ Arch.Marina Magnani Cianetti
Soprintendenza Speciale per il Colosseo,
il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma
Piazza delle Finanze, 1 00185 Roma
Gentile Architetto,
sono Maria Prassede Capozio e le scrivo a nome dell’Associazione Abitanti Via Giolitti -Esquilino.
Ho avuto modo di incontrarla, qualche tempo fa, in occasione dell’apertura al pubblico del c.d. Tempio di Minerva Medica,dove siete impegnati in una importante opera di restauro e conservazione del monumento.
Mi rivolgo a lei per chiedere un sostegno ai nostri, purtroppo finora vani, tentativi di “liberare”
Minerva Medica dall’abbraccio mortale del trenino Centocelle- Laziali.
Le condizioni di Via Giolitti si sono aggravate per il cattivissimo stato in cui versano la tranvia e
il manto stradale, le vibrazioni dei palazzi di cui soffriamo da anni sono ormai insopportabili.
Immaginiamo lo stato di sofferenza a cui viene sottoposto quotidianamente il monumento
dal passaggio frequentissimo dei treni che rischia di compromettere e vanificare il risultato
dei lavori di recupero lunghi e costosi.
Lei e la Soprintendenza potete far sentire la vostra autorevole voce perché si ponga fine a
questa situazione pericolosa e snervante.
Liberiamo il c.d. Tempio di Minerva Medica, salviamolo da questi insulti quotidiani, rendiamolo visitabile.
I nostri appelli rivolti agli organi Comunali preposti continuano a restare inascoltati.
Confidiamo in voi.
Grazie per il suo impegno.
Un cordiale saluto
Maria Prassede Capozio
e questa è la risposta
Gentile dottoressa Capozio
rispondo alla sua mail anche a nome della dottoressa Mariarosaria Barbera.
Mi ricordo la piacevole giornata in cui abbiamo potuto presentare a Lei e a molti abitanti dell’Associazione l’impegnativo restauro che avevamo eseguito e che ora si sta concludendo anche nella parte interna di Minerva Medica.
Io sono in pensione da qualche mese ma comunque con la dott.ssa Barbera sto ancora seguendo le sorti del monumento e Le posso assicurare che stiamo eseguendo 2 tipi di monitoraggi (condotti da Enti distinti) mirati proprio alla verifica delle vibrazioni e agli eventuali danni sul monumento.
La nostra attenzione è sempre molto costante e continua e siamo sempre disponibili a coinvolgere di nuovo gli Enti pubblici di competenza.
Teniamoci in contatto.
Distinti saluti
Marina Magnani
Vorremmo far notare la frase “Le posso assicurare che stiamo eseguendo 2 tipi di monitoraggi (condotti da Enti distinti) mirati proprio alla verifica delle vibrazioni e agli eventuali danni sul monumento.”
Quanti monumenti a Roma, anche di valore inestimabile, sono soggetti a questo tipo di controlli? E perchè solo il cd. Tempio di Minerva Medica è stato monitorato anche prima dei restauri e nel 2007 si arrivò alla decisione di ricostruire alcune parti in modalità antisismica? Perchè da quando è stata inaugurata la Ferrovia Roma Fiuggi nel 1916 il monumento è stato chiuso al pubblico dopo che da sempre ha rappresentato un esempio da imitare per architetti ed ingegneri tanto da ispirare opere che a loro volta sono diventate patrimonio universale UNESCO? Perchè nei secoli passati pittori ed incisori lo hanno eletto a uno dei monumenti più riprodotti di tutta Roma e da cento anni è caduto nel più assoluto oblio? Vorremmo che a queste domande rispondessero tutti coloro che nonostante la realtà (facilmente verificabile) di una linea ferroviaria che nel tratto Porta Maggiore – Stazione Laziale è utilizzata solo da pochi intimi (spesso è addirittura possibile vedere vetture completamente vuote) vorrebbero investire decine di milioni di euro per farla arrivare alla Stazione Termini invece di trasformarla in una moderna tranvia e liberare palazzi e monumenti di via Giolitti “dall’abbraccio mortale” .